Un Torino B nel 2018/19? Ipotesi molto remota. Ecco perchè

Analisi / La FIGC ha diramato le indicazioni per i ripescaggi delle Seconde Squadre in Serie C: la società granata ha possibilità infinitesimali di poter essere scelta

La novità delle Seconde Squadre, comparsa nelle ultime settimane, e confermata giorni fa dalla federazione (QUI l’annuncio), ha interessato subito tutto il mondo del calcio italiano, che ha guardato con attenzione a questa nuova opportunità. La formula delle Seconde Squadre è già stata adottata da tempo in altri paesi, come la Spagna, e il fatto che anche l’Italia sia riuscita a fare questo passo avanti è importante. Una società come il Torino, attenta al settore giovanile in maniera particolare, con un vivaio di alto livello che produce alcuni talenti che riescono ad arrivare in Prima Squadra, ha subito prestato attenzione alla questione, monitorando la situazione, e fiutando una possibilità di creare un Torino B nel quale i migliori prodotti della Primavera potessero competere in un campionato professionistico, avvicinandosi meglio al mondo del calcio della Serie A. Lo stesso presidente Cairo, non più tardi di tre settimane fa, aveva apertamente detto di essere pronto a candidare il Torino per questo progetto.

3 CRITERI – I desideri del patron (QUI le sue parole in merito) di partecipare al bando delle Squadre B, però, devono fare i conti con i criteri del ranking con cui si selezioneranno i club di Serie A per le Seconde Squadre. Si parte da questo presupposto. Per completare i gironi di C, in caso di fallimenti o mancate iscrizioni, si procederà in questo modo: il primo posto libero in C sarà a disposizione di una Seconda Squadra di A, il secondo di una retrocessa dalla Lega Pro, il terzo per una società che ha vinto i playoff di Serie D (qui la classifica vede in testa la Cavese, secondo il Como). E così via. Insomma, è difficile che per la prossima stagione siano più di 1-2 i club di A chiamati in causa. Inoltre, come si diceva, oggi sono stati diramati dalla FIGC i tre criteri per stabilire il ranking da seguire per i club di A, e non vanno affatto a vantaggio dei granata ma, anzi, li escludono quasi totalmente. Questi criteri andranno a comporre poi una classifica finale, dalla quale si ricaverà la squadra ripescata.

CONVOCATI UNDER21/UNDER15 – Il primo criterio, che vale per il 40% della graduatoria, è legato a doppia mandata ai giovani “Azzurrini”. Verrà creata una speciale classifica nella quale si conteranno i giocatori che sono stati convocati nelle Nazionali minori, dall’Under 21 all’Under 15 nelle stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Alla società che conterà il numero maggiore di chiamate in Azzurro, verranno assegnati 20 punti, alla seconda 19, alla terza 18 e così via fino all’ultima. Nel caso ci fosse una situazione di parità nel numero delle convocazioni, prevarrà la squadra che avrà ottenuto il maggior numero di convocazioni nella Nazionale Under 21; nel caso sussistesse ancora la parità, si andrebbe a guardare il numero massimo delle convocazioni in Under 20 e così via verso il basso. Il contributo alle nazionali giovanili del Torino durante l’ultima stagione non è stato eccellente: Morra Bean, Tesio e Guerini in Under 16, Rauti nell’Under 18, Buongiorno nell’Under 19 e Bonifazi ed Edera nell’Under 21.

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POSIZIONAMENTO IN CLASSIFICA – Un altro 30% viene attribuito in base alla classifica finale dell’ultimo campionato. Come si sa, nel 2017/2018,  il Torino ha concluso al nono posto. Alla squadra che si è aggiudicata il primo posto, verranno assegnati 20 punti, alla seconda 19, alla terza 18 e così via. Il Torino riceverebbe così 12 punti.

AFFLUENZA – L’ultimo 30% riguarda l’affluenza media allo stadio dalla stagione 2012/2013 a quella 2016/2017. Il numero medio degli spettatori allo stadio va riferito alle gare interne di regular season disputate dalla stagione sportiva 2012-13 alla stagione 2016-17 ed è ottenuto dividendo il totale degli spettatori (paganti e abbonati) risultante dai dati forniti dalla Siae per il numero totale di incontri di regular season disputati dalla società nel periodo suddetto. La squadra che avrà registrato il numero massimo di affluenza media, otterrà 20 punti, la seconda 19 punti, la terza 18 punti, e così via. In caso di parità di punteggio nella classifica finale, a prevalere sarà la squadra meglio classificata nell’ultimo campionato.

Quantità di giocatori convocati nelle nazionali giovanili, affluenza media allo stadio nelle ultime cinque stagioni, ultimo piazzamento in campionato: non c’è bisogno di effettuare i calcoli in modo completo per capire che si tratta di criteri per il ranking che inibiscono – e non poco – la possibilità che il Torino riesca ad essere selezionato per iscrivere una Seconda Squadra alla serie C, considerando che difficilmente più di due club di Serie A riusciranno nell’intento e che tra le società che hanno già dichiarato di essere pronte ad iscrivere la Squadra B ci sono la Juventus, l’Inter, il Milan, l’Atalanta e la Fiorentina. Almeno per la stagione 2018/2019, dunque, un Torino B sembra assolutamente un’ipotesi lontana.

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