Rampanti: “Teniamoci il risultato e basta. Zaza-Belotti? Serve partecipazione”

Rampanti: “Teniamoci il risultato e basta. Zaza-Belotti? Serve partecipazione”

Parola al mister / Il commento del nostro Serino Rampanti su Torino-Genoa 2-1

di Lorenzo Bonansea,

Il Torino torna alla vittoria dopo il solo punto conquistato contro Parma e Cagliari, e aggancia il sesto posto tornando in zona Europa League. Per riflettere approfonditamente su quanto successo allo stadio “Grande Torino”, come di consueto, abbiamo dato la “Parola al Mister” Serino Rampanti.

Serino, il leitmotiv di questo post-partita è quello del “vince ma non convince”. Sei d’accordo?

Di questa partita mi tengo solo il risultato. La squadra per il resto non mi è piaciuta, mi sono entusiasmato solo contro la Samp e bisogna stare attenti a fare i complimenti a questa squadra. E per questa gara non ci sono complimenti. E’ sempre positivo quando non giochi bene e fai risultato, al contrario di quando fai bene ma non lo fai: meglio così dunque, per carità. Per questo dobbiamo essere soddisfatti, però, c’è ancora tantissimo da fare.

Spesso abbiamo usato la metafora del pugile abbattuto e che negli incontri successivi deve cercare di “non prenderle”. Dopo il k.o. di Parma, c’è stata comunque una “crescita”.

La squadra aveva bisogno di rimettersi in sesto dopo la sconfitta con il Parma, un k.o. pesante. Si è ripresa a Cagliari leggermente e si è ripresa ieri. Questo risultato è arrivato, ma si è notato che i giocatori non erano sciolti e sicuri: il risultato col Parma ha lasciato scorie, e queste scorie possono essere eliminate del tutto non tanto nella partita di Coppa ma solo a Milano, la prossima settimana. Il risultato, ricordiamocelo, porta sempre sicurezza – e il giocatore può essere più libero da pensieri quando va fuori casa. Il Toro ieri non era sicuro nelle giocate, il gioco non scorreva, non era sciolto. E si può analizzare il perché di questo.

Nel 3-4-1-2 di ieri, come hai visto i due centrocampisti davanti alla difesa?

Giocando con due attaccanti e con Iago libero di svariare, davanti alla difesa Mazzarri ha messo i due “constrastatori” della squadra, che sono Meite e Rincon. Non è nelle loro corde velocizzare il gioco, perché per farlo non bisogna essere veloci nella corsa ma nel disimpegno. Spesso Rincon perde tempo nel controllo, ma perché non è nelle sue caratteristiche fare diversamente. Però se arrivasse a fare qualche tocco in meno ci guadagnerebbe la scioltezza nella manovra. Meite è più bravo in questo, ma la sua struttura non gli permettere di essere svelto nei disimpegni. Quindi sono bravi nel reggere l’azione avversaria, ma meno bravi nella distribuzione veloce, e la squadra ha risentito di questo. Il gioco ha mancato di brillantezza.

Tra le note positive (risultato a parte) c’è la prestazione di Ansaldi.

Quella di ieri credo sia stata una delle migliori partite di Ansaldi nel Torino. Ha recuperato molto bene, ogni tanto stare fuori non è detto che faccia male. Si è ricaricato e in campo ha fatto vedere tutte le sue qualità, è un giocatore che quando sta bene è estremamente importante: a differenza di altri, gioca bene con tutti e due i piedi, e ieri tra l’altro ha fatto anche gol. E’ stato bravissimo in tutto. Però non deve fare come altri in passato, che dopo partite bellissime han forse festeggiato troppo in settimana… Deve continuare sempre così per diventare uno importante. Il Torino sta accarezzando una posizione di classifica bella, ma deve mantenerla e migliorarla. E per farlo, ogni giocatore dovrà avere il rendimento di Ansaldi ieri: così facendo quella posizione si potrà consolidare e magari migliorare.

Come ha visto la scelta di Mazzarri di puntare sul tridente?

