Quando parliamo di persone

Quando parliamo di persone

Loquor / “Non sono più tornato a Vukovar. Non ci riesco. Quello che ho provato io, può raccontarlo anche un croato. Abbiamo vissuto un impazzimento della storia. E abbiamo pianto e perso, tutti”. Sinisa Mihajlovic

di Anthony Weatherill

Come molti sanno ho un legame particolare, quasi parentale, con Sir Matt Busby; colui che pose le fondamenta che hanno creato la leggenda del Manchester United. “Zio Matt”(così io lo chiamavo) di mestiere aveva fatto prima il calciatore e poi l’allenatore, facendo diventare il calcio l’essenza della sua vita. Mi è sembrata una buona occasione, iniziando oggi un filo diretto con i lettori di “ToroNews”, fare una riflessione su colui che oggi saluta la gestione tecnica del Torino e che è stato, prima di diventare un allenatore, un buon calciatore. Non mi addentrerò in una disamina sulle qualità o meno dell’ ormai ex allenatore dei granata, perché non è mio compito fare valutazioni tecniche sulle vicende attuali della squadra torinese (altri, anche su questa testata, lo fanno da più tempo e sicuramente meglio di quanto io eventualmente potrei fare). Avendo vissuto da vicino le vicende sportive e umane di Matt Busby, mi sono fatto un’idea di come, a volte, noi tifosi possiamo dimenticarci dell’uomo che ospita la figura dell’allenatore che ogni tanto contestiamo e ogni tanto lodiamo.

Ho come la sgradevole sensazione che l’allenatore cessi di essere visto come una persona, diventando così uno specchio che riflette solo la sua funzione. Sinisa Mihajlovic è nato a Vukovar, un piccolo centro situato ad est dell’odierna Repubblica della Croazia e attraversato dal secondo più grande fiume del continente europeo: il Danubio. Sinisa bambino cresce a Borovo Selo, un villaggio a nord di Vukovar composto dalla tipica babele di etnie che era una delle caratteristiche principi della ex Jugoslavia titina. Il futuro campione di calcio cresce circondato dalle amorevoli cure di un padre serbo e di una madre croata ignaro, come tutti i suoi connazionali, del destino terribile a cui tutta la exjugoslavia stava andando incontro. Ad agosto del 1991 truppe dell’Armata Popolare Jugoslava, con l’appoggio di milizie paramilitari serbe, iniziarono l’assedio di Vukovar ingaggiando una sanguinosa e feroce battaglia contro la Guardia Nazionale Croata. Negli 87 giorni d’assedio, in cui le milizie paramilitari serbe si macchiarono di ogni tipo d’atrocità, furono stroncate molte vite e probabilmente fra queste c’erano conoscenti e parenti dell’attuale ex allenatore granata. Parenti e conoscenti croati e serbi.

Nel 91 Mihajlovic è già un giocatore celebre in patria, avendo peraltro appena conquistato  alla stadio San Nicola di Bari la prima e unica coppa dei campioni della storia della ex Jugoslavia. La vittoria contro l’Olympique Marsiglia fu ottenuta dopo i calci di rigore, uno dei quali realizzato proprio dall’allora giocatore serbo. L’orgoglio e il sentimento d’appartenenza dei popoli slavi è cosa nota, e nel 1991 erano presenti nella ex Jugoslavia atleti di fama mondiale in diverse discipline. Questi atleti erano delle vere proprie icone del complesso “sentiment” identitario slavo, e in quel drammatico 1991 furono costretti a schierarsi. Mihajlovic, dopo la storica vittoria del 29 maggio, fa presto ad essere adottato e coccolato dagli ultras della Stella Rossa di Belgrado, frangia di tifosi che in quel momento erano noti per coinvolgere lo sport come straordinario mezzo di propaganda del nazionalismo serbo. Non sarebbe stato nulla di nuovo sotto il sole, in fondo, se tutto non si fosse pericolosamente confuso in una delle guerre civili più sanguinose che la storia del mondo ricordi.

