Torino, il bilancio delle giovanili: Under 15, un bel viaggio e una transizione continua

Torino, il bilancio delle giovanili: Under 15, un bel viaggio e una transizione continua

Fine stagione / Un bel viaggio, una meta non all’altezza. Ma questa squadra ha un futuro

di Nikhil Jha,

Un finale assolutamente non all’altezza del viaggio. La stagione dell’Under 15 di Andrea Menghini è stata ottima: il quarto posto conquistato nel girone di campionato – dopo avere lottato a lungo per il secondo – è testimone dell’ottimo lavoro del gruppo 2003. Sfortunato invece l’epilogo dei playoff: dopo il 4-0 alla Salernitana nel primo turno, il Torino si è trovata la strada sbarrata dal Milan in giornata di grazia (7-0), vedendo così sfumare i quarti di finale e le fasi successive, che hanno visto l’Inter conquistare il tricolore ai danni della Juventus (5-0).

Ma 70′ non cambiano il senso di una stagione dai risvolti assolutamente positivi, fatta di tanto lavoro lontano dalle scene e di una crescita netta e certificabile: il tutto grazie alle possibilità che la società ha fornito a questo gruppo, come quella di partecipare a Pasqua ad un torneo in Turchia, confrontandosi con squadre come Rangers e Shakhtar Donetsk. Non esperienze banali per un gruppo così giovane, che beneficerà di queste esperienze sin da subito.

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Le ottime premesse fatte vedere nella prima parte di stagione hanno però rallentato nella seconda, a causa principalmente dell’arresto nello sviluppo di alcuni elementi chiave – dal punto di vista prettamente fisico – che hanno in parte frenato la crescita di un collettivo comunque in grado di supplire ai propri limiti con un grande spirito di squadra e attitudine al lavoro.

Nella forza del gruppo, certamente alcuni singoli sono emersi. Impossibile non citare Ashenafi Jarre, il ragazzo due anni sottoleva (è un 2005) fulcro del gioco di Menghini, capace di svariare da una fascia all’altra dell’attacco e faro creativo di questa squadra, costante riferimento con la palla e senza per tutti gli altri 10 in campo. Jarre è uno dei talenti più puri dell’intero settore giovanile granata, uno di quelli da tenere attentamente sott’occhio con la speranza che venga accompagnato adeguatamente da uno sviluppo fisico ancora difficile da prevedere. Purtroppo per lui non potrà seguire i suoi compagni nella categoria superiore, a causa dei limiti d’età federali. L’anno prossimo, ancora in Under 15, potrà fare ulteriormente la differenza.

Tra i pali, poi, difficile sceglierne uno tra Matteo Fiorenza ed Edo Gerald, che mettiamo sullo stesso piano. Il Torino può contare su due buoni prospetti tra i pali(ciascuno con i propri punti di forza), e solo il futuro potrà dare risposte certe sul loro destino. Infine, a conclusione di questa top 3 allargata, citiamo l’applicazione poco appariscente di Calò: un giocatore dalla buona prospettiva che ha saputo crescere e svilupparsi nel corso delle settimane. Oltre che essere forte oggi, potrà continuare ad essere forte domani. E questa è la cosa più importante.

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