Le vostre lettere

Le vostre lettere

LA TESSERA DEL TIFOSO
Egregio Direttore,
invio a Lei questa lettera destinata al ministro Maroni, nella speranza di suscitare un minimo di contradditorio.
Devo premettere che sono laureato, imprenditore, incensurato, contribuente, pago le multe per divieto di sosta e sono ben oltre i 40 anni di età, parlo tre lingue, leggo almeno tre, quattro libri al mese e un paio di quotidiani al giorno. Tutto ciò…

LA TESSERA DEL TIFOSO
Egregio Direttore,
invio a Lei questa lettera destinata al ministro Maroni, nella speranza di suscitare un minimo di contradditorio.
Devo premettere che sono laureato, imprenditore, incensurato, contribuente, pago le multe per divieto di sosta e sono ben oltre i 40 anni di età, parlo tre lingue, leggo almeno tre, quattro libri al mese e un paio di quotidiani al giorno. Tutto ciò mi consente di auto definirmi un cittadino modello, fino a prova contraria. Purtroppo ho un difetto: vado allo stadio da quando ho nove anni, e da quattro lo faccio tutte le domeniche (sarebbe più corretto dire tutte le giornate, dato che ormai di domenica si gioca pochino), in casa e in trasferta, al seguito del Torino. Non lo faccio da solo, ma coordinando dalle tre alle cento persone ogni volta, come la Digos di Torino, che ho il piacere di sentire praticamente ogni settimana per questo stesso fatto, può tranquillamente confermare. Ebbene, scrivo per dire il mio NO deciso alla cosidetta ´´tessera del tifoso´´, imposta dal ministro a partire dal 2010, obbligatoria all’inizio per le trasferte e, a regime, anche per le partite casalinghe di tutte le squadre d’Italia. Spiego il perché.
Un padre non potrà più alzarsi la mattina della domenica e portare il proprio figlio allo stadio perché è una bella giornata, a meno di averlo preventivamente registrato presso una banca (proprio così, una banca o, nella migliore delle ipotesi, una società di gestione dei dati!) che avrà girato il nominativo alla questura competente, che a sua volta lo autorizzerà all’ottenimento della carta, rilasciata in forma di carta di credito (proprio così, carta di credito con annessi e connessi). Alla faccia di chi vuole le famiglie allo stadio. Non potrà farlo neppure per l’amico o il parente venuto da lontano. Come sopra. Tantomeno potrà farlo il turista spagnolo o francese, in visita a Milano, che non potrà vedere il derby come spettatore occasionale, in quanto ovviamente sprovvisto della tessera. Alla faccia della libera circolazione di persone e merci nella CEE. Non mi risulta che ci sia una ´´tessera del ballerino´´, o una ´´tessera del cliente del supermercato´´. Come sa bene chiunque frequenti i luoghi deputati all’esercizio delle suddette attività, spaccio, risse, borseggio e taccheggio vi sono ben radicati. Non per questo il governo ha in programma di dividere i ´´buoni´´ dai ´´cattivi´´ (ammesso che una tessera serva a qualcosa, in questo senso), per il semplice principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Principio disatteso, evidentemente, per i soli cittadini-tifosi. Attendo provvedimento analogo anche per i cittadini-fumatori, che insistono nell’attentare quotidianamente alla mia salute.
La tessera dovrebbe fidelizzare i tifosi alle proprie squadre. Umilmente faccio notare che, in quanto tifoso, sono già fedele alla mia squadra quanto e più che a mia moglie, a dio e alla patria, e mi vien da sorridere a pensare a un’ipotetica tessera di plastica con su scritto Cuore Granata, che se il Capitano Valentino potesse parlare, vi spiegherebbe lui cosa vuol dire il cuore. La tessera mette obbligatoriamente i miei dati a disposizione di un ente terzo, che nulla ha a che fare con il calcio, il quale avrà per ciò stesso libertà di usarli per i propri fini, il marketing, le promozioni. Nulla che interessi a me, dato che io vorrei solo vedere una partita di calcio. Alla faccia della privacy. Non pago di avermi per anni chiesto carta di identità, passaporto, codice fiscale, fatta salva la tessera sanitaria, per acquistare il biglietto del settore ospiti di turno, il ministro mi vuole ora autorizzare preventivamente con un nuovo documento, come se noi cittadini non ne avessimo già a sufficienza dei quattro sopra indicati, quando nella civilissima Inghilterra, cui il provvedimento pateticamente dice di ispirarsi, non è obbligatoria neppure la carta di identità, introdotta solo di recente per stranieri e studenti residenti nel regno.
Quasi sorvolo, sul fatto che la tessera verrà negata a chi abbia avuto provvedimenti di Daspo anche non definitivi negli ultimi cinque anni (tenuto conto che il Daspo si ottiene non solo per atti violenti, ma anche per la sola accensione di un fumogeno, o per essersi sporti troppo oltre le transenne per agguantare la maglia lanciata in curva dai propri beniamini), alla faccia della pretesa funzione rieducativa della pena (sano principio, per cui è giusto e possibile avere un pluriomicida condannato e scarcerato per fine pena in curva, ma non un ragazzo che abbia manifestato in modo esuberante contro le forze dell’ordine durante un evento sportivo…).
Tralascio anche ogni considerazione sul ´´cui prodest´´, dato che non amo la dietrologia.
Conscio del fatto che un dibattito serio difficilmente ci sarà, e scusandomi per l’inevitabile lunghezza, prevedo che il provvedimento non reggerà alla prova della Corte di Giustizia Europea né a quella della Corte Costituzionale. Nell’attesa, sappia il ministro che non avrà allo stadio né me, né altri di sani di mente come me. E non so se questo possa considerarsi un affare, per lo sport e per il calcio. Ci vediamo oggi pomeriggio alla manifestazione contro la tessera, a Torino.
Ivano Falzone
Presidente del Torino Club Gigi Meroni – Milano

