AI5 Armando Izzo 5

AI5 Armando Izzo 5

Prima che sia troppo Tardy / Torna la rubrica di Enrico Tardy: “Allora, dall’altra parte arriva CR7, che significa questo per noi e per il calcio italiano?”

di Enrico Tardy

Allora, dall’altra parte arriva CR7, che significa questo per noi e per il calcio italiano?

Poco interessa da un punto di vista prettamente tecnico, tanto erano già nettamente i più forti, hanno soltanto aggiunto un altro ingrediente al sovranismo a strisce. Ci sarà un altro stucchevole campionato. Mi preoccupa il futuro sportivo-sociale di tutto questo turbillon.

Torino sarà la città della j… e di CR7, meglio di CR7 e della j… E il torello? Quanti bimbi si avvicineranno ai nostri colori? Abbiamo una storia incredibile, ormai però risalente a 70 anni fa, dopodiché tracce minime di successi ed entusiasmo. Continuiamo ad attaccarci ai ricordi, che giustamente coltiviamo, ma abbiamo bisogno disperato di radici, identità, passione e magari qualche successo ogni tanto.

Izzo arriva a Caselle: e c’è chi lo scambia per… Cristiano Ronaldo!

Abbiamo necessità di vivere uno stadio di proprietà, momenti aggregativi intensi nel nostro centro sportivo, calore dei tifosi vecchi e giovani. Altrimenti finiremo travolti o a passare il tempo a sperare nei tracolli altrui. Ad alcuni protagonisti del nostro ultimo scudetto sono stati dedicati dei libri, Pecci addirittura lo ha scritto un libro. Non pensate che occorra altro per resistere alla valanga?


Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

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  1. granata - 3 mesi fa

    Molti commenti sono come la favola della volpe e l’ uva, noi disprezziamo ciò che non possiamo avere. Voglio vedere se qualcuno avrebbe criticato Cairo se avesse ingaggiato CR7, spendendo 200 o 300 milioni di euro. Quindi lasciamo perdere commenti moralistici: noi siamo onesti, loro sono ladri. E non accetto nemmeno il discorso fatto con molta faciloneria: noi siamo poveri e loro sono ricchi. Non è neanche così vero, sicuramente per l’ affermazione che noi siamo poveri. Dal punto di vista economico NOI abbiamo vinto l’ Oscar di Bilanco, la Juve no. Giusto sottolineare le differenze di storia, carattere, passionalità sportiva. Detto tutto questo c’ è sempre qualcosa che non quadra. E allora? La verità che NOI non investiamo, cioè non rischiamo per ottenere migliori risultati sportivi che poi nel calcio moderno sono il volano per aumentare i fatturati. Qui sotto l’ amico Toser ha elencato una serie di buoni calciatori, possibili buoni rinforzi a mo’ di esempio. Cairo sembra aver tirato i remi in barca (spero ardentemente di essere smentito dal prosieguo della campagna acquisti). Si accontenta di uno staff dirigenziale mediocremente professionale e mette sul piatto solo soldi che poi gli rientrano con le cessioni. In un articolo comparso sul Corriere della Sera edizione di Torino, un giornalista della sua corte sosteneva che aveva già investito in questa campagna acquisti più di 47 milion di euro, calcolando anche il saldo degli ingaggi di Berenguer, Niang, ‘Nkoulou e Ljanco. Peccato che questi soldi Cairo avesse già detto di averli spesi l’ anno scorso (basta vedere le interviste a fine di quella cmapagna acquisti). Dunque facciamo come quando davanti a Mussolini venivano fatti sfilare due o tre volte gli stessi carri armati per fargli credere di averne molti di più del vero. La Juventus non è sicura di rientrare nei soldi spesi per Ronaldo, ma, siccome il suo azionista non ha nessuna intenzione di buttare via soldi nel calcio, si è fatta un piano che prevede con il conseguimento di ulteriori migliori risultati sportivi, crescita di visiblità a livello mondiale, e quindi di sponsor e di pubblicità, di intoriti dal merchanddising, più incassi (ed infatti ha già aumentato il costo degli abbonamenti). E’ quello che si dicei l “rischi od’ impresa”, che Cairo non sembra disposto a correre. Ripeto, mi auguro in un sussolto di orgoglio imprenditoriale (almeno quello, in mancanza di qwuell osportivo). Racconto un aneddoto e chiudo: un vecchio consigliere di amministrazione del Toro di Rossi mi raccontò che l’ allora presidente, contestato dai tifosi per la partenza di Serena (non per colpa sua, l’ avevamo avuto solo in prestito), disse in piemontese durante una seduta del consiglio: “E mi catu Maradona” (E io compro Maradona). E fece veramentre una telefonata in quel senso al presidente del Napoli Ferlaino, che gli rispose picche.

