Vincere

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Loquor / Torna la rubrica del nostro Anthony Weatherill: “Nel Paese del libero mercato per eccellenza e del massimo valore dato a chi arriva primo, gli Stati Uniti, è stato proprio lo sport a giungere alla conclusione che ai più forti bisognava porre un tetto, oltre il quale non potevano andare”

di Anthony Weatherill

Qualcuno ha scritto:”…i soldi sono importanti. Sono importanti anche quando non li hai. Non perché ne senti la mancanza, ma perché se non li hai tu li ha sicuramente qualcun altro. Eh già, questo è il problema. Perché se il denaro ce l’ha qualcun altro, è questo qualcun altro che deciderà per te. Ogni cosa deciderà per te”.

Spesso si dimentica che il denaro, oltre ad essere mezzo per il soddisfacimento di qualsiasi bisogno o desiderio, è fonte di potere. Anche la possibilità di assegnare denaro che non è il proprio, è fonte di potere. E il potere, sempre, genera rapporti di forza. Questi rapporti di forza, avendo come origine e scopo ambizioni ed interessi esclusivamente soggettivi, prima o poi finiscono per risolversi in conflitti; e il più forte in genere vince e, purtroppo, convince. Non è auspicabile lasciare al potere della forza lo sviluppo di tutte le attività umane, anche perché si potrebbe giungere a dar ragione al concetto alquanto nichilistico di Karl Marx che fra due diritti uguali decide la forza. Bisognerebbe sempre stare attenti ad utilizzare la forza, poiché senza giustizia la forza diventa solo tirannia. E’ opinione diffusa, tristemente diffusa, che il libero mercato debba essere un “luogo” dove l’unica regola accettabile sia quella degli interessi dei venditori e degli acquirenti. Se si accettasse questo principio, in poco tempo il libero mercato sarebbe preda dei venditori(quelli più forti) a discapito degli acquirenti. Deve essere chiaro, che se ci trovassimo di fronte ad un siffatto libero mercato saremmo di fronte ad un abuso della peggior specie del concetto di libero mercato.

E’ notizia di queste ultime ore che il presidente della lazio Claudio Lotito (il venditore), di fronte alle richieste pressanti dei più grandi club europei(gli acquirenti), abbia valutato Milinkovic-Savic non meno di 150 milioni di euro. Pare che questa sia solo la base dell’asta che si scatenerà nel prossimo mercato estivo. E’ incredibile come si sia riusciti nel tempo, attraverso tutta una pubblicistica sempre più sospettabile di essere al servizio di qualche re, a convincere la gente che pagare un giocatore come Milinkovic-Savic 150 milioni di euro è, in fondo, una cosa accettabile. Una vicenda che rientra nei parametri di un libero mercato, animato da libere imprese(i club di calcio).

Non c’è una ragione valida, men che mai in un vero libero mercato, atta a valutare un giocatore come Milinkovic-Savic una cifra simile. 150 milioni di euro che, in questo caso, non sono né ammortizzabili né capitalizzabili nel tempo, se non attraverso il ricorso ad un eccessivo indebitamento o ad uno scaltra pratica di doping finanziario. E’ diventato strano e folle il mondo del calcio, un contesto ormai scevro da qualsiasi tipo di regole. E’ pratica diffusa, ad esempio, che persino molti giocatori della LegaPro siano costretti, se vogliono trovare una squadra, a cedere totalmente i loro diritti d’immagine in sede contrattuale. Diritti d’immagine  non  ceduti alla società di calcio con cui si firma il contratto per cedere le proprie prestazioni di calciatore, ma bensì a società che si occupano di organizzazioni di eventi. Siamo di fronte ad un “caporalato delle briciole”, mentre il capo del sindacato calciatori, Damiano Tommasi, negl’ultimi mesi ha pensato bene di occuparsi nelle vicende dell’elezione del nuovo presidente della FGCI. La totale mancanza di una politica calcistica, ha avuto come risultato il preponderante atteggiamento del “lasciare fare” ai club della Serie A. Assistiamo così ad una Juventus che diventa sempre più forte, in spregio a qualsiasi regolamentazione della libera concorrenza. Assistiamo ad un Napoli giocare con un solo italiano, Lorenzo Insigne.

Assistiamo all’aumento del divario tra le squadre medie e quelle grandi. Assistiamo alle prevaricazioni, sotto gli occhi degli organi federali, di continue scorrettezze e utilizzo della forza ai limiti del lecito. Esemplari sono i casi di Diawara e Maksimovic, che non presentandosi agli allenamenti forzano Bologna e Torino a cederli al Napoli a pochi giorni dalla chiusura del mercato. Difficile non pensare ad un Napoli complice di questa manovra, ma la cosa  sconcertante è l’arrendevolezza con cui Bologna e Torino hanno accettato questa storia. Ed ancora più sconcertante il silenzio di una Federazione che assiste silente ad un’operazione chiaramente dai contorni illegali, rispetto a delle regole di mercato che la FGIC stessa ha stabilito. Se si prova a ricordare la vicenda,  qualcuno alza la mano per dire che ciò è libero mercato, ed il Napoli è stato bravo ad assicurarsi le prestazioni di due giocatori a lungo inseguiti. Inutile perdersi in nostalgia del passato o in vaghe idee socialiste, continuerebbe questo qualcuno che ha alzato la mano, questo è il libero mercato a cui bisogna adattarsi. “Bisogna prendere esempio dalla Premier League!”(nell’immaginario collettivo terra del libero mercato perfetto. Terra soprattutto di regole ferree e tendenzialmente rispettate, aggiungo io), concluderebbe questo qualcuno, invitando il presidente della sua squadra del cuore a fare operazioni tipo Diawara/Maksimovic. E’ un chiaro invito a mostrare la forza, a qualunque costo e qualunque sia il risultato, perché la cosa più importante è vincere. Se ogni cosa diventa lecita in nome della libera circolazione delle merci(in questo caso i giocatori) e del profitto che se ne ricava(in questo caso soldi e ipotetiche vittorie), diventa difficile poi andare a parlare di valori della maglia, di bellezza del gioco, di come era bello quando esistevano i giocatori/simbolo. A non capire più, oltre ai bambini  allibiti davanti agl’adulti che raccontano le vicende di chi giocava dieci anni con la stessa squadra, sono gli stessi giocatori.