Intanto mi ha fatto piacere vederlo in campo di nuovo, in forma. A gioco lungo (ed un campionato è lungo) viene sempre premiato colui che è coerente e ha polso fermo sulle proprie convinzioni. Nel caso di Mazzarri, convinzioni di principio sul sistema di gioco (cioé disposizione in campo dei giocatori). Mazzarri in tutto il suo percorso alla guida del Toro ha dimostrato di possedere questa coerenza, ma anche di essere sempre alla ricerca (quando necessario) di soluzioni tattiche che possano permettere ai singoli della rosa di avere l’opportunità di giocare. Ieri, inserendo Zaza dal 1′ non ha fatto che questo e bisogna dargliene atto.

Iago Falque ha agito da “tutto-fare” sulla trequarti.

Nei miei precedenti interventi su tvvarna h0 fatto notare alcune cose che ritengo importanti e che vorrei approfondire. Ad esempio, Iago Falque quando gioca nel suo ruolo naturale, cioé esterno alto di destra, è un ottimo giocatore e ciò è dimostrato dal suo altissimo rendimento nel Torino sia come partecipazione al gioco ed anche dall’alto numero di gol realizzati con continuità. Nel campionato italiano, come qualità tecniche in quel ruolo, a mio parere, solo Suso del Milan gli tiene testa. Quando Iago fa il centrocampista avanzato diventa un buon giocatore, meno determinante nel numero di gol e meno determinante nelle giocate, anche se ieri ne ha fatta una – quella del rigore. Ma se si va a ben vedere, conclude molto meglio quando parte da esterno.

Veniamo all’argomento più caldo, quello “Zaza-Belotti”. La mia sensazione è che spesso i loro movimenti siano confusionari e poco legati fra loro.

La difficoltà di Zaza e Belotti sta nell’integrarsi ed essere complementari nell’economia di gioco della squadra. Mi spiego meglio, e visto che si parla del Toro, prendo ad esempio due grandi del passato con cui ho giocato, ovvero Pulici e Graziani. Di Graziani ricordo anche che prima del Torino eravamo militari insieme a Roma, e settimanalmente relazionavo ad Ellena sul giocatore. Perche loro due si integravano molto bene ed erano complementari? Semplice: uno (Pulici) era fenomenale in fase conclusiva, l’altro (Graziani) eseguiva più fasi di gioco, tornava, aiutava molto concretamente i compagni alla riconquista del pallone, partecipava attivamente alla costruzione della manovra ed andava a concludere. Certo, con meno risultati del compagno nelle realizzazioni, ma di certo con una media gol non trascurabile rispetto al dispendio di energie che sosteneva in partita. Ecco, seppur col minore tasso tecnico degli attuali attaccanti del Toro rispetto ai due super campioni sopraccitati, l’economia di gioco del Torino non può prescindere da questo tipo di partecipazione se si insisterà con l’impiego contemporaneo di Zaza e Belotti. Perché solo seguendo questo principio si potrà aspirare a raggiungere risultati importanti: dai due non si può pretendere la bravura di Pulici e Graziani, ma nel gioco moderno almeno uno degli attaccanti a turno o tutti e due devono partecipare con costrutto a più fasi di gioco. E se così non sarà, si avranno sempre scompensi che si ripercuoteranno nell’economia di gioco della squadra.

Guardando la classifica, però, il Toro si trova al sesto posto.

Il rendimento è stato altalenante, eppure il Toro è. lì. E se penso alle occasioni buttate e gli errori arbitrali, si rifletta a dove si poteva essere oggi. Nella vita non bisogna precludersi alcun traguardo, limiti gà prestabiliti, il riferimento è sempre a quell’annata dove per un pelo non abbiamo vinto lo scudetto nel ’71/72, quando l’anno prima c’eravamo salvati per il rotto della cuffia. L’errore mentale dei giocatori è accontentarsi, guai a sedersi sugli allori: quello che è succeso dopo la gara contro la Samp non può più accadere. Prendiamo esempio da altre squadre, dove ci sono super campioni ma che lottano come una squadra operaia, mette il massimo impegno, e infatti ha staccato tutte le altre. Bisogna copiare da questi esempi, questa deve essere la mentalità. C’è tanto da lavorare. Nel girone di andata mancano cinque partite, di cui tre con grandi squadre, Milan, Juve e Lazio. Alla fine di questo girone, si avrà il peso esatto della situazione. Dopo questo risultato, comunque, sono ottimista per la partita contro il Milan: primo perché fuori casa il Toro gioca meglio, e poi perché una vittoria dà sempre morale. Vedremo, tenendo presente che c’è la partita di Coppa in mezzo contro il Sudtirol, e lì bisogna fare risultato. Mai mollare insomma.

