Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta

La trionfale partita dell’Arechi dal punto di vista tecnico non può essere considerata un banco di prova attendibile per il nuovo Toro: troppo elevato il gap tra le due formazioni e vita facile per Di Michele e compagni grazie al gol realizzato in apertura da Diana. Analizzando la partita dal punto di vista comportamentale, strettamente psico-fisico, i motivi…

di Carlo Quaranta

La trionfale partita dell’Arechi dal punto di vista tecnico non può essere considerata un banco di prova attendibile per il nuovo Toro: troppo elevato il gap tra le due formazioni e vita facile per Di Michele e compagni grazie al gol realizzato in apertura da Diana. Analizzando la partita dal punto di vista comportamentale, strettamente psico-fisico, i motivi per essere ottimisti superano certamente quelli per non esserlo: la squadra è votata a sempre alla vittoria e gli attaccanti cercano di arrivare al gol provando a divertirsi e senza gelosie o egoismi propri del mestiere. In difesa si soffre poco, il centrocampo è in fase di esperimenti ma pare abbia trovato nuove soluzioni tattiche destinate ad arricchirsi con i recuperi di Saumel e Leon. Chi scende in campo appare votato al sacrificio per aiutare i compagni (encomiabile sotto questo aspetto il contributo di capitan Di Michele) e chi subentra lo fa con lo spirito giusto e senza la frenesia di dover dimostrare qualcosa a tutti i costi (da sottolineare l’altruismo di Vantaggiato che offre a Bianchi una tavola imbandita per il suo quinto gol stagionale quando invece lui è ancora a digiuno). Nell’insieme la squadra si mantiene corta e di partita in partita aumenta in consapevolezza ed autostima, sa essere spettacolare ma anche cinica e spietata. Fisicamente gode di buona condizione e lo dimostrano secondi tempi e finali di gara in crescendo quando spesso gli avversari appaiono in riserva. Se vogliamo dunque trovare qualcosa che non va dobbiamo andare un po’ più a fondo ed interrogarci magari sul motivo del consueto calo atletico nella seconda parte dei primi tempi, nell’incapacità di riprendere il ritmo dopo aver subito un gol o di chiudere prima il match o della latitanza di fluidificanti in grado di spingere sulle fasce ed abili a far fruttare le doti di Bianchi nel gioco aereo. Fattori certamente al vaglio dello staff tecnico che non sono naturalmente risolvibili con un colpo di bacchetta magica bensì con il lavoro settimanale. L’entusiasmo dell’ambiente ed il pragmatismo di Colantuono costituiscono senz’altro un mix appropriato per ulteriori risposte positive.
 
 
CHI SALE:
 

DIANA     si destreggia con ordine sul centro destra sbagliando pochi palloni, contenendo bene e inserendosi con profitto: una prestazione di assoluto rilievo corredata da un (bel) gol e mezzo il suo bottino di giornata. Una piacevole sorpresa che speriamo duri.

DI MICHELE       dopo due prove al di sotto del suo standard ritrova se stesso e le sue giocate nella “sua” Salerno. Decisivo con un assist ed un gol, entra in tutte le azioni d’attacco più pericolose compreso il palo di Gasbarroni. Gioca divertendosi ma per la squadra ed appare in buona condizione.
 
OGBONNA     giustifica con una prestazione maiuscola come marcatore centrale le belle parole spese sul suo conto da mister Colantuono. Giganteggia nel gioco aereo ed è veloce nel chiudere tutte le falle. Qualche problema d’intesa, peraltro retaggio della scorsa stagione, con Sereni in uscita.
 
COPPOLA       gioca la miglior partita nel ruolo di Loviso… Forse è una coincidenza e magari non è neanche un bene ma certamente è una risorsa in più per il mister. Ringhia, rincorre, commette e subisce falli ed è onnipresente a centrocampo.
 
LORIA        anche lui è uno specialista del gioco aereo che dimostra di sapersela cavare con prontezza e mestiere anche in complicate circostanze con palla a terra come quando chiude in scivolata anticipando una conclusione ravvicinata di Caputo. Assicura una discreta costanza di rendimento ma è costretto ad uscire in avvio di ripresa per un problema fisico.
 
GASBARRONI          stavolta si posiziona a destra e riesce a fare il bello e il cattivo tempo: sforna alcune giocate deliziose ma non leziose, innesca meravigliosamente Di Michele nell’azione del primo gol, lo sfiora poco dopo su punizione e colpisce un palo interno prima di uscire. All’inizio però, ben lanciato da un assist di Bianchi, sfigura davanti a Polito alzando troppo un facile pallonetto e sbaglia qualche ripartenza.
 
VANTAGGIATO    encomiabile per come si cala nella parte da subentrante. Contro l’Albinoleffe, appena in campo, soffiò il pallone ad un avversario e tentò un interessante dai e vai con Di Michele, stavolta subito un assist d’oro per il gol di Bianchi. Ora merita una chance dall’inizio.
 
 
STABILI:
 
SERENI       come al solito reattivo e sicuro sui tiri, stavolta poco impegnativi. Bene nelle uscite alte e preciso in quasi tutti i rilanci. Qualche indecisione nelle uscite basse, quasi combina un pasticcio con Ogbonna. Dovrebbe essere più autoritario in certe circostanze, stavolta se la cava con un po’ di fortuna.
 
RUBIN   leggermente in crescita rispetto alle precedenti prestazioni, sbaglia di meno in contenimento e sale un po’ di più ma comunque meno di quanto potrebbe anche perché Galasso, il suo dirimpettaio, non appare granché ispirato. Benino ma deve fare meglio.
 
ZANETTI        si nota più quando non c’è che quando c’è, ha senso della posizione e dell’intervento diversi rispetto a Vailatti e col suo ingresso il centrocampo ed in particolar modo Coppola ne beneficiano.
 
BIANCHI         solita partita generosa tra due marcatori arcigni. Kyriazis e Stendardo non lo mollano un attimo e lo fermano anche con le cattive (dubbi due interventi su di lui in area) ma non bastano a placare la sua fame di gol che soddisfa da autentico rapinatore d’area.
 
RIVALTA         protagonista della solita gara accorta e di buoni recuperi. Si distingue nell’aiuto dei compagni di reparto e non accompagna mai in fase d’attacco sulla sua fascia ma i suoi avversari diretti sono spesso tra i peggiori in campo e non è un caso.
 
 
CHI SCENDE:
 
VAILATTI        ha la possibilità di giocare dall’inizio e di ritagliarsi il proprio spazio ma resta sempre avulso dalla manovra e poco utile ai compagni in contenimento. Spaesato e fuori condizione.
 
 
IL NUOVO:
 
ZOBOLI        sostituisce Loria ad inizio ripresa, amministra con ordine e dà segnali positivi anche se è presto per esprimere un giudizio tanto più in una partita come questa. Incoraggiante esordio.

(foto M.Dreosti)

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