Questi ragazzi vengono paracadutati da varie parti del mondo, in realtà a loro completamente sconosciute. Le società che li accolgono ormai sono riconoscibili solo in quanto datori di lavoro, più che continuatori ideali di una storia all’interno delle vicende di uno dei più bei giochi(il calcio) che mai siano stati inventati. Quando negli anni 30 un nuovo giocatore si presentava nello spogliatoio dell’Austria Vienna del grandissimo Matthias Sindelar, sapeva di essere nello spogliatoio della squadra nata nel quartiere operaio di Vienna. Anche allora i soldi erano importanti(è quasi banale ricordarlo: i soldi sono sempre stati importanti) e anche allora i giocatori guadagnavano somme relativamente importanti, ponendoli decisamente più in alto rispetto a qualsiasi parametro di stipendio medio. Ma c’era tutto un sistema, a partire dagl’uomini che occupavano pro tempore le istituzioni sportive, che ricordava a tutti come il gioco, i valori dello sport e il rispetto delle regole fossero in assoluto la cosa più importante. Il cinismo di maniera di oggi, fatto circolare furbescamente da chi nel caos trova soddisfazione di interessi molteplici, riterrebbe questo un retorico guardarsi indietro, un inopinato atteggiamento nostalgico di chi non ama i cambiamenti. E’ desolante vedere come molti tifosi, sempre di più, stiano abbracciando questo giudizio in nome della modernità. Tradizione e modernità non sono le parti di un ossimoro, ma sono  due sentimenti necessari a creare storia e valori condivisi. Chiedere alla propria squadra del cuore di esercitare una “forza” a prescindere non fa parte della storia che ha reso grande il calcio, non fa parte della storia di tutte le cose buone del mondo. Nel Paese del libero mercato per eccellenza e del massimo valore dato a chi arriva primo, gli Stati Uniti, è stato proprio lo sport a giungere alla conclusione che ai più forti bisognava porre un tetto, oltre il quale non potevano andare. Lo sport americano si è dotato di regole e strumenti, che permettono ai più deboli di poter avere una speranza di poter ritornare a competere con i più forti. Questo perché, come hanno ben compreso gli americani, il fine dello sport è il competere. Le istituzioni sportive quel che devono difendere ad ogni costo è la competizione, non il libero mercato. Questo anche se alla tua porta dovesse bussare la sirena di un fondo sovrano o di uno sceicco invaghito della vecchia Europa.

“Esiste solo un capo supremo: il cliente. Il cliente può licenziare tutti nell’azienda, dal presidente in giù, semplicemente spendendo i soldi da un’altra parte”. Questa considerazione di Sam Walton, fondatore di Walmart, leader mondiale delle catene di supermercati, definisce bene perché richiamarsi al libero mercato, quando si parla di calcio, non è solo una questione eticamente sbagliata: è una bestialità.

I tifosi italiani sono ancora stupiti dall’eliminazione della loro nazionale da Russia 2018, dalla povertà tecnica dei giocatori messi in campo da Ventura. Ma se la forza dei soldi, e non delle regole, continuerà a decidere di far debuttare in Serie A giovani di tutti i Paesi, tranne che italiani, allora forse non sarà solo Russia 2018 il campionato mondiale al quale l’Italia non parteciperà. Come in un finale di storia, questo sì triste e nostalgico, di un tango argentino.

Ha collaborato Carmelo Pennisi


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. ddavide69 - 4 mesi fa

    Prawda e Granatiere, non vorrete mica dirmi che alla prossima assemblea soci si approverà la distribuzione degli utili o una parte di questi? Perché se vi riferite a questo sono due anni che temo possa succedere…. Tra l altro trovo abbastanza strano che il compenso totale dei membri dell attuale consiglio sia di soli 50000 euro l anno. È vero che ci sono altre società che hanno i compensi azzerati, ma tenere tutto questo capitale in azienda senza distribuirlo, senza reinvestirlo, pagando solo tasse… Mah secondo me prima o poi…..

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  2. ddavide69 - 4 mesi fa

    Prawda e Granatiere, non vorrete mica dirmi che alla prossima assemblea soci si approverà la distribuzione degli utili o una parte di questi? Perché se vi riferite a questo sono due anni che temo possa succedere…. Tra l altro trovo abbastanza strano che il compenso totale dei membri dell attuale consiglio sia di soli 50000 euro l anno. È vero che ci sono altre società che hanno i compensi azzerati, ma tenere tutto questo capitale in azienda senza distribuirlo, senza reinvestirlo, pagando solo tasse… Mah secondo me prima o poi…..

