Il borsino granata

Il borsino granata

Qualcuno forse già pregustava la possibilità di battere qualche record tipo quello delle 5 vittorie iniziali consecutive ottenute dal Torino di Ezio Rossi nella stagione 2004-05 o quelli della macchina da guerra di fascettiana memoria che si sbarazzava degli avversari con roboanti risultati e chiudeva la stagione davanti a tutti vincendo la metà delle partite giocate polverizzando record ed avversarie. Qualcun…

Qualcuno forse già pregustava la possibilità di battere qualche record tipo quello delle 5 vittorie iniziali consecutive ottenute dal Torino di Ezio Rossi nella stagione 2004-05 o quelli della macchina da guerra di fascettiana memoria che si sbarazzava degli avversari con roboanti risultati e chiudeva la stagione davanti a tutti vincendo la metà delle partite giocate polverizzando record ed avversarie. Qualcun altro magari si sbilanciava in pronostici azzardati nel tentativo di stabilire il periodo giusto per la matematica promozione (aprile se non addirittura marzo). La realtà, invece, è quella di un torneo molto insidioso, pieno di trappole come quelle di Brescia con avversari che vendono cara la pelle e che aspettano i granata così come in serie A aspettano l’Inter mettendocela tutta per ottenere un risultato di prestigio. Sotto quest’aspetto abbiamo già sottolineato quanto sia più facile salvarsi in serie A che vincere il campionato di B. Il primo stop al “Rigamonti” è utile per fermare sul nascere i tanti voli pindarici e riportare l’ambiente ad un sano realismo, peraltro già in possesso di mister Colantuono giustamente sereno dopo il KO di ieri sera. Venendo agli aspetti tecnico-tattici, per la prima volta la squadra si è trovata in svantaggio ed ha dimostrato di non saperlo “gestire” così come dimostrato invece quando la partita si è incanalata sui binari giusti. La reazione al gol di Flachi si è fatta attendere per tutto il primo tempo ed anzi il Brescia con più cinismo avrebbe potuto approfittare per rimpinguare il risultato. Si sapeva che la difesa, priva del suo elemento più dinamico, Rivalta, avrebbe faticato contro un attacco veloce e tecnico come quello delle Rondinelle ma tutto sommato ha concesso poco. Il centrocampo, invece, ha perso nettamente il confronto con gli avversari sia sotto il piano del palleggio che del dinamismo soggiogato sia nel numero che nell’organizzazione da quello di Cavasin e non può reggere la scusa che è un reparto rinnovato poiché anche quello lombardo lo è per ben tre quarti. Gasbarroni non ha aiutato molto, le fasce sono state concesse pressoché costantemente al Brescia e ciò potrebbe far riflettere Colantuono sul fatto che forse in determinate partite si possano mutare gli assetti in relazione all’avversario. L’attacco ha prodotto ciò che poteva considerati i pochi rifornimenti e gli spazi ben chiusi dai padroni di casa che difendevano con 8-9 effettivi.
 
 
CHI SALE:
 
COPPOLA       una ventina di minuti a disposizione nei quali ha dimostrato di non essere solo sostanza e rottura ma anche elegante tessitore. Già meglio rispetto al debutto.
 
 
STABILI:
 
SERENI       solite risposte da portiere di categoria superiore, pronto, reattivo ed affidabile. Fa già più di quel che può ribattendo sul montante il tiro a botta sicura di Possanzini, non può fare anche le veci di difensori troppo immobili…
 
RUBIN         il suo rendimento rispetto alle prime partite è abbastanza costante: buoni recuperi sulla fascia, qualche chiusura diligente, piuttosto attento dietro e poco propositivo in avanti dove, quando gli capita, ricaccia palloni alla “viva il parroco”.
 
DI MICHELE       anche il capitano dimostra la solita decisione e la consueta mobilità sebbene, a parte la traversa iniziale, non abbia molti guizzi ed anzi mette nei guai Belinghieri toccandogli con un retropassaggio un pallone troppo lento dopo aver perso l’occasione per il tiro in porta. Tuttavia piace per abnegazione e per fantasia.
 
 
CHI SCENDE:
 
PRATALI        paralizzato nell’azione del gol, per il resto disputa una partita di alti e bassi senza macchie particolari ma con insufficiente dinamismo e furore agonistico. E stavolta non gli riesce nemmeno la zampata in attacco. Sarebbe stata partita più adatta per un brevilineo come Rivalta.
 
LOVISO         dà l’impressione di prendersi sempre più responsabilità e sotto questo aspetto il suo inserimento procede in modo graduale e costante. Nei movimenti l’intesa con i compagni non è perfetta e per lunghi tratti della partita i centrocampisti avversari hanno avuto il sopravvento. Meglio come scudo a protezione della retroguardia che in impostazione.
 
DIANA         già provato in un centrocampo a tre lo scorso anno aveva dimostrato di non essere a proprio agio. Ne dà la conferma ieri anche se le cose peggiori le dimostra quando va al cross dal fondo. Ha un solo sussulto quando va al tiro su iniziativa del solito Di Michele.
 
GASBARRONI        non aiuta molto il centrocampo in difficoltà. Cerca di inventare la giocata giusta per le punte ma si perde spesso in ghirigori che prolungano azioni ed agonia granata. Ad ogni modo quando si attacca è sempre nel vivo a differenza della passata stagione.
 
BIANCHI        chiuso impietosamente dai marcatori avversari e abbandonato colpevolmente dai rifornitori, rinuncia un po’ a lottare anche perché l’arbitro Rocchi gli fischia contro anche quando dovrebbe fischiargli a favore. Una sola occasione nel finale che per poco non frutta un punto ma è bravo Arcari.
 
LORIA        non ha gravi responsabilità sul gol anche se non gioca una partita impeccabile (come le precedenti). Bene nel gioco aereo ma ha un attimo di follia quando rischia il cartellino rosso andando a commettere un fallaccio da tergo su Flachi nella metà campo avversaria…
 
COLOMBO        il suo rendimento può essere il riepilogo di quello dell’intera squadra: buon avvio con discese che creano grattacapi ai difensori avversari (costringe all’ammonizione Mareco), poi soffre la vivacità di Lopez e lo scarso filtro del centrocampo finché non viene sostituito.
 
ZANETTI        37’ abbastanza scialbi (ha il solo merito di correggere il cross di Gasbarroni che Di Michele spara sulla traversa), messo in difficoltà dal trottolino Baiocco e dal fraseggio dei padroni di casa. Tagliato fuori in occasione del gol e dall’infortunio muscolare che lo costringe a dare forfait.
 
BELINGHIERI         gioca mezzora in più di Zanetti con più o meno gli stessi risultati. Martinez, Zimbelli e Barusso lo mandano in tilt. Nel primo tempo potrebbe rendersi pericoloso ma Di Michele (il quale lo mette in difficoltà nell’azione dell’espulsione) non fa in tempo a servirlo. Ingenuo nell’entrata su Dallamano che gli costa un sacrosanto cartellino rosso e penalizza le possibilità di rimonta granata ma assolutamente vietato abbandonarsi all’umoralità e gettargli la croce addosso.

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