Le nostre parole

Le nostre parole

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill “Dicono di più di un’epoca le parole che non si usano più che le parole che si abusano”

di Anthony Weatherill

“Dicono di più di un’epoca le parole che non
si usano più che le parole che si abusano”
Stanislaw Jerzy Lec

Le polemiche sull’ultimo Inter-Juventus sono state infinite, e di vario tipo. E siccome la passione per il calcio attraversa, livellandole, tutte le classi sociali, si è finito per avere una rappresentazione abbastanza credibile dello stato socio/culturale dell’Italia. La sensazione è quella di non aver mai visto gli italiani scendere così pericolosamente in basso, dimenticando che il calcio è, per quanto importante, un gioco. Voglio subito precisare, avendo visto la partita in questione e a scanso di equivoci, che i dettagli dell’arbitraggio di Daniele Orsato sono stati tutti, inesorabilmente, a favore dei bianconeri. Ma dall’incipit dell’ articolo, non è dell’arbitraggio di Orsato che vorrei parlare, ma piuttosto delle reazioni scomposte avvenute. “Maledetti!”, è stata la funesta reazione di un giornalista napoletano di Canale21, al termine dell’incontro di San Siro. Umberto Chiariello, questo è il nome dell’improvvido giornalista, ha guardato per qualche attimo la telecamera e poi, con voce stentorea, ha voluto che il mondo conoscesse il suo stato d’animo provato. Dal piccolo emiciclo dello studio televisivo, dove si erano accomodati dei bambini di due scuole calcio, è partito un fragoroso applauso. E’ la prima volta, lo confesso, che vedo applaudire una maledizione. Che di questo applauso siano stati protagonisti dei bambini ha reso tutto il triste spettacolo particolarmente agghiacciante. Chiariello, dopo la maledizione, ha continuato nella sua filippica che, sostanzialmente, conteneva una sola ambiziosa tesi:”da questa sera non possiamo più credere nel calcio”. E’ stata di un’inquietante contraddizione visiva la  tesi di Chiariello, se confrontata con le divise da calcio con cui erano vestiti i bambini presenti. “Per una parola un uomo spesso viene giudicato saggio, e per una parola spesso viene giudicato stupido. Dunque dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo”, ha scritto Confucio, ma questa goccia di saggezza pare non aver attecchito molto nella formazione etico/esistenziale del giornalista napoletano. Ma, vagando per le varie dichiarazioni post Inter-Juventus, a molti Confucio appare un’idea astratta lontana spazi siderali dal mondo del calcio contemporaneo. Sono state settimane molto controverse per le direzioni arbitrali, e lo si è visto anche in Real Madrid-Bayern di Monaco e in Roma-Liverpool, condizionati da errori così vistosi da apparire sospette e aperte ad ogni tipo di “teoria del complotto”(esemplari le dichiarazioni di De Rossi nel dopo partita, che ha riconosciuto come per l’arbitro potesse essere difficile individuare il fallo di mano netto di un giocatore inglese sul tiro di El Shaarawy. Un mani che, se visto, sarebbe stato rigore per la Roma ed espulsione del giocatore del Liverpool). Ha ragione Eduardo Galeano, grande scrittore uruguagio, quando dice che “il tifoso è folla, e con migliaia di fedeli condivide la certezza che noi siamo i migliori, che tutti gli arbitri sono venduti, che tutti i rivali sono imbroglioni”. Ha ragione perché descrive uno stato d’animo, quello del tifoso, intriso di passione e di una religiosità a volte difficile da comprendere, e di cui bisognerebbe avere cura ogni volta decisi a cedere alla tentazione di eccitarne gli animi. Il cestista Kobe Bryant, che ha trascorso la sua infanzia in Italia al seguito del padre Joe(a sua volta cestista), una volta ha dichiarato tutto il suo stupore verso i tifosi di calcio che “considerano il loro sport qualcosa di più. Lo vivono in maniera intensa, quasi quanto una religione”. Poste queste premesse, è davvero difficile accettare l’abuso delle parole ormai presenti nel mondo pallonaro. Si passa da Buffon che definisce “pattumiera” il cuore di un arbitro, ad un orribile  “whatsapp”, messo in giro nella rete dopo la recente eliminazione della Juventus patita a Madrid all’ultimo minuto, che invitava i familiari di Gianluca Pessotto a chiudergli le finestre di casa viste le sue tendenze autolesionistiche. Nessuno che provi a mettere un freno ad un desiderio sfrenato di dire la sua o di fare la battuta facile(ormai assunte a vere barbarie), facendo diventare il mondo non più governato dal pensiero o dall’immaginazione, ma semplicemente dall’opinione. E le opinioni, essendo per loro stessa natura mutevoli e fragili, sovente possono generare gravi conseguenze, e