Pescara, alzati e cammina

Pescara, alzati e cammina

Sotto le Granate / Torna la rubrica di Maria Grazia Nemour: spesso le squadre salgono in Serie A dopo aver disputato un buon campionato, ma si ritrovano con una rosa più debole

di Maria Grazia Nemour

Perché se perdi 5 a 0, non puoi che essere morto, per quella partita lì.
E chi ti risuscita, Pescara? Non certo gli ultras, che alla fine del primo tempo hanno abbandonato gli spalti, “Facciamo un giretto in centro o prendiamo il treno prima”?
Eppure io continuavo a sentirli. Incitavano, zitti mai. Mi sporgo, e sul primo anello dei distinti vedo il Pescara. I piccoli, del Pescara. Dodici anni al massimo.
Tifavano, propiziando il miracolo.
E il miracolo c’è stato – il Pescara che era già bell’e pronto per l’autopsia, si è alzato e ha camminato, tre passi, tre gol – ma chi l’ha compiuto, il miracolo?
Ajeti? In effetti i ragazzini del Pescara urlavano: “Ajeti uno di noi!”
No, non è vero, e a dirla tutta io continuo a vederci Toro, in Ajeti. A volte si può essere scarsi (scarsissimi) per congiuntura astrale di sfiga e inesperienza. Certo non è la stessa cosa, ma quando nel 2015 Belotti arrivava davanti alla porta e non segnava, i tanti “E ver ca custa? A l’è nin bun!” che ho sentito, mi hanno insegnato questo: la fiducia non va in bilancio, ma è una valenza umana ineguagliabile.
E poi dai, diamo al Toro quel che è del Toro: al miracolo delle tre reti hanno contribuito un po’ tutti. Con ogni probabilità in campo si urlavano nomi di pizzerie e sushi bar, i granata erano proiettati sulla scelta del ristorante per la cena.
Comunque, per me, il miracolo l’hanno fatto i piccoli del Pescara, che quel nome – Pescara – lo hanno tenuto in bocca tutto il tempo.

Credo che il vero walking dead sia il nostro campionato, ucciso da una grave sindrome da mancanza di dignità: dalla B salgono su i figli della serva, che devono far divertire i figli dei padroni. In mezzo, un pugno di squadre dalle medie condizioni sociali, che guardano quelli dei piani alti ma mangiano nel sottoscala.
Spesso chi fa un buon campionato in B ha avuto la fortuna di avere qualche giovane giocatore in prestito che gli è esploso tra le mani, ma sicuramente l’anno dopo il proprietario lo reclama, e la squadra si ritrova in serie A, con una rosa peggiore di quella che aveva in B.
Prima dei calciatori giocano i bilanci, e se si registra troppa disparità costi-ricavi, non c’è partita.
Eppure la Lega Calcio è stata creata apposta per tutelare l’equilibrio del campionato e la equa spartizione delle risorse. No?
No. C’è qualcosa che non torna. Il modo in cui vengono spalmati i diritti televisivi, non torna.
A quei ragazzini del Pescara non puoi andargli a dire che insieme alla serie A, nel pacchetto, c’era la possibilità di giocarsela. No, nessuna favola alla Leicester City. Un horror, piuttosto, perché le vertigini da classifica le ha una squadra che per anni ha fatto (adesso non più? Il dubbio rimarrà per sempre lecito) della truffa, la sua politica di gioco. Blasonata nell’associazionismo a delinquere. Una squadra-spa riconosciuta colpevole nei tre gradi di giudizio del caso Calciopoli ma che non ritiene credibile – Cassazione, chi pensi di essere? – di venir chiamata a risarcire i club che ha truffato, e dunque non inscrive in bilancio una riserva a copertura del rischio. E questo, se il giudice la condannerà a risarcire, configurerà il reato di falso in bilancio, con conseguente espulsione dal campionato. Ma i soldi servono ad altro, certo.
Nella mia modesta carriera da tifosa del Toro ho collezionato sfottò di ogni tipo, ma “siete dei ladri” non me lo ha mai ridacchiato in faccia nessuno. Cari ragazzini del Pescara, esistono e sopravvivono, i valori. Non credete a chi è convinto del contrario. Io, un allenatore che scrive “Grazie per avermi regalato la gioia immensa di guidare la mia squadra del cuore”, Oddo, forse me lo sarei tenuto.

