Mazzarri, Mancini e l’equazione più attaccanti uguale più gol

Mazzarri, Mancini e l’equazione più attaccanti uguale più gol

Il fatto / Due visioni differenti del calcio collegate dall’utilizzo di Belotti e Zaza

di Gianluca Sartori,

Il calcio sarebbe facile se bastasse solo inserire un attaccante in più per segnare. Si è visto in Portogallo-Italia che non sempre è così. Nel finale, la Nazionale ha giocato con quattro attaccanti: Chiesa, Belotti, Zaza e Berardi, un 4-2-4 a trazione anteriore che però non è nemmeno riuscito a sporcare i guantoni di Rui Patricio. Alcune scelte di Mancini sono molto discusse in questi giorni. Restando in casa granata, ad esempio, ha certamente sorpreso che Zaza sia stato preferito a un Belotti che era decisamente più in forma.

Senza voler paragonare due allenatori di massimo livello – peraltro Mancini ha un palmares che parla da sè – è chiaro che il ct azzurro e Walter Mazzarri, l’allenatore del Torino, hanno due approcci differenti al gioco del calcio. Mazzarri probabilmente non fa e non farà mai parte, nemmeno nei momenti di maggior pressione, di quegli allenatori che come vedono come unica contromisura alle difficoltà l’inserimento di un attaccante in più, alla rinfusa. L’attuale tecnico granata, è ormai arcinoto, dà la precedenza all’equilibrio tra i reparti: è qui che si nota la differenza, tra l’altro, anche con il predecessore Sinisa Mihajlovic, che nella sua prima annata costruì un Toro da record per gol fatti ma anche per gol subiti.

E ciò diventa ancora più importante se si considera che la sfida che ha di fronte a sè Mazzarri è quella di far convivere giocatori importanti come Belotti, Zaza e Falque. Che non per forza, questo si può già dire, giocheranno sempre insieme: l’equazione più attaccanti uguale più gol non sempre è valida. Iago, Gallo e Simone dall’inizio insieme quando la squadra sarà in grado di supportarli e in determinate situazioni. L’approccio di base sarà quello per cui gli equilibri della squadra hanno la precedenza. Questo si può già affermare con buona sicurezza, in attesa di scoprire sul campo se i risultati daranno ragione a Mazzarri.

26 Commenta qui
  1. m.gandin_920 - 7 giorni fa

    grande roberto zanabon_821 !

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  2. m.gandin_920 - 7 giorni fa

    grande!

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  3. Conta7 - 7 giorni fa

    Ragazzi, per come vedo io il calcio, in questo articolo si stanno paragonando le mele con le pere.
    Come competenze strettamente calcistiche e per la definizione di “ALLENATORE” in senso stretto, non credo che Mancini può essere definito tale. Forse proprio per questo, come selezionatore di una Nazionale ha qualche chances in più rispetto ad un club, visto che non deve “formare” una squadra (io non l’avrei mai scelto, sia chiaro).
    Oltre alle scelte chiaramente incomprensibili, non l’ho mai sentito – e dico mai – rispondere ad una domanda tecnico-tattica in maniera adeguata, ma sempre con una superficialità di concetti e parole disarmanti…

    Lato nostro, credo che abbiamo invece un “ALLENATORE” di spessore assoluto: chiaramente ognuno può discutere sulle proprie preferenze tattiche, sulla simpatia o antipatia e cose del genere, ma almeno che sa cosa fare, come fare e, soprattutto, incidere sulla squadra!

    Quanto al titolo dell’articolo, a mio avviso mai equazione calcistica fu più sbagliata…

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    1. Granata - 7 giorni fa

      Sottoscrivo

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    2. eurotoro - 7 giorni fa

      Con mazzarri contro le 6 big hai la certezza che resti in partita fino al 90*…qualche pari lo porti a casa e un paio di scalpi sofferti magari pure…ma se al toro in panchina metti i mancini i mihailovic magari i due scalpi li fanno pure ed anche roboanti ma hai pure la certezza che la maggior parte di queste partite sei sotto di brutto gia dai primi tempi!…

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      1. Riba - 6 giorni fa

        ma a voi piace vedere giocare a calcio e qualche volta vincere, magari con una goleada o entrare in campo per non prenderle e sie ti va di lusso vedere uno zero a zero….mah se in questi anni vi sono piaciute le squadre allenate da Mazzarri sono felice per voi!