dovrebbero quantomeno incutere timore in che ne lesina senza parsimonia. “Le false opinioni somigliano alle monte false:coniate da qualche malvivente e poi spese da persone oneste, che perpetuano il crimine senza sapere quel che fanno”; questa considerazione di Joseph De Maistre deve essersi persa nelle nebbie generate dalla confusione voluta dal “fascismo delle opinioni”, in relazione all’utilizzo del VAR in Inter-Juventus. Si è sentito tutto e il contrario di tutto, e hanno avuto come conclusione due camionette dei carabinieri da giorni stazionanti a protezione dell’abitazione di Daniele Orsato, minacciato di morte al pari di Davide Santon, terzino dell’Inter reo di essersi fatto saltare troppo facilmente dal giocatore juventino protagonista dell’assist del momentaneo pareggio della squadra bianconera. L’ineffabile Umberto Chiariello ha addirittura adombrato il sospetto che Handanovic non abbia espresso appieno le sue qualità di portiere nei tre gol juventini, probabilmente perché in trattativa con la società torinese per fornirle dall’anno prossimo le sue prestazione sportive. Parole(ah, queste benedette parole) comprensibili in una qualsiasi conversazione da bar dello sport o in un forum di tifosi sulla rete, ma  senza senso in un operatore della informazione. Senza troppi giri di parole, Chiariello ha definito Handanovic una persona pronta a tutto pur di avere un contratto più prestigioso. L’affermazione è così grave che i casi sono due: o il giornalista napoletano ha ragione e allora il portiere sloveno va deferito all’ufficio inchieste della Federcalcio, oppure ha torto e allora l’ordine dei giornalisti deve intervenire e sospenderlo dalla professione (oltre all’intervento della magistratura ordinaria per un più che plausibile reato di diffamazione). Tertium non datur. Non si possono sparare opinioni(parole) a caso, perché queste influenzano enormemente lo stato d’animo dei tifosi. Tutto questo caos,a mio modesto parere, è generato dalla totale assenza(mi dispiace ripeterlo ancora una volta) delle istituzioni sportive, che dovrebbero essere i garanti della correttezza del gioco, al fine di proteggerlo. E non si può proteggere una cosa importante come il calcio(che coinvolge milioni di persone. Quindi immaginiamo quante opinioni…), se non si fissano regole certe e se non si applicano relative dure sanzioni per chi le trasgredisce. Un arbitro  così vistosamente in errore come Orsato a San Siro, non sarebbe sottoposto al rischio di ricevere violenza da qualche pazzo in cerca di farsi giustizia da solo, se la Federazione intervenisse con prontezza con una sanzione. Diciamolo con chiarezza: Orsato, a causa degli errori commessi a San Siro, doveva essere escluso dai prossimi mondiali. Solo così la gente avrebbe ritenuto gli organi sportivi  al di sopra di ogni sospetto di voler decidere a tavolino la vittoria della Juventus in quest’ultimo campionato. Non sanzionando Orsato, ogni tipo di sospetto ancora una volta si è propagato per tutta la penisola. Non bisognerebbe mai dimenticare che le persone credono nella giustizia super partes di uno stato, se lo stato da almeno l’impressione di voler tentare di dare giustizia. Se ciò non accade, allora la tentazione di farsi giustizia da sé rimane altissima. Il presidente del Coni Malagò, non può assistere ancora una volta silente a questa canea scatenata dalle ultime vicende post Inter-Juventus. Dovrebbe, stavolta sì, farsi invitare da Fabio Fazio per parlare a tutti i tifosi, ribadendo la volontà delle istituzioni di intervenire a chiarire ogni situazione opaca del mondo dello sport. A Umberto Chiariello vorrei infine dire: se davvero pensi quello che hai detto(maledizione compresa), forse davvero non dovresti seguire più il calcio. Se io pensassi  ogni campionato come una sceneggiatura già scritta, personalmente non seguirei più questo straordinario sport, di cui mi sono innamorato sin da quando mio padre mi portò a seguire a Old Trafford le partite dello United. Eusebio Di Francesco ha recentemente dichiarato che “è felice di occuparsi di calcio, perché il calcio dà gioia”. Ecco cosa non dobbiamo mai dimenticare a proposito del calcio: la gioia. Questa gioia non può essere mai barattata con il peggio albergante dentro di noi. Lo dobbiamo a quei bambini incolpevoli presenti durante l’invettiva di Umberto Chiariello. A qualcuno fu chiesto cosa volesse fare da grande, e questo qualcuno rispose che voleva essere felice. Gli autori della domanda, stupiti, gli dissero che non aveva capito il compito. E questo qualcuno rispose “che loro non avevano capito la vita”.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