Il giovane Mihajlovic diviene presto amico di Zeliko Raznatovic, che nel maggio del 1991 era il leader indiscusso degli ultras della Stella Rossa. Sulle gradinate dello stadio Marakana di Belgrado si forma la costruzione psicologica nazionalista di Raznatovic, che lo porterà a crearsi la fama leggendaria di uno dei più feroci e sanguinari combattenti della guerra della ex Jugoslavia. Da quel momento per tutto il mondo Raznatovic sarà semplicemente il comandante Arkan, comandante della formazione paramilitare serba denominata le “Tigri di Arkan”. Il 19 novembre del 1991 Arkan, alla testa della sua milizia, fu uno dei primi ad entrare nella stremata Vukovar ormai distrutta e ridotta alla fame dagli 87 giorni d’assedio. I croati si erano difesi disperatamente, e proprio Borovo Selo era stato teatro di uno degli scontri più terribili.  Nelle mani di Arkan, nel corso di una delle pulizie etniche più feroci che la storia del mondo ricordi, finisce il fratello della madre di Mihajlovic, che aveva giurato di ucciderle il marito serbo.

Mihajlovic in quel momento ha solo 22 anni, ed è soggiogato dal tipico furore della gioventù. Ama la Serbia, ama il suo popolo, e sarebbe disposto a fare qualunque cosa per difendere gli interessi della sua gente e della sua terra. Esattamente come sarebbero disposti a farlo, in quel momento, qualsiasi giovane croato, serbo, bosniaco e sloveno. Ma Sinisa è un giovane celebre, un mito assoluto anche per una bestia sanguinaria come il comandante Arkan, che gli telefona per sapere se quell’uomo che dice di essere suo zio, è veramente suo zio. Semmai non lo fosse, gli dice Arkan, il suo destino sarebbe quello di tanti croati di Vukovar: pallottola in testa e fossa comune. Devono essere passati, in quel drammatico momento, tanti pensieri contraddittori nella testa dell’allenatore serbo. La voglia di rinnegare uno zio che aveva giurato di uccidere suo padre, i tanti amici e parenti morti, le macerie che ormai circondavano lui e tutta la gente della ex Jugoslavia. In pochi istanti c’era da decidere se un uomo dovesse vivere o morire. E tutto in quei 22 anni che gli ribollivano dentro. Mihajlovic scelse la vita, scelse l’umanità, scelse il perdono: “ sì, quell’uomo è mio zio”, rispose ad Arkan. Ci sono cose che determinano la vita di un uomo, che ne delineano i contorni dell’anima.

Tempo fa sono capitato a Mostar, una delle città della Bosnia più martoriate dalla guerra civile. Tra i palazzi e le case, con le pareti “ornate” di fori di proiettili e granate, si affacciavano sulla strada, come  moniti improvvisi, piccoli cimiteri. Notai le numerose foto di giovani deceduti proprio nel periodo della guerra della ex Jugoslavia. Quelle foto mi sono rimaste impresse e ho pensato che, se non fosse stato calciatore, l’orgoglio e il temperamento duro di Mihajlovic sicuramente lo avrebbero portato a combattere in prima linea per la sua Serbia. E forse oggi ci sarebbe stata la sua foto di giovane su una tomba anonima del cimitero di Vukovar. Il calcio poi ha portato Mihajlovic in Italia e il resto è storia nota. Si sposa con una italiana, che gli regala cinque splendidi figli. La sua capigliatura nera e folta diventa grigia, a ricordare  un tempo trascorso che gli è stato concesso. Nei suoi comportamenti a volte burberi a volte sorridenti, sembra non esserci spazio per la tristezza. Ma chiunque abbia vissuto una guerra, chiunque abbia perso qualcuno o qualcosa, sa che la tristezza non passerà mai (nessuno come voi tifosi del Toro è in grado di capire questo).

