Fulvio Collovati: “Il Toro avrebbe bisogno di qualche 0-0 per ritrovare fiducia”

Fulvio Collovati: “Il Toro avrebbe bisogno di qualche 0-0 per ritrovare fiducia”

Esclusiva / Il difensore campione del mondo sulla difesa granata: “Miha ok la mentalità, ma ripensi al centrocampo a due”

di Marco Parella

Nelle ultime cinque partite il Torino ha subito dodici gol, una media che sfiora le 2,5 reti ogni 90 minuti. Numeri da retrocessione, nonostante una classifica ancora clemente. Il problema della fase difensiva nel suo complesso però c’è, si trascina dalla scorsa stagione e rischia di essere la pietra al collo per le ambizioni europee della squadra guidata da Sinisa Mihajlovic. Abbiamo chiesto un’analisi della situazione attuale dei granata e qualche possibile rimedio a uno che di difesa se ne intende “abbastanza”, Fulvio Collovati.

Buonasera Collovati. Il Torino prende troppi gol e segna meno dell’anno scorso. Così diventa difficile rimanere agganciati al treno per l’Europa.
A mio avviso, in questo momento il Toro segna poco per due fattori concomitanti: l’infortunio di Belotti e le aspettative deluse di Niang. Mi sono confrontato spesso con Mihajlovic sull’ex attaccante del Milan ed è evidente che le sue prestazioni sono al di sotto di quanto ci si aspetti da uno con le sue qualità.

Per quanto riguarda i gol incassati invece il problema dove risiede?
Mihajlovic sta cercando di imporre ai suoi giocatori il concetto che il Torino sia una squadra ambiziosa e di buon livello, che deve sempre tentare di tenere il pallino del gioco. È una mentalità giusta. Subire qualche gol in più è sintomo di questo processo, vuol dire che stai iniziando ad alzare l’asticella. Il problema è quando ti sbilanci in maniera eccessiva e concedi spazi, come successo con il Crotone.

MADRID, SPAIN: West German forward Horst Hrubesch (L) heads the ball in front of Italian defender Fulvio Collovati during the World Cup final between West Germany and Italy 11 July 1982 in Madrid. Italy beat West Germany 3-1 to capture its third World title (1934, 1938, 1982). AFP PHOTO (Photo credit should read ROBERT DELVAC/AFP/Getty Images)

I nodi sono forse venuti al pettine a partire dalla dura lezione del derby?
Ho commentato quella partita e l’impressione che ho avuto è che il Toro abbia voluto strafare, abbia voluto giocare del tutto a viso aperto. Contro la Juve è un errore, contro la Juve non dico che tu debba solo pensare a non prenderle, ma devi coprirti, attendere il momento giusto e vedere come si mettono le cose. Mi aspettavo infatti che Mihajlovic in quell’occasione schierasse un centrocampista in più.

Proprio in mezzo al campo i granata sono spesso in inferiorità numerica. Secondo lei bastano due giocatori a sostenere un attacco composto da Belotti, Ljajic, Falque e Niang?
Rincon è un lottatore, idem Baselli ed Acquah, loro hanno le caratteristiche giuste per quel tipo di gioco. Ma un conto è provare a fare la partita, un conto è essere equilibrati tra i reparti. Anche alla Sampdoria Mihajlovic giocava con tre giocatori molto offensivi e un atteggiamento molto propositivo. Se non c’è sacrificio da parte di tutti però i rischi aumentano. Se il centrocampo subisce, la difesa naufraga.

Eppure, almeno sulla carta, i centrali granata hanno qualità importanti. Da Moretti a N’Koulou, passando per Lyanco.
Assolutamente sì, concordo. Lyanco in particolar modo mi ha sorpreso positivamente. Nella serataccia dello Stadium è stata una delle poche note positive. Avere le qualità individuali è il primo passo, poi i reparti devono prendere fiducia dai risultati. Ecco, forse il Torino avrebbe bisogno di fare qualche zero a zero, non prendere gol per qualche partita. Come diceva Gianni Brera, lo zero a zero è LA partita perfetta, a maggior ragione per i difensori.

 

Mihajlovic allora come può risolvere questo problema che sta diventando atavico?
Deve essere elastico e modellare un Toro camaleontico che sappia attaccare contro le medio-piccole e difendere con le big. Perché, senza voler mancare di rispetto al Crotone o ad altri, mi sembra normale che contro certe squadre il Torino debba prendere subito le redini del match e vincere. Ma in Serie A se non hai un’organizzazione difensiva all’altezza rischi di subire su qualsiasi campo.

