Toro, in casa mai così male dal ritorno in A: contro il Genoa puoi solo vincere

Approfondimento / La vittoria casalinga manca ormai da due mesi. Se contro il Genoa non arriveranno i tre punti sarà il peggior girone d'andata casalingo dal 2012/2013

Toro, è arrivato il momento di rialzarsi. Contro il Genoa i granata hanno un solo risultato utile: la vittoria. Le mura dell’Olimpico Grande Torino infatti, si sono trasformate in un vero e proprio tabù negli ultimi mesi. Era il 29 ottobre, quando i ragazzi di Mihajlovic raccoglievano gli ultimi tre punti casalinghi contro il Cagliari. Quella era una partita da dentro o fuori per il tecnico granata, che riuscì a vincere grazie a una prestazione di carattere dei suoi giocatori. Da quel giorno in poi però, qualcosa sembra essersi rotto.

 

DUE MESI – Da quella famigerata sera di ottobre, i granata non hanno mai più raccolto il bottino pieno tra le mura dell’Olimpico Grande Torino. Un dato insolito, almeno se si analizzano gli ultimi anni vissuti dai granata in Serie A. Nel girone di andata infatti, il Toro ha storicamente costruito le proprie vittorie e le proprie certezze davanti al pubblico amico. Anche per questo, i soli 10 punti guadagnati dal Torino nelle 8 gare disputate sin qui non devono e non possono bastare. È vero, le principali soddisfazioni quest’anno la squadra se l’è tolte fuori casa. I pareggi prestigiosi contro Inter e Milan e la vittoria contro la Lazio (più il successo in Coppa Italia contro la Roma) però, non sono sufficienti per una squadra che (almeno sulla carta) ha ambizioni europee.

RECORD NEGATIVO – Contro il Genoa dunque i granata avranno un solo risultato a disposizione: la vittoria. Per non eguagliare il record negativo della stagione 2012/2013 infatti, serviranno i tre punti. Ma facciamo un passo indietro. Se da un lato è vero che quell’anno il Torino fece soltanto 11 punti nelle 9 partite casalinghe disputate nel girone d’andata, è altrettanto vero che quel Toro aveva tutt’altri obiettivi. La squadra dell’allora tecnico Ventura si riaffacciava alla Serie A dopo diverso tempo, e l’unico obiettivo era una salvezza tranquilla. Salvezza poi raggiunta certo, ma da allora la squadra si è completamente rinnovata. Quello era il Torino di Cerci, Bianchi, Meggiorini e Santana, quello del 4-2-4. Oggi la storia è ben diversa: i granata stanno cercando di acquisire una mentalità vincente, ma per farlo sarà fondamentale ritrovare un trend positivo davanti al proprio pubblico.

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