Allora, cari tifosi del Toro, ora che è calato definitivamente il sipario tra l’allenatore serbo e la squadra del vostro cuore, nel salutarlo fermatevi un attimo e ricordate. Il calcio ha probabilmente salvato Mihajlovic, come salva a volte noi tifosi dalle conseguenze nefaste dei nostri dolori e delle nostre umiliazioni. Gli allenatori e i calciatori devono ricordarsi che dietro ogni tifoso c’è una persona (come sovente si dimenticano, nell’accavallarsi di notizie del mondo dorato del pallone, i sacrifici dei tifosi…), e noi tifosi dobbiamo ricordarci che dietro ogni calciatore e allenatore ci sono altrettante persone. Per qualche ora della nostra giornata attraversiamo insieme, godendo della  passione per questo straordinario sport, attimi di vita irripetibili.  Ciò ci rende grati di essere vivi e di essere ancora in grado di amare. Questo è uno degli insegnamenti che mi ha lasciato zio Matt, questo è l’augurio che faccio a tutti per il 2018.

(collaborazione di Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherill, originario di Manchester e figlioccio dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

41 Commenta qui
  1. Viamiha - 5 mesi fa

    io sono il più grande critico di questa merda professionalmente parlando…il peggior allenatore visto da quando tifo toro. però a livello umano non ho nulla contro sinisa, per me è un pezzo di merda che scarica la colpa su tutti e ha rubato lo stipendio per due anni.

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    1. Grande Torino - 5 mesi fa

      Che tatto, sensibilità ed educazione. Complimenti! Lei è proprio il tifoso da tastiera a cui è rivolto il senso dell’articolo che non dubitavo non potesse comprendere.

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    2. ddavide69 - 5 mesi fa

      Pensa che personaggi… e sono anche tifosi del Toro

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      1. Alberto Fava - 5 mesi fa

        Non credo Davide, non credo proprio che sta carogna sia dei nostri.
        Penso sia un lurido provocatore.

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  2. giancasortor - 5 mesi fa

    E’ il classico articolo per far scendere la lacrimuccia,e molti di quelli che adesso mettono mi piace ,davanti al primo immigrato che incontrano per la strada manco gli degnano uno sguardo. Non dimentichiamo che gli allenatori sono pagati lautamente e sanno benissimo che in caso di fallimento verranno esonerati.

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  3. JoeBaker - 5 mesi fa

    Premetto che approvo ogni cosa che si scrive e fa pensare, anche su un sito di tifosi, ma in questo caso, sento il bisogno di fare qualche commento.
    Ho espresso più volte la mia simpatia per il Sinisa uomo che ha lavorato al Toro, così come le mie grandi perplessità sulle sue qualità di allenatore. Sono convinto che si dovesse anche mandare via prima, ma mai mi sognerei di insultarlo in nessuna delle due vesti e sono schifato da chi lo fa.
    Per onestà intellettuale, però, credo che bisognerebbe evitare di cadere nella trappola dell’elogio del “grande uomo”, quasi a scusarsi di essere stati costretti ad esonerarlo. Spostare il discorso dal suo ruolo a Torino oggi a quello che sono stati la sua storia e il suo passato è molto pericoloso, perché bisogna essere onesti e ricordare tutte le sfumature, non solo quelle che sembrano eroiche o poetiche.
    Qualcuno ricorderà lo striscione “Onore a Gatto Silvestro” in Maratona nel 2000, in risposta ad uno schifoso striscione laziale “Onore alla Tigre Arkan”? Arkan era un criminale di guerra, perseguito dalla Corte dell’Aja, che ha fatto stragi e pulizia etnica e il solo essere accostati a lui dovrebbe fare ribrezzo a qualsiasi persona normale. Figuriamoci ad un personaggio pubblico. Ma Sinisa, sicuramente corente, per carità, non ha mai rinnegato il suo amico, ma, soprattutto, molto peggio, non ha neanche mai rinnegato il suo legame con quell’insulso striscione, che alcuni addirittura pensarono fosse stato lui a commissionare.
    Allora, se ripenso a quelle cose, non vorrei mai che l’uomo Sinisa avessa allenato il Toro anche un solo giorno.
    Altro che l’eroico giovane che salva lo zio…

