Toro, impennata d’orgoglio contro la Lazio?

Toro, impennata d’orgoglio contro la Lazio?

L’editoriale di Gino Strippoli / Biancocelesti con stimoli Chiampions ma i granata vogliono tornare alla vittoria davanti ai propri tifosi

di Gino Strippoli

Non è così semplice per il Toro di Mazzarri questo finale di campionato. Primo, per le squadre che dovrà affrontare nelle prossime giornate: tutte compagini motivate, almeno le prime tre (Lazio, Napoli e Spal); secondo, perché oggi come oggi i granata fallito l’obiettivo di inizio campionato, la tanta agognata zona Europa, non hanno quelle giuste motivazioni per dare quel valore aggiunto di cattiveria agonistica che viene al naturale per chi deve perseguire un traguardo.

Tuttavia non è un Toro allo sbando, anzi la squadra ha dimostrato con le tre vittorie consecutive di essersi assestata. Chiaramente l’organico è quello che è, così come le sue potenzialità. Il riscontro lo si è visto contro l’Atalanta quando alle assenze dei vari Baselli, Obi, Falque e De Silvestri, il Toro non ha saputo sopperire ed è andato in apnea agonistica proprio per la mancanza di validi ricambi.

In questi giorni il presidente Cairo si è esposto citando i punti fermi da cui ripartire dalla prossima stagione, ben 11 giocatori: Sirigu, Moretti, N’Koulou, Baselli, Barreca, Bonifazi, Belotti, Edera, Falque, Ljajic, Ansaldi, Lyanco e Rincon. Per il resto della truppa queste quattro partite serviranno per cercare di convincere l’allenatore granata ad essere confermati. Vedremo, anche perché la squadra dovrà essere rinforzata nel vero senso della parola attraverso le esigenze di  Walter Mazzarri . Molto probabilmente tra i partenti ci saranno almeno alcuni tra Acquah, Obi, Niang, Berenguer, Milinkovic Savic, Valdifiori, Ichazo. In bilico i destini di Burdisso e De Silvestri.

Oggi contro la Lazio ci vorrebbe un’impennata di orgoglio, per vincere contro una squadra che ha un attacco davvero al fulmicotone ma anche una difesa fragile, tant’è che ha incassato solo due gol in più del Toro: ben 43. Immobile e company rappresentano – con gli 83 gol segnati – l’attacco più prolifico della serie A, contro 48 delle reti granata.

Alla vista dei numeri ci si potrebbe solo spaventare ma è anche vero che da vittima sacrificale sia contro l’Inter che contro il Milan i granata hanno dimostrato che possono sfidare chiunque, a patto di essere davvero compatti. Con i se e con i ma non si va mai da nessuna parte, penso però che a Bergamo, con De Silvestri al posto dello spaesato Bonifazi e con Obi e Baselli in mezzo al campo al posto dei deludenti Acquah e Rincon, avremmo visto un’altra partita.

Oggi i rimpianti per Ciro Immobile saranno sempre gli stessi, e non finiranno mai.  Alla Lazio è costato solamente 10 milioni ed oggi il suo vero valore si aggira intorno ai 50 milioni grazie alle 41 reti segnate  in questa stagione, e ben 67 in due campionati con la Lazio. Giocatore che ha fatto della continuità nell’andare in rete una costante, insomma un bomber sicuro. La sfida tra Belotti e Immobile oggi appare impari, ma la speranza è che proprio il Gallo riprenda a cantare per alleviare questo fine stagione granata triste e apatico.

10 Commenta qui
  1. Marino - 8 mesi fa

    Sicuro che daranno l’anima, d’altronde l’hanno fatto per tutto il campionato

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  2. Esempretoro - 8 mesi fa

    Si può disquisire all’infinito su moduli e uomini,ma le motivazioni contano eccome…
    Non sono ottimista per stasera, ho visto che Parolo sarà rimpiazzato da Alberto…ci temono un casino!
    Fa niente, anche se tecnicamente non c’è partita mi aspetto impegno e grinta.
    Poi vada come vada. Alé!!!!

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  3. torinodasognare - 8 mesi fa

    Ma magari partono anche bene, poi al primo goal si sgonfieranno con un pirito… Che cazzo di campionato…

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  4. steacs - 8 mesi fa

    L’organico è quello che é?
    Ma non era il Toro piú forte degli ultimi 40 anni?

    Mi difetta la memoria…

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  5. Calogero - 8 mesi fa

    Non capisco il significato di queste gare se non quelle di testare i giovani che non sono Molinaro, Burdisso e soci. Ci sono ancora 2 posti utili per prendere maggiori soldi dei diritti TV che mi pare varino in base al piazzamento. Teoricamente noi possiamo solo cercare di fregare il posto ai viola o ai doriani, per il Milan la vedo praticamente impossibile. Adesso la mia domanda è: ma a livello economico c’è tutta questa differenza tra l’ottavo e il decimo posto? Non sarebbe più utile testare i giovani da tenere per il prossimo campionato? Ma possibile che ci dobbiamo sempre occupare di traguardi che interessano il Torino come società, mentre per i risultati sportivi c’è sempre tempo e poi si finisce sempre, sistematicamente con un pugno di mosche in mano? Adesso mi domando: dato che Mazzarri si basa sul motto squadra che vince non si cambia, mi spiegati quali sono i giovani talenti che se la vogliono venire a giocare in questa piazza che poi il tecnico non ti fa giocare nemmeno le partite inutili?

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  6. user-13746076 - 8 mesi fa

    Giocheranno sicuramente con la bava alla bocca…

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  7. prawn - 8 mesi fa

    come no, in bocca al lupo

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  8. robertozanabon_821 - 8 mesi fa

    Al Napoli c’erano Cavani e Lavezzi, al Torino ci sono Cavezzi e Lavani…la Lazio è molto più forte di questo Toro e qualcuno darà la colpa a Mazzarri.
    Chiedete ad Inzaghi se preferirebbe allenare il Torino.
    Possiamo solo sperare, come succede da troppi anni contro la maggior parte delle squadre, ma chi vive sperando…il resto lo sapete.

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  9. Toro71 - 8 mesi fa

    Per il prossimo anno Mazzarri ha già chiesto Maggio (36 anni) a parametro zero. Ma di cosa stiamo parlando. Lui crede ancora di allenare il Napoli di Cavani e Lavezzi. L’unica cosa certa è che si prende fino al 2020 ben 2 milioni di euro a stagione. Ma io dico al presidente Cairo per arrivare ogni anno tra l’ottavo è il dodicesimo posto in classifica era necessario prendere un allenatore da un ingaggio spropositato rispetto ai risultati sportivi che riuscirà ad ottenere? Mazzarri non lancerà mai i nostri primavera. Con quali giocatori farà valenze adesso???

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  10. Daniele abbiamo perso l'anima - 8 mesi fa

    Già mi immagino la furia dei nostri in campo.
    Si sì, qualcosa abbiamo già visto a Bergamo.

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