Bologna-Torino, Donadoni e quel passaggio al 4-2-3-1 da sperimentare

Bologna-Torino, Donadoni e quel passaggio al 4-2-3-1 da sperimentare

Focus on / Il tecnico rossoblù vuole cambiare modulo, ma gli uomini contati in attacco potrebbero far pendere per il consueto 4-3-3 contro i granata

5 commenti
Ventura-Donadoni

Il Torino inizia il suo campionato da Bologna e – appunto – dal Bologna: i rossoblù sono guidati ancora da Roberto Donadoni, tecnico esperto ma con tanta ambizione, che vuole dare ai felsinei quella continuità tecnica che negli ultimi anni hanno difficilmente trovato in altri allenatori.

Donadoni non è mai stato un avversario facile per i colori granata, da quando il suo nome era legato ad un’altra squadra emiliana: quel Parma 2013/2014, capace di guadagnarsi l’Europa League sul campo combattendo sino all’ultima giornata proprio contro il Torino, il quale poi – approfittando dei problemi finanziari dei ducali – si qualificò al posto del Parma al torneo continentale. Da tre anni a questa parte, però, il nome di Donadoni è legato al Bologna e ai colori rossoblù, e nonostante il progetto sia ambizioso, ad oggi la squadra pare ancora troppo poco completa per puntare ai traguardi sognati da Saputo, che vorrebbe riportare in Europa la squadra.

Dal punto di vista tattico, Donadoni sta lavorando per cambiare qualcosa in questo Bologna 2017/2018, sulla carta molto simile (se non identico) allo scorso anno, ma con qualche idea in più. Dal canonico 4-3-3, infatti, il tecnico vorrebbe passare al 4-2-3-1, per cercare di sfruttare meglio il lavoro di Mattia Destro, reduce da una stagione tra alti e (molti) bassi. Tuttavia, gli uomini offensivi abbastanza contati fanno pensare che sarà una soluzione che vedrà gioco solo ad organico completo La stessa metamorfosi attuata, con maggiore lena, già alla fine della scorsa stagione da Sinisa Mihajlovic con il suo Torino.

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  1. Torello_621 - 3 mesi fa

    Scusate, non c’entra perfettamente, ma è una riflessione che vorrei fare. Continuo a leggere di questa famosa qualificazione in EL ottenuta solo a discapito di un meritevole Parma che è arrivato prima sul campo. La realtà è che il Parma è fallito e per anni ha comprato giocatori non pagando tasse, ritenute e fornitori. Giustamente è stato estromesso come un qualsiasi atleta sorpreso a fare uso di doping e la qualificazione è stata correttamente assegnata a chi è arrivato dopo onestamente. Speriamo che, senza dovere ricorrere a ciò, quest’anno si ottenga la medesima qualificazione. Forza Toro.

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    1. WGranata76 - 3 mesi fa

      Secondo me doping e finanza dovrebbero esser tenute separate in questo caso. A mio avviso, chi usa doping non meritevole in quanto sleale nell’esercizio dell’attività sportiva, mentre chi acquista giocatori e non paga tasse, falsando bilanci ecc. non ha stretto legame con l’attività sportiva in sè. Forse un piccolo distinguo sarebbe da fare solo nel caso che si compri un campione, che rende tantissimo falsando il bilancio, quindi ci sarebbe una componente sleale/finaziaria.
      Non mi sento da sportivo e allenatore di dire che il Parma ha demeritato sul campo, anche perchè aveva giocatori e allenatore normali, con budget tutto sommato nella media. Hanno giocato e vinto abbastanza da prendere la posizione, ma il danno finanziario fatto da gente vergognosa ha decretato giustamente il fallimento e retrocessione sportiva.
      Quindi giusto che sia stato assegnato a noi il posto EL, ma i giocatori ed allenatori del Parma ne hanno avuto i meriti sportivi e noi no.
      Parere personale ovviamente.

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  2. torinodasognare - 3 mesi fa

    Porcavacca che intenditore! Complimenti WGranata76!
    FORZA TORO!

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    1. WGranata76 - 3 mesi fa

      Grazie, ma ho solo descritto gli aspetti comuni, ma ci sarebbe moltissimo altro da dire. Mi piace molto questo modulo, ma per una società come la nostra avrei preferito un 4-3-1-2, che risulta più gestibile sul mercato e più flessibile con meno interpreti, perchè ben si adatta a diventare un 4-3-3 o un 4-4-2 se le mezzali hanno corsa per stare più larghe innestando un altro mediano al posto del regista.
      Non è un caso che questo modulo ai giorni nostri sia adottato con grandi risultati da squadre che hanno grandi budget o nazionali. Un esempio su tutti il Bayern.
      Quello che un poco mi turba è il fatto che, almeno in apparenza, non si sia pensato ad un modulo alternativo per partite più ostiche. Poi magari Miha ha qualcosa in “serbo” che non sappiamo, magari tornare al 4-3-3 in partite più difficili, vedremo.
      Altra cosa che mi turba parecchio è la preparazione atletica, che già l’anno scorso mi destava sospetti, ma quest’anno vedo che tre giocatori hanno problemi alle ginocchia, che potrebbe essere un sintomo di carente cura della forza muscolare. In questo modulo il dispendio fisico è molto elevato nell’ordine (discendente) per i mediani, gli esterni d’attacco e ultimi i terzini, quindi la preparazione è fondamentale. Però forse il tesoretto se non speso subito sarà utile a Gennaio per avere forze fresche di rincalzo.
      SPeriamo bene.

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  3. WGranata76 - 3 mesi fa

    Il 4-2-3-1 è un davvero un bel modulo, ma anche molto difficile da utilizzare e gestire.
    Le varianti che propone in fase offensiva sono molteplici e molto sta al regista avanzato che, grazie ai movimenti per creare spazio e le sponde del centravanti, imposta spostando il centro dell’azione dagli esterni all’interno, fino all’appoggio per gli inserimenti del mediano.
    Il problema della gestione di questo modulo è la fase di copertura preventiva e la fase difensiva. Come detto sopra, si può variare con molte opzioni la manovra offensiva, ma con tanti interpreti di qualità bisogna tenere sotto controllo le posizioni di ognuno, per non rischiare il sovraffollamento nella trequarti avversaria e la mancanza di copertura sulla difesa. Il rischio è la distanza elevata tra attacco e difesa, senza avere chi contrasta e blocca le ripartenze avversarie.
    Nella fase difensiva invece bisogna scegliere la trasformazione del modulo preponderante, ossia se sono solo gli esterni alti a scalare e quindi diventare un 4-4-2 (4-4-1-1) oppure scegliere una copertura completa con anche il regista ad interdire e quindi diventare un 4-5-1. Nella prima versione si deteriorano molto fisicamente solo gli esterni e si lascia maggiore opportunità di contropiede, ma contro un centrocampo a 5 si rischia l’affanno, mentre nel secondo caso si affatica anche il regista, ma si sarà molto più coperti. In genere la scelta è dettata dalla resistenza fisica del regista.
    Il modulo è uno più prolifici e ha dato spesso tanti risultati a livello internazionali, ma passa necessariamente da due centrali di mediana che siano in grado di interdire e impostare al tempo stesso, quindi giocatori di altissima qualità. Le riserve di tali ruoli devono essere all’altezza, perchè quella è la zona nevralgica del campo.
    Speriamo bene nel mercato e in un buon innesti solido in mediana, Donsah potrebbe andare a patto che non vada via Acquah.

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