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    1. ALESSANDRO 69 - 5 mesi fa

      Non mi sembra che l’articolo lo descriva come un eroe, l’articolo ha solamente raccontato un aneddoto nel contesto di una guerra dove sono state commesse le più gravi atrocità dal dopoguerra ad oggi. Una guerra cui tutta l’Europa porta la vergogna per aver fatto da spettatrice davanti a certi crimini…..

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      1. JoeBaker - 5 mesi fa

        Forse hai ragione, ma mi pare un tema impegnativo e quando si scrive “scelse il perdono, scelse l’umanità“, un po’ va da quella parte: non c’è nulla di male, purché si ricordi anche il rovescio della medaglia, come l’amicizia con un criminale di guerra. Così si descrive l’uomo con onestà intellettuale e non si rischia un’immagine edulcorata.

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  4. Grande Torino - 5 mesi fa

    Tanti commenti, anche giusti sotto il profilo tecnico. Questo articolo però non parla del mancato raggiungimento dei risultati di un allenatore che sono stati evidenti ma di una persona e del rispetto umano reciproco che andrebbe sempre salvaguardato tra tifosi e protagonisti del calcio e per tale va considerato. Come scritto da altri, ogni tanto è bene alzare il livello qualitativo e le riflessioni sugli aspetti umani e non solo sportivi, anche in un sito che si occupa di una squadra di calcio. A me è piaciuto molto. Mi auguro lo leggano in molti e che contribuisca a far crescere, sotto questo aspetto, la maturità e la sensibilità di tutti i tifosi, di ogni appartenenza.

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  5. Granatissimo1973 - 5 mesi fa

    Leggo qui sotto un commento di un tifoso viola, purple.
    Andrebbe messo integralmente sulla bacheca di tvvarna per farlo leggere a tutti, soprattutto a quelli della serie Mihailovic fino alla morte!
    Io sono un fiorentino granata, qui a Firenze quello che è successo al Toro con Mihailovic è successo qualche anno fa.
    Qui a Firenze il grande Sinisa lo conoscono bene…per poco non porto’ la Fiorentina in serie B!
    Questo allenatore non andava neanche preso e assolutamente non confermato dopo il pessimo girone di ritorno dell’anno scorso.
    Punto.

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  6. Granatissimo1973 - 5 mesi fa

    vabbe’…ma insomma…il fatto è che nel girone di andata in casa si è vinto solo con Sassuolo e Cagliari tanto per fermarsi ad un solo dato…per me puo’ essere il piu’ grande uomo del mondo ma se non ci fa vincere le partite
    che me frega?

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  7. user-13706409 - 5 mesi fa

    Bene giusto

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  8. gantonaz64 - 5 mesi fa

    Grande uomo,modesto allenatore.
    Siamo tutti d’accordo.

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  9. glogon - 5 mesi fa

    Quest’articolo andava pubblicato prima e non ora che lui è andato via. Personalmente non l’ho mai giudicato in base alla sua etnia o per dicerie dette da altri tifosi. Ho solo espresso opinioni riguardanti alla involuzione della squadra. Molte volte abbiamo assistito a partite dove i giocatori del Toro fossero nuovamente affetti da virus particolari; che io chiamo le Sventuriti o Quagliarelliti(atteggiamenti o comportamenti atti al non gioco di squadra oppure giocare in modo da sembrare dei brocchi). Purtroppo vi sono state molte incomprensioni. Il punto è un altro perché il Toro non può andare in Europa? Perché si è riputo ciò che abbiamo visto in passato? Il problema dove stà? E’ la dirigenza Toro che frena? Che ci prende in giro; (come altri Presidenti, allenatori o giocatori hanno fatto)? O sono altri che frenano? Se fossero altri che frenano allora il campionato italiano è molto malato. Ma noi granata dobbiamo ricordare che abbiamo due squadre una è il GRANDE TORINO l’altra è IL PICCOLO TORO. Talvolta, il Grande Torino, torna e non fa volare l’aquila per punire qualcuno che ha deriso il Toro. Non so quanto durerà Mazzarri; però mi domando ora i giocatori del Toro come si comporteranno? Si prenderanno le loro responsabilità o avremo casi da Quagliarellite; (provoco i granata all’inverosimile e poi scappo alla prima occasione poiché sono un’po’ codardo)? Buona notte.

