Le Loro storie, Gianluca Sansone: “Lui”

Le Loro storie, Gianluca Sansone: “Lui”

Esclusiva / L’impossibile convivenza a Torino tra l’attaccante e il mister. Tutta la verità.

di Marco Parella

Un nuovo modo di raccontare il calcio: quello dei protagonisti. Calciatori, allenatori, dirigenti. Sempre sotto la luce dei riflettori, ma mai veramente compresi o comprensibili. Noi li vogliamo avvicinare ai tifosi e ribaltare il meccanismo delle interviste. Non saremo noi a chiedere, saranno loro a raccontarci un aspetto del mondo in cui vivono. Un tema libero, potremmo dire. Sono i protagonisti stessi della nostra passione a condividere con noi “Le Loro storie”. Senza filtri, senza meta.

Le voci, le chiacchiere, le dicerie. Poi l’addio. Gianluca Sansone e quel rapporto difficile con il suo ex allenatore al Torino. Anzi, un rapporto che non c’è mai stato. Uno sfogo in piena regola.

Col suo carattere, mi ha fatto scappare alle dieci e mezza di notte da Torino. Appena chiusa la trattativa con la Samp ho telefonato al magazziniere per farmi aprire lo spogliatoio. Ho preso gli scarpini e sono partito subito, di notte. Al mattino non c’ero più.

TURIN, ITALY – DECEMBER 22: Kamil Glik (R) of Torino FC celebrates after scoring the opening goal with Gianluca Sansone during the Serie A match between Torino FC and AC Chievo Verona at Stadio Olimpico di Torino on December 22, 2012 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

All’epoca ci dovevo convivere con quella persona e alimentare polemiche sarebbe stato come mettermi una croce addosso, ma sai che c’è? Ho sempre fatto la pecora, testa bassa e bocca chiusa. Mi sono un po’ rotto le scatole e adesso qualche sassolino dalle scarpe me lo voglio togliere.
Lui soffriva se la gente faceva il nome di un giocatore e non il suo, se la prendeva a morte. Soffriva Bianchi che era il capitano e uomo simbolo, soffriva Ogbonna perché era un giocatore di personalità e gli teneva testa. E soffriva anche me, perché i tifosi si erano affezionati e volevano vedermi in campo più spesso. Lui voleva che la gente parlasse di “Ventura”, non dei calciatori. Per cui io e alcuni altri eravamo bersagliati. È la stessa cosa che è successa con Insigne in Nazionale. La gente lo voleva in campo, lui con la sua testardaggine si è fissato e non lo ha fatto giocare. Doveva essere lui l’artefice della qualificazione ai Mondiali, non un giocatore. Alla fine sappiamo com’è andata… Gli mandai un sms dopo la partita contro la Svezia: “Non può essere una sconfitta a cancellare tutto”. Il mio tono era chiaramente ironico, lui invece mi rispose serissimo: “Grazie di cuore. Gpv”. Va beh…