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  3. IlPazzo - 4 mesi fa

    Dico anche la mia.
    Braccino, valenze, per questo non decolliamo mai…
    Qualcosa, francamente, non mi torna. Negli ultimi anni il monte ingaggi della squadra credo sia costantemente, anche se lentamente, aumentato, cosi’ come i soldi spesi nelle varie sessioni di mercato (credo che Ljiaic sia costato piu’ di Benassi, tanto per capirsi). Tutto questo senza vedere fino ad ora in riscontro sul campo (piu’ o meno decimi eravamo, piu’ o meno decimi restiamo). In compenso, per ora le valenze ci sono, ma fatte sui giocatori che aveva cercato Ventura, per esempio Benassi, Zappacosta, Immobile… vedremo quale valenza verra’ fatta se/quando venderemo Ljiaic, Niang, Rincon…
    Insomma, mi pare che negli ultimi anni si sia deciso di provare a fare un piccolo salto di qualita’, incassando quanto accantonato negli anni passati, ma senza in realta’ continuare ad accantonare cosi’ sistematicamente. Non mi pare questa la strategia di chi voglia consolidare lo statu quo. Probabilmente la scommessa e’ stata che, accedendo a circuiti tipo EL, anche gli incassi sarebbero aumentati, e con una gestione oculata ci si sarebbe potuti autosostenere in attesa (se/forse/quando) di pensare al gradino successivo. Per questo motivo, tutto sommato, sono pessimista. Mi pare che il progetto sia stato mancato clamorosamente: si e’ dato fondo a quanto creato da Ventura (non risultato, gioco noioso, ma forti guadagni, squadra imbottita di giovani italiani, mancava solo una forte primavera dal punto di vista degli investimenti per il futuro) senza entrare la’ dove si voleva.
    Cosa succedera’ adesso?
    Non credo che la presidenza intervenga con soldi freschi, quindi: ricominciare da capo. Temo…

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  4. granata - 4 mesi fa

    La madre di tutti i guai del calcio mondiale ha un nome preciso e si chiama sentenza Bosman del 1995, che ha dato in mano ad adolescenti già superpagati e superviziati (e ai loro spregiudicati procuratori) una pistola fumante. Anche le società che credono di essere più forti perchè più ricche si vedono ricattare dai loro campioncini senza potersi difendere, figurarsi quelle medio/piccole. E questo è il primo problema. Il secondo è, in Italia, la mancanza di regole (o quasi) per l’ importazione di giocatori dall ‘estero. Anche il Torino ha imboccato questa strada ed ora vediamo le nostre squadre giovanili imbottite di ragazzini provenieti dall’ Africa o dall’ Est Europa per un tozzo di pane e soffiare il posto ai nostri. Ma non è dappertutto così: in Germania, ad esempio, ci sono regole che tutelano i giocatori tedeschi ed infatti la loro Nazionale vince e stravince. Detto questo non bisogna nascondersi dietro il solito alibi dei soldi. Ci sono esempi di società meno ricche (non dico povere) che hanno ottenuto e ottengono risultati importanti: Atletico Madrid, Leichester e per venire ai fatti di casa nostra Lazio e Atalanta. Il Torino ha risorse eoconomiche discrete (fra l’ altro i diritti tv sono in continua crescita), ma da molti anni risultati inferiori alle sue possibilità per due motivi principali: una corsa molto accentuata alle valenze e uno staff tecnico di non grande professionalità. Plusvalenze ed errori di mercato (l ‘elenco dei brocchi cui Cairo ha pagato lo stipendio è lunghissimo, se volete lo rifaccio, ma supera abbondantemente le 100 unità, ultimi casi Ajeti, Carlao e Sadiq) indeboliscono la rosa e ci fanno ogni anno ricominciare da capo. Un punto di svolta è stato, secondo me, il campionato in cui arrivammo settimi: lasciammo andare via (nonostante la partecipazione alla Europa League) i due pilastri di quella squadra, Immobile e Cerci, e così ritornammo con i piedi per terra e cioè a campionati anonimi. Lotito è un presidente con i fiocchi e solo una tifoseria ottusa come la Lazio (purtroppo per certi versi simile a quella del Torino) lo contesta.

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    1. Esempretoro - 4 mesi fa

      Ciao,[email protected],permettimi di inquadrare il tuo post nella realtà storica. La legge Bosman alla quale fai riferimento s’inquadra perfettamente nel fenomeno che in fisica è denominato causa-effetto.Essa era al tempo all’interno della “disciplina riguardante la libera circolazione di lavoratori all’interno della Comunità Europea”,come tale avrebbe dovuto essere gestita in modo serio dalle federazioni, avvenimento disatteso quasi totalmente. Ricordiamoci che in precedenza i calciatori ne subivano di tutti i colori da presidenti tiranni della peggior specie. Aggiungo che essa non riguardava solo i privilegiati, ma tutti gli atleti spesso con potere contrattuale pari a 0 e quindi “prigionieri” senza futuro di qualche despota. Ancora su Cerci ed Immobile:uno “voleva andare nel calcio che conta”,l’altro a prendere un ingaggio che neppure ora il Toro elargisce. Quindi? Se gli atleti per primi non sposano il progetto non resta che cercare di risolvere la cosa col minor danno possibile…
      Su Cairo invece sono allineato a prawda, garantiere…,Luke ed in parte anche a te. Premesso che magari con un po’ più di culo staremmo qui a parlare d’altro, i nodi stanno per arrivare al pettine…
      Se la sensazione ormai diffusa che con un piccolo sforzo si sarebbe potuto ambire ad un migliore risultato sportivo dovesse aumentare ancora credo che le differenze fra Cairo sì e Cairo no si azzereranno…e non sarà un momento da ricordare. Ciao,granata,un saluto a tutti. FVCG

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  5. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