18 Commenta qui
  1. dattero - 6 mesi fa

    Vado un po’ controcorrente,pur stimando molto l’autore di questi articoli.
    Questo Chiarello e’ un povero pirla come tanti,lavori in territorio nazionale,una pulce,suvvia!
    Vogliamo parlare di quel pagliaccio teatrante a nome Crudeli?son anni che imperversa col suo vergognoso comportamento nelle tv,un pagliaccio della specie peggiore.
    Parliamo del simpatico direttore di gobba channel che insulta gli interisti in diretta?
    E cosa dire dei simpatici opinionisti sky mediaset con il loro mellifluo lecchinismo?
    Tre tipi di violenza quasi nazionale e si attacca un Chiarello qualsiasi?
    In un paese dove Federazione e Lega son i primi responsabili di certe situazioni,non prendiamocela con un Chiarello qualsiasi,che avra’ pure sbagliato,ma come tifoso e non giornalista,ha espresso lo sdegno di mezzo paese.
    Certo c’eran bambini,va bene,ma nei campi ci son genitori che aizzano i suddetti bimbi a spaccar le gambe,vero o no? e magari son gli stessi che pigliano a schiaffi i prof per difendere i loro asini sgrammaticati.
    In tutte l’emittenti locali c’e’ un giornalista tifoso,meglio dire viceversa,comunque,pero’ son dei “micro”inseriti in “macro”.
    Chiudo applaudendo Leo Junior,un post che oggi 4 cm,ci sta alla grande

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    1. Mazede70 - 6 mesi fa

      condivido in toto e ri-appoggio l’ idea di Leo Junior !!

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  2. LeoJunior - 6 mesi fa

    Ma in questo marciume e teatrino insopportabile perchè il nostro Toro non cerca di distinguersi? quando si chiede a Cairo di fare qualche cosa per noi, io non partirei dagli acquisti ( … di Balotelli?!?) ma da valori. Perchè non ci erigiamo a società modello, che si distingue. Ma non sarebbe motivo di orgoglio e superiorità vera quella di essere diversi? ispirarci a valori veri ormai persi? Niente sponsor sulle maglie, no proteste, calcio spensierato e volitivo, giocatori che per venire da noi devono passare un “esame” di serietà, abnegazione, valori. Saremmo simpatici a tutti ma per primo a noi stessi. Andremo allo stadio per tifare una vera squadra di calcio non buffoni di un circo che non ci rappresenta più. Battuta finale. Ad essere cinici, saremmo così rari che fischiarci un rigore contro … sarebbe come sparare a un panda.

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    1. Mazede70 - 6 mesi fa

      Ho sempre pensato al Toro come a un idea, ecco , la tua mi piace assai !! 😉

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    2. Rock y Toro - 6 mesi fa

      bellissima proposta a cui dovrebbe seguire un movimento di opinione esteso, atto a cercare di sovvertire lo status quo. Come fare però? Potrebbe essere creata una pagina web su FB, per esempio.

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  3. Mazede70 - 6 mesi fa

    “Le nostre parole”, per riprendere il tema dell’ articolo, IL VENTO LE PORTA ! Chiariello avrà pensato di erigersi a fenomenale detentore di verità nascoste, quando invece si é esibito nella peggiore interpretazione pulcinellianica…. Si, sono completamente daccordo con il condannare tutto questo malcostume , che , però va ricordato, non é soltanto figlio dell’ ennesimo “inter-juventus” . Il malcostume a delinquere esiste ormai da diversi decenni ed é parte integrante della vita di ogni italiano, perché é addirittura intestato nella costituzione , tra mirabolanti inciucioni politico-elettorali e mi fermo qui, a quello che tutti sanno… Trovo comunque qualunquista il carattere dell’ articolo scritto dal “nipote inglese” , anche se scritto benissimo, per il semplice motivo che andare a cercare buon senso e rigore in un argomento come il calcio , quello italiano , sarebbe come chiedere ai mafiosi o i terroristi di uccidere con più educazione ! Perché se le parole di una maschera giornalistica sono scomposte ed inadeguate ad un pubblico più giovane, mi chiedo quanto ancora più dannosa e deviante sia la juventus e le altre “sorelle” del pallone, che spero poco abbiano a che fare con lo sport di cui il suddetto “nipote” si é innamorato dai lungi prati inglesi….