NAPLES, ITALY – NOVEMBER 04: Torino FC manager Giampiero Ventura (L) speaks to his player Rolando Bianchi (R) before the Serie A match between SSC Napoli and Torino FC at Stadio San Paolo on November 4, 2012 in Naples, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Al Toro arrivai con mille sogni. Sono nato a Potenza e cresciuto in un piccolo paese della Basilicata, in un territorio dove emergere è difficile. Non è Napoli, lì non ci sono tante squadre, né strutture. Se non hai opportunità di fare provini è dura. Ho disputato il mio primo campionato regionale a 12 anni, a 18 giocavo ancora in Eccellenza, per cui un futuro nel calcio non ce l’avevo. Di giorno andavo a dare una mano a mio padre che faceva il carpentiere. Mia madre era impiegata, mio fratello lavora ancora oggi in un magazzino, ha contratti da 2/3 mesi, avrà già cambiato mille lavori in settori diversi. Sono esperienze di vita vera, che ti aprono gli occhi su quanto sia difficile la vita per un italiano medio.
Dopo la stagione al Sassuolo, io morivo dalla voglia di arrivare in Serie A e quando mi parlavano del Torino non vedevo l’ora. Entrando in quello spogliatoio percepivi a pelle la storia della grande squadra. “Davvero sono qui?”, mi ripetevo. Mi diedero appuntamento dalle parti di Desenzano, lasciai lì la mia auto e salii sul pullman della squadra diretta a Sappada per il ritiro estivo. Non conoscevo nessuno del gruppo, soltanto qualcuno incontrato in campo da avversario. Ricordo questo paesino tra le montagne, isolato, faceva freddissimo (c’erano 10 gradi in estate!), l’albergo tutto in legno. Ho rivisto la proprietaria l’anno scorso a Milano, mi ha salutato e non l’ho riconosciuta subito, poi abbiamo iniziato parlare e mi è tornato tutto alla mente. Mi aveva choccato che andassero tutti a letto alle sette e mezza di sera perché non c’era nulla da fare in quel posto!

BOLOGNA, ITALY – JUNE 09: Gianluca Sansone # 11 of Bologna FC celebrates after scoring the opening goal during the Serie B play-off final match between Bologna FC and Pescara Calcio at Stadio Renato Dall’Ara on June 9, 2015 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Il mister non lo conoscevo. Non avevo parlato con lui durante la trattativa, l’avevo incontrato una sola volta negli studi di Sportitalia e vi dico una cosa: l’apparenza inganna. Mi era sembrata una persona totalmente differente da come poi si è mostrato nei miei confronti. Io ero alla prima esperienza in un grande club, non avevo termini di paragone su come comportarmi. Certamente in certe occasioni ho peccato di inesperienza, ma mi aspettavo che lui mi guidasse un minimo, invece a livello umano è zero. Anzi, non ha fatto altro che complicare le cose. Sono dovuto scappare per forza e, col senno di poi, meno male che sono andato via perché poi lui è rimasto al Toro per anni. Io avrei passato le pene dell’inferno.

Non si può parlare di rapporto perché con lui non c’era dialogo, era un monologo. Aveva sempre ragione, mai che abbia chiesto a qualcuno quali erano i problemi. Mi ha rovinato. E io non chiedevo di giocare a tutti i costi, stavo bene con i compagni e con l’ambiente. Era lui il mio problema. Accusava il mio procuratore di parlare troppo. “Che c’entro io?”, gli rispondevo. Li ho fatti anche incontrare perché ero tra due fuochi, ma non è servito. Ha continuato a scaricare la sua rabbia contro di me. Il colpo di grazia è stata la partita di Pescara, non me la dimenticherò mai. Barreto era arrivato al Torino da tre giorni, io aspettavo il mio turno senza fiatare da una vita. Fa giocare Barreto al mio posto. In quel momento ho detto “basta, non ci sto a farmi prendere per il culo così da quest’uomo”.
Insieme alla mancata riconferma a Bologna, il mio addio al Toro è la delusione più grande da quando gioco a calcio. Quando ci fu Sampdoria-Torino non andai nello spogliatoio, come si fa di solito, a salutare i miei ex compagni perché non volevo vederlo. Tutti capirono le mie motivazioni senza bisogno di spiegare nulla. È un allenatore tecnicamente e tatticamente capace, ma con dei limiti caratteriali enormi.

