Toro, quel vantaggio difficile da mantenere: troppe le rimonte subite dai granata

Toro, quel vantaggio difficile da mantenere: troppe le rimonte subite dai granata

Ben 8 – di cui 6 in casa – i punti persi dai granata dopo aver raggiunto il vantaggio: clamoroso, soprattutto, il pari con il Verona…

3 commenti

Lo sappiamo fin troppo bene: il Toro si presenta alle ultime 4 partite del girone di andata con una classifica non in linea con le ambizioni europee della squadra, e servirà un ritorno di grandissimo livello per sperare in un posto europeo. Se però si analizza il cammino dei granata in queste prime 15 giornate, emerge abbastanza chiaramente come la graduatoria sarebbe potuta cambiare in positivo per i ragazzi di Mihajlovic anche “solo” mantenendo il vantaggio in quelle situazioni in cui i granata si erano portati avanti. Con quei punti, il Toro avrebbe circa la stessa classifica della Sampdoria.

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In totale, i punti “persi” dai granata da una situazione di vantaggio sono 8. La prima rimonta subita è in realtà un po’ particolare: stiamo parlando del 2-2 contro la Sampdoria, dove i granata sono andati si in vantaggio per 2-1, ma non prima di aver rimontato l’iniziale gol blucerchiato di Zapata. In ogni caso, una volta rimontata la Samp, il Torino aveva il dovere di tenersi stretto il vantaggio, guadagnato in casa contro una diretta concorrente per l’Europa League. La rimonta più clamorosa subita dai granata è però quella contro il Verona, da 2-0 a 2-2 – ancora tra le mura amiche del Grande Torino. Tra queste due sfide, sono già quattro i punti lasciati per strada – tutti in casa.

Veniamo, poi, all’unica tra queste gare dove la rimonta subita può considerarsi “accettabile”: a San Siro il più bel Toro della stagione passa in vantaggio con Iago Falque contro l’Inter, ma i nerazzurri riescono a firmare l’1-1 nella ripresa con il subentrato Eder, fermando sul pari i ragazzi di Mihajlovic. Visto l’impressionante ruolino di marcia della squadra di Spalletti in casa, un punto strappato a San Siro è sicuramente un punto guadagnato, ma con un po’ più di attenzione (e di cattiveria sottoporta), i granata potevano tornare a Torino con due punti in più. Infine, i due punti persi contro l’Atalanta: un’altra volta il Torino si fa recuperare in casa, contro una squadra concorrente per l’Europa League e a pari punti in classifica. Insomma, calcolando i punti persi da rimonta in casa, il Torino avrebbe adesso 26 punti – 28 se si calcola anche la sfida contro l’Inter. Fantacalcio, certo, ma per una squadra che gioca sempre “per vincere e mai per non perdere” questi sono punti che pesano. E pesano tanto.

3 commenti

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  1. robert - 2 settimane fa

    Le considerazioni e le ipotesi della redazione lasciano il tempo che trovano.La partita dura 90 min., a volte anche di più,e bisogna saperla gestire bene soprattutto da l’allenatore.Nel caso del Toro(avete visto i gol fatti e subiti ?) è il centrocampo scarso che dovrebbe fare pressing,proteggere la difesa e impostare le ripartenze.Tutto il resto è aria fritta !!!!!!

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  2. Simone - 2 settimane fa

    Ovviamente l’atteggiamento tattico non c’entra nulla, è solo colpa dei singoli

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  3. WGranata76 - 2 settimane fa

    L’ultima frase identifica bene il problema. L’immaturità ed inesperienza dell’allenatore spesso portano a sottovalutare l’importanza del risultato rispetto all’atteggiamento.
    Abbiamo visto più volte che la squadra non cambia atteggiamento e perde spesso concentrazione proprio quando serve di più.
    Certo i giocatori non sono per niente esenti da colpe, ma la famosa mentalità vincente di cui parla l’allenatore da tempo non si è vista nella maggior parte delle occasioni. Non dico che conti vincere a tutti i costi ed è solo quel che conta come dicono i gobbi, ma semplicemente contro il Verona e simili se sei in vantaggio avere più attenzione specie nei minuti finali, serrare i ranghi, attaccare più di contropiede (semplice e intuitivo) e meno di manovra (difficile con scarsa lucidità) porta vantaggi e punti preziosi.
    Un allenatore esperto sa valutare queste cose e agire per portare miglioramenti sui singoli e nel collettivo.
    Serve abbandonare la via del cercare di vincere sempre e valutare punto per punto, visto che siamo ancora lì vicino all’europa per miracolo e demeriti di un campionato ben livellato.

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