Fatica e sudore per arrivare in cima

Fatica e sudore per arrivare in cima

Proviamo a fare uno sforzo d’immaginazione. Pura speculazione, sia chiaro, probabilmente inutile. Ma forse no. Proviamo, si diceva, a cancellare le prime tre giornate di campionato del Torino. Dimentichiamole: le vittorie contro Grosseto ed Empoli, la sconfitta di Brescia; via, mai accadute. Il campionato è iniziato ieri.
Bene. Il Torino proviene da una retrocessione dai molti strascichi, da un calciomercato molto…
Proviamo a fare uno sforzo d’immaginazione. Pura speculazione, sia chiaro, probabilmente inutile. Ma forse no. Proviamo, si diceva, a cancellare le prime tre giornate di campionato del Torino. Dimentichiamole: le vittorie contro Grosseto ed Empoli, la sconfitta di Brescia; via, mai accadute. Il campionato è iniziato ieri.
Bene. Il Torino proviene da una retrocessione dai molti strascichi, da un calciomercato molto faticoso e condotto egregiamente in porto da Rino Foschi solo negli ultimi giorni. I dubbi sono molti; sui neoacquisti -ma ancor più su coloro che sono rimasti dalla stagione precedente- e sul valore globale di questa squadra.

Si gioca contro l’AlbinoLeffe, squadra ostica. Il Torino passa in svantaggio, accendendo la vis polemica di chi era particolarmente pessimista; poi raddrizzava la situazione prima della fine del primo tempo, quindi nella ripresa trovava il vantaggio, reggendo poi agli attacchi dell’avversaria. E chiudeva con una vittoria questa gara d’esordio.
Perchè questo inutile esercizio? Per testare, innanzitutto su noi stessi, quando poco possa bastare per cambiare le aspettative.

Torniamo alla realtà, infatti: le esagerate vittorie d’apertura hanno -questo crediamo sia fuori di dubbio- acceso entusiasmi senz’altro benefici, in un ambiente che ne aveva un grande bisogno; ma hanno anche creato attese enormi. Di MIchele e Bianchi come Pulici e Graziani, il Toro 2009 come il Toro 1989, la B come una transizione, fastidiosa ma in fondo divertente. Tutta "colpa" di un inizio campionato pieno di fuochi d’artificio. Belli e piacevoli, ma che hanno poca durata; lo spettacolo non può continuare, perchè la "Serie" in questione non lo è mai stata, uno spettacolo. Potrà tornare ad esserlo, a sprazzi, con partite in cui le cose girano per il meglio e arrivano gol e divertimento, avendo -per fortuna- giocatori in grado di fare tutto ciò; ma saranno, per lo più, episodi.

Se la sconfitta di Brescia era stata salutata, dalla maggior parte di un pubblico quanto mai maturo (a giudicare dai feedback dei nostri lettori), come una caduta non piacevole, ma salutare quanto può esserlo per un ragazzino una sbucciatura alle ginocchia, un discorso simile si può forse applicare anche al faticoso successo ottenuto ieri contro l’AlbinoLeffe: è un’altra piccola lezione di Serie B, di realtà. Mister Colantuono rivela, nel dopogara, la speranza che i giocatori abbiano accresciuto la capacità di soffrire; probabilmente sì, ed il Toro, con la giornata di ieri, ha acquistato maggior consapevolezza. E anche tre punti.

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