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  4. @lupostyle - 7 giorni fa

    Credo che mai come quest’anno, la nazionale abbia il dovere di puntare su un blocco di giocatori che per lo meno giochino già insieme. Ed oltre al toro, non vedo altre squadre che possono portare in nazionale 6/7 giocatori. Quindi, invece di fare esperimenti e stravolgimenti… Il sig. Mancini, provasse a far giocare giocatori che almeno si conoscono. L’altra sera c’erano tanti giocatori che secondo me tra loro, avranno giocato pochissimo insieme. Allora si punti sui nostri sirigu
    de Silvestri
    Izzo
    baselli
    Soriano
    Zaza
    Belotti
    Almeno giocano e si allenano insieme tutti i giorni. Per mettere in campo 11 giocatori di 7/8 squadre differenti, tenterei la carta del blocco di una singola società.

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    1. Akatoro - 6 giorni fa

      Il problema non è semplicemente blocco o non blocco, anche se avete giocatori affiatati è sicuramente un vantaggio. Il problema di queste due partite è stato avere tutte e due 5/6 giocatori titolari che , o non erano in forma, o non erano nel proprio ruolo. Si parte da un Balotelli con problemi muscolari e senza minuti ne preparazione nelle gambe, un Bonucci messo nella difesa a 4( e si era già visto al Milan quanto vale con quel modulo), cristante da trequartista spostato a mediano, Lazzari messo terzino basso, Belotti messo a fare il tornante ecc.contro Portogallo avevamo squadra spezzata in due, con centrocampo inconsistente e il fenomeno mette altre 2 punte
      È vero che in questi anni il calcio italiano non abbonda di fenomeni, ma se li butti in campo a caso…. avesse anche un blocco importante Mancini riuscirebbe a stravolgerlo

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  5. parodifran_660 - 7 giorni fa

    Le scelte di Mancini sono state incomprensibili, dalle convocazioni, alla formazione, alle scelte tattiche.
    Lazzari terzino, Belotti escluso con Zaza in campo ribaltando le logiche del campionato, Balotelli in condizioni impresentabili, Jorginho in un centrocampo a due.
    La fiducia che io ho in Mazzarri riguarda proprio la grande esperienza e la sensazione che faccia scelte logiche, equilibrate, per mettere in condizione i giocatori di rendere al meglio.
    Mancini invece, come Mihajlovic in passato, fa scelte da “tifoso”, 4 attaccanti, difensori lasciati a loro stessi, tutte cose che mettono in difficoltà i giocatori

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    1. eurotoro - 7 giorni fa

      La penso uguale..lazzari terzino nel 442 quando serviva avanzato x mettere cross decenti x le due punte!..nel 442 palla sulle fasce e assesti 4/5 cross decenti e vedi poi che tra zaza immobile ed il gallo un paio di gol te li ficcano sempre…che strazio 90 minuti ed un solo cross mezzo riuscito e per poco zaza segnava pure…

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  6. robertozanabon_821 - 7 giorni fa

    Adani ha visto cose che voi umani non potete neanche immaginare. Nemmeno una Chiromante impegnata nella lettura dei fondi di caffè. Seconde palle? Il mio calcio si giocava con “una” e spesso mi divertivo. Travolti da un “lessico” da ingegneri spaziali ci dimentichiamo l’esistenza del famoso fattore “C” composto dai rimpalli favorevoli e da gollonzi fortunosi frutto della casualità che resta una componente ineludibile del gioco. Giustissimo cercare l’organizzazione e la tattica opportuna ma il calcio resta un Flipper e non si può impazzire cercando di spiegare l’inerzia della pallina parlando di angoli e peso specifico dell’acciaio moltiplicato per la forza e diviso per la distanza. Mentre si fanno le diagnosi…il paziente muore. Forza Toro !!!

