Toro, De Silvestri l’esempio per ripartire

Toro, De Silvestri l’esempio per ripartire

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Ma se De Silvestri può giocare con questa determinazione, vuol dire che lo possono fare tutti, a cominciare dal capitano silente Andrea Belotti.”

di Vincenzo Chiarizia

Trovare stimoli all’ultima giornata stagionale è davvero arduo. Il Toro da tempo non ha nulla da chiedere a questo campionato, ma potrebbe ancora conquistare il nono posto, anche se non dipende solo dai granata. Infatti domenica c’è Spal – Sampdoria e Genoa – Torino. La formazione di mister Mazzarri dovrebbe vincere e auspicare che la Spal si salvi vincendo contro i blucerchiati, con questi ultimi, proprio come i granata, ormai fuori dai giochi per l’Europa League. In tal caso il Toro diventerebbe nono poiché da regolamento, dopo gli scontri diretti e la differenza reti negli scontri diretti (Samp e Torino sono pari in virtù dei due pareggi ottenuti in stagione), si andrebbe a valutare la differenza reti generale ed il Toro oggi è messo decisamente meglio rispetto ai doriani. Dunque la classifica dei nostri ragazzi è ancora migliorabile e si spera che i nostri giocatori diano il massimo senza magari ricadere in quei blackout che quest’anno troppo spesso hanno fatto sembrare il Toro una squadra di bassa classifica. Infatti nel primo tempo contro la Spal, a parte l’occasionissima di Iago Falque con quel siluro destinato sotto al sette abilmente deviato dall’ex Gomis, il Toro ha fatto veramente troppo poco. Quante volte in questa stagione il Toro ha giocato solo una parte dei novanta minuti di gioco? Questo aspetto, a prescindere dalla gestione di MIhajlovic o di Mazzarri, è forse il fattore principale che ha fatto disputare al Toro una stagione al di sotto di tutte le aspettative.

 Tornando al match di domenica si deve puntare assolutamente sul giocatore che in queste ultime giornate sta giocando con cattiveria, intensità e amore per la maglia. Mi riferisco al tanto vituperato, anche dal sottoscritto, Lorenzo De Silvestri. Non ho problemi a riconoscere di essermi ricreduto sul suo conto. Resto ancora dell’idea che cedere Zappacosta l’ultimo giorno di mercato per puntare sul suo panchinaro sia stata una scelta folle e insana da parte della società. Confermo anche che in alcune gare, soprattutto nella prima parte del campionato, l’ex giocatore di Lazio, Fiorentina e Samp ha fatto degli errori che ci sono costati molto cari, ma va assolutamente riconosciuto che l’impegno in Lollo non è mai mancato e che nelle ultime gare sta esibendo un gran Cuore Toro. Nelle ultime due gare De Silvestri ha segnato 2 gol portando la bellezza di 4 punti in classifica per i granata. Ecco, per l’anno prossimo l’auspicio è avere 11 giocatori che lottino proprio come sta facendo in quest’ultima parte De Silvestri, fermo restando che la rosa va rinforzata e che una squadra che punta dichiaratamente all’Europa non può far affidamento al laterale ex Doria che, come atteggiamento è molto positivo, ma tecnicamente nel corso del campionato ha dimostrato diversi limiti tecnici. De Silvestri va confermato perché lo merita e perché si sta dimostrando un grande uomo prima che calciatore, ma per l’Europa serve altro e qualcosa di meglio.

Ma se De Silvestri può giocare con questa determinazione, vuol dire che lo possono fare tutti, a cominciare dal capitano silente Andrea Belotti. Voglio rivederlo sbattersi per la squadra, non intristirsi per giocate non riuscite o per assist calibrati male da parte dei suoi compagni. In una squadra ci vuole positività e deve essere il capitano a trasmetterla in ogni momento della gara. Così come Mazzarri deve tenere sulla corda la sua squadra convincendoli che se la possono giocare contro chiunque senza mai mollare e così come il presidente deve trasmettere le ambizioni e la volontà di crescere investendo sulla rosa.

Dunque siamo punto a capo. Con gli investimenti Cairo comunica le reali intenzioni e ambizioni ai giocatori e a tutto l’ambiente granata. Purtroppo o per fortuna per lui, chi deciderà come andrà la prossima stagione, sarà proprio il presidente Urbano Cairo, il quale dovrà manifestare con gli investimenti – e magari senza cessioni nell’ultimo giorno di mercato dei pezzi pregiati come è solito fare – per cosa vuole che lotti il Toro. I tifosi ormai conoscono il modo di fare del patron e gli spazi vuoti del Grande Torino durante quasi tutta la stagione ne sono una prova. Sarebbe necessaria la volontà di migliorarsi. Se Cairo nell’operare (pur con tutti i suoi limiti) sul mercato agisse con la stessa determinazione che De Silvestri sta mettendo in questo finale di stagione, allora sì che il Toro potrebbe ambire a qualcosa di concreto. Viceversa sarà l’ennesima stagione  da vivere con la speranza che termini al più presto.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

4 Commenta qui
  1. steacs - 6 mesi fa

    Non bastano 4 o 5 partite per diventare un giocatore di Calcio, se rimane (cosa che non mi auguro) non saró comunque contento di NON sbagliarmi…

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  2. user-13793800 - 6 mesi fa

    Anche io avevo criticato De Silvestri,ma in questo finale devo solo fargli i complimenti!

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  3. Fabio - 6 mesi fa

    Mi devo ricredere, con piacere, DeSilvestri ha dimostrato davvero carattere, grinta, serietà , merce rara di questi tempi

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  4. prawn - 6 mesi fa

    La memoria del tifoso e’ corta, quella di TN & di Cairo e’ cortissima, ma fa niente, sara’ un campionato fantastico quello dell’anno prossio

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