Il punto sull’arbitro

Il punto sull’arbitro

Buona la prima per Massimiliano Velotto. Il trentacinquenne arbitro di Grosseto ha infatti esordito sabato con i granata mai diretti finora nonostante dalla stagione 2006-2007 sia approdato alla CAN A-B per decisione dell’allora designatore Claudio Pieri. Velotto ha diretto la partita dell’Olimpico torinese senza grossi affanni ed interpretando alla lettera le disposizioni di Collina il quale, nel lodevole…

Buona la prima per Massimiliano Velotto. Il trentacinquenne arbitro di Grosseto ha infatti esordito sabato con i granata mai diretti finora nonostante dalla stagione 2006-2007 sia approdato alla CAN A-B per decisione dell’allora designatore Claudio Pieri. Velotto ha diretto la partita dell’Olimpico torinese senza grossi affanni ed interpretando alla lettera le disposizioni di Collina il quale, nel lodevole tentativo di spezzettare il meno possibile il gioco con continui fischi ed interruzioni, ha impartito ai suoi arbitri “lezioni d’inglese”. Così, il geometra di Orbetello ha sorvolato su diverse lamentele da parte di calciatori troppo abituati in Italia a chiedere falli e sanzioni al minimo spostamento d’aria ed alla fine ha condotto in porto il match senza grosse sbavature e con soli tre provvedimenti disciplinari inflitti, peraltro, solo nel finale di gara a carico di altrettanti calciatori dell’Albinoleffe: Serafini reo di un fallo sul subentrato Vantaggiato, Garlini per fallo ai danni di Gasbarroni e Geroni per una trattenuta su capitan Di Michele negli ultimi respiri del match. Per il Torino, dunque, una partita difficile ma lasciata alle spalle senza alcuna macchia con i granata indenni da provvedimenti disciplinari e da possibili squalifiche. L’unico dubbio riguardo l’arbitraggio, tuttavia, lo si è avuto proprio in occasione del gol dei seriani (ed immaginiamo come sarebbe stato ingigantito se il Torino non avesse perfezionato la rimonta): l’azione che porta al vantaggio di Grossi sembra essere viziata da un fallo su Ogbonna mentre questi salta per colpire il pallone di testa (ci sta che non sia stato fischiato considerato il metro arbitrale) e qualche dubbio resta pure sulla posizione dello stesso Grossi al momento del passaggio di Cellini (questione di millimetri) tanto che non si capisce bene per quale dei due motivi (o forse per entrambi) Ogbonna e compagni vadano a protestare nei confronti di arbitro ed assistente. Una posizione di fuorigioco senz’altro più netta è quella in cui incappa all’88’ Torri che deposita in rete inutilmente. A corredo della buona direzione arbitrale va annotata anche quella della profetica coppia di assistenti (Segna-Bianchi) apparsi sicuri e puntuali oltre che benaugurati. Insomma, nel complesso un arbitraggio di cui non ci si può lamentare tanto più se messo in relazione con quanto accaduto su alcuni campi di serie A laddove è stato finanche rispolverato il fantomatico “fallo di confusione” sempre a beneficio dei soliti noti.

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