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  1. dennislaw - 7 mesi fa

    mi piacerebbe stare di più a dialogare con gli amici tifosi granata, ma non ho molto tempo . Non sono un tecnico, ma ho l’imressione che ci si debba sottrarre alla dittatura degi schemi che è un alibi per gli allenatori mediocri: Cuadrado è la vecchia ala tornante, mi ricorda Domenghini,( talvolta però Allegri se lo è reinventato addirittura terzino). le punte devono partecipare ma senza esagerare: Icardi segna a raffica ma sta là davanti, ieri il Napoli ha vinto quando ha tolto Mertens e messo una punta pura come Milik. Troppo spesso il povero Belotti vaga per il campo a raccattare palloni che nessuno gli dà là davanti, così Zaza ( vedi con il Genoa) senza nessun lancio o cross degno di questo nome. A Cagliari troppo spesso il centravanti nel primo tempo lo ha fatto Soriano ( ?). Insomma troppa confusione o troppe paure per cui invece di cercare di vincere si cerca di non perdere.

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  2. dennislaw - 7 mesi fa

    Ma non Falque in regia per carità, e all’ala non i terzini…

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Ti rispondo per dialogare, ci mancherebbe,non per polemizzare. Che ne pensi di Cuadrado, Mertens,e tanti altri come loro ? Non credi che gli avanti debbano partecipare al lavoro di copertura ? Ovvio che alcuni schemi prevedano compiti diversi, gli esterni alti nel 433 hanno compiti meno difensivi perché hanno dietro 2 linee di difesa ma , devono coprire anche loro e lo fanno tutti. Solo al Toro i problemi ? Io credo siano altri i problemi

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  3. dennislaw - 7 mesi fa

    MI permetto ancora una considerazione poi mi taccio: se c’è un difetto nella presidenza è che si prendono allenatori anche ( e fosre soprattutto, penso io ) per fare immagine: A partire da Zaccheroni, a MIha, a Mazzarri ( ma lo stesso Ventura per la B era un nome ), spesso così si sbaglia : la milanesità non è una garanzia ( nel senso di aver allenato le milanesi). E’ il complesso , non solo nel calcio aimè, di Torino nei confronti di Milano: non dobbiano andare alla scuola Sant’Ambross, per diventare tutti “dimilano”. Una società come il Torino dovrebbe andare a prendere gli emergenti che hanno voglia di sfondare, non chi cerca una buona sistemazione prima della pensione ed è già stato scartato da quelli “dimilano”.Ricordate Giagnoni ? Radice veniva dal Cagliari. Per non parlare di Conte alla Juve ( Siena) o Allegri al Milan 2010( Cagliari). Il Presdente si guardi intorno: anche un Semplici dalla Spal, come poteva essere Gasperini quando andò via dal Genoa.

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  4. dennislaw - 7 mesi fa

    Cito Allegri a proposito dei moduili di gioco ( un allenatore sicuramente di valore) : ” Il calcio è troppa teoria… si parla di schemi e basta.Non si guardano i gesti tecnici ma gli schemi, questo è il male del calcio italiano, solo schemi! Conta una buona organizzazione difensiva, ma i campioni e il gesto tecnico vanno elogiati.”
    Quindi , seondo me, bisogna curare di più la tecnica, rigiocare con le ali sulle fasce ( chiamatele come volete) un regista e due mediani al fianco ( chiamateli sempre come volete), soprattutto le squadre medie non devono fare confusione con schemi e giocare semplice, cercando di sfruttare i potenziali buoni che hanno, i quali, se improvvusamente non rendono, qualche colpa sarà dello staff tecmico, oggi elefantiaco e inutile che non si sa più che ci sta a fare il mister se non a spennare il pesidente…ma così va il calcio.

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Stai descrivendo Mazzarri. Un regista (Falque) coperto da due mediani (Rincon, Meitè) e due ali (Ansaldi, DeSilvestri/Ola Aina) o no ? Semplice

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  5. ProfondoGranata - 7 mesi fa

    Ma se giocassero Zaza Belotti e Parigini in attacco supportati da Baselli o Ansaldi e Falque? Senza fare paragoni impensabili con i grandi che avete citato, sono questi la nostra prima linea…
    Meitè e Rincon a centrocampo e dietro la solita difesa a tre.
    Lollo e Ansaldi/Baselli riposano o subentrano all’occorrenza.
    No?