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  10. Leojunior - 5 mesi fa

    Bell’articolo ma 1) Sinisa è stato un calciatore e allenatore strapagato, non ha mai combattuto, non è un eroe di guerra, quindi non facciamo fuorviare 2) sua figlia gli vuole bene e ne siamo tutti contenti, anche noi vogliamo bene ai miei genitori 3) criticava pesantemente i giocatori per scaricarsi le colpe… Non mi sembra da grand’uomo 4) simpatico si ma incapace. Ha svalutato il capitale aziendale…. 5) non era mai capitato che si sperasse di perdere, neppure con sandreani, con lui si. Quindi bye bye Sinisa… Non ti meritavi né il toro né lo stipendio che prendevi

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  11. user-13699277 - 5 mesi fa

    Ho 23 anni, ed è stato l’unico uomo del Toro, insieme a Rolando Bianchi, unico vero capitano del Toro a mio parere da quando vivo io, a farmi emozionare.

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  12. Junior - 5 mesi fa

    Insultare la persona non è da tifoso ma da maleducato.
    Scrivere della guerra in un sito in cui si parla di calcio lo trovò fuori luogo, quasi per mitizzare Sinisa, a cui va il mio grande rispetto, il quale non ha bisogno di essere appunto esaltato e/o giustificato per quegli episodi drammatici di 27 anni fa.
    E conoscendo bene gli slavi, non credo gli faccia neanche piacere che venga scritto in merito alla guerra che ha segnato ferite profonde in generazioni. Gli slavi se le tramanderanno e ricorderanno, come hanno fatto appunto nel 1991, per 10 anni dopo la morte di Tito.
    In ultimo, chi dá dello zingaro ad uno slavo, non solo è maleducato ma anche ignorante in quanto gli zingari sono di origine asiatica, quasi pakistana.
    Buonanotte a tutti e hajde Siniša. FVCG.

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    1. Prkrebel - 5 mesi fa

      Scusa ma non sono d’accordo che questo articolo sia fuori luogo.
      Qualunque giornale può e deve fare articoli di approfondimento, anche non strettamente legati al tema specifico trattato, ma che danno un contribuito e spunti di riflessione per far comprendere alcuni aspetti che si danno per scontati.
      Banalmente, dietro una professione (in questo caso allenatore) c’è una persona, una storia che può essere raccontata.
      Fuori tema, di questa guerra non si parla mai, soprattutto noi europei facciamo quasi finta che non sia accaduta o che ci sia stata in una specie di mondo parallelo che non ci tocca direttamente. Eppure è successo dietro l’angolo, geograficamente e temporalmente.
      Probabilmente non è questa la sede per affrontare il tema in modo complesso, ma che se ne parli ci sta, è giusto e doveroso.
      E ora torniamo a far girare la palla!

