L’azienda Cristiano Ronaldo

L’azienda Cristiano Ronaldo

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “Cristiano Ronaldo sbarca a Torino e, a scanso di equivoci e fraintendimenti, diciamo subito che ci troviamo di fronte ad un affare economico/sportivo di notevole spessore”

di Anthony Weatherill

 

“Il calcio è l’arte di comprimere la 

                                                                       storia universale in 90 minuti”

George Bernard Shaw

Dall’inizio di questo nuovo millennio stiamo assistendo ad uno stravolgimento sempre più progressivo nello svolgimento del gioco del calcio professionale. Se prima i soldi erano uno dei tanti mezzi per arrivare a delle vittorie, ora sono diventati il fine di ogni vicenda dello sport più popolare del mondo. Aver fatto diventare i soldi lo scopo ultimo di ogni azione ha, di fatto, esautorato la categoria dei tifosi, posizionandola al rango di spettatori passivi della vita dei club per cui tengono.

Nella finale della F.A. Cup del 1887 erano presenti 27.000 spettatori, che sarebbero diventati 110.000 quattro anni più tardi. La Football Association si era costituita solo pochi anni prima(1863), ma la cosa sorprendente di questo fantastico e semplice gioco era stata il suo essere immediatamente diventato un fenomeno popolare. Appare quindi evidente come il calcio, sin dalla sua genesi, sia sempre stato per la gente e tra la gente, qualsiasi fosse la sua classe sociale. Sono stati gli occhi della gente, accompagnati da articoli di stampa dal sapore letterario sfocianti sovente nel mito, ad aver stabilito lo sport del calcio come fenomeno di massa mondiale.

Gli stadi dove si svolgevano le partite erano diventati, in breve tempo, l’unico posto eletto e legittimato a raccontare le storie e le gesta tecniche dei calciatori. I tifosi presenti all’evento live, e solo loro, erano il tribunale virtuale chiamato a giudicare i comportamenti di calciatori e dirigenti delle società per cui tifavano. Il giudizio dei tifosi era rispettato, perché giustamente temuto. Non si poteva certo trascurare l’opinione di chi, con il suo impegno ad essere presente sulle gradinate dello stadio, contribuiva a pagare ai calciatori stipendi se non esageratamente cospicui come quelli odierni, comunque sufficienti a garantire una vita agiata per un buon numero di anni. Tutto, per circa un secolo, è filato liscio come l’olio.

Torino, Lyanco torna a correre. E i suoi progressi interessano a tanti

Il meccanismo si è drammaticamente inceppato con l’avvento della televisione a pagamento, che ha spostato l’avvenimento sportivo dalle gradinate di uno stadio(diventati sempre meno capienti a favore di un elite) alla poltrona di casa, contribuendo in modo decisivo a farlo diventare un contenitore perfetto per operazioni di marketing di ogni tipo. Questo ha cambiato, senza che ce ne accorgessimo, il tipo di forma d’amore tra il tifoso e  la sua squadra. Da una tipologia d’amore che gli antichi greci avrebbero chiamato “Anteros”, ovvero quando si sta vivendo un amore corrisposto confluito in un solido legame, si è passati a vivere l’”Himeros”, ossia a quella tipologia d’amore ascrivibile al desiderio irrefrenabile, alla passione di un momento espressione di un desiderio fisico presente e immediato, e che chiede di essere soddisfatto. Himeros è quello stato d’animo che ha condotto il tifoso prima ad essere uno spettatore passivo, poi un cliente al quale, con un banale click da telecomando tv, vendere qualsiasi cosa possa generare profitto. Questo processo è stato lento, costante e irreversibile. Al tifoso diventato spettatore/cliente, non si è chiesto più di “partecipare” ma solo di “assistere”, avendolo “conquistato”, attraverso una delle più imponenti opere di coercizioni subliminali mai viste, alla causa del marketing.  Davvero non ci si rende conto quanti soldi genera questa  bellissima passione  fatta diventare dipendenza, da cui non si sa più come uscirne. Anche perché, come ci insegna la moderna psicoanalisi, solo se si prende atto di una malattia, si può avere speranza prima o poi di guarirne.

