Omissioni e responsabilità

Omissioni e responsabilità

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “Quousque tandem abutere, Malagò, patientia nostra?”

di Anthony Weatherill

“Il prezzo della grandezza è la responsabilità”

Winston Churchill

Nove arresti per il nuovo stadio della Roma,  il nuotatore Filippo Magnini e la tennista Sara Errani accusati di essersi dopati, la querelle confusa e inquietante della vendita diritti del campionato italiano di Serie A, diversi club di Serie A e serie B sull’orlo del collasso economico: questo è il riassunto del quadro delle vicende del mondo dello sport solo nella settimana appena trascorsa.

Mentre il governo Conte giurava e si presentava in parlamento per chiedere la fiducia, non una sola parola è stata riservata ai problemi, di ogni ordine e grado, che attanagliano lo sport italiano. Qualcuno potrebbe rispondere che l’Italia ha problemi più seri dello sport, relegando superficialmente questo mondo tra le cose voluttuarie e quindi non di primaria importanza.

Un rapporto del 2015 sul giro d’affari del calcio italiano, stilato dalla Fgci in collaborazione con Deloitte, stima i ricavi dell’intero movimento, che comprende anche Calcio a 5 e Beach Soccer, ricavi per 3,7 miliardi di euro. Il settore offre lavoro a 40.000 persone(dietro molte delle quali ci sono famiglie), e assicura al Fisco un miliardo l’anno. Tutto ciò, non volendo considerare gli altri sport e l’industria sportiva italiana che conta oltre 750 aziende, occupando più di 30.000 addetti e con un fatturato di 10 miliardi di euro l’anno. Inoltre, con 95.000 punti dislocati sul territorio, lo sport italiano gode della più ampia rete sociale del Bel Paese(superiore al sistema sanitario e quello scolastico, alle parrocchie e alle tabaccherie), più delle spese delle famiglie per 8 miliardi di euro, più delle 2,4milioni di copie di giornali sportivi venduti ogni giorno, più di 5,5milioni di utenti abbonati a canali tv sportivi, più di 22.000 ore di trasmissione dedicate. Un movimento che genera 3 punti di prodotto interno lordo e che conta 11.000 associazioni sul territorio nazionale.

Da questi dati, tratti da varie autorevoli ricerche condotte negli ultimi cinque anni, si può facilmente evincere il carattere per nulla voluttuario dello sport. E allora perché il governo ostentatamente se ne disinteressa? E ancora: perché chi si occupa dello sport a livello professionale, cioè la curva apicale di tutto il movimento, non sente la responsabilità del ruolo occupato? Perché di fronte allo scempio reiterato che si fa dello sport italiano non  si vede un politico, sportivo e non,  ergersi a dire, usando le parole di Winston Churchill, che “l’era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori, dei ritardi e da considerarsi chiusa. Ora inizia il periodo delle azioni che producono delle conseguenze.”? Domande a cui gente come Gaetano Miccichè e Giovanni Malagò non risponderanno mai, presi come sono dallo stare attenti, molto attenti, a non cadere mai dal carro dei vincitori. Mercoledì sera, dopo l’assegnazione dei diritti tv del campionato di calcio di Serie A, l’unica cosa auspicata dal presidente della Lega A è che “Sky e Perform(i detentori dei diritti del calcio fino al 2021)facciano di tutto per evitare il doppio abbonamento”.

Quindi, la difesa dei fedeli, viene affidata dal prode Miccichè ai mercanti del tempio, piuttosto che ai gestori del tempio stesso. Fedeli, ai quali io stesso mi ascrivo, che non avranno nemmeno la possibilità, perdonate l’ironia, di esseri difesi dall’art.643 del codice penale, studiato per punire chi pratica la circonvenzione di persone incapaci. Perché ormai  così  noi tifosi siamo trattati, come persone pervase da uno stato d’infermità o deficienza psichica. Essendo il calcio un bisogno della fantasia, e non un bisogno dello stomaco, la classe politica(e qui mi riferisco a quella non sportiva) probabilmente ritiene di non dover intervenire, lasciando a gente come Malagò il compito di risolvere ogni problema, anche in nome (sic) dell’indipendenza pretesa da sempre dal mondo dello sport. Soltanto che il presidente del Coni, sprovvisto di una visione universale come quasi tutti gli appartenenti al “Generone Romano”(il jet-set della capitale), sta gestendo le sorti dello sport italiano come se fosse una sorta di prolungamento dei fasti del “Circolo Canottieri Aniene”, di cui da anni è presidente e animatore. Di fronte all’ennesimo atto corruttivo (le vicende dello stadio della Roma) e alla minaccia di James Pallotta (presidente della Roma) di mollare tutto e tornarsene nella sua Boston, l’unica cosa eclatante fatta registrare dal Malagò e dal commissario straordinario della Fgci Roberto Fabbricini è stato il loro silenzio assordante. “Quousque tandem abutere, Malagò, patientia nostra”?

