Toro, questione di modulo o di mentalità

Toro, questione di modulo o di mentalità

Lo psicologo granata / Proprio il modulo che tanto è stato agognato da tifosi e stampa nelle settimane precedenti pare aver dato i suoi frutti

2 commenti

Contro il Cagliari, domenica sera, si è intravisto qualcosa di simile a ciò che rispecchia il reale valore di questa squadra; al di là della non scontata vittoria in rimonta in un clima appesantito ulteriormente dal vantaggio ospite, si sono viste diverse occasioni da rete e una maggiore quadratura difensiva. Le occasioni ospiti si contano davvero sulle dita di una mano e se non si considera il forcing finale si può quasi dire che il Toro ha sempre avuto il controllo del match. Certamente la prestazione non è stata delle più esaltanti e le cose da migliorare sono ancora parecchie (a cominciare dalle praterie che vengono lasciate quando gli avversari ripartono) ma con questi 3 punti il Toro si rimette in carreggiata e si assicura una sosta un po’ più serena in cui tecnico e squadra potranno lavorare su questo nuovo/vecchio 4-3-3 che ha dato maggiore equilibrio.

Già proprio il modulo che tanto è stato agognato da tifosi e stampa nelle settimane precedenti pare aver dato i suoi frutti: il centrocampo a 3 ha garantito maggiore copertura e un numero maggiore di soluzioni in fase di disimpegno. Ovviamente le fortune di una squadra non derivano solo dal modulo che viene adottato, bensì da una moltitudine di fattori, tra cui la mentalità con cui si affrontano le partite. Proprio di questa mentalità ha parlato un mio paziente durante una seduta; egli sosteneva che i ragazzi sono riusciti, col trascorrere della partita, ad incanalare l’evidente paura di sbagliare con cui sono entrati in campo, e trasformarla in rabbia e consapevolezza di poter ribaltare il risultato. Secondo lui la rimonta sarebbe avvenuta con qualsiasi modulo.

Che sia una questione numerica o di mentalità, finalmente si inizia ad intravedere qualcosa di positivo, anche se ora ci si attendono dei segnali importanti nelle prossime partite, a cominciare dalla sfida di Milano con l’Inter, dove il Toro sarà chiamato, se non a vincere, quantomeno a dimostrare di essere in salute e di aver davvero svoltato.

Alla prossima dal vostro Psicologo del Toro.


Laureato in Economia, gestisco un negozio di caffè che trasformo clandestinamente in uno studio in cui esercito la professione di psicologo dedicato ai miei compagni di tifo; 30 anni, da 24 abbonato in maratona ho imparato a comprendere il comportamento di ogni singolo fenotipo di tifoso del Toro e mi diverto ad analizzarlo. Al quinto anno sulle colonne di TN, ecco a voi lo Psicologo del Toro!

2 commenti

2 commenti

  1. prawn - 2 settimane fa

    Per l’ennesima volta, non e’ il modulo da solo ma il modulo con gli interpreti.
    E visto che Miha ha gia’ fatto un anno a torino, non ha scuse.

    Il 4231 sarebbe andato benissimo con qualcosa del tipo:

    Ansaldi Nkolou Lyanco Barreca
    Donsah Castro
    Baselli Ljajcic Benassi
    Gallo

    Ma Miha no, lui vuole giocare per vincere, per cui tutti all’attacco! La difesa e’ per i perdenti!

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  2. Junior - 2 settimane fa

    Se 433 sarà, allora un volta in più dobbiamo rammaricarci di aver ceduto Benassi. Magari a gennaio acquistiamo un centrocampista più qualitativo, di muscoli tra Acquah e obi ne abbiamo abbastanza.

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