    Ragazzi non centra niente con l articolo però mi sembrerebbe corretto che chi scrive su toro.it e viceversa si limiti a commentare gli articoli di quei forum assumendosene le responsabilità altrimenti che facciamo? Commentiamo i post di altri forum? Qui di tifosi, io per primo, in possesso del verbo assoluto non ce ne sono ne su toronews ne su toro.it. Ci sono solo tifosi con idee diverse e tutti egualmente preoccupati dall evoluzione molto negativa di questa presidenza. Dire viva cairo e viva le valenze mi sembra decisamente esagerato e inopportuno. Però il fratello che l ha scritto, forse senza volerlo, ha messo il dito sulla piaga. In termini strettamente tecnici a Cairo delle valenze non importa nulla, non le userà mai per acquistare giocatori degni di tal nome e tanto meno per pagarci gli stipendi. Gli stipendi devono potersi pagare con le entrate certe ossia soprattutto i diritti. Al massimo, e questo sarebbe sconcertante, gli utili astronomici fatti con le valenze, saranno distribuiti alla proprietà. Comunque la si voglia guardare non c’è nessun progetto di crescita, nessun investimento sul futuro anche solo di scouting che serva ad avere giocatori validi in casa. Petrachi non è troppo solo, petrachi vuole stare solo perché è presuntuoso e non sa lavorare in team. In conclusione non abbiamo nulla da festeggiare, tanto meno cairo e le sue valenze. È ora si prenda coscienza che la presidenza cairo non ci porterà da nessuna parte, poi ognuno ha i suoi tempi e ci mancherebbe però purtroppo siamo di fronte a questa realtà e non siamo noi che dobbiamo cambiare idea ma è il presidente che ci deve far cambiare idea se ne ha voglia altrimenti che se ne vada, tanto conoscendolo non lo farà gratis

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    1. Luke90 - 4 mesi fa

      A me piacerebbe in modo pacato poter sviluppare questo discorso perché mi trova d’accordo in parte seppur io mi ripeti non un contestatore della Società bensì un critico in quanto rimprovero alcune scelte operate e alcune no.
      E mi piacerebbe un confronto .. perché vorrei capire meglio cose che non riesco a capire.
      Il discorso valenze, per non parlare di chi scrive che bisogna investire tutti i ricavi, è fuorviante. E per capirlo bisogna guardare i bilanci .. mettere la testa sotto la sabbia non risolve il problema.
      Allora dovremmo pensare a come si gestisce una squadra di calcio “oggi” e dovremmo chiederci se Cairo è la persona giusta e chiedersi cosa vuol dire “giusta” ..parliamo di solo di soldi, di gestione manageriale, di progetto societario (non di approntare solo una squadra)
      Il progetto io credo ci sia .. perchè dei segnali li ho visti, perchè è anche nell’interesse societario fare “almeno” un piccolo sforzo in più .. ovvio che alcune scelte non ci portano a raggiungere il 3/4/5° posto domani… il problema è proprio il tempo e quello che accade nel frattempo…

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      1. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

        Ciao Luke. Il confronto pacato è l unico che potrai avere con me. Non mi piacciono le risse e neanche le categorie soprattutto tra fratelli dunque sono ben contento di rispondere ovviamente senza nessuna pretesa di verità. Quando ho iniziato a scrivere sul forum anche io ero critico e mi hanno dato del gobbo però ora sono iper critico, al limite della contestazione. Perché è vero che qualche miglioramento c è stato ma non vedo alcuna volontà di sviluppo. Partiamo da una differenza: una società sportiva non è una società commerciale. Partono da due presupposti diversi. La società sportiva persegue risultati sportivi,quella commerciale deve fare utili per la proprietà. Ciò non vuole dire che la società sportiva deve chiudere in perdita per raggiungere risultati sportivi. Il tempo dei presidenti magnati è finito tuttavia società sportive e commerciali hanno un elemento in comune: gli investimenti in grado di portare risultati migliori in futuro anche a discapito dell utile immediato. Fino all anno scorso con questo ragionamento avevo parzialmente giustificato parzialmente l operato della società. Utili tutto sommato non eccezionali. Parametri finanziari ottimi e rassicuranti se si considerano ad esempio situazioni come quelle del milan o dell inter o della roma. Ma nel 2017 il presidente ha passato il segno e ciò mi ha reso molto più diffidente e preoccupato. Come credo sarà chiaro tra qualche mese il bilancio 2017 chiuderà con un utile decisamente rilevante (parlo di differenza tra costi e ricavi). Potrei anche sbagliare ma credo si possa parlare di un utile che minimo sarà tra i 20 e i 30 mln. A fronte di questo risultato quali sono gli investimenti che ti permettono di aumentare i ricavi stabili e futuri che in larga parte dipendono dai risultati sportivi? È una domanda che ti faccio. Ti dico la risposta che mi sono dato: nessuno. Vogliamo considerare un investimento rincon? N’koulu è stata una scommessa vinta ma vista la cifra che si spenderà un azzardo te lo puoi permettere. È un investimento niang? Può darsi ma anche li bisogna vedere cosa sarà in grado di fare per il Toro in futuro. Vogliamo mettere tra gli investimenti lyanco e falque. Bene ma sono investimenti per la squadra del futuro o per le valenze future? E per quanto riguarda le strutture cosa abbiamo? Il fila seggiolini compresi è costato al Toro neanche 3 mln e si è fatta la cresta sul canone di locazione solo perché c erano le manutenzioni straordinarie che, almeno nei primi anni in una struttura nuova dovrebbero essere minime. Il grande Torino è in affitto. Il robaldo se ce lo danno è in concessione ventennale. Insomma Luke, dal mio punto di vista dei miglioramenti ci sono stati ma il progetto è fermo al palo e ne avremo la conferma a giugno. Se la squadra pur coi suoi limiti verrà smantellata con copiose valenze non reinvestite in giocatori validi e che ci diano un quid in più il re sarà definitivamente nudo e credo che se abbiamo a cuore il Toro anche noi tifosi in modo civile qualcosa dovremo fare