Già, fino a quando Malagò abuserà della pazienza degli sportivi italiani? Queste parole furono usate da Cicerone contro Catilina, accusato dal grande retore romano di progetti eversivi. Ovviamente non sto accusando il presidente del Coni di un qualche progetto eversivo, ma lo invito a ricordarsi che se a volte è molto facile eludere le nostre responsabilità, di certo non potremo sfuggire alle conseguenze dell’aver eluso le nostre responsabilità.

Sono almeno dieci anni che il calcio dalla Serie B in giù vive in una profonda depressione economica,  provocando fallimenti di club addirittura dal passato glorioso. Se di soldi in Italia, dal 2008, ne girano sempre meno non è certo colpa di Giovanni Malagò, ma è proprio nei momenti di crisi che un gestore di cose dovrebbe mostrare abilità nell’individuare nuovi orizzonti e nel tracciare nuovi sentieri percorribili. Un leader non può lasciare tutto al caso e agli appetiti dei potenti, perché in poco tempo i vizi privati finirebbero per diventare pubbliche virtù. Lo dico senza mezzi termini: da tempo il Coni avrebbe dovuto avere un piano per aiutare i club di provincia a risollevarsi dalle loro cicliche gravissime crisi economiche.

E non solo per i club di calcio. Non se ne parla molto, ma la pallacanestro e la pallavolo italiana sono state distrutte dalla crisi economica italiana senza precedenti iniziata nel 2008. La classe dirigente italiana ha assistito, e sta assistendo, in modo colpevolmente omissivo al franare di un intero sistema sportivo. L’importante presenza cestistica a Siena, per fare un esempio, ha cessato di esistere inglobata nelle nefaste conseguenze della gestione para criminale del Monte dei Paschi di Siena. Ma da ieri, i nostri dirigenti, sono contenti per aver spuntato qualche milione in più sulla cessione dei diritti tv del calcio della massima serie, contenti per dei soldi che non andranno a migliorare il prodotto offerto dal calcio italiano, ma solo ad aumentare le transazioni sul mercato dei calciatori, spesso fonte di manovre finanziarie poco chiare. Mercato che eccita la fantasia di noi tifosi, facendoci dimenticare il contesto in cui viviamo. Lo dico a costo di essere paternalista: non può esserci godimento di un attimo di felicità, se non si recupera un minimo di senso della decenza e del limite.

Gli atleti che continuano a doparsi, nonostante il bisogno di esempi positivi di pubblica rilevanza da parte di una società sempre più nichilista, stanno abiurando all’unico onere a cui dovrebbero ottemperare tra il fruire di tanti onori: l’onere dell’onestà e della responsabilità. Gli atleti hanno dei doveri verso la nazione d’appartenenza, appunto perché sono persone estremamente fortunate. Il loro talento spesso illumina le nostre giornate più oscure, ci rende orgogliosi il fatto di sentire che essi, in qualche modo, ci appartengono. Spesso le loro vittorie, sono le nostre vittorie.

Quando vedo la “Union Jack” salire dietro un atleta inglese, accompagnata dalle note di “God Save the Queen”, mi commuove pensare come la mia terra abbia potuto generare tanto talento e renderlo visibile. Questo aiuta un po’ le fatiche delle mie giornate, e sono sicuro  questo sia uno stato d’animo  condiviso dalla maggioranza delle persone. Chi si dopa, chi si vende una gara, distrugge questa emozione ed è, ai miei occhi, imperdonabile. Perché doparsi o vendersi una gara è un qualcosa da cui non si può tornare indietro, determinando uno stato di fatto terribile. Non riponendo nessuna speranza(per manifesta incapacità) nell’attuale classe dirigente sportiva italiana, esorto, a prescindere dalle mie convinzioni politiche, il governo Conte a porre la questione sullo stato di salute dello sport in Italia. Il “bisogno della fantasia” ha urgenza di essere difeso, e non può essere lasciato agl’anarchici appetiti di pochi.

