Mihajlovic pre Inter-Torino: “Sarà un Toro coraggioso. Il modulo? Vedremo”

Diretta TN / Il tecnico presenta la sfida di San Siro in conferenza stampa: "Ormai quel che dico io è dibattito nazionale..."

IN CONFERENZA

E’ la vigilia di Inter-Torino: la sfida di San Siro (domani ore 12.30), una grande classica del calcio italiano, è presentata oggi da Sinisa Mihajlovic, che come al solito si presenta nella sala Conferenze dello Stadio Grande Torino per dibattere con i media i temi della partita e del momento della sua squadra. La squadra granata ha effettuato stamattina la seduta di rifinitura e il tecnico ha già diramato la lista dei convocati (dalla quale sono assenti Barreca e Bonifazi). Dopo la conferenza, la carovana granata si dirigerà a Milano, in vista del lunch-match di domani.

Il tecnico sta per arrivare in sala conferenze, alle 16.30 il via alle domande.

Il tecnico arriva in sala conferenze, tutto pronto per l’avvio della conferenza.

Cosa si aspetta dalla partita di domani?

“Una partita molto difficile contro la seconda in classifica, davanti a 70mila spettatori. Ma se mettiamo in campo i nostri principi non partiamo battuti. Se avremo paura prima di cominciare, allora sicuramente perderemo. La consapevolezza della loro forza non ci deve abbattere ma ci deve indurre a moltiplicare le nostre forze. Non voglio una squadra sbruffona, ma coraggiosa e ambiziosa sì. Le squadre perfette non esistono e vale anche per l’Inter. Quasi sempre nel calcio vince il più forte o il più gettonato, noi ci aggrapperemo a quel “quasi” per cercare di cambiare il pronostico. Andiamo lì a fare la nostra partita sapendo che incontriamo una grande squadra ma anche che, se mettiamo in campo la rabbia agonistica del Toro, ce la andiamo a giocare. Sicuramente non partiamo battuti”.

UOMINI E MODULO

Lyanco tornerà tra i titolari?

“Oggi ha fatto il secondo allenamento con noi, è convocato, è disponibile, sicuramente va in panchina. Speriamo che non ci serva, ma se dovesse servirci lo mettiamo dentro a partita in corso. Non lo voglio rischiare perchè nella sosta può recuperare la migliore condizione. Abbiamo recuperato quasi tutti; sono rimasti fuori Bonifazi e Barreca, gli altri tutti a disposizione. Qualcuno è più pronto, altri meno, ma possono comunque giocare spezzoni di gara. Questo è importante perchè ci permette di cambiare durante la partita e mettere in campo forze fresche che possono essere anche loro decisivi. Conto non solo su undici giocatori ma su tutti, come si è dimostrato quando Obi è entrato e ha fatto gol”.

Sarà confermato il 4-3-3?

“Abbiamo provato diverse cose. Vediamo domani. Possiamo cambiare anche a gara in corso, vediamo se confermiamo il 4-3-3 o torniamo all’antico o ci inventiamo qualcosa di nuovo. Sicuramente saremo undici in campo, speriamo di rimanere tali fino alla fine…”

 

Quale è il punto debole dell’Inter? 

“Hanno un difettuccio. Ma non ve lo dico!” Continua: “Hanno giocatori forti, che possono risolvere le partite in ogni situazione. E quindi possono vincere anche senza giocare bene; sembra che sia fortuna, ma non lo è”.

SU BELOTTI E NIANG

Belotti è stato nuovamente convocato.

“Sicuramente la convocazione gli darà una spinta in più. Spero che se gli capiti un’occasione da gol domani, a differenza di quanto fatto col Cagliari, la butti dentro”.

Sarà un duello tra Icardi e Belotti?

“Icardi è un giocatore straordinario, ha carattere, gioca sempre per vincere. Adesso lavora molto anche in fase difensiva. E’ un giocatore completo, che vede la porta. Magari non partecipa tanto al gioco, ma quando ti accorgi di lui è tardi perchè l’ha già buttata dentro. Comunque non c’è solo lui ma tanti altri giocatori. Sappiamo che ci metteranno in difficoltà, ma sappiamo anche che noi siamo un’ottima squadra che li può mettere in difficoltà. L’importante è non avere paura e cercare di giocare la nostra partita”.

