L’orgoglio per una Nazionale “a misura” di Toro

L’orgoglio per una Nazionale “a misura” di Toro

Lo Psicologo Granata / Il nostro Riccardo Agnello ci parla di un’Italia sempre più granata

di Riccardo Agnello

Per molti può non essere chissà cosa, ma guardare una partita della Nazionale, di questi tempi, sta diventando sempre più simile a guardare una partita del Toro. Sono innumerevoli i giocatori presenti o passati al Toro che, negli ultimi 5 anni hanno vestito e vestono tuttora la maglia azzurra: in ordine di ruolo mi vengono in mente Moretti, Ogbonna, Benassi, Zappacosta, Darmian, D’Ambrosio, Cerci, Immobile, Belotti e sicuramente qualcuno mi sarà sfuggito, per non parlare della guida tecnica di Giampiero Ventura, protagonista di un quinquennio molto intenso sulla nostra panchina.

Come dicevo, per molti non è un motivo di vanto perché da queste parti è risaputo esserci un certo distacco nei confronti dei colori azzurri per via della forte tendenza ad essere rappresentati in maggioranza da colori meno graditi (per usare un eufemismo). Molti miei pazienti però, dopo le 2 partite della Nazionale, approfittando della sosta di campionato e dell’assenza di spunti di conversazione più “torosi”, hanno voluto esprimere una certa contentezza per questa presenza granata sostenendo che quando viene nominato un nostro giocatore in una partita della nazionale (italiana ma non solo) dovremmo sentirci tutti più orgogliosi di tifare Toro. Vero, molti sono stati sacrificati sull’altare delle valenze, ma va dato merito alla società di trovare continuamente giocatori da valorizzare, magari presi a prezzi contenuti e con operazioni poco roboanti, ma che poi si rivelano giocatori di primissima fascia, capaci di arrivare con costanza alla convocazione in nazionale. Un esempio su tutti è senza dubbio il nostro Gallo Belotti, (o Bellotti con 2 L per i commentatori di Olanda-Italia) nel giro di 2 anni è diventato un perno imprescindibile non solo per il Toro ma anche per la nazionale del futuro.

Personalmente devo ammettere di non essere mai stato un grandissimo appassionato di Nazionale ma da quando è tornata a colorarsi un parte di granata, dopo più di 20 anni di nulla cosmico, ho ricominciato ad appassionarmi e la sento anche un po’ mia, e così anche molti miei pazienti.

Laureato in Economia, gestisco un negozio di caffè che trasformo clandestinamente in uno studio in cui esercito la professione di psicologo dedicato ai miei compagni di tifo; 30 anni, da 24 abbonato in Maratona, ho imparato a comprendere il comportamento di ogni singolo fenotipo di tifoso del Toro e mi diverto ad analizzarlo. Al quinto anno sulle colonne di TN, ecco a voi lo Psicologo del Toro!

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