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  6. dattero - 7 mesi fa

    Once upon a time,gli allenatori,in buona parte,eran pure fini strateghi,ora,la maggior parte impiegati mestieranti.
    Non spo se guardiola ha fatto danni,ma io il pmo tiki taka,l’ho visto nel 74 con Corrado Viciani mr della Ternana promossa in A,solo che lui lo faceva perche’ aveva dei brocchi e s’ingegno’,pover’uomo! il Pep lo fa con dei campionissimi.
    Sul sig Mazzarri,dico solo che moralmente si mangia in insalata sia il guru spocchioso che il leccapiedi serbo,pero’ tatticamente fa tristezza vedere una squadra senza schemi offensivi,con un centravanti che spesso fa il mediano o l’ala tornante.
    Con quest’uomo non ho visto giocatori migliorare.
    Su zaza nulla dico,non lo stimo in nessun modo e non voglio involgarirmi,comunque l’impressione che sia un ebete è forte

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Buongiorno @dattero, non ho articolato il mio pensiero sui danni di Guardiola. Scrivendo quello che penso, credo e sono certissimo che molti allenatori applicano un metodo di gioco senza aver prima curato i fondamentali dei ragazzini. Il danno è quello,che indirettamente sia chiaro, ha fatto Guardiola. Come scrivi tu , i campionissimi, prima di fare il tiki taka, sanno dare del tu al pallone, gli italiani no.

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  7. dennislaw - 7 mesi fa

    Granata, ma chi ha detto che bisogna giocare con il 352?

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Io no nel senso che per me va bene qualsiasi metodo che faccia vincere giocando bene. Il 352 è il metodo di partenza di Mazzarri che spesso, durante la partita cambia.

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    2. Granata - 7 mesi fa

      Adesso rispondi tu alle mie domande ? Grazie

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  8. Claudio70 - 7 mesi fa

    Riprendendo JFK, vorrei chiedervi.
    Ma non è che invece di chiedersi cosa possono fare il Toro e Mazzarri per Zaza, sarebbe ora di chiedersi cosa può fare Zaza per il Toro?

    Perché secondo me lo si è aspettato sin troppo.
    A mio parere è un‘alternativa a Belotti, non un suo compagno d’attacco.
    Cairo e Petrachi si sono fatti fregare con un obbligo di riscatto, quindi andrà fatto giocare, ma rimango convinto che debba giocare o lui o Belotti, supportato da due trequartisti

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  9. dennislaw - 7 mesi fa

    Condivido quanto scritto da Rampanti il paragone Pulici Graziani ( pur con le dovute precisazioni) Belotti Zaza. Ma allora c’era un certo allentaore ( Gigi Radice) e oggi c’è Mazzarri. Radici prese Claudio Sala, che facevano gocare centravanti, grande tecnica ma pochi goal, e lo trasformò in un formidabile tornante- assist man. Pulici che aveva grande potenza e poca tecnica era stato rieducato calcisticamente da Giagnoni, addirittura ripartendo dai fondamentali. Oggi i calciatori sono gonfiati con tanta palestra e poi hanno piedi di marmo. Concordo anche che è stato un errore da non ripetere far giocare Iago Falque da “regista”. Sarebbe meglio avere un pò più di coraggio e giocare cn Baselli ( o Lukic) in regia , Falque tornante , Zaza e Belotti di punta.ma in panchina c’è Mazzarri…appunto

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Il tornante, come lo chiami tu, nel 352 che compiti ha ? A destra, sempre nel 352 di chi prenderebbe il posto ? Grazie

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    2. Claudio70 - 7 mesi fa

      E il libero, dove lo mettiamo?

      Ancora a parlare di tornanti e di calcio di 50 anni fa.
      E poi, per favore, non paragoniamo Pulici-Graziani a Belotti-Zaza, proprio no.

      Siamo 6º, ma dennislaw non se n’è accorto e suggerisce cambi tattici e di giocatori al povero Mazzarri, che invece fa bene a insistere col 3-4-2-1 e, spero, a tenere Zaza in panchina.
      D’altronde su questo sito ho letto di qualcuno che vorrebbe Edera titolare, non mi stupisco più di nulla

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  10. parodifran_878 - 7 mesi fa

    Con tutto il bene che voglio a Rampanti sono passati 40 anni da Pulici e Graziani.

