L’alfabeto granata del 2017: il Toro dalla A… alla Z

L’alfabeto granata del 2017: il Toro dalla A… alla Z

L’alfabeto del Toro / Il 2017 è volto al termine e con l’inizio dell’anno nuovo analizziamo gioie, dolori, obbiettivi e buoni propositi per il 2018

di Nicolò Muggianu

Il 2017 è volto al termine ed è l’ora di tirare le somme di ciò che è stato fatto. Ripercorriamo l’anno andato in archivio con “l’alfabeto del Toro”:

A come Amore – Potrà sembrare banale, ma da quella sera del 3 dicembre 1906 è stato un forte sentimento d’amore e senso di appartenenza a spingere un intero popolo a seguire sempre, dovunque e per sempre i colori granata.

B come Belotti – Il 2017 è stato senza ombra di dubbio l’anno del “Gallo”. E’ vero, l’epilogo (tra infortuni e rimpianti) non è stato dei migliori, ma il 2017 di Belotti è stato tutto sommato positivo. I gol, la Nazionale, la clausola monstre, ma non solo: l’anno solare che sta per volgere al termine è stato “l’anno del gallo” anche secondo il calendario cinese. Una bella coincidenza. Il 2018 sarà quello del cane, ma quando sarà l’anno del Toro?

C come Centoundici – Gli anni compiuti dal Torino nel giorno del suo compleanno. Ma il 2017 è stato anche l’anno delle Celebrazioni. La lettera C infatti, riporta alla mente anche la Chapecoense, e la maglia celebrativa che il Torino ha fatto per ricordare le vittime del disastro aereo che hanno fatto riaffiorare i ricordi legati alla tragedia di Superga.

D come Decimo – Il posto in classifica attualmente occupato. Tante occasioni sprecate e tanti rimpianti, ma il settimo posto è a portata di mano.

E come Europa – L’obbiettivo è sempre quello. Nel 2017 la squadra di Mihajlovic non è riuscito a centrarlo, nel 2018 sarà diverso?

F come Filadelfia – Il 2017 è stato l’anno della rinascita del Fila. Nessun tifoso granata potrà mai dimenticare la data: era il 25 maggio 2017 quando il glorioso impianto venne riaperto al pubblico completamente rimodernato.

G come Giovanili – Il 2017 non ha portato trofei, ma nel 2018 ci sarà l’occasione di rifarsi. La Primavera di Coppitelli è in netta risalita, mentre la Berretti e l’Under 14 sono le capolista dei rispettivi tornei. Anche Under 17 (seconda in graduatoria) e Under 15 (terza) stanno migliorando di giornata in giornata e fanno ben sperare per il futuro del Torino. Intanto, un altro figlio del vivaio granata, Simone Edera, è arrivato all’affermazione in Serie A: sono queste le migliori vittorie.

H come Happy new year – Il 2017 è ormai volto al termine e con l’anno nuovo alle porte non possiamo che augurare un felice anno nuovo a tutti i nostri lettori e a tutti i tifosi granata.

I come Immortali – Tra passato, presente e futuro, anche quest anno non possiamo non citare il Grande Torino. Mazzola e compagni rimarranno per sempre Indelebili e Immortali nei cuori di tutti gli appassionati.

L come Lyanco – Il presente e il futuro del Torino passa anche da lui. I tifosi ripongono molta fiducia nelle sue qualità e il 2018 potrebbe essere il suo anno. L anche come Ljajic: il fantasista granata è fermo ai box, ma al suo rientro dovrà provare a trascinare la squadra con il suo talento.

M come Maratona – L’anima e il cuore del tifo granata. Non poteva mancare la menzione al “12° uomo in campo” del Toro che sostiene i giocatori “sempre, comunque e dovunque”, spingendoli verso la vittoria.

N come N’Koulou – E’ lui l’acquisto estivo che ha convinto di più. Ma N è anche Niang: il senegalese è il giocatore più pagato della storia del Torino e il volto nuovo che sin qui ha destato i maggiori dubbi.

O come Orgoglio – Il sentimento che dovrebbero provare tutti i giocatori del Torino nell’indossare la maglia granata. Spirito di appartenenza e grinta: sono questi i valori che i tifosi del Torino vogliono che incarnino i propri beniamini

P come Petrachi – Il 2017 è stato anche l’anno del rinnovo contrattuale di Petrachi (LEGGI QUI). Il direttore sportivo del Torino ha deciso di prolungare ulteriormente il proprio matrimonio con i colori granata. Colpi di mercato e valenze multimilionarie: è lui uno dei principali artefici della rinascita granata.

Q come Qualità – Gli ultimi due anni del Torino sono stati all’insegna della qualità. Il tanto auspicato ‘salto’ però, nonostante i vari Sirigu, N’Koulou, Baselli, Belotti, Ljajic, Iago Falque e tanti altri tarda ancora ad arrivare. Che sia il 2018 l’anno della definitiva consacrazione?

R come Roma – Le vittorie più belle di questo avvio di stagione sono arrivate nella capitale. L’1-3 dell’Olimpico contro la Lazio in campionato è stato un vero e proprio capolavoro, con il primo gol granata di Edera che ha impreziosito l’opera. L’1-2 di Coppa Contro i giallorossi invece ha alimentato i sogni dei tifosi, regalando i quarti di finale.

S come Sinisa – Che piaccia o no è lui l’allenatore del Torino. Il tecnico serbo nell’ultimo anno ha diviso la piazza: c’è chi lo ama, e chi invece lo sopporta un po’ meno. Un carattere forte, da vero e proprio leader che a volte può far discutere. E’ stato anche in discussione, ma è riuscito a tenersi stretta la panchina del Toro, incassando anche il sostegno del presidente. Il suo contratto scadrà il prossimo giugno 2018: è lui l’uomo giusto per il futuro del Torino?

T come Torino – Una sola squadra, un solo colore, un’intera città e un intero popolo. Il Torino non è solo una squadra di calcio ma è una passione, un vero e proprio stile di vita.

U come Urbano Cairo – L’imprenditore alessandrino si avvia verso il suo tredicesimo anno di presidenza. Con lui al comando il Torino ha vissuto momenti altalenanti, ma gli ultimi anni sono stati senza dubbio positivi. La Serie A, l’Europa League ma non solo: Cairo ha intenzione di riportare la squadra “dove merita”.

V come Ventura – Volente o nolente, quella che ormai è nota a tutti come la “disfatta Mondiale” ha colpito – in maniera più o meno diretta – il Torino e i suoi tifosi. Difficile dimenticare le lacrime di Belotti a San Siro in uno dei giorni più tristi della storia della selezione azzurra. Chi c’era al comando? Un altro ex granata: Giampiero Ventura.

Z come Zebra – Zebra chiama Juve e Juve chiama derby. Ancora una volta l’anno appena trascorso è stato piuttosto deludente per i granata in quanto a stracittadine: un pareggio (incassato all’ultimo secondo, tanto per cambiare) e un 4-0 subito. Ora il 2018 inizierà proprio con un derby, nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo? Battere la Juventus e continuare a sognare.

0 Commenta qui

Recupera Password

accettazione privacy