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      1. Spygor - 5 mesi fa

        Giusto,l’articolo non è fuori luogo,il passato è ciò che fa parte della nostra infanzia che può essere stata dura,soprattutto per le persone che vivevano in quei luoghi,ma ognuno di noi avrebbe qualcosa da raccontare della propria vita,disgrazie,genitori persi quando si era giovani,ammalati in casa da curare…sai quante storie ci sono dietro alle persone?Non è che mettiamo sulla bilancia la sfortuna o la sofferenza delle persone per fare una gara a chi ha sofferto di più…Rispetto si,dopodichè,le persone nella vita hanno un cuore,ma devono anche essere professionali e accettare i verdetti…

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      2. Junior - 5 mesi fa

        non ho mai messo in dubbio la persona, anzi, meglio lui che tanti ipocriti. solo che andare sul personale quando proprio lui ha sempre sorvolato sulla questione guerra ex-jugoslavia, mi é sembrato fuori luogo. tutto qua.
        cmq da noi ha professionalmente fallito e probabilmente gli servirá per migliorarsi. gli auguro tutto il meglio. perché secondo me se lo merita. é una persona che crede in quello che fa e non é comune al giorno d’oggi.

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  13. maraton - 5 mesi fa

    bell’articolo.
    a me sinisa è sempre piaciuto come uomo.
    come allenatore per conto mio ha fallito, e lo dico tristemente

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  14. Prkrebel - 5 mesi fa

    Sono d’accordo con chi scrive che si tratta di un bel articolo.
    Semplicemente perché aggiunge senza togliere.
    Aggiunge dettagli della vita di un uomo che rispetto e stimo. Un gran bel giocatore con un carattere forte e sempre combattivo.
    Non toglie che, purtroppo, non è ancora riuscito a dimostrare di poter essere definito anche un gran bell’ allenatore.
    Spero per lui ci riesca, se è quello in cui crede.
    Spero per noi si possa ripartire avendo imparato qualcosa anche da lui.
    Forza Toro.

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  15. robinhood_67 - 5 mesi fa

    Finalmente qualcuno che scrive cose vere della persona Mihajlovic! Aggiungerei che ha una famiglia splendida con figli che stravedono per lui. E molti suoi ex giocatori che continuano a essergli grati dopo anni. Quanto al bilancio al Toro..
    Meriti di Sinisa:
    aver imposto discontinuità con il Torello degli ultimi insopportabili mesi venturiani; averci liberato da una pletora di giocatori inutili non da Toro (G.Silva, Martinez, Pintus Jahnsson..); aver puntato senza paura su Barreca; aver convinto la proprietà a osare prendendo Iago e Liajic (campioni che non vedevamo da decenni); aver spazzato via alibi davanti a giocatori chiamati a maggiori responsabilità (Baselli su tutti); aver ribaltato lo stucchevole Tiki taka ai limiti della nostra area in una squadra da 100 goal in 50 partite, come non vedevamo dai tempi di Radice; averci risparmiato insopportabili conferenze stampa zeppe di ipocrisia, finzione, frasi fatte; aver spinto Belotti a un anno indimenticabile; aver riportato gente allo stadio per partite contro Roma, Fiorentina, giocate e vinte senza paura.
    Errori di Sinisa:
    Maxi inutile, perché tanto dietro Belotti abbiamo.. Sadiq; Benassi inutile nel 4231 (salvo poi tornare al 433); Boye bocciato da esterno sinistro per Berenguer, a sua volta ‘bruciato’ dall’acquisto di Niang; Niang strapagato, nella convinzione che Rincon e Baselli potessero supportare da soli a centrocampo un 4231 con Niang, Liajic, Iago e Belotti, senza insistere invece con Petrachi per un forte centrocampista; Sadiq prima punta al posto di Belotti, e non Niang (con record mondiale di fuorigioco del centravanti nigeriano); alcune partite con suicidio assistito (Fiorentina e Napoli su tutte, con l’aggravante della recidiva con annesso pallottoliere contro Sarri); altre con cambi motivati da ‘ho messo 4 punte perché volevo vincere’; qualche spacconata di troppo davanti ai microfoni (derby contro i padroni, Anna Frank chi?..) ; una certa difficoltà a rispondere a partita in corso a cambi tattici della panchina avversaria. Il Toro, quest’anno, quello col temperamento granata, lo abbiamo visto poche volte. È vero, tutto è più difficile senza il vero Belotti per un intero girone d’andata. Ma troppe partite vinte e buttate via, un gioco più abbozzato che sviluppato, intere mezz’ora senza un tiro in porta; mai una vera continuità di risultati e di gioco. Aggressivita’ subita anche dalla Spal con un vantaggio di 2 goal. Sì, ma Sinisa mica ha tenuto in panca Cristiano Ronaldo, dice qualcuno.
    Questa è la settima rosa della serie A per monte ingaggi, il Toro gioca la prossima con il Bologna, che ha 1 punto in meno di noi e costa al suo presidente 15 milioni 15 in meno di ingaggi. Un solo giocatore sopra il milione di euro l’anno in rossoblu (Destro); da noi quest’anno sono 8 ( e 4 sono nuovi).
    A Sinisa vogliamo bene. Ma in serie A solo 3 allenatori guadagnano più di lui (Allegri Spalletti Montella) e allenano tutti squadre a strisce (che nel mio mondo ideale dovrebbero essere iscritte a un altro campionato). Come diceva Spiderman, ‘da un grande potere derivano grandi responsabilità’