GENOA, ITALY – OCTOBER 06: Gianluca Sansone (R) of UC Sampdoria is challenged by Giuseppe Vives of Torino FC during the Serie A match between UC Sampdoria and Torino FC at Stadio Luigi Ferraris on October 6, 2013 in Genoa, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Nonostante tutto, se faccio un bilancio della mia carriera sono contento. Sapendo da dove sono partito, è una grande fortuna essere qui. Però preferisco guardare al futuro e mi piace pensare che gli anni migliori per me saranno i prossimi. Ho 30 anni, mai subito grossi infortuni, mi diverto. Il mio unico rammarico sarebbe non riuscire a giocare ancora in Serie A. Nei due anni in cui ci sono stato non ho avuto la giusta fiducia, ma resto convinto di quello che posso dare con un  po’ di continuità in più. Posso ancora dire la mia.
Ma pensa se mi ritrovo Ventura come allenatore! Mamma mia…

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18 Commenta qui
  1. user-13741039 - 6 mesi fa

    Che ventura umanamente sia un pezzo di m. è una cosa di facile comprensione per chi vuole capire. leggere i commenti di chi lo difende e attacca sansone mi fa tanta rabbia, io non capisco tanto attaccamento

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  2. Alex71 - 6 mesi fa

    Ventura….prescidendo dal suo enorme ego e dalle sue convinzioni…se avesse ritenuto Sansone forte o adeguato lo avrebbe fatto giocare come chiunque altro allenatore. Se Sansone e’ sparito dalla mondo dorato della serie A non e’ certo colpa di Ventura.

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  3. Pacman - 6 mesi fa

    Sansone non giocava perché era un buzzo: e l’ha dimostrato

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  4. Pacman - 6 mesi fa

    Scusate ma qualcuno sa dirmi dove gioca adesso Sansone????? A me sembra che Ventura ci abbia visto benissimo su di lui, come su altri. Ora che parli pure Sansone….. gran carriera

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  5. steacs - 6 mesi fa

    Di Gianluca quando stava in un agriturismo a La Loggia non si diceva che fosse uno sempre voglioso di andare ad allenarsi, le condizioni ambientali magari non lo aiutavano ma quello lo avrebbe dovuto fare per se stesso, da Lucano come lui me lo sarei aspettato e con il potenziale che aveva sarebbe potuto diventare più di un Insigne, mi ricordo di quanto ero contento quando lo prendemmo, non ci credevo che uno dei talenti migliori italiani stava arrivando da noi, purtroppo poi si è perso, colpa solo di GPV?

    Di Ventura inutile parlare, come sparare sulla Croce Rossa, per fortuna a noi ha dato anche qualcosa di positivo, se no pure di lui parleremo come di un mandriano qualsiasi! :)
    GPV come qualsiasi capo/datore di lavoro ha fatto preferenza per alcuni tralasciando altri, succede in qualsiasi ambito…

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  6. rokko110768 - 6 mesi fa

    Sono vere 2 cose. Sansone non è esploso come avrebbe potuto visti i mezzi tecnico di buonissimo giocatore, non un campione ma sicuramente di livello. Troppi pensieri in testa e poca abnegazione.
    E’ comunque vero quanto racconta di GPV, dimostrato (non solo dal racconto di Sansone) anche da Bianchi stesso e più recentemente in Nazionale con Insigne.
    Ventura oramai si gode una pensione dorata, noi gli dobbiamo la crescita di diversi giocatori ma possiamo addebitargli senza sconti anche atteggiamenti spocchiosi, testardi ed offensivi verso la ns Maglia.

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    1. Pacman - 6 mesi fa

      Ma a me sembra che Bianchi abbia fatto goal solo in B: con lui siamo retrocessi e siamo restati in B tre stagioni di fila,fino a che non è arrivato Ventura, che per due anni ha fatto giocare Bianchi, poi quando Bianchi non ha voluto rinnovare il contratto a 1 milione noi siamo andati in Europa e lui è sparito. Era ed è attaccato al Toro, su questo non dubito, come il fatto che a me sia simpatico e sia comunque legato a lui, ma i fatti dicono questo: lui al Toro non ha portato valore aggiunto ed é stato un problema per tutti gli allenatori.