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        1. prawda - 4 mesi fa

          Ciao Granatiere – Concordo con la tua disamina. Ho sempre scritto che quando affermavo che non vedevo un progetto di crescita in questa societa’ ma solo un progetto per aumentare gli utili era la conseguenza dell’assenza di pianificazione e programmazione per il miglioramento dei futuri risultati sportivi. Non ci sono investimenti in strutture, che sia uno stadio di proprieta’ o semplicemente un centro sportivo per gli allenamenti, non ci sono investimenti in una rete di osservatori che possa aumentare le possibilita’ di arrivare prima degli altri su futuri buoni giocatori, non ci sono investimenti nel merchandising e commerciale in generale che resta a livelli davvero risibili; il risultato di questa gestione si vede nei ricavi dove oltre il 70% e’ determinato dai diritti televisivi, incidenza destinata ad aumentare visto che il rinnovo ne portera’ circa 15M in piu’. Quando confrontiamo i ricavi dei gobbi con quelli del Toro in percentuale la differenza maggiore e’ sul commerciale e sul botteghino, se guardiamo in Inghilterra nonostante i ricavi enormi derivanti da diritti televisivi l’incidenza media sui ricavi delle varie societa’ e’ poco sopra il 50%, significa che vi e’ la capacita’ di generare quasi l’equivalente tra commerciale ed incassi al botteghino. La crescita di qualsiasi societa’ sia essa sportiva o commerciale passa da una sola strada che e’ quella di fare investimenti da parte della proprieta’; investimenti mirati sia al conseguimento di migliori risultati sportivi e sia alla generale crescita della societa’ per la sua autosufficienza, questo nel Torino, purtroppo, non e’ mai stato fatto.

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          1. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

            Buongiorno Prawda. Concordo pienamente e aggiungo una nota triste. Noi ci troviamo in una situazione anche peggiore perché nel Toro, come tu sai meglio di me del resto, non c’è neanche bisogno che la proprietà metta del suo per fare gli investimenti, il Toro è ben oltre l’autosufficienza…sempre naturalmente che le risorse del Toro restino sempre al Toro…sempre di più mi frulla in testa un’idea malsana e credo proprio che quest’anno, oltre al bilancio, mi leggerò il verbale di approvazione dell’assemblea dei soci….

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          2. prawda - 4 mesi fa

            Anche io ho quel timore ma se si dovesse verificare cadrebbe anche l’ultimo velo ed il re sarebbe davvero nudo.

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        2. Luke90 - 4 mesi fa

          Scrivere tutto quello che vorrei sarebbe troppo lungo .. quindi cercherò di soffermarmi solo su un paio di punti per ora.
          Permettimi solo di ribadire che il mio è un atteggiamento critico e ciò non significa difendere… cerco di capire, guardandomi anche intorno.
          Chiedi se Rincon o Lyanco sono investimenti o valenze? Bella domanda! E come si fa a dirlo?! Cavani, Lavezzi, Higuain, Pogba, Ibra, Zidane, Neymar, Mbappè ecc. ecc. ecc. sono investimenti o valenze?
          Secondo me qui c’è il primo punto. Cosa sarebbe accaduto se lo scorso anno avessimo venduto Belotti? Ad agosto scrivevo che non lo avremmo venduto (per via del famoso progetto che nessuno vede) ma per me andava venduto .. eccome se andava venduto!!
          Il Napoli vende Lavezzi (utili salgono a più di 14Mil) e l’anno dopo (2013) vende Cavani (acquistato dal Palermo nel 2011) al PSG (valenza pazzesca per quel tempo)e,infine, vende Higuain .. con i soli attaccanti, se diamo per scontato che le valenze sono tutto, 180Mil … Att.ne vendendo Cavani si sono tolti 9mil di stipendio lordo…
          il secondo punto. Il Napoli vende chi abbiamo detto.. giocatori che si sono confermati ovunque. Stessa cosa se guardiamo i giocatori valentizzati dall’Udinese… e il Toro?
          Vorrei capire chi sceglie i giocatori del Toro? Se la risposta è Cairo, alzo le mani… ma se la risposta è diversa… allora è un’altra cosa. …qualcuno tirerà fuori il discorso budget e Carlao e Cipro.. ma prova ad andare a vedere quanto è costato, ad esempio, Candreva preso dalla Ternana.
          E qui ti do ragione: Petrachi, un po’ altezzoso quando lo sento parlare e, a mio avviso sopravvalutato.
          Quello che cerco di dire in questo commento è che bisogna coprire i costi. e i costi li copri, purtroppo, con le valenze e, a volte, neppure con quelli (guardatevi gli ultimi bilanci di Udinese e Porto regine delle valenze). C’è dell’altro… che significa spendere bene i tuoi soldi. E una volta che li hai spesi (si spera bene) li devi far fruttare. Vorrei approfondire il discorso, tempo, valenze, autosufficienza e spiegare cosa critico nella gestione ma non voglio tediare… con un commento troppo lungo

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          1. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

            Sì Luke posso condividere però hai citato in costi e quelli il Toro li copre con i ricavi ordinari non con le valenze. Quelle coprono solo gli ammortamenti dei giocatori ma sono ampiamente sufficienti…È questo il nodo. Una volta che copri tutto tutto del resto che te ne fai?

