Toro, niente di cui stupirsi

Toro, niente di cui stupirsi

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Possibile che una società come il Torino non possa ambire a rientrare tra le prime sei?”

di Vincenzo Chiarizia

Si sa che la speranza è sempre l’ultima a morire e che a volte le brutte sensazioni uno vuole lasciarsele alle spalle, ma la situazione del Toro di oggi purtroppo non è casuale. Magari lo fosse! In realtà la società granata è gestita, a mio avviso, come un’azienda che deve produrre ricavi, e per quanto riguarda l’aspetto sportivo tutto passa in secondo piano. Certo, conviene restare in serie A perché se il Toro per disgrazia dovesse retrocedere, il valore dei giocatori crollerebbe, i tifosi potrebbero nonostante la fede allontanarsi dal frequentare lo stadio ed insomma diventerebbe più arduo fare utili. In serie A invece, in una condizione come quella attuale, secondo me il Toro è nella situazione ideale per produrre ricavi: si gravita in pianta stabile nella parte sinistra della classifica a ridosso dell’Europa League, si vincono alcune partite di campionato che consentono ad alcuni giocatori di mettersi in mostra, li si rivende nella sessione di mercato, magari nell’ultimo giorno utile, e si acquistano alcuni buoni investimenti. Ecco che si è di fronte ad una delle squadre più virtuose del campionato dal punto di vista economico-finanziario, al cospetto della quale dovremmo tutti toglierci il cappello.

Dal lato sportivo però le cose a mio avviso non possono considerarsi positivamente. Cairo ha avuto il merito di riportarci in A ma, salvo nella stagione in cui siamo andati in Europa grazie al fallimento del Parma di Ghirardi, il Toro non è mai riuscito a concludere il campionato tra le prime sei. Possibile che una società come il Torino non possa ambire a rientrare tra le prime sei? Con tutte le risorse finanziarie che il Toro è riuscito a produrre e con tutte le valenze, il Toro si ritrova a vivere l’ennesima stagione deludente.

L’impressione però è che si sia tirata troppo la corda e che adesso questa si sia spezzata. I tifosi hanno cominciato a spazientirsi ed oggi al Filadelfia si sono fatti sentire. La frustrazione nell’ambiente granata è tanta; dal 1995 il Toro ha vinto un solo derby contro una Juventus, che giocò quel match con lo scudetto in tasca e con la formazione piena di rincalzi. Insomma ciò che è stato ottenuto sportivamente parlando dal Toro dal 2005 ad oggi è oggettivamente troppo poco.

Quando c’è stato l’esonero di Sinisa Mihajlovic ho ingenuamente pensato che la società volesse sfruttare la finestra di mercato per modificare la rosa secondo i dettami del nuovo tecnico. Invece si è pensato giustamente a cedere le pedine in esubero, ma non a rinforzare una rosa che aveva oggettivamente bisogno di interventi, trascinandosi con la telenovela di Donsah e l’episodio stucchevole della chiamata di mister Mazzarri al giocatore che pare stesse dormendo.

Tutto ciò ha generato il punto in cui si trova il Toro oggi, dopo la seconda sconfitta consecutiva dell’era Mazzarri in quel di Verona. Purtroppo a mio parere non c’è da stupirsi, perché questo modo di operare nel calcio può portare solo a questi risultati. Non ho mai visto nessuna squadra evitare di rafforzarsi quando ne aveva strenuo bisogno per raggiungere il proprio obiettivo, e temo che questo sarà invece il caso del Toro.

