Toro, nervi saldi e self-control: il Derby va giocato così

Toro, nervi saldi e self-control: il Derby va giocato così

Troppe espulsioni (alcune inventate) nelle ultime stracittadine: questa volta non sono ammesse ingenuità

di Lorenzo Bonansea,

Prima regola: mantenere i nervi saldi. Seconda regola: mantenere i nervi saldi. Il Derby della Mole di domenica ha tanto in palio, non “solo” l’orgoglio cittadino: c’è un Europa da non mollare proprio adesso per il Torino, e una rincorsa scudetto per la controparte bianconera. I granata sono chiamati a mantenere la calma e non perdere la brocca, perché giocarsela fino alla fine undici contro undici può – eufemisticamente – fare più che la differenza.

Inutile ricordare come negli ultime 5 anni, il Torino abbiamo avuto ben 7 espulsioni tra derby in casa e fuori: indipendentemente dagli errori arbitrali (palesi soprattutto nelle due occasioni in cui ad essere buttato fuori è stato Acquah), serve maggiore self-control. Con Ventura il Toro contro la Juve pareva troppo passivo, con Mihajlovic esageratamente aggressivo e sovraccarico (chiedere a Baselli per conferme), con Mazzarri – si spera – che si sia arrivati ad un giusto compromesso per affrontare questa partita come una gara importante e da giocare con la giusta cattiveria, ma senza commettere sciocchezze.

Baselli, Acquah, Molinaro: giocatori che – in questo Toro – sanno cosa voglia dire lasciare la propria squadra in 10 durante un derby. Domenica sarà importante rimanere concentrati e non farsi prendere dal furore agonistico. Perché un derby va vinto con il coltello trai denti, certo. Ma va vinto appunto. E in parità numerica, i cugini – questa volta – potrebbero finalmente non avere vita facile. Il Toro può farcela.

3 Commenta qui
  1. user-13746076 - 6 mesi fa

    Sarà dura, giocheremo in 11 contro … 11 e mezzo.

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  2. LoviR - 6 mesi fa

    Mi fido di Mazzarri. FORZA TORO e basta!

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  3. robert - 6 mesi fa

    Contro la Juventus perderanno sempre e sapete perché ?Perché entrano in campo con la paura di perdere invece di avere la convinzione di vincere.Se questo non bastasse ecco che spunta il solito aiutino dell’arbitro che in malafede decreta un rigorino o un fuorigioco inesistente e magari a tempo scaduto.E come diceva Andreotti a pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca.

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