Quando il Toro va male, le colpe sono di tutti

Quando il Toro va male, le colpe sono di tutti

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Mihajlovic ha fatto diversi errori, ma almeno si prende le proprie responsabilità”

11 commenti

La notte dopo la sconfitta di Firenze ho riflettuto molto e ho pensato onestamente che Mihajlovic avesse fatto il suo tempo, e credevo che ormai la società avrebbe deciso di cambiare. Il tecnico granata dice che non si fascia la testa prima di rompersela, ma di sicuro sapeva che Cagliari sarebbe stata la sua ultima chance ed infatti, finalmente, è tornato al 4-3-3. La partita, pur se sofferta, ha mostrato un Toro in ripresa. Però ora Mihajlovic ha una gran responsabilità: da un lato l’aver fatto acquistare dalla società un giocatore come Niang a quelle cifre e dall’altro aver capito che in questo momento il Toro funziona solo con il 4-3-3, modulo che costringerà l’ex Milan a vedersela con la concorrenza di Ljajic e Falque. Dell’assetto tattico e dell’incognita del franco-senegalese se ne è già parlato abbastanza e vedremo come deciderà di risolverlo Mihajlovic (io suggerirei di provare il 4-3-1-2 con Ljajic trequartista e uno tra Falque e Niang nel ruolo di seconda punta in appoggio a Belotti), ora però voglio concentrarmi su un aspetto che pochi hanno analizzato.

Ciò che non mi è piaciuto sono state le parole del diesse Gianluca Petrachi nell’intervista rilasciata a Torino Channel l’indomani della sconfitta di Firenze e quelle nel prepartita di Torino – Cagliari. Da Coverciano il ds granata ha dichiarato “E’ già da qualche match che qualcosa non funziona. Questa squadra si deve ritrovare per mentalità, deve ritrovare una sana cattiveria agonistica e la volontà di raggiungere a tutti i costi il risultato. Sta venendo meno questo tipo di meccanismo che i ragazzi devono avere. Con quella sana cattiveria agonistica e voglia di raggiungere l’obiettivo allora viene fuori la qualità, che altrimenti non esce.”

Leggendo tra le righe mi arrivano due concetti. Il primo è che lui è convinto di avere migliorato la squadra (e su questo, volendo, si può essere d’accordo) ed il secondo è che ha scaricato le responsabilità del periodo negativo sulle spalle del mister, che è colui che deve lavorare anche sull’aspetto mentale della squadra. Successivamente, prima di Torino – Cagliari, sempre il ds Petrachi ha dichiarato “Io sono stato quello che ha scelto Benassi. Certamente quando siamo partiti quest’estate, l’allenatore mi ha chiesto di fare un modulo un po’ diverso, che non era il 4-3-3. Con il 4-3-3 Benassi sarebbe rimasto tutta la vita, giocando con un centrocampo a due abbiamo preferito fare un certo tipo di scelta. È evidente che poi si scelgono le caratteristiche, in base anche alle scelte tecniche che l’allenatore ti va a indicare a inizio stagione. Altro macigno scaricato sulle spalle del mister come unico responsabile della cessione di Benassi.

Partiamo dal presupposto che Mihajlovic non è un manager che fa il mercato come lo sono i suoi colleghi in Premier League, ma è un allenatore. Il direttore sportivo non è un esecutore delle scelte del mister, ma è una figura con competenze che lo portano ad avere un confronto proficuo con il mister, dal quale escono fuori scelte ed idee condivise. Competenze che, nel nostro caso, il diesse granata ha dimostrato di avere, in tutti questi anni. Per cui trovo ineleganti le sue parole, perché anche lui è responsabile della situazione delicata vissuta dal Toro. E’ lui stesso il primo a saperlo, poichè conosce bene il suo ruolo apicale all’interno del club granata. Cosa si sarebbe potuto fare meglio? Semplice, tutti avete visto Torino – Cagliari e tutti avete visto Belotti. Tutti sappiamo quanto sia forte il Gallo e quello che fa quando è in piena forma, ma quello che ha fatto contro il Cagliari pur non essendo al 100%, come è ovvio che sia, è stato di gran lunga molto di più di quanto fatto da Sadiq, sua riserva naturale. Come mai nemmeno una parola sulla scelta di prendere il giovane nigeriano come alternativa a Belotti? Guardiamo le nostre concorrenti: riferendoci ai giocatori che occupano il ruolo di centravanti e non considerando i trequartisti, il parco attaccanti della Sampdoria annovera Quagliarella e Zapata, mentre la Fiorentina ha Simeone, Babacar e Thereau. Mi chiedo: perchè anche il Toro non ha provato a prendere una punta come Thereau, pagata dalla viola soltanto 2 milioni, anziché la scommessa Sadiq? Ancora: perché non è stata rinforzata ulteriormente la mediana ben sapendo l’inadeguatezza di Gustafson e la fragilità muscolare di Obi?

