Toro, su Belotti serve chiarezza o i dubbi rimarranno

Toro, su Belotti serve chiarezza o i dubbi rimarranno

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia su TN

di Vincenzo Chiarizia

Il Toro di Mihajlovic è un Toro matto. Da squadra pressoché imbattibile in casa ed evanescente fuori con sole due vittorie in tutta la stagione fino a venti giorni fa, è passato a non vincere più tra le mura amiche, collezionando i tre pareggi con Inter, Udinese e Crotone, e ad espugnare in maniera convincente i campi di Cagliari e Chievo. L’ultima partita in particolare ha regalato bellissime certezze. Ljajic è un fantastico trequartista, Baselli è cresciuto molto, Zappacosta si impadronisce della fascia e Falque è tornato ad alti livelli. La notizia è che stavolta Belotti non ha segnato.

VERONA, ITALY – APRIL 23: Davide Zappacosta of Torino FC celebrates his goal during the Serie A match between AC ChievoVerona and FC Torino at Stadio Marc’Antonio Bentegodi on April 23, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Proprio sul nostro centravanti si pone oggi la lente d’ingrandimento, seppur con un pizzico di amarezza. In questa settimana c’è stato un miscuglio di dichiarazioni ufficiali difficilmente digeribili per una squadra come quella del Toro che ambisce a rientrare nell’olimpo del calcio. Perché se questo obiettivo non figura nell’agenda del Toro delle prossime stagioni, Cairo lo dica chiaramente, così almeno i tifosi si metteranno l’anima in pace e valuteranno come trascorrere le domeniche dei prossimi anni.

Cairo: “Belotti? Se resta son contento”

Nella settimana che ha preceduto il match di Verona abbiamo letto il presidente invitare Belotti a “rimanere almeno un altro anno…”. Almeno un altro anno? Ma quale presidente ambizioso ha questi auspici? Se Cairo volesse fare grande il Toro, dovrebbe dire: “Belotti non si muove. Ho parlato con il giocatore ed è intenzionato a continuare con il Toro. Stiamo lavorando per adeguargli il contratto”. Ecco, queste sarebbero le dichiarazioni di un presidente che vuole portare stabilmente il Toro in Europa. Invece Cairo dichiara “Spero non arrivino i 100 milioni”, quando potrebbe dire “I tifosi non devono preoccuparsi. Anche se arriva qualcuno disposto a pagare i 100 milioni il Gallo vuole restare con noi.” Certo, qualcuno potrebbe anche obiettare che se il presidente non si espone in tal senso è perché in realtà lo stesso Belotti potrebbe avere intenzioni opposte. Ma il dubbio resta: qual è la linea societaria?

Urbano Cairo dopo Torino-Crotone

In secondo luogo, quale società consentirebbe dichiarazione dei propri tesserati come quella di Ljajic nella conferenza stampa prima di Chievo-Torino, secondo il quale Belotti farebbe bene ad accettare offerte milionarie di altre squadre? E’ vero che il giocatore ha esternato un proprio pensiero, del tutto legittimo se lo leggiamo attraverso gli occhi di un professionista, ma se l’idea della società è quella di crescere realmente, nessun tesserato dovrebbe rilasciare dichiarazioni di questo tenore sul giocatore più rappresentativo della rosa. Ve l’immaginate Perisic parlare allo stesso modo di Icardi? Non si può che restare disorientati di fronte a questo incessante tam tam sul futuro, incerto, di Belotti che ottiene solo il risultato di spegnere l’entusiasmo dei tifosi granata.

Da quando c’è Urbano Cairo alla presidenza del Toro, dal fallimento societario del 2005, abbiamo raggiunto la stabilità in Serie A e di questo i tifosi gliene saranno sempre grati, ma non si può vivere guardando sempre e soltanto alle azioni passate del presidente, perché anche la gratitudine può entrare a far parte del passato. I tifosi vogliono certezze sulla crescita e sul futuro del Toro.

La conferma di Belotti come punto fermo della squadra futura rappresenterebbe un vero salto di qualità nella visione del Toro da parte del presidente Cairo, nonché un segnale di discontinuità rispetto al classico andamento (molto triste per tanti tifosi) delle carriere dei potenziali top player che non militano nei grossi club europei.


 

Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata

12 Commenta qui
  1. Pimpa - 1 anno fa

    Schick più che altro viene da noi..
    Noi più di Falcinelli non si può prendere.

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  2. Flower17 - 1 anno fa

    Il Gallo lo vorrei a vita al Toro ma altrimenti se la sua cessione per Cairo fosse così inevitabile prenderei subito Falcinelli e Schik