    Il calcio, caro Serino, è cambiato in questi 40 anni, e accostare Zaza a Graziani è quantomeno blasfemo.

    Al momento la squadra migliore è quella di Genova con la Samp, con Baselli e Iago alle spalle di Belotti.

    Spiace per Soriano e Zaza, ma per me potrebbero andare a cercare fortuna altrove.
    La differenza tra Zaza e Kouame del Genoa è stata imbarazzante, domenica

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    1. prawn - 7 mesi fa

      Si, trovo sconcertante che il miglior toro della stagione non venga riproposto.
      Con la scusa del li vedo io durante la settimana, decido all’ultimo, decido in base agli avversari.
      Mi pare ovvio che se vogliamo sperare con Milan e Juve quella debba essere la formazione, magari con lo scambio lollo Aina a destra

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  11. tric - 7 mesi fa

    Pulici e Graziani avevano intorno Pecci, Zaccarelli e Sala. Dove sono? Certo che se provassimo Lukic …. Chissà che non sia una sorpresa, meglio ancora che Meitè (secondo me sopravvalutato)

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  12. Toro71 - 7 mesi fa

    Concordo con quanto detto da Serino e aggiungo che purtroppo stiamo pagando una campagna acquisti non del tutto azzeccata. Mi riferisco a Soriano e Zaza. Non si possono spendere 30 milioni di euro per giocatori che finora non ci hanno fatto fare il salto di qualità. Aver dato via Niang e Ljajic per sostituirli con questi due è stato un errore clamoroso. Ma la cosa ancora più stupefacente sono gli ingaggi che percepiscono. Soriano prende 2 milioni di euro per stare in panchina e Zaza altrettanti per qualche spezzone di partita….assurdo. Cairo ingaggia qualche talent scout che ne capisca di calcio.

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    1. GRANATAINSIDE - 7 mesi fa

      col senno di poi tutti d’accordo con te

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  13. granatadellabassa - 7 mesi fa

    Ieri brutta partita, nessun dubbio. Però siamo sesti e certamente avremmo meritato almeno 2/3 punti in più.
    Speriamo si riesca a trovare in fretta la quadra lì davanti.
    Fondamentalmente sono ottimista.

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  14. luna - 7 mesi fa

    Concordo soprattutto per quanto riguarda Falque.
    Per la coppia di attaccanti dubito che Zazza possa fare “Graziani” troppo egoista e poco operaio.
    Belotti potrebbe in maniera leggermente diversa incarnare Pulici.

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    1. Filadelfia - 7 mesi fa

      Lasciate stare i paragoni con Pulici x favore. È semplicemente di un altra categoria. Qualunque accostamento con Pupi è oltraggioso (x puliciclone ovviamente).

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  15. Seagull'59 - 7 mesi fa

    Serino ha evidenziato molto bene dove il Toro deve migliorare e crescere.
    Centrocampo: troppo pochi i tocchi di prima e le verticalizzazioni; non si deve aver paura di fare la giocata e di sbagliare: solo la velocità, l’estro e la fantasia possono sconfiggere il tatticismo che primeggia in serie A. Ola Aina, Baselli, Meitè (davanti alla difesa) e Ansaldi lo devono presidiare e comandare; Rincon va bene solo e soltanto contro gobbi, Inter, Napoli e Lazio
    Attacco: giusto e doveroso giocare con Zaza e Belotti davanti a Falque; bisogna però insistere, perseverare, creare moduli e schemi per supportarli. Sono entrambi generosi ed è giusto che continuino a sacrificarsi anche nei ripiegamenti: possono benissimo coesistere e diventare una coppia da 30 gol a stagione ma ci vuole tempo e abitudine a giocare insieme: così verranno anche i movimenti coordinati e sincroni.
    Mentalità: l’aspetto più carente e delicato. Anche questo aspetto va molto allenato e sollecitato: senza non si va da nessuna parte! Bisogna giocarsela con tutti, crederci, volerlo: a partire dalla prossima con Milan, dove si deve andare per vincere!
    FVCG

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  16. robertozanabon_821 - 7 mesi fa

    Mancano le idee nel gioco d’attacco. Non abbiamo “stoccatori” da fuori area, e i piedi “ruvidi” fanno il resto.