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    1. prawn - 6 giorni fa

      ci vuole culo e tecnica, un gruppo misto, con per lo meno meta’ dei giocatori buoni a difendere, meta’ ad attaccare, un terzo a costruire…

      ci vogliono sacrificio e lavoro duro, niente discoteche o macchinoni schiantate in citta’ o austostrada

      secondo me certi allenatori sanno amalgamare e anche scegliere (in fase di mercato) giocatori che fanno gruppo, e l’unione fa sicuramente la forza.

      il gruppo deve rispettare degli equilibri…

      poi gli schemi.. beh a tutti giornalisti, frequentatori di bar e forum piace dare i numeri, lo stesso 352 di mazzarri lo puoi leggere come un 532 se ti deprimi e pensi che sia un difensivista ma se gioca berenguer e’ un 343, non vuol dire niente.

      alla fine da consigli ai giocatori, magari provano qualche schema (dove centra poco lo schiaramento in campo) ma come negli sport individuali l’importanza dell’allenamento e della preparazione e’ forse piu’ del 50%, poi ci sono le caratteristiche tecniche, il piede, poi c’e’ il fattore culo.
      Se riesci a giocare con un 325 mettendo 5 attaccanti perche’ 3 di questi difendono e rientrano a centrocampo e fanno le due fasi senza fare una piega, beh.
      Che poi sia raro, questo e’ un altro problema.

      La maledetta Juve con il maledetto Allegri spesso giocava con Pjanic, Maduzic, Quadrado, Dyabala, Iguain… Forse due di quelli sono centrocampisti ma alquanto offensivi, ma la bravura di quello stronzo e’ farli maturare/giocare piu’ indietro.

      Un lavoro che forse Mazzarri ha intrapreso con Berenguer e Parigini…

      Un lavoro fallito dal predecessore coi vari Boye/Ljacic/Niang

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  7. Granata69 - 7 giorni fa

    Mancini ha il grande merito di aver rinunciato a molti soldi pur di allenare la nazionale, ma lo stato del nostro calcio lo vedi proprio dall’aver circoscritto praticamente a lui e Ancelotti la scelta del ct, due allenatori italiani che da più di dieci anni non allenano in italia e quindi totalmente impreparati nella conoscenza di questa generazione calcistica (Mancini una piccola parentesi all’Inter in una squadra quasi totalmente composta da stranieri). Le convocazioni che ha fatto sono perlomeno strampalate, del resto puoi avere tutti i collaboratori che vuoi e fidarti assolutamente di loro, ma poi il giocatore lo vuoi vedere con i tuoi occhi…il risultato è 31 convocati .

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  8. robertozanabon_821 - 1 settimana fa

    Le parole stanno uccidendo il calcio. Tante, troppe, comprese le mie così non si offende nessuno. Un gioco semplice è stato trasformato in una specie di Scienza complicata da un’ infinita quantità di variabili impazzite. Ogni partita giocata deve esprimere sentenze definitive, secondo i commentatori di turno. Oggi bidoni, domani fenomeni. Numeri a casaccio, terzi tempi, Adani che ha lanciato il nuovo (vecchio) stile del “parolismo” subito seguito da uno stuolo di fedeli e inutili seguaci. Migliaia di parole per non dire nulla…per fortuna Domenica si gioca e Lunedì?…parole, parole, parole, che mal di testa.

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Il calcio ,oggi,è fatto di schemi. Questi schemi, ovviamente, si sviluppano attraverso pensieri che poi diventano parole. Agli albori, alla fine dell’Ottocento nei college inglesi, non si avevano regole, figurarsi schemi. Nei college inglesi si giocava un misto di calcio e rugby, secondo codici che variavano da istituto ad istituto. L’aspetto tattico era del tutto sconosciuto, come anche lo spirito collettivo del gioco. Chiunque avesse il possesso della palla, iniziava un’azione individuale verso il settore avversario, sino al completo esaurimento delle risorse fisiche. Vogliamo tornare li ? Perché li si facevano poche parole rispetto ad oggi. Se poi si vuole dire che molti che parlano dovrebbero fare silenzio, mi trovi d’accordo. Noi qui, credo, scambiamo idee e conoscenze accomunati dalla passione per il Toro, quindi, ben vengano tutte le voci.