Può essere la partita di Niang o si andrà avanti col tridente anti Cagliari?

“E’ a disposizione, è convocato. Può giocare dall’inizio o a gara in corso. L’importante è che quando gioca dia il massimo. Come ha fatto Obi l’altra volta, con il Cagliari; se uno fa bene entrando a gara in corso, ha più chance di partire titolare la gara successiva. Io non conto solo sugli undici iniziali, ma conto su tutti quelli a disposizione, sapendo anche che alcuni hanno i novanta minuti nelle gambe e altri no”.

Ci sono 24 giocatori convocati: manderà in tribuna il terzo portiere o un giocatore di movimento?

“Una volta ho mandato il terzo portiere in tribuna e mi sarebbe servito. Prima di fare certe scelte uno ci pensa. Quando ci sono tutti i giocatori a disposizione sono scelte difficili, ma sono problemi che uno vorrebbe avere sempre”.

IL MOMENTO DEL TORO

Passato un quarto di campionato, che idea ha di questo Toro?

“Penso che per errori degli arbitri e nostri ci mancano quattro punti. Con questi, saremmo a quota 20 e le cose sarebbero migliori. Comunque ora ce la giochiamo ad ogni partita. Siamo a pari punti con Fiorentina e Milan. Vediamo come vanno le cose, ora ce la giochiamo a tutta e i conti si faranno alla fine”.

 

 

Respira maggiori fiducia da parte dei giocatori?

“I ragazzi si sono sempre allenati bene. Poi certo, quando vinci c’è più allegria. Ma la squadra è sempre stata unita, con fiducia, con consapevolezza di quanto possono fare. Poi certo, sappiamo con chi dobbiamo giocare; ma la partita dura 95 minuti, si sa come inizia ma non si sa come finisce”.

Che valore assegna a questa partita?

“Io faccio l’allenatore da tanti anni e le pressioni mi piacciono. Per fare questo mestiere devi essere un po’ pazzo, credere in te stesso e nei tuoi giocatori. Poi ci possono essere i giorni difficili, ma se vede i ragazzi lavorare bene tutti i giorni, è chiaro che il lavoro paga. Non bisogna perdere fiducia e trasmetterla anzi. Io non ho mai perso fiducia; li vedo lavorare tutti i giorni, so che alla lunga usciremo. Bisogna stare sereni e tranquilli, non dare troppa importanza ai giornali. Bisogna anche capire che anche voi dovete vendere i giornali. Però noi dobbiamo analizzare le cose in maniera diversa, avendo fiducia in quello che si fa. Bisogna rimanere sereni e concentrati. Un allenatore non si deve sentire mai preoccupato. E’ difficile che i miei giocatori mi vedano preoccupati; cerco di mantenere sempre serenità e se mi devo arrabbiare lo faccio per le cose giuste”.

MIHA VS SPALLETTI

Questa mattina Spalletti sui social è tornato a ricordare la memoria di Anna Frank. Ma non è sospetto che lo faccia proprio prima di giocare contro di lei?

“Ormai quel che fa e dice Mihajlovic diventa un dibattito nazionale. Sicuramente molti miei colleghi lo vivono in modo più tranquillo, ma io preferisco dividere che passare sotto silenzio. Io gioco le mie partite e affronto la vita col petto in fuori. Poi se a qualcuno non piace se ne faccia una ragione. Non so se il tweet fosse voluto e nemmeno mi interessa”.

LEGGI La conferenza stampa di Spalletti pre Inter-Torino

E dello Spalletti allenatore che idea ha?

“Non lo scopro io, se sta ottenendo questi risultati è molto merito suo. Ha fatto sempre bene. La squadra si difende bene ed è organizzata. E’ vero che una volta gli ho fatto un dispetto: quando allenava la Sampdoria, io giocavo nella Lazio, feci tre gol su punizione e lui fu esonerato. Magari non se lo ricorda, glielo ricordo io adesso…”

 

 

 

 

 

 

Termina qui la conferenza.

 

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