Cristiano Ronaldo sbarca a Torino e, a scanso di equivoci e fraintendimenti, diciamo subito che ci troviamo di fronte ad un affare economico/sportivo di notevole spessore. L’arrivo del fuoriclasse lusitano in bianconero, pone la Juventus sempre più al centro dell’agone del calcio mondiale e sancisce la chiusura di un cerchio prefigurato da anni dal presidente Andrea Agnelli e dai suoi collaboratori. Chiusa la pratica dei complimenti d’obbligo, proviamo a capire. La prima cosa che appare evidente dopo il sontuoso e significativo mercato dei campioni d’Italia, è il suo sempre più estraniarsi dalla realtà del calcio italiano. Per dirla con chiarezza: la Juventus, causa smodata e sempre più progressiva superiorità, è ormai un vero corpo estraneo rispetto al campionato di calcio di Serie A. L’obiettivo, nemmeno più tanto nascosto, è quello di essere soci fondatori importanti di un futuro campionato europeo per club che, statene certi, prima o poi vedrà la luce. Per far accettare lo svuotamento di contenuto dei campionati nazionali atto a favorire la nascita “del campionato dei campionati” bisognava, e bisogna, far diventare alcuni club lo star system del mondo pallonaro.

La Juventus, seguendo l’esempio di club come il Manchester United o il Real Madrid, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, preceduto da una riformulazione di tutta la strategia del marketing bianconero, si appresta a diventare un fenomeno da tifo globale. Presto si assisteranno a milioni di nuovi fans (non li voglio chiamare tifosi), conquistati alla causa juventina fino alle più remote provincie indiane o cinesi. Il fatturato della Juventus aumenterà considerevolmente (facile prevederlo, visti gli illustri precedenti), consentendole di sfruttare la “narrazione” delle sue vittorie e del suo prestigio per una serie molteplici di operazioni di geopolitica economica, di cui la maggior parte non verremo mai a conoscenza. In questo contesto è veramente triste vedere milioni di cinesi o giapponesi definirsi tifosi di United o Real Madrid, in un processo di esautorazione della loro storia che vedrà come capolinea, oltre ad un destino mercantilistico, un’impossibilità oggettiva di creare un fenomeno cinese con le stimmate da Real Madrid. Fa quasi tenerezza vedere uno come Aurelio De Laurentis, affannarsi a cercare di dare al Napoli il carattere di società in grado di competere ai livelli più alti del calcio.

Fa tenerezza perché è evidente che è lo sforzo di Paperino che tenta di averla vinta contro Gastone. Fa dispiacere vedere De Laurentis  in conferenza stampa accusare Miccichè di aver firmato con fretta improvvida il contratto triennale con Sky per la cessione dei diritti televisivi del campionato di Lega A. “Con Cristiano Ronaldo oggi avremmo potuto ottenere da Sky 200 milioni di euro in più”, ha tuonato il presidente partenopeo, dando più l’impressione di voler stare ai margini del carro juventino per coglierne frattaglie di guadagni dispersi, che di nuovo Masaniello pronto a schierarsi contro i poteri forti. Il problema di De Laurentis è che si sopravvaluta da sempre (non è un fesso l’imprenditore cinematografo, ma come ogni mercante ritiene che sopravvalutare la propria mercanzia stia alla base di ogni negozio favorevole), il problema della classe dirigente sportiva italiana è quella di essere sempre assente.