A quel qualcuno del governo che sentirà il bisogno di occuparsene, vorrei ricordare, in tutta umiltà, alcune parole di Tommaso Moro:”che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere”.

Di Anthony Weatherill
(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

10 Commenta qui
  1. dattero - 1 mese fa

    bertu in piena forma e articolo,come spesso,ricco di spunti.
    tante cose scritte sacrosante,unitile aggiunga qualcosa.
    Solo una riflessione:tutte le volte che vedo sky,mi sembra di vedere una pantomima,una recita mariuscita e posticcia
    Una presentatrice talmente rifatta da sembrare fintia,contorniata da sepolcri imbiancati,leccapiedi e raccomandati,per non dire altro.
    Vederli mi mette tristezza,tipica delle cose vuote e plastificate

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  2. granata - 1 mese fa

    Non capisco il perchè di questa uscita di Weatherill su questo sito. I problemi da lui sollevati sono di carattere molto generale e l’ attacco a Malagò mi pare esagerato: quelli che più recentemente lo hanno preceduto alla presidenza del Coni hanno forse fatto meglio? La vicenda Stadio della Roma è tutta da verificare e per ora si parla più di “traffico di influenze” che di mazzette. Non so, resto perplesso, mi sembra che Weatherill mostri quell’ altezzosità molto anglosassone, per cui l’ unico sport vero e pulito si fa in Gran Bretagna (…Quando vedo la “Union Jack” salire dietro un atleta inglese, accompagnata dalle note di “God Save the Queen”, mi commuove pensare come la mia terra abbia potuto generare tanto talento e renderlo visibile…). Non accetto accuse generiche e generalizzate allo sport italiano e ai club sportivi italiani. Se poi andiamo a vedere il calcio britannico, non è che sia proprio un esempio di virtù, fra miliardari russi non èroprio vergini e sciecchi spendaccioni. E a chi qui parla di società calcistiche ricche che arraffano soldi a scapito di altre, dico di andarsi e leggere le nuove regole sulla spartizione dei diritti tv, penalizzanti per i club più ricchi e favorevoli a quelli minori (usare il termine poveri è molto improprio visto che come minimo incasserano una trentina di milioni di euro). Il problema è che c’ è chi sa spendere e programmare meglio (anche fra i meno ricchi ci sono gli esempi di Chievo, Udinese e Atalanta), chi li sperpera (ad esempio Milan e Inter) e chi invece più che al risultato sportivo bada a quello economico (il Torino sopra tutti).

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    1. bloodyhell - 1 mese fa

      contro malagò c’è un procedimento penale da parte della procura di roma. in numerose intercettazioni telefoniche appaiono evidenti i favoritismi reciproci tra il presidente del coni e Parnasi. L’oggetto delle conversazioni era l’intraprendere da parte di malagò azioni per “favorire” parnasi nella costruzione degli stadi di roma e milan, e anche di una possibile sistemazione professionale del compagno della figlia di malagò nel gruppo parnasi. Sì, hai ragione, weatherill ha esagerato nei confronti del presidente del coni. Ma solo per difetto. Quindi i casi sono due: o sei amico di malaga, o sei disinformato. Spero per te nella seconda ipotesi.

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      1. granata - 1 mese fa

        Chi vivrà vedrà. Ma, se non salta fuori qualcosa di più penalmente rilevante che allo stato delle cose non conosco, mi pare che ci sia poco, se non un rapporto amicale, magari sospetto, ma con i sospetti i processi si smontano. Non credo proprio che, trattandosi di uno stadio da centinaia di milioni di euro (per altro pagati da un privato), Malagò sia così fesso di accontetarsi, per favorire il costruttore, dell’ assunzione del genero. Tant’ è vero che non è stato arrestato, ma solo indagato. Ne ho visti troppi di processi che partono con la grancassa e poi finiscono molto ridimensionati; cito solo a mo’ di esempio quelli contro l’ ex ministro Mastella e sua moglie (impallinati dall’ opinione pubblica perchè non sono campioni di simpatia, ma poi assolti). Non conosco nè lorop, nè Malagò, e, al contrario di Weatherill e di te, aspetto prima di tranciare giudizi sulla corruzione nello sport italiano. Credo che Weatherill avrebbe fatto bene ad aspettare anche lui. Ma non è questo il nocciolo della questione: è la spocchia dell’ articolo che mi irrita, la stessa che ha fatto dire ai francesi che siamo “cinici” e facciamo “vomitare” per la nostra politica sui migranti, quando la Francia non ne riceve nemmeno uno e se li trova li rigetta da noi, che li accogliamo (da 20 anni vado al mare nei pressi di Ventimiglia ed ho visto decine di queste scene alla frontiera). Gli stranieri devono sempre bacchettarci e vedo che fanno bene, perchè noi italiani siamo i primi a denigrarci.

