La solitudine del numero nove

La solitudine del numero nove

Sotto le Granate / Torna la rubrica di Maria Grazia Nemour, ecco il suo parere sul Gallo Belotti

di Maria Grazia Nemour

Domenica, prima dell’inizio della partita col Sassuolo, hanno mandato in onda alcune immagini di Belotti, se ne stava seduto su una panchina deserta, scaldacollo tirato su fino al naso e berretto calcato giù al limitare degli occhi, sguardo ad attraversare il campo.

Non era convocato domenica, dunque era un momento anonimo che si era ritagliato lui per stare lì, a contatto col campo.

Seguire la squadra pur sapendo che non farai neanche riscaldamento, è un modo per giocare in ogni caso. Per esserci. Soprattutto se sei il capitano, devi esserci. Dopo, durante la partita, è stato inquadrato un paio di volte in tribuna, insieme a Cairo. Il pupillo di cui la squadra si prende cura. No, non sembrava la stessa persona che prima si era persa a guardare le profondità del campo, da solo.

Cosa ci ha visto in quel campo su cui sapeva che non avrebbe corso?

Forse la partenza da Palermo per lungimiranza di Ventura, la fiducia di Mihajlovic e l’impossibilità di posizionarsi là davanti, con le direttive di Mazzarri nella testa, nell’animo la volontà-bisogno di confermarsi. Forse sul campo ha rivisto lo splendore della stagione 2016-2017, capocannoniere d’inverno per la squadra e marito per l’innamorata.

Forse sul campo gli risuonava nelle orecchie la dichiarazione perentoria di Cairo: Belotti? 100milioni di euro, nulla di meno per lasciare il Toro. E forse ha pensato a quelli che quest’estate avrebbero linciato Cairo, l’avesse lasciato andare e che ora nicchiano un: mah, l’avessimo venduto quando ancora valeva qualcosa, ora avremmo una squadra molto più forte. I disaccordo-sempre. Forse si è chiesto anche lui, quanto sia il suo prezzo al chilo, per quanto tempo la sua, potrà essere la carne migliore.

Voleva rimanere o andarsene? Un po’ tutte e due, forse.

In quello sguardo malinconico sul campo di una partita che non avrebbe giocato, forse c’erano la Nazionale e i Mondiali. I non-Mondiali. La delusione di non aver fatto la differenza. I rigori che non sono diventati gol.

Il campo del Sassuolo, l’erba calpestata da una squadra che al momento vive un’ottima forma fisica. Forse Belotti avrà pensato che del suo corpo scattante, quello delle imprendibili ripartenze, si è inceppato il complicato meccanismo. Ora ci vuole pazienza per ripartire. Così dice Mazzarri: tempo, pazienza.

In tribuna Belotti sorrideva. La vita è una sfida incessante, accettarla sotto la spinta di tante, tantissime persone che credono nella sua volontà, talento e umiltà, è un privilegio che può far vacillare, ma trovato l’equilibrio, aiuta a vincere.

Andrea Belotti domenica lo aspettiamo a casa, al  Grande Torino. Che il capitano ci guidi in ogni caso contro il Benevento.

E che sorrida perché il Toro, il suo numero nove, non lo ha lasciato da solo mai.


 

Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

 

11 Commenta qui
  1. FVCG-70 - 9 mesi fa

    Bellissimo articolo a mio parere.
    “Andrea Belotti domenica lo aspettiamo a casa, al Grande Torino. Che il capitano ci guidi in ogni caso contro il Benevento.
    E che sorrida perché il Toro, il suo numero nove, non lo ha lasciato da solo mai.”

    Sono impazzito di gioia quando con il Napoli sei tornado al goal, pur essendo il goal dell’1-3.

    Forza Andrea,forza Gallo, forza Capitano!!!
    Sono sicuro che una volta che ti sbloccherai, ti vedremo alzare la cresta altre mille volte!!!