 

SIAMO ALLE SOLITE
Carissima redazione,
Mi domando come sia possibile che professionisti pagati profumatamente commettano degli errori così grossolani . Mi riferisco alla partita col Brescia. 1) Belinghieri o è una bufala o non è ancora a posto e infatti il suo intervento da espulsione è figlio del sentimento di frustrazione che prova nel  non riuscire mai a contrastare efficacemente gli avversari: allora o non lo si impiega o lo si sostituisce prima che riesca a far danni. 2) Non si sostituisce l’incontrista Zanetti con un esterno come Diana col risultato di sguarnire ulteriormente il centrocampo costituito da un regista che copre poco ( Loviso) e due esterni poco votati all’interdizione (Diana e Belinghieri). Non sarebbe stato più logico sostuirlo con l’omologo Coppola? Infatti la partita è stata persa a centrocampo. 3) Che significato ha una panchina costituita da due attaccanti, anche validi ma sconosciuti (non Ronaldo e Messi) e un solo centrocampista di ruolo (Coppola)? Cosa ci stanno a fare i 9 centrocampisti della rosa in tribuna (faceva schifo un incontrista come Bottone ad es.?). Ricordo che si giocava fuori casa e anche se il Brescia non è il Barcellona meritava un po’ più di considerazione. Mi sembra di rivivere  gli equivoci dell’anno scorso dove siamo retrocessi sopratutto per un’inadeguata copertura a centrocampo con esterni riciclati come centrocampisti centrali. Ma quest’anno i centrocampisti di ruolo ci sono, basta solo utilizzarli. Chi sbaglia paga o  invece paghiamo solo noi tifosi fatto in fegato roso?
Moltoro

APPARTENENZA GRANATA
Puoi scegliere di tifare per una squadra di campioni e per un grande club vincente. Puoi vedere quella squadra giocare in champions quasi tutti gli anni.  Puoi seguire con emozione il calcio-mercato e leggere nuovi altisonanti nomi accostati alla tua grande squadra. Puoi giocare per quel club vincente e metterti in vetrina in tv e sui giornali. Puoi guadagnare palate di milioni di ingaggio e altrettanti con gli sponsors che ti cercheranno… Puoi…
Oppure puoi tifare per la gloriosa e maledetta squadra del Torino. La sua maglia e’ rossa come il sangue, la sua storia e’ bella e commovente. Puoi  andare a cercarti i dvd, le trasmissioni e i libri che raccontano le gesta di una formazione irripetibilie, che vinse campionati e che neanche la guerra fermo’…Fu il fato a prenderli per consegnarli al mito e alla leggenda. Puoi tifare per una squadra che e’ rinata tante volte,  per una squadra di calciatori che erano uomini con il Toro sulla faccia e il rosso negli occhi… Puoi vedere l’allenatore Giagnoni che prende a pugni un gobbo in un derby…E Combin con la febbre a 39 rifilare 3 goals bellissimi e strazianti alla juve la domenica dopo la morte di Meroni… Puoi vedere Pulici che scaglia il pallone a 200 all’ora ed esulta inarcando la schiena e con le braccia al cielo… Puoi tifare per una squadra con i baffi alla Sala, Zaccarelli e Leo Junior.. Puoi tifare per Pasquale Bruno che rincorre un Di Canio impaurito e che fa piangere Raduciolu.. Annoni che si rimbocca le maniche che spaventa pure Marchegiani che per fortuna sua gioca con lui. Puoi tifare per Mondonico che alza la sedia in una sciagurata ma bellissima serata ad Amsterdam… Puoi tifare e piangere per l’ultimo allenamento ad Acqui del Torino Calcio.. Puoi..
Puoi giocare per la squadra del Torino. E chissa’ quando arriverai in Champions League.. Puoi giocare tutte le domeniche ed essere applaudito ed incitato tutte le domeniche anche se perderai 4 a 0 purche’ tu dia l’anima sul campo.. Puoi ricevere tanto amore dai suoi tifosi che nemmento ti immagini e vedere 60 mila spettatori in serie b come con il Real Madrid..  Un giorno, forse, potrai anche allenarti al Filadelfia e attraversare il corridoio che porta alla vecchia arena granata.. Puoi scegliere di vivere il calcio facilmente o visceralmente, Puoi avere una grande squadra oppure una squadra diversa. Puoi giocare e tifare per una squadra di calcio, oppure puoi tifare e giocare nel Toro.
Potrai vincere o perdere, il destino spesso ti sara’ avverso, ma vivrai emozioni e un senso di appartenenza  che solo un cuore granata potra’ sentire. Se giocherai o tiferai per un altro club non potrai avvertire tutto cio’, Si tratta di un privilegio a loro negato dalla storia del Toro che e’ diventato mito.
Daniele (abbiamopersol’anima – ma la ritroveremo)