Benedetto XVI, nel discorso tenuto al Reichstag (il parlamento tedesco) nel 2011, tra le tante questioni interessanti trattate, pose i politici teutonici davanti alle loro responsabilità. “La politica ha due responsabilità alla quale non può derogare – disse l’allora Pontefice – : deve servire il diritto e deve dare giustizia”. Se vogliamo traslare questi due basilari concetti allo sport, allora bisogna ribadire con forza che, per un dirigente sportivo, servire il diritto è garantire il fairplay e dare giustizia è restituire ai tifosi la possibilità di poter tornare a partecipare alla vita della propria squadra. Deve essere chiaro che se la Juventus ha assunto un ruolo eccessivamente dominante nel calcio italiano, rendendo praticamente inesistente il concetto di fairplay nel campionato dei Serie A, la colpa non può essere ascrivibile ai suoi dirigenti. La colpa deve essere data a chi mantiene in vigore un sistema di regole (o di non regole), che ha consentito ad Andrea Agnelli di far diventare la Juventus un fenomeno globale, a discapito di tutti gli altri club italiani condannati alla marginalizzazione sportiva. Servire il diritto e dare giustizia, questo è davvero quello che dovrebbe fare una classe dirigente degna di questo nome. Ma, al solito, il timore è che Giovanni Malagò sia impegnato in altre vicende, magari più confortevoli per il soddisfacimento della sua vanità e dei suoi bisogni. E davvero non si avvede, Malagò, del pericolo che si alligna nel definire, da parte della stampa nostrana, l’affare Ronaldo/Juventus l’unione di due aziende.

Quando lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro fu inaugurato nel 1950, in occasione del campionato del mondo, conteneva 160.000 spettatori. Leggende vogliono che in alcune partite gli spettatori potessero raggiungere le 200.000 unità. Oggi, dopo l’ultima ristrutturazione, il Maracanà ne contiene 78.000. In sessantotto anni questo stadio leggendario ha perso quasi 90.000 spettatori. Forse in questa perdita c’è descritto il senso della tragedia che sta vivendo il calcio contemporaneo. Forse non era questo il calcio che avevano sognato gli studenti di Cambridge nell’800. Forse, noi tifosi, dovremmo smettere di essere dipendenti, per tornare ad essere partecipanti. Lo ripeto ancora una volta: il calcio è un bene comune e non mi rassegnerò mai a partecipare al suo suicidio assistito.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

25 Commenta qui
  1. GranataEtico - 4 mesi fa

    Avete appena letto, scritto come non sono mai stato capace io, il perchè del mio nickname, scelto ai tempi del fallimento di Cimminelli sul il forum sulla busiarda. Avevo già allora il sentore di dove si andava a finire (il calcio come sport, non il Toro). Sono fieramente Granata per il senso di appartenere ad un qualcosa che era ed è sempre di più altro da quello che era e diventerà sempre più la giuve. Non ho mai posseduto un abbonamento e da 10 anni neppure un televisore, se voglio vedere il Toro vado in Maratona, mn abbonamento l’ho fatto solo quando eravamo in B (era lì che bisognava dimostrare che si apparteneva ad un’altra cosa). Se poi il mondo và da un’altra parte chi se ne frega. Continuerò a mangiare in una trattoria e eviterò fino in fondo il McDonald del calcio anche se la mia piola favorita in spagna o cina non la conoscono, ma tutti laggiù sanno del McDonald.

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  2. bergen - 4 mesi fa

    La prospettiva è sbagliata.
    400 milioni sono ben spesi per Kylian Mbappé, non per Cristiano Ronaldo.
    Non a caso il Rèal lo ha lasciato andare.

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    1. steacs - 4 mesi fa

      Vendono una maglia da 100 e passa euro ogni 40 secondi… questo é fare soldi… non le valenze cagate che facciamo noi…
      E non parliamo di tutto quello che girerá intorno, se lo sono ripagati in 6 mesi, noi stiamo qua a parlare di Meité e Bremer… ma chi li conosce e che mi rappresentano?
      Un bambino si compra la maglia di Rosati???

      Cairo come tutti gli italiani pensa di essere piú furbo di tutti gli altri ed invece c’è sempre chi ne sa di piú…

      Colpa dei tifosi in effetti!

