Toro, quando concretezza fa rima con paura

Toro, quando concretezza fa rima con paura

Il Granata della Porta Accanto / E’ presto per guardare la classifica, ma al di là dei punti (pochi), ciò che non piace è l’atteggiamento in generale della squadra

di Alessandro Costantino

Chi si stupisce dei 6 punti in classifica del Torino non aveva guardato con attenzione il calendario toccato in sorte ai granata: realisticamente erano 8 i punti preventivabili ed, infatti, se ai 6 ottenuti sommiamo i 2 persi (o scippati) ad Udine i conti tornano perfettamente. Semmai sono due le considerazioni doverose da fare in merito al cammino sin qui fatto dalla truppa di Mazzarri e sono entrambe collegate. La prima è che le squadre affrontate finora, e parlo di Roma, Inter, Napoli e Atalanta, sulla carta erano molto, molto impegnative, ma nella realtà, anche in base agli altri risultati da loro ottenuti, decisamente più abbordabili di quanto si potesse pensare. La seconda è che il Torino ha cominciato questa stagione con un piglio che definirei remissivo, proponendo un gioco molto difensivo e dimostrando enormi difficoltà a creare occasioni da gol.

Le due cose, come dicevo, sono correlate tra loro perché è lampante che se non hai convinzione nell’attaccare l’avversario anche quando ne trovi uno superiore sulla carta, ma in un momento di difficoltà, farai fatica a far emergere le sue lacune. È successo con la Roma a cui abbiamo regalato un tempo per poi essere beffati sul filo di lana, con l’Inter (un tempo non giocato e poi reazione per rimediare il doppio svantaggio), col Napoli e con l’ Atalanta che ha la nostra stessa classifica e si poteva mettere in difficoltà se si fosse provato a giocare per vincere. Quello che appare da queste prime sei giornate, quindi, è che il Torino prepari le partite più che altro adattandosi al blasone dell’avversario e non provando ad imporre un proprio modo di giocare e di interpretare le gare stesse. Va bene la concretezza, che sappiamo essere un carattere distintivo delle squadre di Mazzarri, ma in troppe gare questa è sembrata quasi confondersi con la paura dell’avversario e francamente questo è difficile da accettare per i tifosi, i quali, invece, su orgoglio e coraggio non transigono perché caratteristiche integranti della storia e del dna del Toro.

Non è onestamente accettabile dopo Bergamo sentire dichiarazioni di allenatore e presidente che parlano di “grande partita” e di “squadra volitiva” quando non si è fatto un tiro in porta e si è stati in undici dietro la linea della palla per novanta minuti. Buono il risultato, vero, perché è un punto in casa di una teorica concorrente per l’Europa, ma la prestazione è assolutamente non degna di una squadra che ambisce alla zona medio alta della classifica. Dopo sei giornate essere a tre punti dalla zona Uefa è pienamente in linea col campionato, in termini di risultati, che ci saremmo aspettati. Quello che non quadra invece è, non in tutto, ma in buona parte, ciò che trasmette la squadra quando è in campo: forse paura non è il termine corretto, ma di sicuro una certa incapacità nel provare ad imporsi sull’avversario, quello sì.

Le attenuanti ci sono: Zaza e Soriano che avrebbero dovuto far innalzare il livello qualitativo del gruppo sono in condizioni psicofisiche inaccettabili, indietro mentalmente e fisicamente per poter essere determinanti. Gli esterni, fulcro del 3-5-2 mazzarriano, sono spesso infortunati e non riescono trovare la continuità necessaria per dare un apporto determinante in fase offensiva. Anche a centrocampo sarebbe ora di chiedersi se Baselli riuscirà mai ad essere un giocatore capace di fare la differenza e se Rincon tornerà quello di Genova. Sull’attacco invece buio pesto: detto di Zaza, del quale tra l’altro Mazzarri non sembra andare pazzo, con Iago out Belotti appare isolatissimo e raramente messo in condizione di poter fare il suo lavoro (cioè segnare). Sarà stucchevole rimarcarlo, ma un giocatore come Ljajic in questo particolare momento sembra proprio mancare.

