Al di là dello scandalo: caro Toro, non sei da assolvere

Al di là dello scandalo: caro Toro, non sei da assolvere

Editoriale / A caldo, la rabbia per il grave errore di Doveri ha “contaminato” i giudizi, ma nei fatti ieri i granata hanno un’altra volta dimostrato di non avere un briciolo d’identità di gioco

di Lorenzo Bonansea,

Ormai non è una novità, allo Stadium il Toro raramente riesce a giocare ad armi pari. La scandalosa decisione di Doveri di convalidare il secondo gol rimane una macchia indelebile sul derby di ieri sera, ma non deve e non può giustificare l’ennesima prestazione insufficiente della squadra granata – incapace di proporre un gioco degno di tal nome e di fatto passiva per almeno 70 minuti alla manovra bianconera. Va separato dunque il piano dell’inspiegabile decisione dell’ineffabile arbitro romano da quello prettamente sportivo: il Toro poteva uscire meglio da questa stracittadina, che sarebbe stata vinta dalla Juventus anche senza l’ormai consueto aiutino dell’arbitro.

La partita (e non capita sempre all’Allianz Stadium) era stata tenuta aperta da una Juve poco concreta (anche se fortunata), e il Toro – azzerati gli alibi – doveva approfittarne. La squadra granata, invece, si è dimostrata  inconcludente, ha subito la verve juventina in lungo e in largo, e quando ha avuto l’opportunità di offendere si è sciolta come neve al sole – non riuscendo mai ad impensierire davvero Szczesny, che di fatto ha terminato la gara con zero parate all’attivo. Il tiro strozzato e quasi maldestro di Berenguer dopo 10′ è la fotografia di un Toro che ha le opportunità, ma non è in grado di farle fruttare. L’unico episodio per il quale non ci si può appellare alla poca lucidità dei granata, è sicuramente il palo colpito da Niang – che ha concluso da posizione quasi impossibile ed è stato sfortunato. Ma, anche qui, quello è stato di fatto l’ultimo squillo del Toro.

TURIN, ITALY – JANUARY 03: Mario Mandzukic of Juventus competes for the ball with Lorenzo De Silvestri of Torino FC during the TIM Cup match between Juventus and Torino FC at Allianz Stadium on January 3, 20 (Photo by Daniele Badolato – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Ripartenze sbagliate e buttate al vento, errori tecnici grossolani, pochissimo coraggio ed eccessiva timidezza, specie negli uomini di maggior qualità come Baselli e Falque: Mihajlovic ha probabilmente finito le cartucce all’Allianz, e anche la società se n’è accorta. VAR o non VAR, quella di ieri era un’occasione epocale per arrivare in semifinale. Non era facile contro i campioni d’Italia, e con la squadra rimaneggiatissima, certo, ma quest’ultimo derby è parso un altro indizio di un Toro che ha perso completamente il proprio capo e la propria coda. Viene in mente Alessandro Baricco nel capolavoro Emmaus, per un Toro che è “aurora, ma epilogo: perenne scoperta tardiva”

4 Commenta qui
  1. Doc.Falstaff - 10 mesi fa

    A prescindere dal fatto che la nostra squadra gioca senza mordente, agonismo determinazione e cattiveria sana (specie in un derby che ti vede sfavorito, chi è palesemente più debole deve come minimo grinta e pressing a tutto campo),ciò che è da evidenziare è che come fanno le squadre medio piccole ad accettare questo regolamento assurdo della Coppa Italia.
    Regolamento cucito su misura per favorire le squadre più forti, tanto vale far giocare direttamente il torneo alle prime 4 o 6 squadre del campionato precedente (e già…! poi come si regge il baraccone dei soldi che girano attorno?).
    Tutto è studiato per avvantaggiare le più forti e titolate: ingresso agli ultimi turni, partite a un solo turno per di più rigorosamente in casa (almeno il sorteggio per lo stadio ospitante la gara sarebbe il minimo), se poi ci mettiamo gli arbitraggi da vera e propria sudditanza psicologica la frittata è fatta.
    Il goal convalidato ieri alla gobba è solo l’ultimo dei tanti casi che confermano la malafede degli arbitraggi a favore delle squadre che devono essere accompagnate verso le semifinali per dare lustro alla competizione.
    Per concludere un malizioso sospetto: non è per caso che questi arbitri che dirigono le gare della Juve siano minacciati dagli andranghetisti che la fanno da padrona nei club degli ultras della suddetta!? La sentenza verso Agnelli conferma tale presenza malavitosa.

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  2. Pimpa - 10 mesi fa

    L’aiutino non è niente,rassegnatevi,ci sarà sempre in favore dei più forti.
    L’aiutino è niente rispetto alla vergogna di società e giocatori che abbiamo.
    Continuate,continuate,tutte le volte che giochiamo con la Juve a protestare abbaiando alla luna.

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  3. WGranata76 - 10 mesi fa

    Ripeto che il Toro è quello che è, rosa corta e senza riserve di gran valore, oltre ad un allenatore non all’altezza del compito per lacune tattiche e scarsa esperienza in A, ma ciò non toglie che il risultato è falsato.
    Il bello del calcio è che alle volte si vince o pareggia con una squadra più forte sfruttando l’unica occasione contro 20 tiri fuori degli avversari, che non sempre vince il più forte e che non basta alle volte un 70% di possesso palla per portare a casa il risultato. Ma se poi quando nelle partite decidono gli episodi e questi sono chiaramente e disonestamente pilotati allora non si parla di aiutini, ma di malafede e corruzione di un calcio che ormai ha nulla a che fare con il passato.

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  4. renato - 10 mesi fa

    Aiutino? Togliamo il diminutivo per favore, questi non sono aiutini ma AIUTONI, chiamiamoli con il loro nome. Articolo corretto e condivisibile ma senza l’aiutone secondo me la partita sarebbe finita in modo diverso, e comunque in modo più decoroso.

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