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    1. Filadelfia - 7 mesi fa

      Totalmente d’accordo. È il reparto più scarso.

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  17. prawn - 7 mesi fa

    Beh finalmente Serino e’ tornato tra noi! Ben tornato!
    Mi trovo allineato al 100% con l’intervista, come succedeva l’anno scorso e stranamente non succedeva da tanto.

    Contro il Milan? Mah. Io spero in una goleada col sud tirol, per sbloccarsi, chissa’ chi giochera’, non sarebbe male un tridente con i giovani (edera e parigini) e zaza a ritrovare la voglia di buttarla dentro…

    Contro il milan non sara’ facile, non li ho visti da un po’ ma mi sembrano meglio di qualche mese fa… Stanno facendo progressi

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  18. Granat....iere di Sardegna - 7 mesi fa

    Ma la domanda è: pulici e Graziani giocavano come giocavano perché gli piaceva giocare così o perché li facevano giocare in quel modo? A leggere l intervista sembrerebbe che devono essere zaza e Belotti a trovare il modo di giocare assieme e invece io credo che una volta tanto bisognerebbe dire che il sistema di farli giocare assieme lo deve trovare il mister, non loro da soli. L ha detto pure petrachi….se il gioco è carente non è certo solo colpa dei giocatori ma sono d accordo sul tenerci stretto il risultato

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    1. Hagakure - 7 mesi fa

      Ciao Grantiere,

      sai com’è, quello di Pulici e Graziani era un gioco d’altri tempi, dove l’allenatore, oltre a saper fare il suo mestiere, sapeva anche perfettamente dove collocare i giocatori e qual’era il loro ruolo ideale, dove la resa poteva essere massima.

      Oggi invece la maggior parte degli allenatori non sanno fare il loro mestiere e improvvisano “ad catzum” pur di portare a casa l’ingaggio e mantenere saldo per più anni possibile il loro posto di lavoro.

      Dunque non bisogna stupirsi se si arriva anche all’autogestione dei giocatori e l’allenaotre delega ai medesimi la responsabilità di trovare il modo di giocare assieme.

      D’altronde, se ti ricordi bene, lo scorso anno con Sinisa si era arrivati anche all’autogestione della squadra per stessa ammissione del serbo, sino a che bracciamozze l’ha poi spedito per disperazione.

      Cose da pazzi, Granatiere…cose da pazzi…”””

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      1. Granat....iere di Sardegna - 7 mesi fa

        Buongiorno hagakure…Non sono sicuro che sia proprio così nel senso che serino, pur di non dire nulla di negativo sul mister, si spinge ad asserire che siano quei due a dover trovare la quadra. Io invece penso che il mister sappia benissimo che è lui a dover trovare il modo sia relativamente al gallo e a zaza sia più in generale rispetto agli schemi d attacco. Questo è il punto e sono convinto che Mazzarri, sulla cui serietà professionale non ho dubbi, lo sappia bene.

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    2. Granata - 7 mesi fa

      @Hagakure trovo spesso il tuo linguaggio fuori luogo, per non dire peggio ma questa volta sono d’accordo con te. Moltissimi allenatori non sanno più allenare. A partire dalle giovanili, dove , anziché la tecnica di base, si insegna il tocco unico o i due tocchi, come se la palla bruciasse. Guardiola ha fatto danni. Concludo dicendo che però, anche molti presidenti, per via dei soldi, non permettono agli allenatori di lavorare pretendendo risultati spesso fuori portata.

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  19. gian.ca_103 - 7 mesi fa

    Praticamente quello che dicevamo quasi tutti ieri a caldo, buono il risultato e basta. Ora o è diventato gobbo anche Rampanti, finora sempre tenero con Mazzarri e la squadra, oppure REALiSTICAMENTE la squadra non gioca bene. E’ chiaro che per fare i punti che servono or l’Europa la squadra deve crescere molto nel gioco…

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  20. Conta7 - 7 mesi fa

    E anche Rampanti si rifugia in Pulici e Graziani…

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  21. Simone - 7 mesi fa

    Ma coloro che dicevano che non bisognava criticare non dicono nulla sulle dichiarazioni di Serino?

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