Il Toro regala una serata perfetta

Il Toro regala una serata perfetta

Tutto talmente bello da far fatica a crederlo. Colpi da campioni, calma dei forti, rischi quasi zero, fair-play e superiorità assortite. Si diceva che quella di ieri poteva essere, ben più della gara vissuta contro l’AlbinoLeffe, la vera “prova di B” per questo Toro: perché si scendeva in uno stadio caldo, contro una squadra affamata, in una gara potenzialmente ingannevole per difficoltà. Se…

Tutto talmente bello da far fatica a crederlo. Colpi da campioni, calma dei forti, rischi quasi zero, fair-play e superiorità assortite. Si diceva che quella di ieri poteva essere, ben più della gara vissuta contro l’AlbinoLeffe, la vera “prova di B” per questo Toro: perché si scendeva in uno stadio caldo, contro una squadra affamata, in una gara potenzialmente ingannevole per difficoltà. Se prova era, è stata superata a pieni voti e con lode. Si chiedeva, al mister e al capitano, se non fosse il caso di andare a puntare un pareggio, in trasferta, ricevendo in risposta dei secchi “no, noi vogliamo vincere sempre”: risposte sincere, che riflettevano la reale inclinazione di questa squadra, ora prima in classifica in attesa del Frosinone.

Insomma, un Toro così permette ai propri sostenitori di trascorrere week-end all’insegna di un relax cui non erano abituati da tempo, molto tempo, difficile perfino ricordare di aver mai vissuto tanto pacificamente il proprio tifo. Gli elementi negativi emersi dalla serata di ieri sono vicini allo zero, quelli positivi, invece, praticamente tutti. Da una difesa che regge senza patemi gli attacchi di un’avversaria che dovrebbe essere disperata, senza patire lo schieramento tutto nuovo (con Ogbonna al centro) né l’infortunio prima del “bomber” Pratali, quindi di quello che in molti considerano il leader del reparto, Loria. E aggiungendo la ciliegina di un esordio più che positivo come quello vissuto da Zoboli: forse non troppo impegnato, ma la sensazione nasce anche dalla tranquillità palesata da questo difensore che pare molto pulito e lineare.

Davanti ai quattro in linea, Manuel Coppola viveva la sua serata da leone. In mezzo a un’arena che vuole (sportivamente) la sua pelle, il mediano la riporta invece a casa tutta intera, sporca ma intera. Con lui a fare da diga, manca un po’ di impostazione al Toro, che infatti si accende a sprazzi; ma il filtro è garantito, e gli spaventi vissuti contro l’AlbinoLeffe non si ripetono. Loviso, comunque, non è né bocciato né rimandato a Settembre, ma solo turn-over. Che ha permesso a Colantuono di scoprire che c’è un’alternativa, tecnica e tattica, per il suo centrocampo. Tutto bello, anche la rinascita di Diana, che non sembra quello dei giorni migliori solo perché è diventato un giocatore diverso: meno arrembante, più accorto, ma -nella favolosa, rosa serata di Salerno- decisivo.

Diana che, dopo aver segnato un bellissimo gol (e non gli accadeva da un anno e mezzo), non esulta, indicando uno striscione che ricorda la morte dei soldati italiani a Kabul. Bello, come la più classica ma sincera mancata esplosione di gioia di DdM dopo aver messo la palla in rete, in quanto ex, ma ancora più positivo per il Toro come il capitano abbia mantenuto calma serafica e lucidità assoluta per tutta la gara nonostante le condizioni ambientali: quanto bene sta facendo, questa fascia di capitano, a un ragazzo (anzi, uomo) che ricordavamo diverso! Bello, anche, come l’onestà di Gasbarroni che si rialza dopo un contatto con il portiere avversario dicendo all’arbitro che non si trattava di rigore (anche se i maligni penseranno volesse evitare di passare per simulatore…). E bello come il fair-play che è di squadra, laddove gli undici in maglia bianca non infieriscono oltre il 3-0.

Bello come questo Toro dove tutto gira al meglio: esordi fortunati, giocatori recuperati e conferme attese, chicche come quelle regalate da un Vantaggiato che fa qualcosa di decisivo dopo 50 secondi dall’ingresso in campo, senza dimenticare il quinto gol del capocannoniere che ormai si dà quasi per scontato. Tutto così perfetto che… che Colantuono, giustamente, trova qualcosa da appuntare. E ha ragione: “Dovevamo chiudere prima”, sbotta il tecnico. Contro un’avversaria palesemente inferiore (non omettiamolo), il primo tempo forse poteva e doveva concludersi con un vantaggio più rotondo. Pelo nell’uovo, forse; ma il mister non dimentica -lui non può farlo neppure per un giorno- che mancano 37 fatiche al sipario sul campionato (anche se, procedendo di questo passo, forse la parola “fine” sarà messa con un po’ di anticipo). E’ il caso di ribadirlo sempre: "è ancora lunga". Ma, dopo una serata così, il rischio è che sembrino parole di pura circostanza, sinceramente.

(Foto M. Dreosti)

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