Le prossime due partite, contro Chievo e Frosinone, saranno importantissime non solo per i 6 punti in palio che sarebbe opportuno incamerare, ma anche per dare un segnale forte di crescita in termini di personalità in campo e di fluidità di gioco. E’ arrivato il momento che Mazzarri incominci a tirare fuori qualche coniglio dal cilindro altrimenti la situazione ambientale potrebbe prendere una piega non ottimale per il lavoro che la squadra deve fare nel prosieguo della stagione.

15 Commenta qui
  1. alexku65 - 3 settimane fa

    Abbiamo secondo me cio che meritiamo. Qualcun’altro prima di lui aveva tentato vie diverse, se non più efficienti dal punto di vista dei risultati, almeno un poco più gratificanti dal punto di vista del gioco e della sfrontatezza. Aveva il difetto, dal punto di vista societario, certamente di costare di più (nel senso che essendo meno bravo nella tattica ha sempre spinto sulle individualità) ma almeno ha fatto transitare al Toro qualche giocatore di livello superiore, pur col drammatico errore di Niang (ma alla fine Zaza è molto meglio? qualcuno verrà lanciato se wuesto acquisto si confermerà un buco?). In quei giorni ho visto scatenarsi l’inferno e quella persona è stata messa al rogo dai più, caricata di TUTTI i mali di questa squadra e società, con grande soddisfazione della presidenza per essersi tolto di mezzo un personaggio con un carattere poco domito (non si sapeva prima?) che li avrebbe “costretti” a spendere ulteriormente per l’attacco sapientemente organizzato dal prode Petrachi con Sadiq. Detto questo ho solo poi visto commenti esaltati per Mazzarri e per la scelta. I tifosi si sa non gestiscono le società di calcio ma la loro reazione è importante per spingere la dirigenza se non altro a riflettere un po’ di più su alcune scelte. Il Toro è circondato da persone a cui va bene tutto e da altre a cui non va bene niente. Credo sia fisiologico per tutte le squadre questo. Ma per chi è un tifoso un po’ più da lungo tempo francamente è dura continuare ad accettare anno dopo anno dopo anno dopo anno sempre le stesse problematiche e discorsi. Siamo purtroppo una realtà mediocre ma DOBBIAMO accontentarci di questa mediocrità perché in assenza di compratori seri l’alternativa sarebbe peggio. Dobbiamo accontentarci di leggere alcuni (Serino) totalmente allineati e quasi avulsi dalla realtà mentre altri (Agroppi, Cereser, etc) ci rammentano criticamente le differenze tra noi e la squadra che potremmo essere e siamo stati. Mazzarri va dunque bene a Cairo perché tanto per lui alcuni presupposti tecnivo tattico vanno ben oltre le caratteristiche individuali dei giocatori. I soldati si sa costano meno dei killer. È poi sta bene a noi perché abbiamo avuto ciò che auspicavamo. Per certo io il biglietto non lo pago per questo genere si spettacolo.

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    1. silviot64 - 3 settimane fa

      Bellissima disamina. Pacata, motivata. Bravo. Non sono molto d’accordo sul fatto che snisa fosse così preparato. Ammetto però che le prime partite del primo anno sono state accattivanti. Poi qualcosa si è rotto. Vera invece la ingiustificata gogna cui è stato sottoposto dai tifosi che, pagando il biglietto, si sentono autorizzati a dire le stupidaggini più immonde. C’e Un problema societario di fondo. Che poi nessuno ci compri (si ma quanto chiede Cairo?) è un altro discorso. Manca, come giustamente affermi, il giusto spirito che deve partire dai vertici. Non si possono fare calcoli a priori. Occorre scendere in campo convinti di poter fare bene, indipendentemente dall’avversario. Incontrare molte squadre sulla carta superiori all’inizio può essere un vantaggio, potrebbero non essere ancora al top. Invece se si incontra la Roma (assai dimessa peraltro) la mentalità attuale porta a pensare : se si vince è un’impresa, se si pareggia è un ottimo risultato, se si perde … eh beh contro la Roma ci sta. Così non si va da nessuna parte, come dimostra la nostra recente storia.