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    1. rokko110768 - 5 mesi fa

      Oltre ad un articolo molto bello di calcio e di uomini trovo magnifica la,tua disamina @robinhood-67. Sa di calcio e sa di uomini, la condivido pienamente. A Sinisa auguro ogni bene, da tifoso del Toro sosterrò Mazzarri affinché ci faccia fare il massimo nel girone di ritorno.

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      1. robinhood_67 - 5 mesi fa

        Forza Toro sempre, rokko!

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    2. Prkrebel - 5 mesi fa

      Concordo.
      Qualcosa anche lui ci lascia.
      Spiace molto sia andata così, ma sapremo entrambi rimetterci in sesto e ricominciare!

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  16. Pikabu - 5 mesi fa

    ed ora speriamo che il fratello purple abbia ragione!

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  17. Pikabu - 5 mesi fa

    molto d’accordo con l’affermazione secondo cui un articolo che informa non sia mai negativo: non sapevo che la madre di Miha fosse croata e questa notizia ha cambiato alcune considerazioni che, sempre e solo a livello personale e senza con cio’ tramutarle in insulto, mi ero fatto… giusto che tutti si rifletta, come corretto puo’ essere, a prescindere, il ritenere che lui non sia un buon allenatore

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  18. user-13691363 - 5 mesi fa

    Articolo bellissimo, davvero.
    Per quanto mi riguarda io ho sempre sostenuto (errando) Sinisa, sarei ancora convinto fosse l’allenatore giusto per il nostro toro. Io ricordo la Roma e la Fiorentina dello scorso anno, ricordo la Lazio e di nuovo la Roma di quest’anno, ricordo il derby dello scorso anno, di quella punizione di quel fenomeno, talvolta prima donna che tu hai voluto fortemente, ricordo le espulsioni perchè non potevi starci che il tuo toro non avesse ciò che meritava, ricorderò ogni entusiasmante momento che hai regalato caro mister perchè io ti ho stimato davvero, grazie di tutto perchè hai fallito ma ci hai sempre messo il cuore e la faccia in ogni fallimento.
    Ad inizio campionato hai detto che se non fossimo arrivati in Europa sarebbe stata solo colpa tua, ecco Sinisa io sogno che il toro in Europa ci arrivi, e nel caso sarebbe anche merito tuo. Il toro entra nel cuore e spero sia entrato un po’ anche a te, tu sei riuscito ad essere entrato nel mio. Grazie mister grazie per la tua grinta, per la tua voglia e per il tuo spirito che molti giocatori desidererei avessero. In bocca al lupo mister Mazzarri, noi ti sosterremo con forza ed insieme cercheremo di arrivare in alto. Forza Toro, SEMPRE❤️

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    1. ddavide69 - 5 mesi fa

      Ohhh finalmente uno scritto senza rancore. Meno male che ci sono persone che pensano