Molti tifosi pensano che sia meglio che Cairo passi la mano, ma è oggettivo che ad oggi nessuno si sia fatto avanti per rilevare il Torino FC. Dunque si deve proseguire con un imprenditore di successo come l’attuale patron a capo del sodalizio granata, ma a continuare in questo modo si rischia secondo me di far sparire il Toro perché, come si sa, il Toro è costituito dal suo popolo, e senza di esso non esisterebbe. Continuare su questa linea e con questi campionati mediocri potrebbe seriamente allontanare la gente. E’ vero che il tifoso torinista è diverso e che l’amore per la maglia è la prima cosa che conta, ma è altrettanto vero e importante che chi ama il Toro veda che chi c’è, dal presidente al magazziniere, dia il massimo. Perché è meglio avere un elemento scarso che dà tutto piuttosto che un fuoriclasse svogliato.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

19 Commenta qui
  1. abatta68 - 9 mesi fa

    Io ultimamente ho visto le repliche su raisport di Milan-Samp e di una partita della Lazio… ora la questione non è solo di punti in classifica, perchè a metà campionato è solo illusoria, ma di qualità percepita. Lazio e Milan sono squadre di livello europeo, il Toro no e alla fine del campionato saremo distanti da queste di almeno 15 punti! perchè? perchè hanno calciatori che giocano la palla di destro e di sinistro, che sanno stoppare e calciare di prima, che sanno fare i giusti movimenti di reparto, le sovrapposizioni, i cross, che segnano su punizione (incredibile vero? qualcuno mi ricorda qual’è stato l’ultimo goal su punizione che abbiamo realizzato?).
    L’illusione che Cairo ha voluto trasmettere è questa, ovvero che “ambire” e “raggiungere” siano sinonimi, ma non è cosi e ce ne stiamo accorgendo eccome!

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  2. granata - 9 mesi fa

    Nessun tifoso del Torino con la testa sul collo (lasciamo perdere i malati di isteria) pretende la luna nel pozzo. Ma ci sono errori di mercato gravi: l’ ingaggio di tre scommesse come Niang, Berenguer e Sadiq e le cessioni di Zappacosta e Benassi avevano già suscitato in estate qualche giusto timore. Se Niang pare dia segni di risveglio (ma deve giocare con più cervello per la squadra), tutto il resto è stato penalizzante. D’ altronde, come al solito, si è puntato a ottenere altre valenze. L’ economia e lo sport spesso non vanno d’ accordo o, per lo meno, ,l’ esasperazione del risultato economico. Giustamente l ‘articolista sottolinea che i nostri piazzamenti, seppur insoddisfacenti, in campionato garantiscono alla società tranquilli e fruttuosi bilanci. E ora arriveranno anche altri soldi in più dai diritti tv. E’ ovvio che a Cairo, se considera solo il suo portafoglio, possa andare bene così. Ma la corda, alla lunga, rischia di spezzarsi, ed i casi Palermo, Sassuolo, Genoa (tanto per citarne alcuni) lo dimostrano. Società che piano piano sono scivolate verso il basso, se non in Serie B. E la Serie B è la catastrofe economica, come ha già sperimentato Cairo, che nelle tre stagioni trascorse nel campionato cadetto ci ha rimesso 45 milioni di euro (dati di bilancio).

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  3. claudio sala 68 - 9 mesi fa

    A parte Benassi che credo avesse problemi con Miha tutte le cessioni dei giovani di Ventura sono state volute dai giocatori perché andavano in squadre da Champions. Quindi ben vengano le valenze. Con Miha si è fatto un percorso differente cioè prendere giocatori affermati a in ombra nelle loro squadre per cui lo sforzo economico c’è stato bisogna riconoscerlo. Entrambe le politiche non hanno avuto i risultati sportivi sperati, credo che la società deve lavorare su questo e la scelta dell’allenatore diventa fondamentale.

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    1. Granat....iere di Sardegna - 9 mesi fa

      Evidentemente c è un concetto diverso di sforzo economico. Io faccio uno sforzo economico quando almeno raggiungo più o meno il livello delle risorse disponibili. Se ho 20 euro disponibili e ne spendo 10 non vedo francamente che sforzo ho fatto.