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    1. bloodyhell - 6 mesi fa

      è vero, il toro è un’idea. una magnifica idea! mazede e leo, davvero vi ringrazio per averlo ricordato. sarebbe bello se il toro diventasse quello prefigurato da leojunior. un abbraccio forte, fratelli. e ancora grazie

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  4. Junior - 6 mesi fa

    Penso che in tutta questa situazione in cui si arriva alla domenica per sfogare frustrazioni anziché fare il proprio lavoro professionalmente, ritengo sia arrivato davvero il momento di fare tutti un passo indietro e pensare davvero dove si è. Quando davanti a bambini si arriva ad usare quel linguaggio e fare insinuazioni da bar dello sport con il mezzo di comunicazione, allora si vede stiamo raschiando il barile.
    Un codice di condotta davvero applicato aiuterebbe ma non credo sia sufficiente. Il deterrente non è l’unica soluzione ma combinato con una reale presa di coscienza forse si.
    Non mi riconosco e prendo distante da questo tipo di calcio italiano, di basso livello anche tecnico e rimando nostalgico degli anni 80-90 dove eravamo qualcosa e qualcuno anche all’estero. È un brutto decennio questo e mi dispiace. Ad maiora.

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  5. maraton - 6 mesi fa

    bell’articolo che mi trova d’accordo con la sua disamina del mondo pallonaro.

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  6. Toro88 - 6 mesi fa

    caro user-1334342 ecc.ecc. hai perso un’ottima occasione per stare zitto e non dimostrare a tutti la tua ignoranza!

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  7. user-13685686 - 6 mesi fa

    Sinceramente i tuoi appunti sui giornalisti italiani te li puoi anche risparmiare in quanto Chiariello ha espresso frasi su una società (Juventus) espressione del malaffare e del marciume di cui noi italiani ci dobbiamo solo vergognare.
    Non prendiamo lezioni morali dagli inglesi ne tanto meno da arroganti pseudo giornalisti che fanno turismo in Italia

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    1. bloodyhell - 6 mesi fa

      io sono italiano, e se la tua replica alle parole di weatherill è solo dirgli che è inglese, allora sei messo veramente male. la trasmissione di chiariello l’ho vista(perché dopo le polemiche dei giorni scorsi ho voluto sincerarmi), e quello che ha scritto weatherill è tutto vero. Cerca di replicare alle sue argomentazioni, invece di offenderlo.

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    2. user-13685686 - 6 mesi fa

      Stiamo parlando del genio che ha ideato la tessera del tifoso e comunque pseudo tifoso messo male ho replicato sottolineando che tali reazioni sono dovute ad azioni del malaffare

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      1. bloodyhell - 6 mesi fa

        chiariello ha maledetto qualcuno di fronte a dei bambini che non avevano nemmeno dieci anni. se per te questo va bene, solo perché la maledizione era rivolta alla Juventus e perché la questione è stata segnalata dall’inventore della carta del tifoso, che tu non puoi palesemente vedere, allora mi arrendo. hai ragione tu

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      2. Sempregranata - 6 mesi fa

        E’ sorprendente vedere quanta gente scriva, creando disinformazione, col solo intento di denigrarne l’immagine delle persone. La tessera de tifoso di cui lei scrive non ha nulla a che fare con Weatherill, lei la confonde (penso strumentalmente), con la carta del tifoso che inventò lui. Gli scipparono l’idea stravolgendola e facendola diventare uno strumento di controllo e non di partecipazione chiamandola appunto:’Tessera del tifoso’. Le consiglio di leggere questo articolo di Carmelo Pennisi del 27 agosto 2009 pubblicato su tvvarna: http://tvvarna.info/tn-out-news/la-vera-tessera-del-tifoso-di-weatherill/. Ma probabilmente lei sa già tutto e non ha bisogno di informazioni corrette… Averne di gente come Weatherill che scrive di etica e di trasparenza nel calcio e che non sono al servizio di nessuno.

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    3. LeoJunior - 6 mesi fa

      a questo tipo di risposte e di NON argomentazioni facciamo tutti volentieri a meno. Che nel nome della rivalità sportiva (perchè lì ci si deve fermare, altro che odio!) si possa dire ogni scemenza. Lascia perdere user, l’hai detta grossa

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  8. Extraedo75 - 6 mesi fa

    Complimenti per il bell’articolo, d’accordo o no con le opinioni espresse è scritto davvero molto bene.

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  9. lorenzo - 6 mesi fa

    Complimenti, bell’articolo!

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