Troianiello, Basso e Calil dietro Santoruvo

Troianiello, Basso e Calil dietro Santoruvo

Senza paura. Questo è lo spirito con cui scende in campo il Frosinone, e la caratteristica che più dà forza ai laziali e più fa paura alle avversarie: la spavalderia con la quale i canarini scendono in campo, forti delle aspettative ampiamente superate, il che si traduce in un “possiamo anche sbagliare”. Il Toro invece no, non può; nome, colore, categoria lo obbligano a fare quel che…

Senza paura. Questo è lo spirito con cui scende in campo il Frosinone, e la caratteristica che più dà forza ai laziali e più fa paura alle avversarie: la spavalderia con la quale i canarini scendono in campo, forti delle aspettative ampiamente superate, il che si traduce in un “possiamo anche sbagliare”. Il Toro invece no, non può; nome, colore, categoria lo obbligano a fare quel che l’avversaria di turno sta facendo senza che le sia stato chiesto. Undici ragazzi, quelli allenati da Checco Moriero, dai curricula di mediocre prestigio, ma dalle gambe svelte; una realtà non molto dissimile dal Padova che pochi giorni fa ha dato una piccola lezione ai granata. La speranza di Colantuono è che questa sia stata imparata a sufficienza da sapere come comportarsi, oggi al Matusa.

I padroni di casa scenderanno in campo con una difesa collaudata, seppure non garanzia di inviolabilità, con l’esperto Sicignano tra i pali protetto dalla linea formata da Del Prete, Scarlato, Bocchetti e Maietta. C’è tanta Napoli, in questo Frosinone: partenopeo di nascita (ma palermitano di formazione) l’estremo difensore, prodotti azzurri anche i due centrali di difesa, con il 32enne Gennaro Scarlato unico ex di turno, Colantuono escluso (sei non indimenticabili mesi in granata nell’anno 2000 -anzi, fu proprio a Torino che si compì la sua evoluzione tattica, da laterale di centrocampo a centrale di difesa). Napoli è praticamente “scritta” anche nel nome e cognome di Gennaro Troianiello, talentuosa ala destra che sta mostrando tutto il suo talento in questo avvio di campionato, e che è forse l’uomo più temuto (dopo Caetano Calil) dalla retroguardia del Toro.

Sulla fascia opposta sgroppa e galoppa Simone Basso, frutto del vivaio del Parma, tanta gavetta fino alla B. Qualche dubbio in mezzo, dove -assente Biso- dovrebbe giostrare una coppia austro-svizzera che a molti farà ricordare il duo Dzemaili-Säumel della prima parte della scorsa stagione granata: Gucher-Basha, 40 anni in due (!), entusiasmo e polmoni. Davanti a loro, la stella Calil girerà intorno all’unica vera punta, che dovrebbe tornare ad essere il barese Santoruvo, tentando di attirare fuori dalla linea i centrali di Colantuono. Pochi dubbi, dunque, per Checco Moriero: l’ex-ala di Inter e Nazionale italiana valuta solo l’eventuale inserimento, a centrocampo dell’Under 21 azzurro Bolzoni, fin qui poco utilizzato, e lascia aperta una porta per il brasiliano Jefferson ne ruolo di centravanti.

Probabile formazione (4-2-3-1): Sicignano; Del Prete, Scarlato, Bocchetti, Maietta; Basha, Gucher; Troianiello, Calil, Basso; Santoruvo. A disposizione: Frattali, Ascoli, Semenzato, Cariello, Bolzoni, Mazzeo, Jefferson. Indisponibili: Biso.

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