Toro, la difesa parte dall’attacco: dal Cagliari all’Inter, nuova evoluzione

Toro, la difesa parte dall’attacco: dal Cagliari all’Inter, nuova evoluzione

Verso il lunch match / Con gli isolani la pressione degli attaccanti granata è stata vincente: ma con i nerazzurri cambierà tutto

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Tra le cose migliori che il Torino ha fatto vedere nella sfida contro il Cagliari – e che andranno replicate nella sfida con l’Inter di domenica – c’è stata sicuramente la capacità granata di recuperare il pallone nelle zone avanzate del campo, anche subito dopo averlo perso, potendo così impostare azioni offensive rapide e maggiormente pericolose (come in occasione del contropiede che ha portato al tiro strozzato di Ljajic nel secondo tempo).

BENE CON IL CAGLIARI – Va detto che una gran mano è stata data ai granata dalla scarsa qualità dei centrali cagliaritani nel far girare il pallone e dalla parità numerica che Iago Falque, Belotti e Ljajic potevano vantare su Romagna, Andreolli e Capuano; pressati in uno contro uno, i centrali – ed il centrocampo non ha saputo aiutare – hanno spesso commesso gravi errori che hanno spalancato voragini per gli avanti di Mihajlovic.

Andreolli è costretto a liberarsi del pallone, ma le linee di passaggio verso Romagna e Capuano sono coperte da Belotti e Falque. La risalita di Valdifiori a mettere pressione a Cigarini (che perderà il pallone) fa il resto. Ljajic resta vicino, in agguato: è il sistema di posizioni preventive studiato da Mihajlovic

A MILANO – Una condizione che i granata dovranno sapere adattare anche contro il l’Inter – seppure in maniera totalmente diversa: anzitutto, lo schieramento a quattro che verosimilmente Spalletti metterà in campo a San Siro concederà più tranquillità alla manovra nerazzurra, che dalla sua può anche fare affidamento su centrali certamente più qualitativi (ma non esenti da errori) come Miranda e Skriniar. Per questo, i granata dovranno saper studiare delle alternative tattiche per tenere alta la squadra ed evitare di farsi saltare troppo facilmente sulla prima linea di pressione.

IL COMPROMESSO – Il Toro, in definitiva, dovrà scegliere il giusto compromesso tra l’aggressione del possesso avversario e la prudenza nel non lasciare troppi spazi alle spalle dell’attacco in cui la qualità nerazzurra possa avere buon gioco. Contro il Cagliari si sono visti i primi segnali di un’azione di reparto finalmente efficace, a Milano – in una delle sfide più difficili – l’arduo compito di continuare sulla giusta strada.

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