Toro, le giovanili a Superga: l’omelia di Don Robella e la lettura dei nomi

Toro, le giovanili a Superga: l’omelia di Don Robella e la lettura dei nomi

Diretta TN / Dal Colle Don Robella celebra la tradizionale messa per i giovani granata

di Redazione tvvarna

19.48 – Letti i nomi del Grande Torino, finisce la cerimonia da Superga

19.40 – I giovani granata si spostano adesso davanti alla lapide degli invincibili. Il rappresentante della Primavera Alessandro Buongiorno legge i nomi degli Invincibili

19.30 – Prende la parola all’interno della Basilica il Presidente granata Cairo. Qui le sue parole

19.20 – La messa sta per volgere al termine: è il momento dell’eucarestia

19.00 – Finisce qui la l’omelia di Don Robella all’interno della Basilica, prosegue la funzione

Cairo ai giovani granata: “L’importante è diventare uomini, poi calciatori”

18.55 – Il padre spirituale granata prosegue rivolgendosi sempre ai ragazzi del vivaio granata: “Tutti abbiamo mille cose da fare ma ogni tanto nella vita è giusto fermarsi. Guardarsi intorno. Notare ciò che ci circonda e riflettere. Al Toro lo facciamo due volte: il 4 maggio e oggi. Facendo silenzio, notiamo quel che non notiamo nel resto dell’anno. Bacigalupo, Ballarin, Maroso… Ci si innamora di questa leggenda, si apre il cuore guardando quella lapide. E magari uno guarda la divisa che indossa, guarda lo stemma be ha all’altezza del cuore e pensa: io sono questo. E chissà che non ci si innamori. Chissà che uno non dica: è quello che voglio, non potrebbe esserci cosa migliore. Appartenere al Toro. E qui ricordo Don Aldo, lui fino a due anni fa era al posto mio. Amava due cose: Gesù, e il Toro. Ci si innamora, si soffre, si lotta, ma si gioisce insieme. Il verbo di quest’anno è innamorarsi, è dire io appartengo a una storia grande che è nata prima di me. Ragazzi, guardate quei nomi, uno che vi piaccia, e andate a studiarlo. E tenetelo nel cuore come un fratello maggiore, come un padre granata. Anche questo ci aiuta a crescere, a fermarsi a pensare che la cosa più importante del mondo è innamorarsi”.

18.50 – Don Robella inizia l’omelia: “Chi vuol essere il primo sia il servo di tutti. Vale nella vita e in squadra. Voglio essere un leader? Allora devo fare il doppio dei sacrifici degli altri. Fare un contrasto in più, una corsa in più. Lo cantava Ligabue in “una vita da mediano”… Oggi siamo venuti su sfidando il maltempo lasciando perdere tutto ciò che avevamo da fare”.

18.45 – Don Robella parla ai giovani granata, invitandoli ad essere leali, a divertirsi, e ad impegnarsi in quello che fanno, scuola compresa

18.30 – Inizia la funzione, con Don Robella a celebrare la messa per le giovanili. Presente tutto il vivaio, ad eccezione (come detto) della Primavera. Inizia a piovere

18.15 – Comincia a riempirsi il piazzale davanti alla Basilica, con i giovani torelli già presenti a Superga. Dopo la grandine di qualche ora fa, il cielo rimane nuvoloso ma per ora nessun rovescio

Come ormai da tradizione, le giovanili del Torino si ritrovano oggi a Superga per la consueta messa di fine stagione: un momento di grande raccoglimento e significato per il mondo granata, con Don Robella che dalla Basilica saluterà i giovani torelli presenti alla celebrazione. Saranno presenti i ragazzi dalla Scuola Calcio alla Berretti, mentre non sarà presente la Primavera di Federico Coppitelli – già a Firenze per la gara di ritorno playoff di domani pomeriggio. Ci sarà invece il Presidente granata Urbano Cairo.

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  1. user-13746076 - 3 mesi fa

    Belle parole, don Robella.

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