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    2. ALESSANDRO 69 - 1 settimana fa

      robertozanabon, sono d’accordo con te, ho sempre pensato e rimango tutt’oggi convinto che al di là dei moduli e degli schemi la verità rimane sempre la stessa : sei hai giocatori all’altezza le partite te le giochi e magari riesci spesso anche a vincerle, se hai un gruppo di brenne vai da poche parti.Il Milan di Sacchi era certamente un esempio di collettivo che funzionava come un orologio ma se prendiamo quei giocatori uno per uno ……lasciamo perdere, tuttavia anche Capello ci ha vinto tutto, anche Ancelotti, Perfino Zaccheroni……Sono i giocatori che fanno grande un allenatore non il contrario. Le verità che dobbiamo accettare è che il calcio Italiano è nella merda più totale e non si intravede la via di uscita….Rischiamo la serie B ..???? Siamo già da serie B da molto Tempo ……

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      1. prawn - 6 giorni fa

        un allenatore puo’ rovinare grandi giocatori ma un allenatore difficilmente rendera’ grande una squadra di piccoli giocatori

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  9. ALESSANDRO 69 - 1 settimana fa

    L’anno di Miha ,quello in cui mettemmo il record di reti segnate assieme a quello delle reti subite, le reti subite non dipesero dalla propensione prettamente offensiva delle formazioni che mandava in campo, certamente quella disposizione non garantiva un filtro eccezionale, piuttosto dalla qualità dei difensori che avevamo che era davvero imbarazzante, tolto il mitico Moretti.avrei voluto vedere quella stessa stagione con un difensore centrale come Nkoulu e con un portiere come Sirigu…….Io penso staremmo a raccontare un’altra storia. questo naturalmente al netto degli errori tattici di Mihailovic eh….

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    1. piroldo64 - 1 settimana fa

      Nel secondo anno cala leggermente il numero delle reti subite (con Sinisa 27 ma con metà partite) ma drasticamente anche il rendimento offensivo (sempre 27 reti). Il difensivista Mazzarri chiude con 29 reti segnate e 18 subite. Secondo me l’equilibrio tattico è tutto, in una squadra.

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    2. Granata - 1 settimana fa

      Mihajlovic, bravissima persona, gran calciatore ma aveva un solo schema in mente, kick and yusc. Per me è un capo popolo non un allenatore.

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      1. prawn - 6 giorni fa

        Non so se sia una bravissima persona visti i precenti (sputi in campo ad altri giocatori e amicizie con la tigre arkan).

        Di sicuro non e’ (e non sara’ mai) un allenatore, e’ stato un buon terzino e uno dei piu’ grandi tiratori di punizioni.

        Finisce li

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      2. Granata - 6 giorni fa

        @prawn, confermo, bravissima persona.

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      3. Akatoro - 6 giorni fa

        Non so se sia una brava persona o meno, mi fido di te, peccato che a noi serviva un bravo allenatore

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        1. Granata - 6 giorni fa

          So cosa fa per i bambini che stanno male ed altro. Concordo con te e l’ho scritto. Lui è un capo popolo non un allenatore. Quando si sbaglia allenatore si perdono tempo e risorse

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  10. Granata - 1 settimana fa

    Bisogna considerare, principalmente, che non so quanti di quelli che hanno giocato l’altra sera sarebbero titolari in altre nazionali e quali, soprattutto. Solo per capire la levatura tecnica. Detto questo, secondo me, mettere troppi attaccanti non è quasi mai giustificato perché non è facile recuperare le seconde palle, fase importantissima che ti permette poi di ripartire ed arrivare alla conclusione. Se si guarda attentamente poi i 4 attaccanti non svolgono solo compiti offensivi per cui sono atipici.

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  11. prawn - 1 settimana fa

    Le partite si vincono (da sempre) al centrocampo.
    Laterali che fanno cross buoni per gli attaccanti, centrali che distruggono il gioco avversario e che costruiscono il gioco smistabdo ai lati o con lanci più centrali per le punte.
    La difesa è l’ultimo salvagente, gli attaccanti devono metterla dentro ovvio ma se palloni buoni non arrivano non segneranno mai.
    L’italia non ha un buon centrocampo al momento (farei come minino giocare Baselli e Benassi) e mettere tanti attaccanti non ha mai funzionato, perché togli gente che porta palla.
    Mancini è stato incomprensibile nelle sue scelte, ma bene così per il toro, Zaza ha guadagnato minutaggio, il Gallo non si è stancato, nessuno si è infortunato.
    A me pare che il Mancio abbia voluto provare tutti e che immobile e il Gallo siano già punti fermi.
    Purtroppo con le nuove regole della nations league se non migliora in fretta la situazione rischiamo di retrocedere.
    Allenatore cmq sopravvalutato, come Miha e Montella

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