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          2. Luke90 - 4 mesi fa

            E qui ecco il mio primo dubbio, ciò che molti dicono ed io non capisco. Detto che non sono un contabile, scrivi che i ricavi ordinari coprono i costi. L’anno scorso con 10Mil di chiudemmo con 1Mil e rotti di utile. Se non c’erano le mi vien da pensare che si chiudeva in perdita e questo mi fa pensare che i ricavi non coprono i costi (almeno dello scorso anno) ed ecco a cosa sono, anche, servite le valenze. Io darei più un occhio alle riserve ovvero agli utili non distribuiti (e non è obbligatorio non distribuirli …) che allo scorso anno ammontavano a circa 23Mil. Se tu mi parlassi di questi posso capire e possiamo discuterne .. ma sulle valenze, per come faccio i conti (un po’ della serva lo ammetto), la cosa non mi quadra. Dove sbaglio?

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          3. prawda - 4 mesi fa

            Luke90 – Stai facendo confusione. Una cosa e’ la gestione ordinaria della societa’, costi e ricavi, e questa e’ stata per il Torino in attivo di 5M nel 2016, significa che tutti i ricavi da diritti televisivi, commerciale, botteghino ed altri hanno coperto tutti i costi di personale ed i costi in generale, restando ancora in positivo. Altra questione e’ il player trading che per quanto riguarda il bilancio 2016 si e’ chiuso in negativo di circa 2,2 a cui vanno aggiunti 1,4M di imposte ed ecco perche’ il risultato finale e’ stato un utile di 1,4M. Nel player trading vengono conteggiati: le valenze e le minusvalenze, i costi ed i ricavi da cessione temporanea di un calciatore (costo/ricavo di un prestito) e gli ammortamenti. Per quanto riguarda lo scorso anno va anche considerato che era un bilancio che non teneva conto di due cessioni, Maksimovic e Peres, difatto gia’ concluse, viste che erano degli obblighi d’acquisto, ma che sono state contabilizzate solo nel 2017; come gli acquisti di Niang e Rincon verranno imputati solo dal 2018.

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        3. renato - 4 mesi fa

          Granat…iere concordo con te al 100%. Le tue osservazioni sulla distinzione tra una società sportiva e una commerciale, con tutto quel che segue, sono secondo me il vero nocciolo della questione. Pur essendo un sostenitore di Cairo perchè ritengo che senza di lui il Toro sarebbe in acque peggiori non posso però condividerne in pieno l’operato. Mi sembra che il nostro presidente non abbia ancora capito che le vere valenze (e cioè un bilancio non in passivo, tanto per intenderci) si fanno in primis con i risultati sportivi, che poi dovrebbero essere la vera ragione di esistere di una qualsiasi società sportiva di un qualsiasi sport. I diritti televisivi, gl’incassi al botteghino, il merchandising ecc ecc si accrescono prima di tutto solo se si vince qualcosa, o comunque se si è in lizza per farlo. Certo, sono totalmente contrario al concetto tanto caro ai nostri pigiami di Venaria (non conta partecipare, conta solo vincere non importa come…) ma, come spesso succede, ci sono delle sane ed oneste vie di mezzo. Al momento vedo la società senza grandi ambizioni sportive, e questo mi rattrista più di qualsiasi altra considerazione.

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  6. Sempregranata - 4 mesi fa

    Ci sono commenti fuori luogo e che non riguardano il tema di questo articolo che ritengo importante e molto interessante. Mi chiedo: ma li leggete gli articoli prima di scrivere i commenti ?

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    1. Granata 61 - 4 mesi fa

      ho dovuto scrivere qui perche’ i fenomeni in questione alrtimenti non lo leggono.

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      1. claudio sala 68 - 4 mesi fa

        Lo scopo di un forum dovrebbe essere la discussione e il dibattito, non lo sfogo delle proprie frustrazioni. Per questo consiglio di andare su Tutto sport dove abbondano insulti a mamme e sorelle

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        1. Granata 61 - 4 mesi fa

          posso capire, ma prima di guardare alla pagliuzza del mio occhio prova a guardare le cretinate che i vostri scrivono verso di noi e lascia almeno che ci difendiamo.

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          1. claudio sala 68 - 4 mesi fa

            Io sono limitato per cui leggo l’articolo e commento quello, scusa se mi sto perdendo qualcosa in queste chat. Sicuramente
            non sono contro nessuno

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          2. Granata 61 - 4 mesi fa

            scusate anche il sottoscritto, non volevo creare problemi di sorta

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          3. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

            Granata61 (Hic sunt leones?) col massimo rispetto sia per l’uno che per l’altro: che cosa vuol dire “che i vostri scrivono verso di noi”? Ma non siamo tutti tifosi del Toro? Chi sono i nostri (i vostri per te)? I fratelli che hanno scritto certe cose che io non condivido se ne assumono le responsabilità. Io non parlo per conto degli altri e non mi piace che gli altri parlino per me. Ma cosa facciamo ora lo scontro tra membri di diversi forum? Non siamo già abbastanza divisi? Ognuno scrive dove gli pare, anche in entrambi i forum e viene trattato in base a ciò che scrive ed al tono con cui lo scrive, assumendosene le responsabilità.

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          4. Granata 61 - 4 mesi fa

            @granatiere,
            ho preso questo nick 3 giorni fa dopo aver letto granata 59, non sono Hic sunt leones. Non so a cosa ti riferisci. Posso dire che non capisco la tua reprimenda, io NON chiedo a voi di scusare nessuno, Sono venuto a scrivere qui perche’ e’ il primo articolo del mattino e spero che quelli della sera (io lavoro fino a tardi) lo leggano. Nessuno fa battaglie tra forum hio scritto semplicemente a loro e spero che leggano. Non vedo che cosa entri tu in questo. Con molto rispetto.
            Saluti Il discorso e’ chiuso. Non cercare problemi dove non ce ne sono. Ciao

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          5. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

            Bene, granata61. Non ho problemi ad ammettere di aver frainteso e comunque la mia non era una reprimenda, volevo solo capire meglio. Tutto qui. Me l’hai spiegato e dunque fine del discorso. Buona giornata e buon lavoro.

