Il mondo ai piedi di un altro “Pibe”

Il mondo ai piedi di un altro “Pibe”

Focus Brasile 2014 / Giovane e forte, come la sua Colombia, James Rodriguez, padrone assoluto, finora, di questo Mondiale

di Matteo Gabiano

Stop di petto, la palla scende, ma non tocca terra perchè arriva un piede sinistro a calciarla perfettamente tra le dita del portiere e la traversa. James Rodriguez ha segnato così ieri per la sua Colombia contro l’Uruguay. Gol come questi se ne vedono pochi perchè difficili e bellissimi. 

CARRIERAJames Rodriguez nasce a Cucuta, nel nord est della Colombia da un ex calciatore colombiano, Wilson Rodriguez, che però lascia la famiglia quando James è ancora piccolo. Il talento non tarda a farsi vedere, debutta a 15 anni nella Serie A colombiana con la maglia dell’Envigado, squadra dell’area metropolitana di Medellin. Nonostante la giovane età al ragazzo la personalità non manca, segna 20 gol in 55 partite in due anni ed attira l’interesse di molti club stranieri. Il calcio argentino è, forse, il più seguito in Europa tra i tanti campionati sudamericani quindi James accetta l’offerta del Banfield e vince subito il Trofeo di Clausura con i biancoverdi. Vince anche il Torneo di Apertura 2010 e poi arriva la chiamata dall’Europa. E’ il Porto dei colombiani ad acciuffare il talentuoso trequartista per soli 5 milioni di euro. Con i lusitani vince tre campionati di fila, una Europa League, una Coppa ed una Supercoppa di Portogallo. Il mondo impara ad apprezzarlo e a temerlo. La Colombia impazzisce per il suo numero 10 che ha bruciato tutte le tappe e guida la Nazionale dei cafeteros dal 2011. Nel 2013 il Monaco degli sceicchi si presenta dal Porto con 70 milioni di euro per avere la coppia Joao Moutinho e James Rodriguez. Nel Principato Ranieri non lo vede moltissimo, lo giudica un po’ discontinuo e, così, Rodriguez ha poche occasioni per essere davvero decisivo. Il Monaco arriva secondo dietro ad uno stellare PSG, ma è una squadra giovane e può dar molto fastidio ai parigini nel futuro.

ITALIA – Trequartista di immenso talento, piede sinistro tra i migliori del pianeta, capace di inventare calcio e di finalizzare, sarebbe stato un investimento perfetto per una squadra italiana, ma, ai tempi del Banfield, le cifre richieste erano giudicate troppo eccessive da Udinese e Juventus che erano sulle sue tracce.

BRASILE – In questi Mondiali sta facendo vedere cose eccelse, all’interno di una squadra che ha destato la migliore impressione finora, al pari della Germania. Cinque gol in quattro partite in un Mondiale è un evento più unico che raro, raggiungere queste cifre al primo Mondiale a solo 22 anni di età dimostrano un talento che ha pochissimi eguali in tutto il mondo.

STORIA – Nell’immaginario collettivo la Colombia, intesa come Nazionale di calcio, è quella quasi folle degli anni ’90. Higuita, Valderrama e Asprilla sono alcuni dei nomi che formavano una squadra tutta genio e sregolatezza che imperversava sui campi da calcio, ma non ha mai raggiunto i quarti di finale ad un Mondiale. James Rodriguez e la Colombia, colonia della Serie A, hanno riscritto la storia arrivando fino ai quarti, ora di fronte hanno il Brasile padrone di casa. Brasile piuttosto scarso, ma che gioca in casa, per la storia ed ha una giovane stella che riesce ad illuminare la squadra nascondendo i problemi della squadra. Valderrama gli ha concesso di “prendersi” il suo soprannome “El Pibe” perchè in lui vede il nuovo fenomeno del calcio colombiano, come già era considerato lo stesso Valderrama una trentina di anni fa. 

Battere il Brasile, questo Brasile è possibile per la Colombia di Rodriguez, la storia è alla sua portata, nulla è impossibile per un ragazzo cresciuto a Medellin, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta.

Piccola nota a margine, James Rodriguez è nato il 12 luglio, regalarsi un Mondiale come regalo di compleanno non sarebbe bruttissimo.

 

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