MILAN, ITALY – NOVEMBER 26: Fulvio Collovati (L) attends the Agon Channel launch party photocall on November 26, 2014 in Milan, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)

Domenica arriva la Roma. Sarebbe forse più prudente tornare a un centrocampo a tre?
Difficile che Mihajlovic torni sui suoi passi, ma la Roma a centrocampo è straripante con i vari De Rossi, Strootman, Nainggolan, Pellegrini. Per non subire devi per forza mettere un centrocampista in più per dare protezione a una difesa che in questo momento ne ha tanto bisogno. E non basta solo quello. Per limitare le incursioni sulle fasce di gente come El Shaarawy e Perotti serve un sacrificio in più da parte degli esterni granata, devono tornare a coprire.

Il Torino finora ha beneficiato di un calendario benevolo, ma adesso arrivano tutte le squadre di alta classifica a breve distanza. La panchina di Mihajlovic potrebbe traballare in caso di pochi punti raccolti nelle prossime 4/5 giornate?
Non c’è allenatore al mondo che non traballi se perde due o tre partite di fila (ride, ndr), ma per ora la classifica del Toro è buona. Inoltre i divari dalle formazioni che ha sopra sono molto ridotti, per cui potrebbe bastare anche un solo risultato positivo per non dover subito pensare agli estremi rimedi.

8 Commenta qui
  1. blubba - 8 mesi fa

    Il centrocampo a tre ve lo scordate.Mi dispiace , ma nn si puo dire neanche che sia la capa tosta di Sinisa ,m il problema è che si è impostato a partire da gennaio dello scorso anno tutta la campagna acquisti pensando di giocare in questo modo quando invece eravamo partiti con il 433.Anche volendo fare retromarcia è pressochè impossibile farla visto che mancano gli uomini ,aggiungiamoci che con l’arrivo di Niang le è un suo pupillo per poter fare dietrofront dovrebbe mettere fuori uno dei quattro attaccanti il che è impossibile , visto che dovrebbe rinnegare qualche scelta tecnica.detto questo, vorrei farvi ntare che mou ha vinto una gembions all’inter giocando di rimessa, nn imponeva il gioco a nessuno ,aveva una squadra compatta e giocatori disposti al sacrificio tipo eto’o che faceva il terzin

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  2. Filadelfia - 8 mesi fa

    Pareggio a reti inviolate per il torello di Sinisa? Na parola Sig. Collovati. Il nostro mister è lanciato a battere il record (negativo) di 63 reti subite dello scorso campionato. Siamo parti bene in fato di pere subite e, come si suol dire, chi ben comincia è a metà dell’opera. Ah ah ah.

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  3. biziog - 8 mesi fa

    questo non l’ho mai retto,
    ma faccia commenti sulle milanesi
    come si permette…
    poi lui è stato un grande allenatore, sono tutti buoni a pontificare dalla poltrona
    vai mona collavati

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    1. rogozin - 8 mesi fa

      Finalmente è arrivato lei a commentare in modo intelligente.

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  4. Simone - 8 mesi fa

    Ci fosse una, una sola, persona autorevole (o meno) a favore di questo centrocampo a 2.
    Non ne ho sentita o letta neanche una.

    Sarà un caso…

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    1. [email protected] - 8 mesi fa

      Simone, secondo me il problema non sta tanto nel modulo quanto nella mentalità con cui viene applicato. L’Inter ci ha vinto una Champions, e aveva insieme in campo Stankovic, Sneijder, Pandev, Eto’o e Milito. Ora, lungi da me paragonare il livello dei nostri giocatori a quello di questi campioni, ma il loro ruolo è lo stesso: un centrocampista che si inserisce spesso, due attaccanti adattati sugli esterni, un trequartista e una prima punta.
      Secondo me manchiamo di compattezza, di gioco di squadra, non ci muoviamo in modo coordinato; si crea troppo spazio tra i reparti, obbligandoci a correre di più per (provare a) recuperare. E paghiamo più del dovuto i tentativi individuali, che forziamo per ovviare al problema detto sopra. Insomma…non credo sia il modulo, quanto il messaggio che non passa tra allenatore e giocatori…o il messaggio sbagliato da parte dell’allenatore.

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      1. Simone - 8 mesi fa

        Fabio è OVVIO che il modulo giusto è quello che meglio si adatta al parco giocatori.
        Il genio persevera con un modulo che, dati alla mano, non si adatta ai giocatori.
        X quel modulo ci vogliono le 3 punte dietro al gallo disposte a rincorrere ogni pallone oltre ai 2 unici centrocampisti.che facciano interdizione.
        Ti sembrano questi i giocatori adatti?

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  5. Grande Torino - 8 mesi fa

    Tutti ma proprio tutti hanno capito che il centrocampo a due che applica il Toro è da cambiare. Meno l’allenatore….

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