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    2. ribaldo - 4 mesi fa

      calcola anche che scrivere slogan è più facile che leggere e capire.

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      1. Carlao 5 - 4 mesi fa

        Per te è difficile anche scrivere, figurati capire….

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  7. Granata 61 - 4 mesi fa

    Tuttosport:

    Fate una cosa da Toro!
    Verso una domenica di fuoco: granata obbligati a battere il Crotone
    di Camillo Fortre
    a pagina 13

    Parole, parole, parole: giudicate voi
    Anche quest’anno il presidente ha detto tante parole . Ma è stato sconfitto dai fatti e ha cercato di nascondere gli azzardi sul mercato scaricando le responsabilità solo sugli allenatori
    di Alessandro Baretti
    a pagina 14 e 15

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    1. claudio sala 68 - 4 mesi fa

      Tutto sport manco lo uso per incartare le uova. Sistematicamente attacca il Toro.
      Sono l’ultimo a difendere Cairo ma neppure accetto questo accanimento volgare contro di lui.

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      1. Granata 61 - 4 mesi fa

        e’ vero, anche io.
        Pero’ alle volte anche il peggior nemico puo’ dire delle cose vere.

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  8. Granata 61 - 4 mesi fa

    @paciugo @Bacigalupo e mavaton
    Qualcuno (mavaton) e’ andato su toro.it a dire che noi buttiamo le bombe carta, e anche detto che Cairo ha investito 200 milioni nel toro… credete di diventare credibili facendo cosi’?
    Cercate di tifare senza raccontare balle. Poi, quell’utente non ha sputato contro il Toro ma ha detto “meglio fallire che vivere nella cacca”. Sembra semplice da capire ma voi non lo volete capire. Cercate di non usare le menzogne per giustificare il vostro tifo. Non vi fa onore.
    Nessuno e’ stato bannato di la per le sue indee sul Toro, sono stati bannati 2 (DUE) commenti contro la redazione che esagerava con la pubblicita’. Cerchiamo di essere meno puerili cortesemente!
    Passo e chiudo

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  9. Esempretoro - 4 mesi fa

    Articolo stupendo,anche se con contenuti disarmanti.Non che sia stupito,anzi,da qualche anno il problema è evidentissimo. Il che la dice lunga sugli interessi di chi “sovrintende” alle cose del calcio. Potevo scrivere “governa”ma non lo ritengo appropriato. Chi governa in qualche modo corregge gli errori di manovra,ma in Italia si consente ogni cosa senza porre freni,tantomeno dando fastidio ai furbetti del quartierino. Eliminazioni ce ne saranno parecchie,per il calcio italiano,con conseguente licenziamento di 1/2 persone;a seguire il solito,deprimente teatrino politico per far sì che non cambi una sola virgola…
    Il modello americano non è importabile qui,il sistema Usa è diverso e comunque basato sulla “necessità della competizione”,da noi c’è una cultura sportiva ai minimi termini. C’è chi non accetta le sentenze,pensate se accetterebbe di limitare il potere del quale dispone…

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  10. lcaroggi_920 - 4 mesi fa

    Cairo e’ un bravo imprenditore e le aziende di un bravo imprenditore generano utili e non perdite. I ricavi del Torino senza le valenze sono appena sufficienti a pagare gli stipendi e l’attuale classifica del Torino e’ tutto sommato coerente con i suoi ricavi ed il suo monte stipendi.
    Stare stabilmente nelle prime se posizioni porta molto denaro ed e’ ovvio che Cairo sta facendo il possibile per arrivarci.
    Bisogna avere ancora un po’ di pazienza ed un po’ di fortuna… Viva Cairo! Viva il Toro! E per il momento viva le valenze!

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    1. abatta68 - 4 mesi fa

      Quando eravamo stabilmente in serie B, Cairo ambiva all’Udinese… con calma, piano piano, ci siamo arrivati e anche i tifosi, in quei tempi bui, speravano quantomeno di arrivare ad essere l’Udinese. Il problema è che il Toro non dovrebbe essere l’Udinese, perchè l’Udnese è l’Udinese da sempre… noi no!

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      1. Baveno granata - 4 mesi fa

        L’Udinese con le valenze degli scorsi anni si e’ Comprato e poi restaurato lo stadio,noi manco quello.

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        1. ribaldo - 4 mesi fa

          Bravo, ma a Udine c’è una squadra sola.

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    2. Baveno granata - 4 mesi fa

      Sei sicuro di quello che scrivi?
      Secondo te il tuo presidente sta facendo il possibile per portarci tra le prime 6?
      Tu dici di portare pazienza,ma io vorrei ricordarti che sono passati 13 anni con risultati modesti sotto il profilo sportivo.
      I risultati sono ottimi se guardiamo gli utili macinati negli ultimi anni,in particolare l’ultimo anno si e’ Chiuso con un attivo sopra i 50M.
      Peccato che questi soldi non vengano reinvestiti per strutture,prima squadra e settore giovanile.
      FORZA TORO. Braccino Alessandrino vendi il TORINO.

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      1. claudio sala 68 - 4 mesi fa

        Non sono convinto che ci sia la coda per acquistare il Torino come buona parte delle squadre italiane. Come non credo che ci siano società disposte a fare forti investimenti nel calcio. Quello che deve migliorare il Toro è nello scouting dei giocatori aumentando lo staff e la rete di osservatori. La mia impressione è che Petrachi sia troppo solo.