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      1. alexku65 - 3 settimane fa

        Ciso Silvio direi che la disamina bella l”hai fatta tu. Non penso che Miha fosse più preparato. Ma con tutti i limiti del caso vestiva lo spirito Toro o quello che presumo essere tale molto meglio di Mazzarri. Peccato solo ogni anno dover commentare delusioni….

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        1. silviot64 - 3 settimane fa

          Se 65 e il tuo anno di nascita siamo quasi coetanei e probabilmente è quasi automatico pensarla in modo simile. Certo, sinuosa incarnava maggiormente lo spirito combattivo. Per questo mi chiedo dove sia a volte la società che fa le scelte, poi, anche per colpe della piazza, non le sostiene fino in fondo. Comunque si, sono molto deluso. Anche la campagna acquisti non ci azzecca con il 352. Perché a sto punto prendere WM ? Misteri …

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    2. Simone - 3 settimane fa

      Saremo anche mediocri ma abbiamo pur sempre il VII monte ingaggi ed è quindi normale attendersi risultati in linea con quello.

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  2. robertozanabon_821 - 3 settimane fa

    Ventura, in una intervista, ha dichiarato che “il Torino è un’ ottima squadra sotto tutti i punti di vista ed è guidata da un buon allenatore”. Al netto dell’ autorevolezza o meno di Ventura possiamo ricavarne un giudizio che suona più o meno così: “altre squadre hanno invece ottimi allenatori”. Troppe, aggiungo io.

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  3. BIRILLO - 3 settimane fa

    Il mio parere.
    Difesa da Europa League: Sirigu anche da CL, N’Koulou ottimo, Izzo bene ma sotto esame, Bremer prospetto ma non ancora da EL, Moretti mitico e basta! Ma ha 37 anni..
    Esterni difensivi da Europa League. Lollo ora acciaccato ma buono e machine gun quando guarito.., Ansaldi idem. DjiDji bella sorpresa, Aina non male, discontinuo ma interessante.
    Mediana………………….. Rincon e Baselli buona serie B………
    Lukic da EL usarlo! Meitè molto buono, un pò acerbo ma promettente.
    Esterni offensivi da EL. Berenguer in crescita, buon elemento, Parigini ed Edera per me il presente e il futuro… Falque ne vorrei 3.. Belotti. Analisi a parte, Zaza idem. Soriano arrivato tardi.
    Questo per dire che abbiamo una rosa discreta e anche di più, sempre a mio parere, ma con lacune a centrocampo in mediana e in regia. La squadra è scollata, la difesa soffre e l’attacco è sterile nonostante il potenziale. Rosa corta ci poteva stare ma non con esterni 30enni, purtroppo infortunati da subito. Baselli lo stimo ma rimandatissimo, Rincon deve giocare nei suoi 15 metri e con un reparto più maturo. Walter non ci capisce più una wallera. Siamo in bambola.
    Da domenica col Chievo fino al Bologna forse capiremo se WM sarà in grado di mettere la squadra apposto come l’ha voluta lui. Poi pero senza 6 o 7 punti in queste partite e senza un risveglio di gioco.. Eddai !! Qui non si dorme più, rivogliamo il TORO !!!

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    1. Madama_granata - 3 settimane fa

      Concordo al cento x cento questa perfetta disamina dell’attuale “situazione Toro”. Solo sarei un po’ più morbida nel giudizio su Baselli: mi sembra disorientato dal continuo cambiamento di ruolo. È in un “momento NO”, ma spero torni presto quello che “stupiva e segnava” nei suoi primi tempi al Toro! Io continuerei a dargli fiducia, magari con qualche “riposo” in panchina di tanto in tanto!