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    2. abatta68 - 9 mesi fa

      Benassi non ha problemi con Mhjailovic, Benassi ha problemi con il calcio…

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  4. Ferrini - 9 mesi fa

    C’è un errore di fondo che fanno tutti i fratelli nel giudicare la situazione della società Toro. Per mirare ad alti risultati non basta avere buoni giocatori e pagarli; bisogna anche promettere loro dei bonus per raggiungere gli obiettivi. Il nostro presidente da quel lato è sordo. L’unica volta che si è raggiunto è stato per demerito del Parma e quindi le tasche del ns. beneamato non sono state toccate. Anzi, l’unico che ci ha guadagnato è stato lui con gli introiti extra dell’europa league. Quindi rassegnamoci pure a navigare in acque tranquille tra l’8 ed l’11 posto almeno finché non verrà un magnate cinese o russo a comprarci. L’importante è, purtroppo per noi, vivere di ricordi dei tempi che furono. Io ho ancora le foto fatte nel 1975 alla squadra in ritiro precampionato ed ogni tanto le guardo e mi chiedo se mai potrò rivivere quegli anni. FVCG sempre.

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    1. user-13780419 - 9 mesi fa

      Vivo le stesse emozioni e purtroppo gli stessi rimpianti, ho vissuto intensamente quei magnifici anni da adolescente, anni indimenticabili. Non torneranno più, il calcio è cambiato , almeno vorrei vedere una squadra grintosa con gli attributi che la rendevano temibile per chiunque. La cosa che mi dispiace di più è vedere mio nipote quasi ogni domenica sera coi lucciconi . Sarà sempre più difficile conservare questi piccoli e coraggiosi tifosi….

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  5. Hic Sunt Leones 61 - 9 mesi fa

    Articolo assolutamente condivisibile.
    La ragione sociale primaria del torino 2.0 attuale, non e’ la competizione volta al miglior piazzamento nelle partite del campionato italiano giuoco calcio ma le valenze e la stabilita’ finanziaria. Se queste valenze venissero destinate in modo oculato all’acquisto di infrastrutture (come l’Atalanta e altri)allora sarebbero plausibili ma si bada bene a mantenere la struttura piu’ snella possibile (vedi il fila in cui il torino e’ solo utilizzatore)in modo che al momento della vendita sia tutto piu’ facile. Abbiamo tutti presente le vendite fatte all’ultima ora di Cerci di Zappacosta e di intere difese per comprare attaccanti, dopo che avevamo venduto gli attaccanti per comperare la difesa. Il centrocampo non si tocca mai in modo pesante. Ed e’ proprio li che conta avere uomini chiave.
    Insomma si sapeva che il Torino doveva stare in piedi da solo come detto dal pvesidente, pero’ bisognerebbe anche crescere non solo stazionare al decimo posto e fare utili.
    Ci sono personaggi che scrivono qui @maraton che ieri sono andati su toro.it a scrivere che loro tirano le bombe carta e stanno dietro alle tastiere a criticare….
    Sempre il suddetto personaggio pensa e scrive che il pvesidente ha investito 200 milioni nel torino 2.0… beh certe dichiarazioni si commentanno da sole. Io vedo qui un bel sito con articoli sempre ben fatti a differenza di altri siti. Molti vengono a leggere le notizie qui.
    A dire il vero molti sono venuti qui da toro.it ieri perche’ la redazione del suddetto sito oltre alla pubblicita’ assillante ha anche deciso di paginare i commenti cosi’ che le persone frustrate sono venute qui. nessuno e’ venuto a creare problemi qui.
    Personalmente scrivo sia su noigranata sia su toro.it alle volte e ora mi piacerebbe anche dire la mia qui. Vico in Canda e in questo momento sono u=in Asia per lavoro, non posso scrivere molto ma vi leggo volentieri.
    un saluto caloroso!