Comunque, il Pescara si sarà anche alzato e avrà pure camminato, ma il Toro ha corso, e ha vinto.
Correre, è il modo migliore per prendere la rincorsa e provarci, a volare.
Se non ci credi sempre e comunque, il Toro lo conosci solo a metà.

5 Commenta qui
  1. bertu62 - 2 anni fa

    Maria Grazia Nemour, UNA DI NOI! FVCG! SEMPRE! E COMUNQUE!
    I poteri forti si chiamano FORTI perché lo sono. Perché sono i poteri forti che hanno voluto e difendono un campionato di serie A con 20 squadre con queste regole, che sono tutto meno che REGOLE. Una Lega calcio in mano ai politici (che hanno amici) ed una Federazione Italiana Gioco Calcio in mano ad altri politici (che hanno amici di amici) non può che adeguarsi alle regole della FIFA e del suo “padrone” BLATTER. Ed una Rubentus sta alle regole del nostro campionato come Blatter è stato per anni alla FIFA. Non mi meraviglio (purtroppo) più di tanto che tanto per cambiare il campionato sia già finito a Dicembre, e non mi meraviglio (purtroppo) più di tanto che alcune squadre siano palesemente di categoria inferiore. Mi meraviglio piuttosto che ci sia ancora chi si meraviglia di questo! Ed è insieme meraviglioso ed inquietante scoprire quanti sono quelli che ancora credono che il calcio moderno sia slegato dai soldi! I soldi fanno girare il mondo! ANCHE il mondo del calcio! Non stupiamoci se si continua a vedere la Rubentus sempre lì, nonostante sia stata più volte “sentenziata” (quindi con sentenze di tribunale…) colpevole, di doping, di illecito sportivo e NIENTE! SEMPRE LI’! A SCRIVERE A CHIARE LETTERE NELLO STADIO, INQUADRATO DALLE TV DURANTE LE PARTITE, 30 SUL CAMPO! Un insulto, bello e buono, un far vedere a tutti che IO SONO LA JUVENTUS, SONO PIU’ FORTE DELLA LEGGE! In Italia succede, purtroppo. Quindi il malcostume di esonerare un Allenatore che è stato mandato al massacro in un gioco in cui era chiaramente destinato a soccombere è purtroppo e tristemente comune.
    Ho letto da tante parti che anche alcuni tifosi del Toro vorrebbero l’esonero di Sinisa…..Che tristezza. Una tristezza tanto profonda quanto quella che provano i ragazzini delle giovanili quando magari vanno a vedere se negli articoli dove si parla di loro non trovano nessun commento! Che tristezza! Ragazzi ma perché? Perché non siamo lassù, in cima? Al posto dei ladri-dopati? Con queste regole? E NE SONO FIERO!
    FVCG!
    SEMPRE!
    E COMUNQUE!

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  2. BannatoGranata - 2 anni fa

    Bell’articolo, che condivido in pieno.
    I diritti TV vanno riformati, cosi’ com’e’ non ha senso, ogni anno la serie A peggiora.
    Pure alla gobbentus non conviene, sono come il paris saint germain, sempre primi, zero rivali in casa, scudetto a meta’ anno. Poi in europa fanno pena. A che serve?

    Ogni squadra in serie A dovrebbe avere abbastanza mezzi per sperare di vincere lo scudetto.

    Ora tutto e’ farsato, tra favori arbitrali e un divario incolmabile tra le prime sei e le altre.

    Altra opzione: si cacciano via le squadre ladre in una lega super europea e lasciateci in pace a giocarcela in Seria A

    Che si vinca o che si perda, forza toro juve merda.

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    1. abatta68 - 2 anni fa

      Il PSG ne ha rifilate 4 al Barcellona! non potevi trovare un altro esempio?

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      1. Jalo - 2 anni fa

        A tutti capita la partita di culo. Pensi che adesso il PSG vinca la Champions? Il Barcellona ne ha vinte 4 delle ultime 10, per cui l’esempio ci sta tutto

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        1. bertu62 - 2 anni fa

          Ma accendi avevi solo la TV accesa oppure anche il cervello? Ti è sembrato forse che il PSG abbia vinto di culo? Abbia “rubato” la partita? A tutte le squadre può capitare una partita “storta” e combinazione l’ha beccata il Barca proprio mentre il PSG ha giocato una partita “perfetta”! Perché negare l’evidenza? Sembri quasi Moggi……

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