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  3. Il mio Toro - 4 mesi fa

    Ciao Al66, il motivo è che il signor CR7 ha 18M evasi con il fisco in Spagna e l unico paese che permette di cancellare tutto è la nostra beneamata Italia che con soli 100000€ tutto sparisce grazie alla legge fatta da Renzi nel 2015…….I gobbi che odio all inverosimile, hanno fatto bene i conti, e noi ci rompiamo i c….oni con mezze calzette e a fare aste….hanno DS ed entourage aziendale da far paura e noi chi abbiamo , Petrachi, Comi, Bracciamozze ma chi sono?????
    il calcio come lo intendiamo noi è oramai morto e per farlo tornare in vita , bisogna che tutti ma proprio tutti anche le altre tifoserie non si prenda più nessun abbonamento paytv ma penso che sia la mia solo utopia…

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    1. steacs - 4 mesi fa

      Concordo, odio la juve piú di ogni cosa peró non posso che inchinarmi a livello di gestione aziendale che tanto piace ai tifosi fans di Cairo.

      Dopo Calciopoli hanno fatto tutto in grande: Vinovo, MerdaStadium, Higuain, Champions, Titoli vari, acquisti a parametro zero di grandi giocatori e ora la cigliegina CR7.

      L’hanno fatto con i soliti aiuti?
      Sicuramente

      Peró loro ci sono, ora hanno un rilancio di immagine in tutto il Mondo, vivo in Spagna e vedo gente che gira con maglie della Juve, sento spagnoli che parlano di loro giá da prima di CR7 io invece devo sempre spiegare che Torino ha 2 Squadre (non sto manco a dire una perché tanto non attacca)…

      Ancora pochi anni e saremo scomparsi… ormai sono giá piú di una generazione di Bambini che sono migrati verso di loro… l’emorrargia non è arrestabile da uno come Cairo… a lui non interessa e senza qualche nome importante e qualche soddisfazione sportiva (EL, Coppa Italia)… come andrá a finire è scritto.

      Del resto siamo morti da anni… questo è solo un clone, utile a Cairo per i suoi scopi esterni al Calcio… non glielo perdoneró mai, gli auguro le peggio cose!

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  4. prawn - 4 mesi fa

    Juve cacca

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  5. prawn - 4 mesi fa

    I livelli di censura ormai raggiunti da TN fanno sicuramente più pena del calciomercato in formato Cairese.
    Ma fatevi furbi, CR7 è un mercenario malato, con moglie surrogata, un pazzo ossessionato.
    E avete veramente stufato a parlarne e a postare le sue foto.
    Smetterò di visitare TN presto tra censura foto di questo pirla e commenti beceri che invece non vengono censurati.
    Vergognatevi

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  6. One plastic - 4 mesi fa

    Complimenti all’autore dell’articolo pieno di spunti interessanti
    Tutto vero , in realtà in UK e in Germania ,gli stadi li riempiono e li riempirebbero anche fossero più grandi. Il fenomeno è più marcato sicuramente da noi.

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  7. BACIGALUPO1967 - 4 mesi fa

    Qualcuno della family lo chiama… CR SERT.

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  8. torinodasognare - 4 mesi fa

    Si può ancora dire la propria opinione, Toronews?

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  9. user-13814870 - 4 mesi fa

    ma questo non è il sito delToro ???

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  10. al66 - 4 mesi fa

    Io non voglio discutere il valore di CR7 ci mancherebbe… Ma proprio per questo c è una cosa che non riesco a capire:
    Il real Madrid decide di vendere uno dei più forti giocatori al mondo per una cifra abbordabile per tutti i top club al mondo e NON SI APRE UN ASTA???
    Noi proviamo a prendere un giovane brasiliano di belle speranze e subito ci troviamo a dover “sgomitare” con altre 3 o 4 squadre…
    A voi non sembra strano…

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  11. user-13685686 - 4 mesi fa

    Più che azienda e un baraccone da circo di un calciatore la cui età (35 anni) segnerà un declino in bianconero

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  12. [email protected] - 4 mesi fa

    prendetemi x pazzo ma io……CRpeppe non lo avrei preso !!!
    Sono contento che la giuve lo ha preso secondo me è un pessimo affare !!!