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  2. JoeBaker - 3 mesi fa

    Tifare Toro è già di suo un’identità.
    Se qualcuno davvero pensa che i nostri valori si identifichino meglio con una squadra di campioni strapagati, non ha capito nulla: il loro campo esagerato con tutti gli annessi, non sarà mai il Fila, Ronaldo non sarà mai Capitan Valentino nè Buffon si avvicinerà a Lido Vieri. Semplicemente, tutto quello che li tiene insieme sono soldi e vincere.
    Quello che tiene insieme noi sono storia e valori da frequentare e tramandare con rispetto e onestà, sentirsi a disagio se ci danno un rigore dubbio, dispiacersi se vendono un ragazzo del Fila, anche se non è un fenomeno, sognare giocatori che non abbiano il jet privato, ma escano sempre dal campo senza più fiato e che davvero abbiano la pelle d’oca a Superga. Cose semplici che se ti piace vincere grande e facile, non capirai mai.

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  3. Fb - 3 mesi fa

    Chi nasce senza geni granata a Torino, difficilmente tifera‘ ancora Toro.

    Ma ci siamo. Siamo sopravvissuti a un fallimento pilotato, ai vili tentativi di cancellare il Fila… e ci saremo sempre

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  4. user-13657710 - 3 mesi fa

    Madama granata-radici, identità e passione non mancano oggi, e non mancheranno mai!
    Sfatiamo X favore questa malata convinzione che solo chi vince, è forte, ricco e potente, può meritare e raccogliere amore, fedeltà, passione!
    Il Toro lo si ama e basta, qualsiasi sia la posizione in classifica e l’entità del patrimonio investito!
    Tutto ciò, ovviamente, con la speranza di fare sempre meglio, di raggiungere traguardi, di ottenere lusinghieri risultati!
    Un grande torinese , per me un poeta, Gipo Farassino, che aveva solo un grande difetto, quello di essere juventino, ripeteva sempre una frase che però calza perfettamente per noi tifosi granata: ” POCHI, MA BUN!”.

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  5. simga200_69 - 3 mesi fa

    Non pretendiamo Messi,ma una squadra degna della maglia gloriosa che indossano si…,con Borsano sono iniziati i nostri casini…ma Ragazzi…quanto mi ha fatto godere quel Toro….noi vogliamo una squadra con gli stessi valori sia tecnici che morali di quella di Mondonico

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    1. Ipoua Bomber - 3 mesi fa

      Hai ragione, solo che per fare una squadra dai valori tecnici comparata a quella di borsano bisogna spendere moooooolti soldi

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      1. Fb - 3 mesi fa

        E oggi chi Spende molti soldi piu di noi, la finale di EL la vede col binocolo

        Altri tempi, inutile pensare che un Toro di borsano possa ancora esistere

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  6. Toser - 3 mesi fa

    Leggevo prima la possibile formazione degli strisciati e mi chiedo dove sono i loro punti deboli. Mio nonno per la prima volta nella storia (lui vecchissimo cuore granata ) ha detto questi vinceranno tanto per molti molti anni . Il punto è uno ma noi al derby ci dobbiamo tenere ancora o no? Secondo me forse per il bene nostro non dobbiamo più pensarci . Con rispetto di Izzo e compagnia bella ma da sportivo stavolta dopo anni devo dire che quegli altri hanno fatto uno squadrone . Speriamo non arrivi pure lo spilungone pogba o quell altro esaltato di Marcelo se no dobbiamo usare il pallottoliere… dimenticavo ma il signor Cairo un po’ di orgoglio c è L ha ? Non dico di prendere un fenomeno o un campione ma un Berardi a sinistra belotti al centro e uno tra iago falque o El sharawy a destra ? A centrocampo un bheramj o un betancurt in prestito ? In difesa un kijaer del Siviglia o un perticone alto islandese ?? Boh non capisco

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    1. ddavide69 - 3 mesi fa

      Cairo del Toro non frega nulla anzi… Ardirei a dire che non gliene frega un tubo del calcio in generale. Al limite una leggera simpatia per il milan… Invece è molto tifoso del suo conto in banca e forse davvero il Toro lo ha preso perché glielo ha chiesto sua madre… Poi sai, adesso porta pure degli utili senza troppi problemi…

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  7. user-13746076 - 3 mesi fa

    Io tifo AI5.

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  8. user-13891419 - 3 mesi fa

    Troppe poche parole in questo articolo. Non sanno più cosa scrivere.. l’altra ieri era invidiosa dei sogni.. è una tristezza. Tra l’altro non mi ricordo un calciomercato così povero, squallido e insignificante da parte del Toro come quello di quest’anno.. proprio mentre alla tele non parlano altro che di Ciavete Rotto 7.. ma chi sarebbe il nostro prossimo colpo dopo Damascazz?? Dai.. magari Cairon man si compra il Comunale e ci fa la valenza, vinciamo il Derby 7 a 0 e battiamo i gobbi in finale di Cippa Italia.. tanto basta scrivere no?? e scriviamo.. scriviamo.. in attesa che arrivi un giorno in cui ci sveglieremo al mattino, alla Continassa solo prati, compro la Gazzetta e leggo: il Torino Calcio è campione d’Europa, battuto in rimonta il Real Madrid guidato dal pallone d’oro Ronaldo.. ma come? Non era andato alla Giuve?? No.. hai fatto un brutto sogno, la Giuve è fallita nell’86.. non esiste più..

