Torino-Padova 0-1 Seconda sconfitta

Torino-Padova 0-1 Seconda sconfitta

Primo Tempo. Il match tra Torino e Padova si rivela difficile come preventivato. I veneti sono una squadra tosta e ben messa in campo che difficilmente si fa trovare impreparata. Tecnicamente non sarà al livello dei granata, ma  di certo non ha nulla da invidiare a molte altre squadre di B. Gli schemi proposti da Colantuono e Sabatini sono speculari: 4-3-1-2. Il Padova pressa alto i padroni di casa…
Primo Tempo. Il match tra Torino e Padova si rivela difficile come preventivato. I veneti sono una squadra tosta e ben messa in campo che difficilmente si fa trovare impreparata. Tecnicamente non sarà al livello dei granata, ma  di certo non ha nulla da invidiare a molte altre squadre di B. Gli schemi proposti da Colantuono e Sabatini sono speculari: 4-3-1-2. Il Padova pressa alto i padroni di casa e non li fa ragionare, costringendoli spesso a rallentare la manovra per trovare sbocchi per giocare il pallone. La gara nella prima frazione è viva e si gioca a buon ritmo. Tuttavia, nonostante ciò, non si registrano numerose azioni pericolose. Chi va più vicino alla rete sono senza dubbio gli ospiti all’11 con una prodezza di Cuffa: il biancorosso dentro l’area gira d’esterno e al volo un pallone su cui nessuno pensava potesse arrivarci. Ne esce una sorta di palombella beffarda che potrebbe diventare un eurogol, ma ancora una volta Sereni si supera e devia in angolo. Vantaggiato e Di Michele, probabilmente per consegne tattiche del mister, giocano la prima mezzora molto vicini verso il lato sinistro dell’attacco. Poi Colantuono rimette le cose a posto allargando i due giocatori ed i granata riescono a sfruttare tutto il campo. Non è un caso che il Toro venga fuori alla distanza e al 40’ sfiori la rete da calcio d’angolo con un colpo di testa di Zoboli su cui Agliardi risponde da campione. Ma quella è l’unica vera parata del’estremo difensore veneto in tutta la prima frazione, frazione che si chiude con un errore madornale di Diana che da pochi passi dalla linea di porta devia male di testa un cross pennellato di Gasbarroni.

Secondo tempo. Pochi giri di lancetta, e cambia il risultato, anche se non nel modo sperato dal pubblico di casa. Quella del numero 10 padovano, Di Nardo, è una saetta improvvisa: il piccolo attaccante calcia da fuori area mettendola con violenza sotto la traversa, laddove neppure con le ali si arriva. Un paio di giocatori granata, nel frattempo, a centrocampo erano impegnati a protestare, e continueranno ancora dopo il gol: Di Michele infatti ritiene di avere subito fallo prima del passaggio per Di Nardo, le sue parole evidentemente non piacciono a Damato, che lo ammonisce. Cartellino, purtroppo, destinato a pesare.
Il Torino reagisce, e confezione subito le più nitide occasioni, due in una volta sola: girata di Vantaggiato e impatto con un difensore, botta di Zoboli e palla alta di poco. Di Michele è nervoso, protesta spesso, mentre Colantuono opera l’atteso doppio cambio: fuori Vantaggiato, dentro Bianchi; fuori Diana, dentro Leòn, per un Toro super-offensivo, con quattro attaccanti in campo per mezz’ora. La squadra si schiera con un 4-2-3-1, con Coppola e Zanetti a presidiare la difesa, Leòn e Gasbarroni sulle fasce, Di Michele dietro Bianchi.
L’honduregno viene subito incaricato dei calci da fermo, e mette in mezzo tre corner interessanti da cui però non nasce nulla. Il Padova, da subito dopo la rete, ha completamente smesso di giocare a calcio, attuando un catenaccio come davvero non se ne vedevano da parecchio, all’Olimpico: nessun passaggio in avanti, solo distruzione dei tentativi. Distruzione che riesce.
Quando il Toro non si fa male da solo: Di Michele riesce a farsi ammonire ed espellere per simulazione. Abbandona il campo applaudendo il pubblico (e con un gesto di scusa), venendone ricambiato.
Il Toro prova a costruire qualcosa ma non ci riesce, anche grazie alla grande aggressività degli euganei, che spesso arrivano primi sul pallone, con le buone o con le cattive (infatti iniziano a fioccare i cartellini). L’undici di Sabatini, in superiorità numerica, riesce perfettamente nel suo intento, con un anti-calcio che nelle sue condizioni si rivela essere una tattica vincente (nel finale, in 11 contro 10, arriva anche un paio di volte dalle parti di Sereni in contropiede), mentre il Torino più brutto di questo bellissimo avvio di campionato incappa mestamente nella prima sconfitta tra le mura amiche.

(Foto: M.Dreosti)

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