Toro: pochi minuti, non cancellano l’emozioni di una stagione intera

Toro: pochi minuti, non cancellano l’emozioni di una stagione intera

Tocco di Mano / La squadra e i tifosi a testa alta: con il massimo entusiasmo, con la voglia di andare a prendersi la giusta rivincita

Commenta per primo!

Una sconfitta pesante, rumorosa. Certamente disarmante. Un pungo al fegato che piega, anzi spezza i sogni europei dei granata. Il Toro cade a Marassi contro il Genoa: molla, crolla e barcolla nel finale. Tutto in pochi minuti. Gli ultimi maledetti minuti di una serata fortemente storta, decisamente  da dimenticare.

La sfida parte male, con Iago Falqué che indisturbato fredda Padelli. La pietra focaia che avrebbe dovuto far scattare la scintilla, la stessa che spesso ha portato la squadra di Ventura a reagire prontamente, finendo per ribaltare il risultato, non schiocca. Il mare di Genova bagna le polveri granata, l’impeto rossoblú travolge, spazza e porta via con sé tutto il resto: i profumi d’oltralpe, i sogni di gloria. Pure la musichetta del giovedì! Che non sarà come quella del mercoledì, ma aveva ad ogni modo il suo fascino. Con quelle note che ti rinfrescavano i pensieri nelle notti di mezza estate e allo stesso modo ti scaldavano il cuore nelle lande ghiacciate di Helsinki.

Il Toro si arena in quella che in molti avevano ribattezzato come l’ultima spiaggia e saluta (non è mai detta l’ultima parola?) l’Europa. Ma la sconfitta di Genova, la peggiore dell’era Ventura, non può e non cancellerà mai quanto di buono fatto da questi ragazzi. Che hanno dato l’anima in tutti i campi, riuscendo in imprese storiche (forse) irripetibili. Neanche il più ottimista dei tifosi – probabilmente neppure il presidente Cairo – avrebbe mai immaginato una stagione del genere, durante i ritiri a Bormio, Brunico e per finire Mondovì. 

La vittoria in casa con il Napoli, quella a San Siro contro l’Inter e poi – ciliegina sulla torta – il derby a tinte rigorosamente granata. Vinto dopo 20 anni d’astinenza. Senza scordare di sottolineare ancora una volta quell’impresa al San Mamés: un marchio a fuoco sulla pelle del calcio internazionale: indelebile.

Ecco, una manciata di minuti di pura follia, non possono reggere il confronto con tutto questo. 

Il campionato volge al termine, al fondo al tunnel degli spogliatoi c’è una flebile fiammella ancora accesa. Quindi il rettangolo verde, da onorare fino in fondo. Per chiudere al meglio cammino straordinario, con la voglia di iniziarne un’altro il prima possibile. Con il massimo entusiasmo, con la voglia di prendersi la giusta rivincita.

0 commenti

Commenta per primo!

Recupera Password

accettazione privacy