Toro, un’annata da record…

Toro, un’annata da record…

Catania – Torino 1-2 / Per il Toro è il superamento del ventennio più buio della sua storia?

di Gianluca Sartori,

 

I numeri non sono tutto, ma molto spesso aiutano: ecco allora che possiamo affidarci a qualche statistica per evidenziare quanto l’annata che stanno realizzando Ventura e i suoi uomini sia in controtendenza con l’ultimo, triste, ventennio che hanno dovuto sopportare i tifosi granata.

MIGLIOR RISULTATO DALL’ISTITUZIONE DEI TRE PUNTI – Il traguardo raggiungo ieri di 45 punti in classifica attesta infatti il miglior campionato del Toro da quando sono stati per una vittoria ad una squadra vengono attribuiti i tre punti, ossia dalla stagione 1994-1995. In quell’annata, il Toro che iniziò la stagione con Rampanti in panchina per poi proseguirla, da ottobre in poi, con Nedo Sonetti, terminò il campionato esattamente a quota 45 punti, salvandosi con largo anticipo e finendo in undicesima posizione. Da lì in poi, solo sofferenze per il Toro nella massima serie, eccezion fatta per l’annata del 2001-2002 con Giancarlo Camolese in panchina, in cui il Toro terminò il campionato con 43 punti.
L’altro record, che era già stato abbattuto con la vittoria sul Cagliari, è quello del miglior risultato dell’era Cairo, che prima di quest’anno consisteva nel raggiungimento del magro bottino di 40 punti in Serie A, ottenuti nelle stagioni 2006-2007 e 2007-2008.

50 PUNTI NEL MIRINO – Ora il prossimo traguardo a cui possono puntare Kamil Glik e compagni può essere quello, significativo, dei 50 punti in classifica, che sarebbe importante per Giampiero Ventura, il quale eguaglierebbe l’annata del Bari dei miracoli annata 2009-2010, quando condusse i pugliesi al decimo posto in  classifica, proprio con 50 punti.

Quanto dicono queste statistiche, insomma, è che per il Toro la strada sembra tracciata per un netto superamento del ventennio più triste della storia ultracentenaria della Società di via Arcivescovado, che si è dovuta abituare alla dimensione di una “provinciale” che si è barcamenata tra stagioni di Serie B e stagioni di Serie A faticose e sofferte: una dimensione che non si confà assolutamente a quello che era stato il Torino negli ottant’anni precedenti della sua Storia. La responsabilità adesso per la Società guidata da Urbano Cairo è quella di proseguire su questa strada, costruendo gradualmente ma costantemente un Torino che possa essere una delle realtà più solide della Serie A, perché questa annata non deve essere solo un episodio, una stagione “imbroccata” e basta, ma un passo avanti verso una crescita stabile che possa far dimenticare definitivamente alla gente del Toro un ventennio di amarezze che non merita.

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