    Vero che ha fatto marketing all’inizio ma poi …..x 4 anni ???
    117 milioni mica briciole x un “vecchietto” ???
    30 mil di ingaggio ?? ma de che ….mi prendo 5 super promesse che hanno il fuoco sotto i piedi….. !!!
    E poi quando ha il momento no ??
    Secondo me tutti (GIUSTAMENTE) si aspettano iper cose da sto tizio….ma qua siamo in Italia e qui ti marcano duro….
    Secondo me fallirà !!!
    Grazie di essere andato alla giuve caro CRpeppe !!!

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    1. [email protected] - 4 mesi fa

      E comunque ci mancherebbe il valore è indiscutibile !!!

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    2. steacs - 4 mesi fa

      Hai mai visto come si allena CR7?

      Lo sai che se ci metti dietro 10 primavera che lo emulano forse ti esce un altro come lui?

      Inostri primavera chi dovrebbero emulare???

      Un conto è essere tifosi e un altro è dire ca22ate….

      E’ vecchio vero, ma per la serie A ancora 3 o 4 anni alla grande li fa, ma andare a dire che sia sopravvalutato… ma fatevi furbi!

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    3. steacs - 4 mesi fa

      In serie A marcano duri?

      Ne ha fatti 3 da solo alla Spagna ai mondiali un mese fa, che dici lá non marcavano?
      O ramos, pique, ecc non lo conoscevano bene?

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  13. Bilancio - 4 mesi fa

    Io invece sono arrivato in fondo all articolo.
    In pratica, la soluzione e’ dire basta a sky.
    Non partecipare. Non alimentare la bestia.

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  14. Sempregranata - 4 mesi fa

    Come spesso accade, ci si sofferma sull’immagine e non si leggono gli articoli. Leggetelo e vi renderete conto del messaggio importante che trasmette l’autore. È interessante e istruttivo. Complimenti, sono battaglie culturali e di spessore etico che spero questo sito porti avanti.

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  15. Daniele abbiamo perso l'anima - 4 mesi fa

    Concordo con i due granata qui sotto.
    E mi rammarico che al prossimo derby non ci sia Pasquale Bruno a marcarlo. Per vederlo piangere.

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    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 4 mesi fa

      ….non sono ubriaco …”i commenti che mi precedevano mi sa che sono stati bannati…

      Forse il linguaggio era un po’ scurrile. Traduco in sintesi : Gli articoli su Cristiano Ronaldo in un sito granata dopo un po’ rompono i cojones ..

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      1. Sempregranata - 4 mesi fa

        Daniele, apprezzo sempre i tuoi commenti ma stavolta permettimi di dissentire, senza guardare e rifiutando di vedere r commentare quello che ci circonda, ci ridurremo presto ad una circolo riservato.Una sorta di riserva indiana.Commemtare e dissentire da quello che sta diventando il calcio è cosa giusta e sacrosanta, anche se c’è una foto di un mercenario. Ce ne sono purtroppo tanti e questo è il calcio del solo business che dobbiamo contrastare. Con stima.

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    2. prawn - 4 mesi fa

      M’hanno/C’hanno censurato, che squallore.
      CR7 cacca

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    3. Daniele abbiamo perso l'anima - 4 mesi fa

      Sempregranata: non ho nulla contro questo articolo in particolare, soltanto mi sono un po’ stufato in generale di leggere il quarto articolo su CR7 su ToroNews,
      Io posso appezzare che qui diano notizie anche fuori dal mondo granata e capisco pure che non abbiamo grandi novità da fare accendere nuove discussioni, ma l’idea di quella che tu definisci “riserva indiana “ alla fine non mi dispiace poi molto, anzi. Noi siamo gli indiani, ricordi? E quindi delle gesta che riguardano i cow boys (anche se influiscono pure su di noi ) non mi importa. Specialmente se le leggo qui.
      Ad ogni modo è bello e giusto pensarla anche diversamente. Rispetto la tua opinione e ti ringrazio per avermela argomentata.

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      1. Hic Sunt Leones 61 (A.C.TORINO )® - 4 mesi fa

        tst

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