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  2. menkheperra - 9 mesi fa

    Quello che guadagna, la clausola, il “lavoro” piu bello del mondo e pure zombie Obi che segna piu di lui …
    È lui, capitano, sta in silenzio…

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  3. ToroFuturo - 9 mesi fa

    A me lo sguardo di Belotti sembra quello di colui che ha perso un treno che voleva prendere. Ma non lo biasimo perchè io sono un tifoso mentre lui è un calciatore professionista. Forse potrebbe aiutarlo il convincersi che è un ottimo giocatore, ma non un fenomeno da 100 milioni: forse la sua dimensione è quella del Toro attuale e non degli squadroni spagnoli e inglesi.

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    1. Simone - 9 mesi fa

      Vedo che ancora si fa confusione tra valore del giocatore e la sua eventuale clausola rescissoria visto che sono due cose completamente slegate

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      1. ToroFuturo - 9 mesi fa

        Quindi si pensa che Cairo abbia messo la clausola perchè non lo vuole vendere?

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        1. Simone - 9 mesi fa

          La clausola vale SOLO E SOLTANTO x l’estero. Chiunque in italia poteva fare una offerta a Cairo di QUALSIASI importo ma spettava solo a lui decidere se ritenerla valida o meno.

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  4. Simone - 9 mesi fa

    Forse un articolo con tutti questi “forse” non andrebbe scritto.
    Forse.

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  5. Orny62 - 9 mesi fa

    Bellissimo articolo. Brava, Maria Grazia! Spero che il Gallo lo legga e mediti sull’ultima frase… FVCG

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  6. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

    Ha cominciato lui ad isolarsi non parlando per mesi, pur indossando la fascia di capitano.

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    1. Junior - 9 mesi fa

      ha fatto bene a starsene zitto. cosi non ha alimentato chi ricama sulla sua condizione e intenzioni per il futuro. sarebbe stato solo negativo per lui e la concentrazione. spero torni presto e in forma. abbiamo solo bisogno di lui.

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    2. KanYasuda - 9 mesi fa

      Non tutti i Calciatori devono attenersi obbligatoriamente a quello che oggi il Mondo del Calcio esige: non più semplicemente Sport, ma solo spettacolo, business e troppa rilevanza mediatica.
      E questo ormai ce lo hanno inculcato nel cervello.
      Ma meno male che esiste ancora qualcuno come Lui che crede ancora nell’impegno, nel sacrificio e nella costanza degli sforzi per riuscire ad ottenere qualcosa.
      Credete che non sappia di non essere un fuoriclasse ?
      E’ un ragazzo modesto altrimenti non avrebbe avuto queste Doti che lo aiutano a migliorarsi sempre.
      Ma non ci avete mai fatto caso che quando si fa intervistare gli trema pura la voce?
      E’ un ragazzo timido e di certo non ama i riflettori.
      La fascia da Capitano ?
      Sono sicurissimo che non abbia mai fatto niente per chiederla.
      Ma chi non la meriterebbe più di Lui ?
      Crediamo tutti nel Gallo (qualcuno non più), ma soprattutto la Squadra che si è resa conto di come non girano le cose quando non è in Palla, e lui sente questa responsabilità.
      Sta solo attraversando un periodo negativo, psicologico ma soprattutto fisico ma c’era da aspettarselo vista la sua generosità e il modo in cui è stato utilizzato: si è accollato sulle spalle tutti i problemi della squadra a suon di gol e di mazzate ed è normale che avrebbe ceduto.
      Devono essere veramente tante le cose che gli stanno passando per la testa e soprattutto per quello che il calcio di oggi ti costringe a pensare, ma certe cose può percepirle e immaginarle solo chi ha una sensibilità come la sua.
      Gallo, in Te, crediamo ancora in tantissimi e di sicuro tornerai più forte di prima.
      Bell’articolo, perché nello Sport deve esistere ancora l’Umanità !

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