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  19. user-13722864 - 5 mesi fa

    Aldilà Dell utilità Dell articolo io l ho trovato squisito. Innalzare ogni tanto il livello culturale delle notizie non fa mai male. Anche se qui si parla di “solo” di calcio non dimentichiamoci che “chi sa solo di calcio non sa niente di calcio”

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  20. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

    Articolo che spero leggano soprattutto coloro che l hanno insultato pesantemente sul personale…Come mister ha purtroppo fallito ma come uomo non meritava le ingiurie che gli sono state rivolte…speriamo che con Mazzarri sia diverso anche in questo senso

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  21. purple - 5 mesi fa

    sono tifoso viola e quando acquistammo Benassi venni su questo sito a vedere un pò di commenti e dissi che il Toro aveva un unico neo, l’allenatore. La peggior Fiorentina l’abbiamo vista con lui.
    Non uno straccio di gioco e sempre i soliti messaggi alla stampa dell’uomo che non deve chiedere mai.
    sono convinto che con Mazzarri sarete i piu pericolosi avversari per corsa alla qualificazione Uefa..lo avrei voluto al posto di Pioli in estate!

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  22. Grande Torino - 5 mesi fa

    Trovo l’articolo bellissimo. Il titolo dovrebbe far riflettere molti tifosi da tastiera. Mi pare un bel modo di salutare un allenatore che ha deluso ma che ha anche ricevuto tanti insulti non giustificabili dalla mancanza di risultati. Non avrò un bellissimo ricordo di Sinisa Mihajlovic come allenatore del Toro ma lo stimo come uomo e lo ringrazio per aver sempre avuto rispetto di noi tifosi del Toro. In bocca al lupo Sinisa!

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  23. dennislaw - 5 mesi fa

    un bell’ articolo ricco di umanità e notizie non è mai fuori luogo. Anzi… è vero Miha ha fallito al Torino come allenatore, ma ricordarci che siamo uomini e non animali che sbranano il più debole è sempre opportuno. Soprattutto oggi, quando troppo valori che ci venivano insegnnati da bambini al catechismo sono dimenticati in troppo ambiti civili, sportivi, politici…oppure non vengono manco più acoltati perchè non si va più al catechismo. Sono un tifoso e mi scaldo palando del Torino, ma non dimentico che si parla pur sempre di Calcio.
    Esageruma nen…

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  24. Miscoppiailcuoreperte - 5 mesi fa

    Complimenti. Bello leggerla e avere occasioni di riflessione.

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  25. stto1962 - 5 mesi fa

    Si discutono le qualità professionali, non L uomo. Con quanto guadagna può sopportare qualche critica…

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  26. Pikabu - 5 mesi fa

    e’ vero che ha sbagliato come allenatore e, vi assicuro, sono mesi che speravo venisse esonerato.. ma molti dei nostri commenti insultano l’uomo e, in particolare, la sua provenienza geografica. e questo, come dice l’ottimo articolo, centra nulla con il calcio e soprattutto con il nostro Toro

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  27. Etnagranata - 5 mesi fa

    Sono stato idealmente con i giocatori a salutarlo per l’ultima volta la notte scorsa.
    Uomo segnato dalla storia che spero resti per sempre legato alla Storia del Toro.
    Forse ha commesso errori da allenatore ma sono convinto che i giocatori siano migliorati grazie a lui e spero che Mazzari ne sappia approfittare e dimostri che sia più bravo nel farli giocate più da squadra.
    Forza Toro Sempre

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  28. prawn - 5 mesi fa

    Per carita’ i drammi della storia sono drammi veri, non come i “drammi” del calcio, tuttavia articolo evitabilissimo, anche perche’ la storia la sappiamo, ma avrei comunque preferito che le storie di Miha e del Toro non si fossero mai incrociate.

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  29. giancasortor - 5 mesi fa

    …lui non ha fallito come persona,ma come allenatore, è un articolo fuori luogo.

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