Mazzarri e la scelta del modulo: Torino verso un 4-3-3 “camaleontico”

Mazzarri e la scelta del modulo: Torino verso un 4-3-3 “camaleontico”

Il punto / La presenza in rosa di tanti esterni offensivi può indurre il tecnico a confermare il modulo di gioco attuale, ma in prospettiva il tecnico vuole una squadra in grado di cambiare pelle

di Gianluca Sartori,

Scegliere lo spartito tattico di base: è questo il primo compito di Walter Mazzarri, da quattro giorni allenatore del Torino dopo avere sostituito l’esonerato Sinisa Mihajlovic. Con ancora metà campionato da disputare e una classifica che vede il Toro in piena lotta per l’Europa League, la selezione del modulo di partenza è il passo che precede ogni altra considerazione da fare, anche in vista del mercato di gennaio. Come noto, il Torino attuale ha una rosa costruita per il 4-2-3-1, modulo poi rivelatosi inattuabile alla luce dei fatti. Mihajlovic, a ottobre, ha preferito tornare al 4-3-3, lo schema che aveva praticato nella prima fase della sua parabola in granata.

Costretto a disputare una partita importante appena due giorni dopo il suo arrivo in granata, Mazzarri ha chiaramente evitato rivoluzioni improvvisate, confermando il 4-3-3 per la sfida contro il Bologna, poi stravinta con pieno merito. E l’idea che si fa largo è quella di rimanere su questa strada anche per i prossimi mesi, forse sino a fine stagione. Può essere definita una notizia, per un tecnico che nella sua carriera ha sempre avuto la difesa a tre come caposaldo del suo credo calcistico (impiegabile nel 3-5-2 come modulo preferito). L’esperienza al Watford ha però allargato gli orizzonti calcistici del tecnico di San Vincenzo, che in Inghilterra ha utilizzato diversi moduli: passava indifferentemente dal 3-5-2 al 4-1-4-1 senza disdegnare il 4-2-3-1, organizzando un Watford camaleontico in base agli avversari da affrontare.

“Ci vuole un Toro in grado di cambiare pelle: in Italia gli allenatori sono tra i migliori del mondo e sanno come prenderti le misure”, spiegava Mazzarri in conferenza stampa dopo la vittoria contro il Bologna. Ecco perchè una squadra che sappia cambiare modulo è in prospettiva ciò che il tecnico di San Vincenzo ha in mente per il futuro. Per l’immediato, però, il 4-3-3 dovrebbe essere confermato come modulo di base. Adattarsi alla realtà che affronta è il primo pensiero di Mazzarri, che subentra a stagione in corso prendendo in mano una squadra ricca di esterni offensivi (da Niang a Ljajic, passando per Falque, Berenguer, Edera e Boyè). “Uno stesso modulo può essere interpretato diversamente da ogni allenatore, che lo personalizza in base alle sue idee”, altro concetto illustrato dal tecnico toscano a giornalisti e tifosi. Ecco allora che la conferma di un modulo a cui la squadra è abituata può essere il primo passo dell’era mazzarriana. Che è iniziata, al momento, come meglio non si poteva.

 

4 Commenta qui
  1. abatta68 - 11 mesi fa

    Tutto vero… al di là del fatto che non si possono più considerare “esterni” due giocatori come Njang e Ljaic (e neanche Boye)! se la logica deve essere “il giocatore giusto al posto giusto”, va da sè che Berenguer, Iago ed Edera sono delle ali vere e proprie, gli altri no! Secondo me Mazzarri non si fossilizzerà troppo sul modulo ma valuterà tutte le possibilità, ad esempio giocando con Njang e Belotti di punta con Iago ala destra, in un 4-3-3, con Molinaro alto a fare l’esterno di sinistra in fase di attacco e De Silvestri a fare il terzo in difesa.
    Nel 3-5-2 invece credo che l’alternanza sarà data da Baselli e Ljaic nel ruolo di playmaker (dubito che Valdifiori trovi spazio).
    Sicuramente due incontristi li vedremo sempre, tra Obi, Rincon ed Acquah

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  2. Athletic - 11 mesi fa

    Dichiarazioni che mi piacciono, così come quella dell’intenzione di valutare i giocatori e poi cucire loro adesso il modulo che meglio gli si adatta. Tutte queste cose sono quelle che deve fare un bravo allenatore. Le premesse per fare bene ci sono tutte.

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    1. ilpalodiBeruatto - 11 mesi fa

      Al di là del dispiacere umano per Miha queste sono affermazioni di un allenatore esperto, competente che conosce più moduli e li adatta a seconda dei propri giocatori e degli avversari. Mazzarri non è Guardiola o Capello ma ha guidato squadre importanti e ha conoscenza di calcio estero. Infine ha sempre fatto esplodere i centravanti: Icardi, CAvani, Okaka. Speriamo che accada anche quest’anno con il gallo!!!!!

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      1. Athletic - 11 mesi fa

        Vero.. i suoi gol sono indispensabili..

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