Toro, occhio alle motivazioni del Crotone!

Toro, occhio alle motivazioni del Crotone!

Lo Psicologo Granata / I granata dovranno fare attenzione alla squadra di Nicola, e soprattutto a se stessi…

di Riccardo Agnello

Il prossimo avversario del Torino sarà il Crotone del vecchio amico Nicola. I calabresi fino a 2 settimane fa sembravano avviati verso un finale di stagione in cui l’unica cosa che potevano salvare era l’onore, non certo la categoria, infatti il penultimo posto e gli 8 punti di svantaggio dalla quartultima sembravano un ostacolo assolutamente insormontabile. E invece sono bastate 2 vittorie contro Chievo e Inter e un solo punto conquistato dall’Empoli per ridurre da 8 a 3 il distacco facendo rientrare miracolosamente i pitagorici nella corsa alla permanenza in serie A. Personalmente ho sempre apprezzato la squadra di Nicola anche nei momenti più bui e  ritengo che, se si trova in una posizione di classifica così scomoda, lo debba, in parte, anche alla sfortuna (sono una marea i punti persi negli ultimi minuti di partite giocate magari anche meglio degli avversari). Nelle ultime 2 gare, però, la grinta messa in campo dalla compagine rossoblù è stata impressionante tanto da renderla, a mio avviso, la squadra più motivata del campionato. Partita dopo partita Davide Nicola (che si sta rivelando un bravissimo allenatore) è riuscito a trasmettere la sua grinta alla squadra, plasmandola sempre più a sua immagine e somiglianza.

Proprio contro questa motivazione dovrà vedersela il nostro Toro. Ovviamente il divario tra le 2 squadre è immenso (senza contare il rendimento interno dell’una e quello esterno dell’altra che non fanno che aumentare la forbice) ma è arcinoto che sottovalutare una avversario non può portare altro che disastri, specie se davanti hai una squadra col coltello tra i denti che giocherà “alla morte” per portare via 3 punti dal Grande Torino. Un mio paziente ha voluto fare un paragone tra questa partita e quel famoso Torino-Salernitana 2-3 del 2010 che vide un Toro lanciato verso i play-off perdere contro una Salernitana quasi spacciata che si giocava una delle ultime possibilità di restare in serie B. Per evitare un epilogo simile il Toro dovrà rimanere concentrato per 90 minuti senza mai abbassare la guardia aggredendo l’avversario dal primo minuto come spesso fa in casa; se così dovesse essere, non me ne vogliano gli amici calabresi, ma non ci sarà partita poiché la superiorità dell’11 di Miha è troppo evidente. Diversamente potrebbe anche finire piuttosto male per i ragazzi.

Come dice il mio paziente, più che Falcinelli e Trotta il Toro dovrà stare attento a se stesso e ai cali di concentrazione.

Alla prossima dal vostro Psicologo del Toro!


Laureato in Economia, gestisco un negozio di caffè che trasformo clandestinamente in uno studio in cui esercito la professione di psicologo dedicato ai miei compagni di tifo; 30 anni, da 24 abbonato in maratona ho imparato a comprendere il comportamento di ogni singolo fenotipo di tifoso del Toro e mi diverto ad analizzarlo. Al quinto anno sulle colonne di TN, ecco a voi lo Psicologo del Toro!

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