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  7. Filadelfia - 6 mesi fa

    Un’intervista tutta incentrata sul suo rapporto con Ventura indicato come la causa della sua mancata esplosione ai massimi livelli. Mi sembra po’ troppo facile addossare la colpa ad un allenatore. Infatti lontano dal Toro e da Ventura non ha inciso ovunque è andato. Penso che il problema vada cercato dentro di lui e non all’esterno. Mi spiace per Sansone ma non mi accodo dietro a chi cerca un capro espiatorio per giustificare qualcosa che non è riuscito a dare.

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    1. ALESSANDRO 69 - 6 mesi fa

      “filadelfia” sono d’accordo con te, troppo facile scaricare su altri la responsabilità per i propri insuccessi, se un giocatore vale veramente prima o poi
      il suo talento esploderà a torino o altrove. Adesso io domando : dov’è finito oggi il “talentuoso e bistrattato povero Sansone”…..??????
      Ventura avrà anche i suoi difetti ma ricordiamoci che è arrivato da noi quando c’erano solo macerie e se ne è andato 5 anni dopo lasciandoci in eredità una squadra che alloggiava nella parte sinistra della classifica e con un parco giocatori valorizzati al meglio.
      Non lo rimpiango perchè ritengo che se ne è andato quando il suo tempo era finito ma lo ringrazio per l’ottimo lavoro svolto ,questo sì…

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      1. Pacman - 6 mesi fa

        Concordo al 100% Alessandro.

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      2. Filadelfia - 6 mesi fa

        Grazie Alessandro. Concordo anche io totalmente con quello che hai scritto.

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  8. janlucas197_866 - 6 mesi fa

    Esattamente quanto ho sempre pensato di Ventura, anche se con alcuni giocatori aveva uno splendido rapporto, uno su tutti Matteo Darmian, sicuramente un gran bravo ragazzo.

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  9. prawn - 6 mesi fa

    Beh si spiegano un paio di cose, Bianchi, Ogbonna, ma poi far giocare Barreto.

    Addio GPV, sei finito come allenatore, il palco della Nazionale ha mostrato tutti i tuoi limiti!

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    1. Filadelfia - 6 mesi fa

      Ogbonna è passato dal Torino alla Juve a giocare per scudetto e champion’s League. Non capisco che ci sia da spiegare. Deve ringraziare GPV per averlo fatto lanciato. Se GPV è finito non oso pensare il futuro di Miha come allenatore quale sarà. Sempre grato a GPV per i 5 anni al TORO. Checchè ne dicano Sansone, Bianchi & C.

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      1. prawn - 6 mesi fa

        I vari Sansone e Bianchi avevano dei grossi limiti, ma chiaramente sono stati gestiti male.
        GPV si era fatto tutti gli amici a Bari, ma dico io far giocare Barreto…
        Cmq sono grato a GPV pure io, poteva andar peggio, tipo L’altro allenatore.. Quello che sbraita e basta, ho cancellato già il nome..
        La crescita c’è stata, alla fine lui ha fatto delle scelte che lo hanno portato fino al Mames..
        Potevamo avere un allenatore migliore? Certo, ma più probabile averne uno peggiore!

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  10. FVCG-70 - 6 mesi fa

    Non si capiva perchè non giocavi mai Gianluca…non eri sicuramente peggio di altri.
    E ricordo lo striscione in Maratona: “Sansone non mollare!”.
    Il tifo granata ti voleva bene per quanto ci mettevi le poche volte che entravi in campo.
    In bocca al lupo!

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  11. OtagoGranata - 6 mesi fa

    tranquillo… rischi di reincontrarlo solo se vai a giocare in eccellenza da pra in poi…

    PS
    a me come giocatore non dispiacevi…
    a fifa 2013 ti ho tenuto per quattro stagioni…

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    1. OtagoGranata - 6 mesi fa

      vedo che l’ironia e’ di casa tra gli spolliciatori…
      mi dissocio ufficialmente da coloro che rimpiangono gpv…
      FVCG…

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