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    1. Hic Sunt Leones 61 - 9 mesi fa

      scusate i typos, ho detto che vivo in Canada e sono in Asia per lavoro.
      scusate

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    2. Granat....iere di Sardegna - 9 mesi fa

      Maraton ha le sue idee e a volte le sostiene con molto fervore…ma al confronto di qualcuno che scriverà durante la web cronaca della partita è un frate francescano ah ah ah….In ogni caso io mi sono spesso confrontato con lui in modo civile e non è mai andato sopra le righe…A volte forse si esagera da una parte e dall’altra dimenticando che si è tutti tifosi del Toro

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      1. Hic Sunt Leones 61 - 9 mesi fa

        si ho letto le sue performance, devo pero’ dire che di la sull’altro sito non sopravviverebbe… ci sono squali sessantenni che se lo mangerebbero a colazione.:-)

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        1. Granat....iere di Sardegna - 9 mesi fa

          Sì sì infatti con Alberto erano scintille. Penso che se avesse dato il suo indirizzo Alberto sarebbe andato a casa sua…

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  6. sylber68 - 9 mesi fa

    CAIRO VATTENE!!!!!

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  7. byfolko - 9 mesi fa

    Ma poi chi se ne strafotte di quella mezzasega di Donsah, nemmeno fosse Modric. Ridatemi Glik piuttosto, unico vero cuore Toro che ho visto da anni.

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  8. byfolko - 9 mesi fa

    In TV già sento parlare delle probabili cessioni di Belotti (è rimasto controvoglia e si vede, voleva già fare il salto nel ”calcio che conta”, spero faccia la fine di Cerci), Sirigu (poco male, abbiamo Vanja) e N’Koulou (qui siamo davvero fottuti). Cairo, non devi vendere i giocatori, devi vendere direttamente tutta la società ed andartene.

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  9. Rabbia granata - 9 mesi fa

    Donsah dormiva e non si distirbano i giocatori quando dormono!

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  10. WGranata76 - 9 mesi fa

    Amen.

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  11. Junior - 9 mesi fa

    redazione l’ articolo dice tante cose vere. ma io credo la verita’ sia nel mezzo. da una parte il fallimento di Miha a fronte di una campagna acquisti importante (la piu’ importante che abbiamo avuto negli ultimi anni), dall’ altra l’ingaggio di un allenatore bravo e preparato che pero’ non lavora con una sqaudra disegnata da lui, e questo gli da grosse attenuanti. in piu’ e’ chiamato a fornire risultati immediati, probabilmente sta mettendo sotto torchio i giocatori che ovviamente ne risentono dal punto di vista fisico e psicologico.
    detto questo, non credo che effettuare una campagna acquisti rivoluzionaria a gennaio poteva portare a buoni frutti, anzi forse il contrario: avrebbe spaccato lo spogliatoio gia’ provato dall’esonero dell’allenatore e che alla fine della fiera e’ la cosa piu’ importante da non fare se non si vuole rompere il giocattolo: in campo ci vanno i giocatori non l’allenatore.
    io sono piu’ dell’opinione di salvare il salvabile e di raccimolare le forze per un fine campionato che ci porti piu’ in alto possible, senza parlare di EL: facciamo solo piu’ punti possibili. perche’ i valori sono quelli ed il prossimo anno potremmo dare una valutazione piu’ seria al progetto Mazzarri, visto che ha un contratto fino al 2020. FVCG

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    1. luna - 9 mesi fa

      Junior, corretto anche il tuo commento, peró in estate in molti di noi (pur se incompetenti) avevano segnalato un organico incompleto partendo dal centrocampusta a due terzini titolari per finire alla seconda punta da affianxare a Belotti.
      Con Ansaldi erano riusciti a coprire solo in parte le carenze, ma le segnalazioni dei tanti sono rimaste disattese.
      Ed é proprio in quei settori che le lacune non ci permettono di fare bene.
      Stringiamoci intorno alla squadra e proviamo a stimolarli.

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