DIVERSO CAMPIONATO SOLITA STORIA
Gent.ma redazione,
sappiamo benissimo tutti noi tifosi del toro, che la serie B è lunga e difficile,e di conseguenza non è possibile vincere tutte le partite; ma volevo fare una piccola riflessione sulla sconfitta di Brescia. Minuto 20 del primo tempo: palla lunga su Di Michele, Arcari (portire brescia) esce a valanga e prende la palla con le mani fuori area, l’arbitro il "bravissimo" Rocchi ( che DIO stramaledica il giorno che si è iscritto al corso per
arbitri) fischia la punizione dal limite…ma non manca qualcosa? Dunque, vediamo, seguo il calcio da circa 24 anni (dalla nascita), pago 2 abbonamenti tv, gioco tutte le domeniche anch’io (anche se in piccole categorie) e dalla mia esperienza anche se misera credo che, quando il portiere prende la palla con le mani fuori area l’arbitro debba sanzionare l’episodio con il cartellino rosso. Ricordate l’anno scorso julio cesar, portiere dell’inter? Espulso per aver preso la palla con le mani fuori area. Allora qual è la differenza tra julio cesar e arcari? Semplice, l’interista quella domenica non giocava contro il Torino e quindi il regolamento va applicato…insomma, cambiano i campionati, i campi, le squadre ma è sempre la solita storia. Un’ ultima riflessione: mi spiegate perchè dai telecronisti ai telegiornali sportivi nessuno ha evidenziato la gravità della situazione? Mistero della fede…GRANATA! Un saluto
Paolo Giuseppe Capanna

OCCORRE PIU’ EQUILIBRIO
Ho deciso di intervenire in quanto sono un po’ stanco di leggere commenti umorali dei tifosi del toro,a volte dettato piu’ dai pregiudizi che da una reale disanima della partita o della situazione. Leggo commenti critici esagerati, come dall’altra sponda giudizi assurdi come ad esempio additando all’arbitro grosse responsabilita’ sulla sconfitta. Faccio presente a questi ultimi che il portiere para all’interno per poi nello slancio finire fuori di pochi centimetri…non vi era ne volontarieta’ e ne tantomeno chiara occasione da goal,come si poteva pretendere l’espulsione? Epoi vi faccio notare che e’ stato fermato in fuorigioco che non c’era di Flachi a tu per tu con Sereni,oltre ad aver graziano Colombo ed avergli risparmiato il secondo giallo. E poi non ci dimentichiamo che a Grosseto in tal senso ci e’ andata bene…pertanto critichiamo la terna arbitrale quando e’ giusto,altrimenti facciamo la figura dei, piagnoni. E adesso vengo alla parte dei critici ad oltranza: abbiamo sempre criticato la squadra per non avere un’identita’,un gioco e grosse lacune in alcuni settori del campo e io mi chiedo: a)rispetto all’anno scorso la squadra si sbatte fino all’ultimo e non chiedevamo questo ai ragazzi a prescindere dal risultato finale? b)si comincia ad intravedere delle idee di gioco e non la classica palla lunga e pedalare (anzi prima manco pedalavano).. non e’ quello che volevamo? c)abbiamo una rosa coperta con doppioni in ogni ruolo,in modo da sopperire con piu’ o meno la stessa caratura a qualsiasi assenza ,squalifica o cali di condizione di alcuni… il tutto con acquisti di assoluta categoria,portando addirittura ad un bilancio in attivo,e siccome non voglio che finisca come nell’era cimminelli, mi sembra cosa non poco trascurabile…non era quello che volevamo? Ebbene,detto cio’ sarebbe opportuno fare critiche costruttive in base a cio’ che si vede durante le partite e non per partito preso….. A volte le partite vengono risolte da episodi, l’importante e’ che i ragazzi si comportino come ieri e alla lunga il miglio tasso tecnico viene fuori per forza. Dimenticavo…pure i gobbi in B presero 3 schiaffoni dal brescia…. Occorre essere tutti un po’ piu’ equilibrati, in un senso e nell’altro, tenendo ben presente che i conti di un lavoro svolto,viene fatto alla fine. Pertanto sarebbe opportuno limitarsi,e parlo anche degli addetti ai lavori,ad effettuare disanime critiche rifierite alla partita in questione,evitando,se non a fine stagione,sentenze definitive….in primis per evitare di essere smentiti e fare magre figure e in secondo luogo perche’ la critica distruttiva non aiuta mai in nessun caso.
Ennio Gazzera

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