Mihajlovic ha fatto diversi errori (uno su tutti è proprio Niang se il ragazzo continuerà a non svegliarsi dal torpore), ma almeno si prende le proprie responsabilità. Dopo la Fiorentina il tecnico serbo aveva dichiarato ai microfoni delle emittenti televisive “Se avrò il tempo di farlo…” riferito alla possibilità di restare ancora sulla panchina del Toro, segno evidente che qualche scricchiolio della panchina l’ha sentito pure lui. E magari proprio in virtù di questo, tardivamente, ha deciso di cambiare. Mi piacerebbe che lo facessero anche le altre componenti del club: quando il Toro va male, le colpe sono da ripartire tra tutti.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

11 commenti

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  1. CUORE GRANATA 44 - 3 settimane fa

    Mi auguro che il ritorno al modulo 433 non venga considerato dal “genio” solo una scelta contingente dettata dalla necessità di salvaguardare la panchina. Leggo di esperimenti “stravaganti” finalizzati a reinserire Niang in pianta stabile nella formazione base. E’ vero che una Società nel momento in cui sceglie una guida tecnica non dovrebbe in teoria entrare nel merito, tuttavia se le scelte si dimostrano errate\dannose ha il preciso dovere(è il ns. caso) d’intervenire. Intendiamoci, la scelta del modulo non è la panacea di tutti i mali però aiuta. Parimenti non credo aiuterebbe cambiare guida tecnica “in corsa”. La stagione, a mio avviso, è ormai indirizzata in un certo modo e ben che vada sarà all’incirca come l’altr’anno: consideriamo che Andrea per un sacco di motivi farà “una vendemmia più scarsa” ma penso bastevole a tenerci in zona sicurezza. Alla prossima stagione si volti pagina riprogrammando il tutto su nuove basi anche per quanto riguarda il parco giocatori in funzione delle strategie di mercato che si vorranno adottare. Per quest’anno parliamo di ” concorso di colpa” tra le varie componenti societarie con “magna pars” addebitabile alla guida tecnica.FVCG!!!!!

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  2. ddavide69 - 3 settimane fa

    La penso esattamente come l’articolista…e poi diciamoci la verità :

    dopo dodici anni la dirigenza avrebbe dovuto aver imparato dai propri errori , e se siamo sempre qui a far come i gamberi la colpa non puo’ essere solo di mihailovic.

    Altre società come la fiorentina e la lazio con budget simili e con storia quasi analoga hanno raggiunto ben altri risultati, quindi….

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  3. Leojunior - 3 settimane fa

    E’ un articolo pessimo dal mio punto di vista. E’ vero la società ha fatto degli errori, uno in particolare, e cioè assecondare un allenatore poco preparato ed incompetente. Ha avvallato la vendita di Benassi per prendere Niang, perchè è statao chiesto dall’allenatore. Che poi Mihajlovic si prenda le proprie responsabilità è proprio falso, in quanto ha sempre dato al colpa ad errori individuali e scaricato responsabilità a giocatori facendo nome e cognome. Quindi prendersi la responsabilità per la società sarebbe stato ammettere di aver dato fiducia ad un allenatore rivelatosi non all’altezza, e di non averlo già capito l’anno scorso dopo un girone di ritorno deprimente. Ma ovviamente Cairo e Petrachi non sono beceri come Mihajlovic e non ci vanno piatti. Infine leggo molto entusiasmo per una vittorietta con il Cagliari in casa… vedremo con l’Inter quanti ne prendiamo.

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  4. Scott - 3 settimane fa

    Vedrai che a Gennaio Cairo ripara agli errori di programmazione in attacco e a centrocampo.

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  5. Junior - 3 settimane fa

    Si sono fatti due errori fondamentali: non prendere Zapata per affiancarlo al Gallo (a sto punto era meglio tenersi Maxi Lopez) e lasciar andare via Benassi che alla Viola segna da tre partite e gioca benissimo. Abbiamo un centrocampo troppo debole e la difesa va ancora a rotoli.
    In tutto questo vedo pendere la responsabilità più su Miha che su Petrachi il quale deve per forza basarsi sulle scelte dell’allenatore che imposta la squadra.

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Esatto

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  6. Pimpa - 3 settimane fa

    Petrachi è un genio,punto e basta.

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  7. prawn - 3 settimane fa

    Eh sì, avevo commentato appunto che non vi voleva molto a prendere Thereau e i soldi c’erano.
    Miha ha fatto due errori enormi: puntare sul 4231 anche se non funzionava e far prendere Niang in fuzione di un solo modulo e cmq metterlo in una posizione non consona alle sue caratteristiche.

    Petrachi ha fatto male a seguire quasi ciecamente gli ordini di Miha.
    Ma allo stesso tempo credo che Benassi ne avesse le palle piene di essere la quarta scelta al centrocampo.
    Già Valdifiori cominciava a lamentarsi ora, abbiamo letto l’intervista del suo agente.
    Puntare su Obi, Gusta è un errore condiviso da società e mister.
    E vendere Zappa all’ultimo minuto non è certo colpa di Miha.

    Se una squadra è da mezza classifica è colpa e merito di tutti, Cairo che preferisce avere il bilancio in largo attivo, Petrachi che ci gode a vincere scommesse impossibili, Miha che punta sui suoi amichetti e ci mette un anno a cambiare idea.
    I giocatori sono quelli che sono, a parte Niang abbiamo pagato tutti meno di quello che valgono, e sono tutti dei professionisti, ma non puoi chiedere a Baselli di fare l’incontrista, lo fa anche ma è sprecato, non puoi chiedere a Moretti di prendersi sulle spalle la difesa ancora per un altro anno, tutte le partite, non puoi pensare che Barreca sia pronto ma neanche che Molinaro sia un titolare.
    E così via.
    La frittata la fanno tutti, anche i preparatori atletici, e siamo lentamente saliti dalla B alla A, dal rischiare di andare in B al non rischiare più.
    Dall’andare in EL grazie al Parma al sognare ogni anno di tornarci, fallendo ogni volta l’obiettivo.
    Ma questo, siamo onesti è fallito in Estate mica a Gennaio, vuoi per le scelte di allenatore vuoi per la costante tirchieria e tendenza al vendere a peso d’oro e comprare scommesse più o meno credibili.

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Infatti.

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  8. fabrizio - 3 settimane fa

    Ma no… Braccino e petrachi non sbagliano mai. Se non ci fossero loro…

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Il pesce puzza sempre dalla testa.

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