Nessuno da assolvere: un Torino così non merita commenti

Editoriale / I giocatori granata disonorano un'altra volta la maglia, toccando il fondo contro la Fiorentina. Ma sul banco degli imputati c'è anche e soprattutto la società

Il pomeriggio irreale del Torino dura 98′, ed è quanto di peggio ci si poteva immaginare. I granata non scendono in campo contro la Fiorentina, consegnandosi alla squadra di Pioli sin dall’inizio. Il centrocampo non corre, la difesa è arroccata e l’epilogo non può che essere quello della sconfitta. Il gol di Belotti per il provvisorio (e comunque immeritato) pareggio non scalfisce minimamente il verdetto finale: il Toro tutto tocca il fondo tra i giusti fischi dei tifosi, alla quarta brutta sconfitta consecutiva, nessuno può essere assolto.

La Maratona ha riassunto il proprio pensiero (condiviso da gran parte del tifo granata) negli striscioni (qui la foto) e nei pochi cori a rompere saltuariamente lo sciopero, mettendo sul banco degli imputati squadra e società: in campo il “Toro non c’è più“, con giocatori che non lottano e non incarnano minimamente lo spirito granata, disonorando la maglia che indossano; e poi c’è la società, rea di non tenere sulla corda i giocatori e di fatto di pensare più ai bilanci che all’effettiva rendita sportiva, in caduta libera. La rosa a gennaio era palesemente corta a centrocampo, e andava rinforzata con almeno un innesto. Alla fine dei giochi non è stato fatto e i risultati si vedono. Inevitabili le critiche e i mugugni.

TURIN, ITALY – MARCH 18: Cristian Ansaldi (R) of Torino FC in action against Federico Chiesa of ACF Fiorentina during the serie A match between Torino FC and ACF Fiorentina at Stadio Olimpico di Torino on March 18, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

I due imputati della Maratona ad inizio pomeriggio sono inevitabilmente condannati a fine partita. La squadra dal punto di vista caratteriale conferma pesanti lacune dal punto di vista umano e morale: non lotta, non ha orgoglio – e per quanto riguarda l’aspetto tecnico-tattico non ha idea di che cosa fare in campo. I fantasmi che turbavano Mihajlovic vengono a trovare anche Mazzarri, che deve rispondere di un’involuzione tecnica, tattica, mentale e anche fisica. E che dire, poi, di chi sta a monte? Cairo ha cercato di buttare acqua sul fuoco al termine della partita (leggi qui), ma le parole non riparano ai fatti. Fatti che dicono che quello che doveva essere il miglior Toro degli ultimi 20 anni sarà verosimilmente condannato a lottare per mantenere il decimo posto, e non si può più far finta che quello che si sta materializzando all’orizzonte non sia un fallimento tecnico e sportivo. Difficilmente commentabile la prova della squadra, ma anche le parole del presidente: se si cambia un allenatore è per mantenere o migliorare un obiettivo, non per lasciare andare la situazione alla deriva.

“Se ci fischiano e perché hanno un motivo per farlo”. Emiliano Moretti (leggi qui) è uno dei pochi calciatori a metterci la faccia sempre, ed è uno dei pochi ad aver capito, forse, che così non si può più andare avanti così. Ma per davvero. La prestazione della squadra contro la Fiorentina è stata il punto più basso di questa stagione, nel momento più basso. Il Toro ha bisogno dei propri tifosi, ma la fede è un’ “attitudine” infinita. La pazienza no.

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