Morte Astori, Dani Alves: “Dispiace, ma muoiono ogni giorno tanti bambini…”

Morte Astori, Dani Alves: “Dispiace, ma muoiono ogni giorno tanti bambini…”

Le parole / Il terzino brasiliano si pronuncia così sul grave lutto che ha colpito il mondo del calcio

di Redazione tvvarna

Il lutto per Astori ha unificato tutto il mondo del calcio, italiano e non, nella commozione. Qualcuno però è rimasto freddamente asettico. Stiamo parlando di Dani Alves, ex difensore della Juventus oggi al PSG. “Siamo tutti vicini alla famiglia di Davide, che ora è in un mondo migliore. Ma nel mondo ci sono milioni di bambini che muoiono per tanti problemi, per fame, e non ricevono così tanta attenzione. Siamo qui di passaggio e quando l’ora arriva, arriva”. Così il brasiliano si è espresso sulla morte improvvisa del difensore della Fiorentina Davide Astori.

“Siamo molto tristi per la sua famiglia, siamo tristi perchè è un collega ma senza dubbio non quanto i suoi familiari”, ha aggiunto il laterale brasiliano, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di ritorno degli ottavi di Champions League contro il Real Madrid.

6 Commenta qui
  1. robertopierobo_206 - 10 mesi fa

    Quello che Dani contesta tra le righe è l’esagerazione mediatica da “cadta”. È morto uno dei nostri si fermi il mondo e poi l’ipocrisia di tutti quelli che l’han visto una volta o manco ed era un fenomeno. Ma non possono non farlo perchla casta va difesa.
    Certo che a tutti dispiace ma non deve dispiacere “di più ” perchè è un calciatore!

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  2. Daniele abbiamo perso l'anima - 10 mesi fa

    Sono sbagliati i tempi e i modi di quel che dice Dani Alves (o di quel che riportano ) ma non il contenuto delle sue parole. L’impatto emotivo della morte di una persona cambia fondamentalmente con l’eco che ne comunicano i media. Ottanta morti nell’attentato di Nizza o Barcellona “ valgono” più di un massacro di centomila bambini in uno stato sperduto del centro Africa .
    La morte di Astori ferma il calcio e tv e giornali ne parlano interrottamente per tre giorni, un ragazzo che muore in un campo di Eccellenza merita invece al massimo un trafiletto nella pagina locale.
    Funziona così.
    Venerdì si torna a giocare e ricorderemo Astori, tra un mese ci scanneremo per un rigore sbagliato, un gol mangiato, una vittoria sfumata o raggiunta, e pure il ricordo di Astori andrà svanendo e resterà solo nel cuore di chi lo ha davvero amato.

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  3. Andrea 86 - 10 mesi fa

    In fondo non ha detto niente di sbagliato. Solo che in questi momenti tutti si aspettano romanticismo e tutti quanti devono dire frasi scontate di cordoglio, se per caso qualcuno esce fuori dal coro, tutti a dargli contro scandalizzati come se già le risposte “giuste” fossero quelle che la gente si aspetta. A sto punto allora perchè fare interviste, che i giornalisti si facciano domande e si diano risposte da soli che possano andar bene a tutti, non interpelliamo più nessuno, perchè o si dicono cose a macchinetta oppure se si esprime un pensiero personale che ai più non va giù, apriti cielo. Astori era un bravo ragazzo, la classica “faccia pulita”, nessun atteggiamento fuori dalle righe in campo e un ottimo giocatore, dispiace tantissimo quando capitano cose simili, ma non per questo la sua vita vale più di quella degli altri. Tante famiglie vengono straziate e distrutte da avvenimenti simili e nel 99,99% dei casi nessuno sa niente. Qui invece sembra che il mondo si debba fermare, quasi fosse successa la peggior catastrofe mai vista. Se muore un panettiere non mi pare che gli altri panettieri se ne stiano a casa o smettano di lavorare, tanto vale per un muratore, un ingegnere o un medico. Muore un calciatore e la disgrazia delle disgrazie si manifesta. Questo non è cinismo, è la legge della vita.. Mah!

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  4. torello - 10 mesi fa

    complimenti…. ottime parole

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  5. FanfaronDeMandrogne - 10 mesi fa

    …per non parlare di coloro che muoiono sul posto di lavoro, privi di ogni tutela o sicurezza, o quelli che arrivano cadaveri in ospedale perchè l’ambulanza è arrivata in ritardo, oppure vengono trasportati in strutture a cui mancano gli strumenti indispensabili per il primo soccorso e le prime cure e devono essere trasferiti in altre strutture, come se la morte potesse attendere, senza parlare di coloro che perdono la vita sotto i ferri per la negligenza e la superficialità di certi medici.

    A tutti costoro, che rappresentano il Popolo Minuto, le Classi Sociali più umili, privi di qualsiasi privilegio e/o priorità, non viene riservata la stessa cura, attenzione, commozione, partecipazione.

    Massimo rispetto per questo povero Ragazzo e per la Sua Famiglia affranta dal dolore, ma basta con questa finta retorica, basta con questi stereotipi, basta con tutto questo “rumore di fondo”.

    Il silenzio, in questi casi, è la miglior forma di rispetto.

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  6. gikappa67 - 10 mesi fa

    Che galantuomo……solo un gobbo dentro può fare un commento tanto idiota e bieco……

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