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      2. Luke90 - 4 mesi fa

        Io ne leggo tante .. qui c’è chi scrive che ha chiuso con 50Mil chi con 40Mil … mi dite solo che cosa rappresentano questi denari? differenza tra costi e ricavi? solo valenze? tutti i ricavi? come sono composti?
        Cerco di comprendere il pensiero di tutti ma se valuto quello che è stato scritto “a livello di denaro” riferito agli “anni precedenti” (investire tutt i ricavi, tutte le valenze, c’è un ingente tesoretto da investire ecc. ecc.) .. almeno in quei casi credo siano state scritte cose, dal mio punto di vista, errate.

        Io ho una mia idea che è troppo complessa da scrivere qui in un commento (anche se alcune cose, non necessariamente inerenti il Toro, mi sono chiare).. soprattutto se cerchiamo di guardare il contesto e non solo cosa fa tizio o caio.
        E le valenze non centrano assolutamente nulla.
        Dal mio punto di vista non “contesto” la società .. ma la “critico” per alcune scelte fatte e scelte non (ancora) fatte.

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        1. Luke90 - 4 mesi fa

          ..non mi sono chiare…

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    3. Granata 61 - 4 mesi fa

      ahahahahhaahha
      beato te che credi a lui. Buon per te

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    4. renato - 4 mesi fa

      Per il momento? Mi sembra che siano circa 10 anni che facciamo solo valenze e nient’altro. Ma il Torino è una società sportiva o una società commerciale/manifatturiera? C’è una grossa differenza tra le due cose.

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  11. abatta68 - 4 mesi fa

    La verità del calcio nostrano è che il calcio è di chi se lo compra… i gobbi se lo sono comprato, perchè sono l’unico gruppo che ha in sè tutte le parti interessate nel fare investimenti (dalla promozione di marchi industriali e sponsor, alle banche, alle agenzie immobiliari,ecc) e che hanno, nel loro specifico settore, interessi da curare. Comprarsi il calcio italiano include il privilegio di sviluppare i propri interessi su scala europea, dove girano veramente i soldi, derivanti dalla CL (quello che ben presto diventerà il campionato europeo di calcio per club)… a noi e ad altre 15 squadre rimarranno i play off, con “epiche sfide” come Ggiuve-Sassuolo 7-0.
    Il 90% dei diritti televisivi saranno suddivisi su scala europea e quel che rimane se lo divideranno “i Sassuoli del resto d’Europa”, con tanto di diretta tv su raisport… e buonanotte al “campionato più bello del mondo”.

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    1. torracofabi_42 - 4 mesi fa

      Giusto, chi ha i soldi ha tutto, influenze ovunque altro che sport è solo finanza…. Di sport c’è rimasto poco e niente:qualche golletto da cineteca, qualche bella partita da osservare senza audio (altrimenti cambi canale) qualche ormai rara storia di bandiera calcistica, troppo poco per gente che ama e capisce di calcio. Non si può restare indifferenti quando si vede un sacrosanto rigore con tanto di moviola in campo non dato ad un Benevento od uno l’ennesimo di una serie infinita donato ai gobbi. Tutte partite condizionate ed i rigori, vi garantisco sono l’ultima cosa, si usano quando non c’è più niente da fare… Ormai si compra tutto le partite, e quindi arbitri con annessi designatori, giornalisti e tv con commentatori annessi. Sono proprio loro che devono ringraziare perché con le loro urla gonfiano notevolmente le prestazioni dei giocatori e di conseguenza la loro valutazione vedi quel normalissimo giocatore di nome Pogba 120 milioni ed in Inghilterra non tocca una palla…. Vedi Bonucci che sa solo fare falli e rinviare il pallone com’è che adesso è sempre ammonito ed è stato spesso il peggiore in campo? Chi vuoi che si guardi un Bologna o un Chievo per esempio in coppa a discapito di un Milan? Non incasserebbero una lira di diritti tv e sponsor. Una volta stabilite le gerarchie del campionato, primi sono sempre i gobbi che anno influenze e mani ovunque,

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    2. torracofabi_589 - 4 mesi fa

      E mi è partito per sbaglio….. Dicevo che dopo i gobbi seguono sempre in una maniera o nell’altra sempre le stesse ed a volte la classifica non è meritocratica….. Morale come dice l’articolo, purtroppo i soldi comandano, e noi qui a parlare di Baselli, Belotti, e compagnia bella….. È già tutto scritto dall’inizio….. Ma noi continueremo a parlare perché restiamo tifosi della squadra più bella del mondo in c… A tutti i gobbi!

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    3. claudio sala 68 - 4 mesi fa

      Il calcio è un evento mediatico, è normale quindi che le luci si puntino solo su determinati soggetti. Se non ti distingui in qualche cosa finisci ai margini, anche in termini economici. Su questa cosa Cairo deve riflettere, il progetto giovani ed italiani era accattivante, con Miha siamo diventati la squadra con il mister più maleducato

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  12. Rabbia granata - 4 mesi fa

    Articolo condivisibile. Aggiungerei che bisogna anche allontanare al più presto i presidenti speculatori. Cairo vattene!!!!!

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  13. Carlao 5 - 4 mesi fa

    VITTORIA SARÀ QUANDO CAIRO SPARIRÀ

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  14. Carlao 5 - 4 mesi fa

    Vittoria sarà quando il nano sparirà

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    1. PB53 - 4 mesi fa

      QUANDO IL NANO SPARIRA’ IN SERIE B SI TORNERA’E NUOVAMENTE SI FALLIRA’.
      NON ESISTE NESSUNO OGGI INTERESSATO AL TORO. E SAPPIAMO ANCHE PERCHE’.

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