Suite torinese

Prima che sia troppo Tardy / Torna la rubrica dell'avvocato Enrico Tardy

“Firenze lo sai non è servito a cambiarla” cantava Ivan Graziani così come noi tifosi delusi pensando alla nostra squadra. Tre pappine e a casa con gol dell’ex. Poco da dire, solo la recriminazione per la traversa di Niang ad inizio ripresa che avrebbe potuto, forse, cambiare la gara. Magra consolazione. Dove sono finite quelle briciole di Toro rimaste? Ed ora? La stanza al Principi di Piemonte verrà liberata? Vedremo.

Due considerazioni: la prima, comprando sempre gli scarti delle altre squadre con la speranza di rigenerarli è ordinaria amministrazione vivere stagioni come questa in cui il giochetto non funziona o funziona a metà (ad esempio se il suggeritore degli acquisti è il nostro allenatore), secondo, Ventura, benchè discusso e discutibile sul piano tattico, ha avuto una grande abilità ossia quella di supplire a tantissime carenze della società ricoprendo ruoli e funzioni non sue. E così facendo è riuscito, bene o male, a portare a casa qualche risultato diversamente da Sinisha. Quali sono, dopo questa sconfitta, le nostre prospettive? In questi momenti prevale il disfattismo, anche giustificato, ma improduttivo. Sicuramente oggi siamo “al buio” e mi pare che chi possa accendere la luce non sia il nostro tecnico. Nell’attesa possiamo iniziare a domandarci se Belotti resterà ancora un altro anno, così giusto per passare il tempo.


Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

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