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    1. IlDadoDelToro - 3 mesi fa

      “L’altra” ha un nome, sa scrivere molto bene e a quanto pare tu fai una gran fatica nella lettura e comprensione del testo. Per carità, puoi non essere d’accordo, ma leggendo le tue parole sei stato irriverente. Cristina Raviola ha detto “ho visto sguardi lucidi e mani tremanti. E sogni, folli e grandi sogni che può fare chi ha qualcosa per cui lottare”: significa che loro hanno qualcosa in cui sperare, mentre, come tu stesso ammetti, il mercato desolante del nostro Toro ci obbliga a “farci scudo dei valori, fermi ed immutabili, e trovare dentro di noi, dentro la nostra storia le vere motivazioni per essere ciò che siamo” (sempre usando le parole di Cristina).
      Io trovo l’articolo incompleto e lacunoso. Abbiamo una Storia alle spalle, sì, ma io non sono tifoso del Toro per quanto avvenuto in passato. Non nego che vincere aiuti a far proseliti, ma se basiamo il ragionamento esclusivamente sui successi stiamo ragionando da gobbi.
      Aggiungiamo un’altra considerazione: cosa dovrebbero dire i tifosi di un Sassuolo, di un Foggia, di un Palermo? Non hanno un palmares su cui crogiolarsi, ma tifano con orgoglio per la loro squadra. il Verona ha vinto uno scudetto nell’85, ma i suoi tifosi non si sono estinti come il Dodo, anzi sono diversi anni che fanno mediamente più spettatori di noi (e Verona è un paesone da 260mila abitanti, con pure 2 squadre!!!).
      Ripeto, articolo molto di pancia e poco di cuore, e io il calcio lo vedo in maniera diversa: grassi e opulenti ricconi che si riempiono le viscere con le sozzure di vergognosi magheggi da una parte; lavoratori, faticatori e appassionati che provano a costruire e crescere con forze e regole pulite dall’altra parte (la nostra parte).

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  9. stto1962 - 3 mesi fa

    Purtroppo la realtà è questa. Il calcio è industria è L industria segue regole diverse da quelle sportive. Lo sport è competizione e deve consentire a tutti di partire ad armi pari. Devo essere sincero non capisco L emozione di chi vince sempre e soprattutto di chi vince “facile”. Io credo che la parabola del calcio sia la proiezione dello sfigato che si sente qualcuno perché tifa il più forte. Io mi sento forte perché tifo chi si batte pur sapendo di non essere il più forte

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    1. Ipoua Bomber - 3 mesi fa

      Concordo, però nella nostra epoca d’oro, con 5 scudetti consecutivi e gol a palate riservate agli avversari? Non si vinceva facile????

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      1. IlDadoDelToro - 3 mesi fa

        Non c’è mica di che vergognarsi della nostra “epoca d’oro”, anzi costituisce il patrimonio storico di cui andiamo fieri.
        Era palese il riferimento al “vincere facile” con “aiutini” (come recita la pubblicità) tipo arbitri, calcioscommesse, l’infermeria di Agricola, i telefonini della triade, i movioloni di Biscardi teleguidati da Moggi, le concessioni gratuite della Continassa, le autorizzazioni comunali di Vinovo per MondoGobbi grazie all’ex-arbitro Pairetto (assessore all’urbanistica) con uno strano giro di compravendite che hanno ingrassato le finanze dei gobbi.
        Caro Ipoua, cosa vorresti?

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  10. Theblizzard - 3 mesi fa

    Concordo su tutto al 101%!!!!!!

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  11. user-12172405 - 3 mesi fa

    Quando la Juve negli anni 80 aveva uno squadrone di italiani campioni del mondo più Platini e Boniek molti derby li abbiamo vinti e ci temevano. Personalmente spero di godere di più se li battiamo nel derby con Ronaldo.Picchia per noi Armando Izzo ….

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  12. steacs - 3 mesi fa

    Ancora pochi anni di Cairo e saremo ricordati come il DODO

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  13. user-13685686 - 3 mesi fa

    Bell’articolo

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  14. oglalalakota - 3 mesi fa

    Concordo… in questi tempi dove il calcio è ormai diventato business..dove le squadre sono tutto al di fuori che una squadra di calcio… inteso come azienda che fattura e bla bla bla… non possiamo che resistere…co9n i valori che ci appartengono da sempre ..identità granata.. vivaio..Fila..e magari una certa voglia lungimirante di di avere uno stadio di proprietà.. un luogo nostro dove fare quadrato… dove resistere allo strapotere economico.. ricordando che in campo si va in undici..il mondiale qualcosa ha insegnato.. vedi diverse big che hanno collezionato severe lezioni da squadre meno blasonate..ci vuole animo..coraggio e idee.. per carità se arriva lo sceicco o il mecenate di turno che scalza l’Urbano e fa uno squadrone ben venga..purchè serio xò. altrimenti si combatte con le nostre armi…sotto a chi tocca..ma ci vuole un’altro spirito..ci vuole coraggio

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  15. prawn - 3 mesi fa

    Io tifo AI5

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