2 pesi, 2 misure

2 pesi, 2 misure

di Valentino Della Casa

Equilibrio. È questa la nuova parola chiave del Torino Fc 2009/2010 targato Stefano Colantuono. In effetti problemi circa un certo temperamento da parte di piazza e allenatori, il Torino ne ha sempre avuti, e non ce ne stupiamo ora. Non risultano nuove alle nostre orecchie frasi della serie: “Torino è una piazza nella quale se si vince si è…

di Valentino Della Casa

Equilibrio. È questa la nuova parola chiave del Torino Fc 2009/2010 targato Stefano Colantuono. In effetti problemi circa un certo temperamento da parte di piazza e allenatori, il Torino ne ha sempre avuti, e non ce ne stupiamo ora. Non risultano nuove alle nostre orecchie frasi della serie: “Torino è una piazza nella quale se si vince si è come il Real, mentre se si perde si è come (se non peggio) di una squadra di terza divisione”.

Questo il mister romano l’ha capito, eccome se lo ha capito.
 
Ed infatti, se le vittorie piuttosto esaltanti e pesanti contro Grosseto e Empoli hanno portato a dichiarazioni quali “Bella vittoria, ma ho visto cose che non mi sono piaciute”, la prima sconfitta subita in campionato sul campo del Brescia ha permesso al mister di dichiarare che il Toro ha comunque giocato una buona partita, nonostante gli evidenti margini di miglioramento che questa squadra ha, e che la piazza (giustamente) pretende di vedere. Il Toro quest’anno deve essere una delle schiacciasassi della serie B, ma per esserlo servono soprattutto nervi saldi (visto che la qualità non manca di certo) e grande equilibrio.

Equilibrio, appunto. Un equilibrio (scusate la ripetizione della parola, ma ha una particolare importanza) che probabilmente è mancato nelle passate gestioni, in serie A, del Torino di Cairo. Un Toro che quando vinceva si esaltava oltre misura, mentre in caso di sconfitta (o addirittura di goal subito durante la partita) mostrava di non avere quella forza psicologica per poter dimostrare quelle qualità che (soprattutto nell’ultimo anno) sono rimaste inespresse e hanno portato ad una retrocessione piuttosto clamorosa.

Stefano Colantuono dunque sa il fatto suo, e vuole che anche il Toro (e non più semplice Torino, almeno per quanto riguarda queste partite giocate) sia in grado di imporre la propria forza, il proprio gioco, in ogni campo e in qualsiasi situazione. Questione di equilibrio, dunque, cercando di evitare inutili situazioni di nervosismo (come abbiamo visto a Brescia) che portano solo e soltanto a penalizzare la squadra nel suo cammino di “redenzione e purificazione” verso la serie A.

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