Diana: ”Rieccomi? Io ci sono sempre stato”

Diana: ”Rieccomi? Io ci sono sempre stato”

di Sacchetto/Salvatico

 

Nella Conference Room del centro Sisport quest’oggi ha parlato Aimo Diana, autore della rete che ha sbloccato il risultato a Salerno. Il primo argomento toccato è relativo alla sua mancata esultanza dopo il gol, in onore dei militari italiani caduti in Afghanistan: “Mi ha colpito moltissimo questa cosa, l’abbiamo…

di Sacchetto/Salvatico

 

Nella Conference Room del centro Sisport quest’oggi ha parlato Aimo Diana, autore della rete che ha sbloccato il risultato a Salerno. Il primo argomento toccato è relativo alla sua mancata esultanza dopo il gol, in onore dei militari italiani caduti in Afghanistan: “Mi ha colpito moltissimo questa cosa, l’abbiamo vista al tg. Ci sarebbero tantissime cose da dire, ma questa non è la sede. Poi, alcune vittime erano anche campane e mi è sembrato giusto rispettare il dolore, senza dimenticare che sono morti anche tanti afghani, tantissimi, e che tanti continueranno a morire”.

Sulla dinamica del gol, invece, l’esterno rivela: “Quando ho visto la porta ho tirato. Era una partita da sbloccare subito, perché poi negli spazi abbiamo tanta qualità e possiamo fare risultati come questo. Tenendo presente che, comunque, loro ci hanno messo un po’ in difficoltà negli ultimi quindici minuti del primo tempo. Quando, invece, dobbiamo rincorrere è più difficile, come successo con l’Albinoleffe”.

Il discorso poi si sposta sul piano personale. “La mia è stata una reazione orgogliosa, ma non di rabbia. Il campionato scorso è azzerato, ora ci siamo calati subito nella giusta mentalità della categoria. È questo il vantaggio sulle altre. Forse nel passato ho dato fin troppa disponibilità ai vari allenatori, che poi è andata a mio scapito e di conseguenza della squadra. L’etichetta di indesiderato mi dà fastidio e mi fa concludere: meglio chi fa casino allora? L’anno scorso per esempio ho fatto una partita disastrosa a Catania e poi sono stato massacrato fino al termine del campionato. Mi sono preso una giusta contestazione e i miei insulti, e senza fare casino voglio riprendermi i miei spazi. Di certo, il peso dell’anno passato non me lo toglierò fino a che non saremo in A, anche per i tifosi. Li dobbiamo solo applaudire. Con i compagni ci siamo detti: partiamo bene così li riportiamo dietro e per ora lo stiamo facendo”, chiude il laterale, sottolineando la propria professionalità e ammettendo con molta sincerità "colpe" della squadra e meriti della tifoseria. 

Una battuta su Colantuono: “L’allenatore è molto bravo, ha preso una situazione oggettivamente difficile, ha cambiato parecchio e ci ha dato i giusti equilibri e mentalità. Poi lo vedete anche voi come lavora, riesce a trasmettere la sua voglia alla squadra”.  Mai pensato di andare via alla fine dello scorso campionato? "No assolutamente, anche se nei dieci giorni successivi alla retrocessione eravamo psicologicamente devastati. Possibilità ne ho avute ma non le ho mai prese in considerazione per una ragione molto semplice: a Torino città mi trovo in maniera fantastica. Per andare via avrei dovuto trovare un posto migliore, evidentemente non l’ho trovato”. 

Infine, un elogio per i nuovi arrivati: “Sono stati molto bravi, ci hanno sorretto nei momenti delicati. Insieme al mister e allo staff ci hanno dato la spinta giusta”.

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