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  3. claudio sala 68 - 1 mese fa

    Le società falliscono perché i costi sono superiori ai ricavi, anche perché le società più ricche stanno arraffando sempre più soldi a scapito delle altre. Fino a quando i tifosi pagheranno fior di abbonamenti televisivi per vedere il calcio il meccanismo funzionerà perfettamente

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  4. CarlosMarinelliCampobasso - 1 mese fa

    Stavolta è andato nella politica , e mai nessun governo si è interessato di corruzione come questo , una sera ho visto non è l’ arena di Giletti su La 7 e , per far giocare i ragazzi nelle primavere , ebbene si , si paga , telecamere nascoste e testimonianze di una mamma di un ragazzo che gioca in serie B , ha dovuto pagare per farlo giocare e poi ha denunciato tutto anche di aver ricevuto avance sessuali dal procuratore …. Claus davi ha detto: signora ma lo sa cosa rischia ?

    Il papà di un giocatore che gioca in nazionale ha detto: anch’io ho dovuto pagare all’inizio se no mica ci arrivava in nazionale mio figlio …
    Waterhill lo sa perché lo ha scritto ma nn sa tt il resto di cui sopra… Co tutta sta corruzzione cosa vuoi riformare se non riformi tutto il resto?!?!

    Le fondamenta sulla semola ?

    Cmq per tutto il resto grande Antony

    E quella me… di Murdock..

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  5. [email protected] - 1 mese fa

    che schifezza vedere malagò parlare di calcio hanno fatto la piu ngrande porcheria che si sia mai vista in serie a e b nessuno deve piu abbonarsi a sky e neanche all’altra piattaforma in modo che questi non ce la facciano a pagare la figc oppure falliscano .o si vede tutto con un abbonamento oppure per me possono anche chiudere adesso tutte le varie piattaforme

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  6. user-13746076 - 1 mese fa

    “Usque tandem… “Mr. Westherill, se mi consente. A parte tutto, approvo in pieno l’articolo.

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  7. bertu62 - 1 mese fa

    Anthony Weatherill è fantastico! Riesce sempre a trovare parole “misurate e prive di esagerazioni dotandole allo stesso tempo di una forza e di una penetrazione formidabile!
    Oltre che trovarmi totalmente d’accordo con Lui su tutto, vorrei far notare come questa situazione peraltro stia portando anche il calcio della Nazionale NON sull’orlo del baratro ma NEL baratro! Il fatto che si stiano vedendo i Mondiali in TV anziché dal campo la dice LUNGA! Ventura ha avuto sicuramente le Sue colpe ma NON E’ STATA SOLO colpa di Ventura! Da quanto tempo è che non si vince una coppa in campo internazionale con un Club? Ed il fatto che la Rubentus, pur con tutte le “manovre e gli aiutini” di Palazzo FIGC non ci sia riuscita (mentre invece il Real Madrid, ad esempio, ne ha infilate 3 di seguito..) DOVREBBE FARCI CAPIRE MOLTO!
    E invece nulla! I soldi dei diritti TV di Mediapro non erano SICURI, ecco perché hanno dichiarato fasullo l’assegnazione agli Spagnoli! Meglio “spezzettare” tutto il calcio su un sacco di piattaforme, un sacco di orari ed un sacco di “sbattimento” per i tifosi che vogliono seguirlo piuttosto che rinunciare ALLA FETTA PIU’ GROSSA DELLA TORTA!
    VERGONA !!! INFINITA VERGOGNA!

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    1. CarlosMarinelliCampobasso - 1 mese fa

      Grande bertu ..

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