Torino Primavera: i tuoi valori diventano il tuo destino

Torino Primavera: i tuoi valori diventano il tuo destino

Toro del Futuro / Lotta, lavoro, sogni e Gandhi: la ricetta di Coppitelli per una squadra protagonista di una stagione da ricordare

di Diego Fornero,

Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

Sono queste parole del Mahatma Gandhi, scelte da mister Federico Coppitelli, ad avere accompagnato le ultime settimane della stagione del Torino Primavera. Una stagione conclusa ufficialmente ieri dopo la sconfitta maturata nella gara di ritorno dei Quarti di Finale, al “Franchi” contro la Fiorentina.

Lotta, lavoro, sogni e Gandhi: il manifesto affisso da mister Coppitelli nello spogliatoio di un protagonista di una stagione da ricordare.

Un piacere scrivere, a fine stagione, queste righe su

Nello spogliatoio granata, infatti, faceva bella mostra di sé questo cartellone, composto di tre elementi fondamentali: i titoli di tvvarna, che ha seguito – come è ormai tradizione consolidata – la stagione dei giovani granata dal primissimo giorno fino all’ultimo; le parole chiave fondamentali di un’annata davvero speciale (Lotta, Lavoro, Sogno) ed infine l’aforisma del filosofo del satyagraha. Poche semplici frasi, che dicono davvero tutto, in una fase fondamentale della vita e della “carriera” di giovani talenti giunti in quel momento nel quale bisogna diventare grandi.

Il manifesto affisso da Federico Coppitelli nello spogliatoio della Primavera del Torino

QUALCOSA DI GRANDE

Il Toro ha perso sul campo, lo ha fatto dopo una cavalcata pazzesca della quale, tra i nostri titoli, selezionati da mister Coppitelli, potete ripercorrere con grande lucidità le fasi più importanti. Un avvio difficile, la svolta ed infine la consapevolezza che qualcosa di grande avrebbe potuto succere.

Qualcosa di grande, infatti, è successo davvero: lo scorso 13 aprile, contro ogni pronostico, i giovani granata hanno sollevato al cielo di San Siro la Coppa Italia Primavera, terzo titolo giovanile nazionale dell’era Cairo dopo la doppietta Scudetto – Supercoppa del 2015, targata Moreno Longo, ed infine hanno chiuso la regular season con un filotto da urlo, conquistando dei play-off che sembravano, di fatto, quasi irraggiungibili.

QUALITÀ INDIVIDUALI O GRUPPO?

Al “Franchi”, dopo l’1-1 maturato al Filadelfia, ha senza dubbio pesato la formula, con il Toro – posizionatosi alle spalle della Fiorentina in regular season – costretto a vincere o pareggiare con due o più gol. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa è emersa la qualità dei viola, squadra che nelle individualità (basti pensare a Sottil, grande rammarico – mi si consenta di dirlo – del vivaio granata, lasciato partire troppo a cuor leggero proprio in direzione Firenze) ha, come dimostrano i fatti, qualcosa in più di questo Torino.

Già, perché la squadra di mister Coppitelli può contare su buone individualità, comprese “scommesse” che hanno ripagato alla grande la fiducia giocando una stagione sopra le righe (su tutti Butic, “scartato” dall’Inter dopo la scorsa stagione e grande trascinatore sotto porta), talenti sottoleva pronti al grande salto (pensiamo a Millico, peraltro non al meglio in quanto appena rientrato da un infortunio) ed anche grandi assenti (come Coppola e Buongiorno, colonne della squadra e costretti a rinunciare per infortunio proprio nel momento più importante, quest’ultimo addirittura dopo l’esordio in Serie A agli ordini di Mazzarri).

Tra questi ragazzi, però, non c’è stato un giocatore che più degli altri è sembrato far valere le proprie doti individuali per trascinare il gruppo e colmarne lacune: è stata proprio la forza di una squadra organizzata, che ha ereditato il grande carattere del proprio allenatore (Longo, un vero e proprio fuoriclasse che ha avuto il grande merito di ridare alla Primavera granata una dimensione vincente, ha avuto senza dubbio in Coppitelli un erede all’altezza), a consentire di percorrere un percorso di questo valore, andando anche oltre i propri limiti.

PARLANO I FATTI E LE PAROLE

Ecco perché una stagione come questa, pur conclusa con una sconfitta, vale ancora di più: “Questo è un gruppo speciale”, ha ripetuto più volte il tecnico granata, ed aveva senza dubbio ragione. Speciale per carattere, per compattezza, per forza di volontà, per saldezza di nervi, ed anche per qualità, perché nella prima esperienza di campionato Primavera unico, che ha consentito già in regular season di confrontarsi con tutte le più importanti realtà italiane e non soltanto con quelle del Nord Italia, il Toro per l’ennesima volta ha dato filo da torcere a club con fatturati non paragonabili, le cui prime squadre – non a caso – hanno concluso la stagione con una posizione di classifica decisamente migliore (si pensi al paradosso del Napoli, addirittura retrocesso con la propria Under 19…).

Per questi ragazzi, hanno parlato i fatti. Ma anche le parole: quelle del mister, quelle di Gandhi, quelle del popolo granata riunito per la prima volta dopo tanti anni al Filadelfia per fare il tifo per loro, ed un po’ anche quelle di tvvarna – che ha vissuto questa stagione con grande passione, sempre accanto alla squadra – hanno avuto il loro peso. Pensieri positivi, parole, comportamenti, abitudini, valori. Quelli del Toro, che in questa Primavera si riconoscevano eccome.

3 Commenta qui
  1. user-13746076 - 3 settimane fa

    Bella l’idea dei cartelloni, bravo mister.

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  2. RinoVecchiato - 3 settimane fa

    Possiamo dire che lo scudetto della Berretti è stato l’unico trofeo nazionale conquistato prima dell’era Bava dal settore giovanile del Torino.

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  3. RinoVecchiato - 3 settimane fa

    Tra i successi del vivaio granata c’è da ricordare anche la vittoria da parte del Torino dello scudetto 2013-2014 nel Campionato nazionale per la serie A e B dedicato a Dante Berretti, quindi sono 4 i trofei govanili nazionali conquistati nell’era Cairo.

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