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  3. luna - 1 anno fa

    In questi anni siamo cresciuti notevolmente, lo scotto lo abbiamo pagato anno dopo anno con le cessioni dei migliori uomini, cercando degni sostituti, alcune volte l’obiettivo è stato centrato altre volte no, ma complessivamente il bilancio nonostante tutto da ragione alla dirigenza. Bisogna rimanere con i piedi per terra, chi vorrebbe da subito una squadra da Europa dovrebbe fare i conti anche con i costi per competere con le grandi. Ricordo l’epoca Borsano, un fuoco di paglia che ci ha poi portato verso il fallimento.
    Vantiamo un bilancio in attivo “non tutte le società in Italia possono godere di questo stato”, un organico che può dare sicuramente di più, un entusiasmo superiore a quanto visto in passato, un Filadelfia che sta rinascendo, un’aria nuova.
    Il calcio si rinnova i campioni continuano a nascere non bisogna arenarsi ma continuare la ricerca di nuovi sconosciuti talenti sui quali investire, cioè guardare avanti.
    Non dico di smantellare l’organico ma neanche di fossilizzarsi sul presente, dopo Darmian, Dambrosio, Cerci, Peres, Immobile, sono arrivati altri giovani che non stanno deludendo.
    Forza Toro

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  4. osvaldo - 1 anno fa

    Condivido appieno l’articolo.
    Con questa storia si sta facendo del male a Belotti e al Toro.
    Con le continue uscite di Cairo:vorrei tenerlo (ma non posso!),ancora 1 anno, forse, chissà ma,vedremo! e,con l’aggiunta di esternazioni di alcuni compagni,dell’allenatore,dei media, è diventato un carrozzone incomprensibile che distrae e toglie lucidità.
    Mi piacerebbe che a questo punto Belotti ri-dicesse CHIARAMENTE la sua in modo da mettere con le spalle al muro Cairo e quanti si adoperano a creare casinoi! Forse per NON far vincere la classifica cannoniere al nostro bomber?
    Osvaldo

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  5. paolo64 - 1 anno fa

    Condivido lo spirito dell’articolo. A Cairo si chiede chiarezza. Detto in E uropa sono 6 o 7 i club che possono rinunciare a 100 ma fossero anche 70 milioni di euro. Si faccia pero’ quello che fa la juve quando vende dei top player: reinveste. Con i soldi eventuali della cessione di Belotti si rafforzi la squadra e si prenda ib
    In sud america ed europa i giovani piu’ promettenti.

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  6. saettadallimite - 1 anno fa

    Premesso che Belotti è insostituibile 100 milioni sono veramente tanti, quella cifra in mani capaci (e in questo mi fido di Petrachi e Miha) vuol dire fare una squadra che rimane stabilmente nelle primissime posizioni di classifica per anni. Chiaramente cambiare ancora una volta le pedine fondamentali significherebbe un altro anno di assestamento. Quello che critico di Cairo non è la malcelata speranza di riuscire a vendere Belotti, è l’atteggiamento sempre poco chiaro, le dichiarazioni a dir poco sibilline. Su questo concordo al 100% con l’autore dell’articolo: il presidente DEVE prendere posizione, dire chiaramente quello che vuole, le sue reali ambizioni con il Toro. Per quanto riguarda Liajc invece non peserei molto le parole che ha detto, è quello che pensano tutti i calciatori da un certo livello in su, giocatori dell’Inter compresi.

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  7. Akatoro - 1 anno fa

    io, e molti di noi ci auguriamo resti, perchè il tifoso granata non vuole solo i trofei, vuole anche assaporare la storia, e fare la storia con giocatori simbolo e bandiere del nostro calcio, in fondo è una delle caratteristiche che ci differenziano dalle altre tifoserie e squadre. ma mi chiedo, nel malaugurato caso che il Gallo parta, c’è un piano B? A livello di crescita di ambizioni si potrebbero portare avanti sia col Gallo, che con 100 milioni investiti, ma la domanda principale è se la società è pronta a fronteggiare ambedue gli scenari. quest’estate sapremo veramente cosa vuol fare cairo da grande

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  8. Pimpa - 1 anno fa

    E poi,concludendo, tenere Belotti con una squadra infarcita di Falqui Molinaro Benassi Valdifiori Rossettini Carlao e via dicendo, che senso avrebbe?
    O lo tieni e ti rinforzi davvero e non per scherzo oppure rimani la stessa squadra con le stesse prospettive,pari pari.

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  9. Pimpa - 1 anno fa

    La linea societaria non esiste,o meglio non è quella che ci si aspetterebbe avendo a disposizione un giocatore così forte.
    Però io faccio una domanda: c’è qualcuno che resterebbe in una società come è il Toro attuale,fosse Belotti?
    Io nemmeno dipinta,a meno che non fossi tifosa del Toro. Belotti non è tifoso del Toro. Perché mai dovrebbe rimanere qui?

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    1. Akatoro - 1 anno fa

      Il Gallo potrebbe restare perchè è veramente amato dal popolo granata e creandogli attorno terreno fertile chissà…di sicuro per restare si dovrà dare un ingaggio consono al suo valore, e soprattutto portare questo toro in europa. Un anno di transizione puo’ darsi che ancora se lo conceda visto che per il 2018 ci saranno i mondiali, ma il prossimo campionato, se davvero vorremo avere qualche chance che resti, bisognerà essere diventare una delle squadre protagoniste del campionato

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  10. KanYasuda - 1 anno fa

    “…qual è la linea societaria ? ”
    Saranno 20 anni che me lo sto chiedendo.

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  11. prawn - 1 anno fa

    I dubbi restano, a fine anno se qualcuno fa l’offerta giusta mica gli dicono di no, e’ ovvio, dai. Sad but True

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