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      1. BIRILLO - 3 settimane fa

        B Giorno Madama Granata, effettivamente Baselli non lo boccio tout court, e lo avevo scritto anche io che è disorientato, ma in questo momento lo vedo correre troppo a vuoto, dovrebbe stare fuori una partita o due, lasciando spazio a Lukic e magari nel frattempo essere aiutato a capire dove sbaglia.. Ho comunque ancora fiducia, spero sia colpa degli acquisti fatti in ritardo, della panchina corta che in concomitanza con gli infortuni ci ha privati di alternative all’altezza di Ansaldi e Iago.. Però il centrocampo ha davvero grossi problemi… Saluti.

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    2. Simone - 3 settimane fa

      Non so come tu possa dire che lukic è da EL con soli 15′ giocati in 2 partite.
      Lollo grandissimo professionista ma ha un grosso problema: non sa saltare l’uomo.
      Parigini x ora rimandato, corre corre ma non ne azzecca una. Edera non ancora pervenuto.
      Abbiamo una buona difesa ma un centrocampo veramente veramente mediocre

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      1. BIRILLO - 3 settimane fa

        Ciao, Lukic nel Levante ha fatto bene, Lollo non ha un gran dribbling ma quando prende velocità salta spesso l’uomo Edera e Parigini non pervenuti ma sarà che WM li ha utilizzati troppo poco.. Chiaramente il tasto dolente è il centrocampo e forse un pò di cocciutaggine di Walter.. Spero che le 3 prox partite ci regalino una svolta..

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        1. Simone - 3 settimane fa

          Ciao, il fatto che lukic l’anno scorso(!) abbia fatto bene al levante gli da diritto di essere provato di più ma non vuol dire che sia da EL.
          Lollo corre ed in un’unica direzione. Tra l’altro col sx non crossa mai il che fa si che sia molto più semplice marcarlo x gli avversari.

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  4. prawn - 3 settimane fa

    Occhio che questi discorsi dell’ansia, paura di WM li leggevo dai forum degli interisti, WM e’ cambiato dalla Reggina e dal Napoli.

    La nostra unica speranza e’ che si ripigli e che la societa’ lo aiuti in questo, molto probabilmente anche andando sul mercato a gennaio (raro/non succedera’ mai) per un terzino di spinta con classe (il peres che poi non e’ venuto) o per un regista/mezza punta di qualita (il ljacic che si e’ svenduto via)

    Altrimenti altro anno o due molto al di sotto degli investimenti, cambio allenatore eccetera.

    Date pure i non mi piace ma questo commento dovreste segnarvelo, perche’ questo e’ quello che succera’.

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  5. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

    Sono d’accordo quasi su tutto. La cosa che più mi spaventa, al di là del poco culo avuto fino ad ora tra calendario, scippi ed infortuni, è proprio la mancanza di gioco e di personalità. Non sei per niente stucchevole a dire che manca uno come Liaijc. Manca la fantasia, il genio e l’estro, in questa squadra, doti che purtroppo possedeva solo il serbo. Comincio timidamente a pensare che Walter Mazzarri non sia la persona giusta per allenare il Toro, ma ormai c’è e possiamo quindi solo aggrapparci alla speranza che qualcosa di buono possa acadere. Certo che quello visto fino ad ora non è certo il Toro che nessuno di noi si aspettava.

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    1. Simone - 3 settimane fa

      Se nel caso fosse partito Ljajic Soriano doveva essere il suo sostituto allora si è sbagliato completamente acquisto.
      Estro e capacità di leggere la giocata vincente non gli appartengono. Avrà altre caratteristiche ma queste non gli appartengono e davanti abbiamo 2 attaccanti che non attendono altro che ricevere la palla giusta

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